18/02/2026
IL SUPERMERCATO DELLE EMOZIONI
Stavo pensando a quanto era bello andare a comprare un disco (vinile o cd che fosse), un libro, un poster o un film a noi particolarmente caro.
Andare a sviluppare quelle 24 foto, fatte meticolosamente, scelte con cura e pregando che fossero venute tutte bene.
L'attesa, la raccolta del gruzzoletto adatto per farlo, la richiesta velata come regalo di compleanno o Natale.
E poi custodirli come oggetti preziosi, non per il loro valore economico, ma per quello che rappresentava ognuno di loro nella nostra storia emotiva. Presente, passato, memoria di un vissuto senza tempo pieno di sensazioni e di significati importanti.
Oggi è tutto così dozzinale, così veloce, così insignificante.
Abbiamo a disposizione milioni di libri online, canzoni, film, contenuti multimediali di ogni genere. Scattiamo foto e video in quantità, ma di essi non resta nulla, ci passano davanti alla velocità della luce per lasciare spazio ad altri.
Come in una fabbrica di emozioni fugaci, pronti per essere riposti sugli scaffali di un supermercato del vivere, che consuma tutto con la voracità di un buco nero dove ogni cosa si perde sull'orizzonte degli eventi.
Abbiamo perso la capacità di legare i ricordi, di selezionare, di legarci, di scegliere e conservare con cura, di rivivere attimi e sensazioni senza tempo.
Abbiamo imparato a fare così anche con le persone, le amicizie, le conoscenze, i rapporti umani, i contatti, le conversazioni casuali. Un grande calderone di vissuti superficiali, perché ormai le profondità fanno paura e le scelte sono sempre più ampie.
Abbiamo tutto a disposizione di un click, ma in realtà, non abbiamo nulla.