Dott.ssa Antonella Cammarata Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Antonella Cammarata Biologa Nutrizionista Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Antonella Cammarata Biologa Nutrizionista, Nutrizionista, Via Pietro di Novo 2, Termini Imerese.

Studio di nutrizione Palermo, Termini Imerese, Roccamena:
-Valutazione dello stato nutrizionale e della composizione corporea
-Elaborazione di piani alimentari personalizzati per tutte le età sia in condizioni fisiologiche che in condizioni patologiche Studio di nutrizione umana in cui si esegue:
-Valutazione dello stato nutrizionale e della composizione corporea
-Elaborazione di piani alimentari personalizzati per tutte le età sia in condizioni fisiologiche che in condizioni patologiche

04/03/2026

Insulino-resistenza 3° parte: quale alimentazione seguire???

27/02/2026

Insulino resistenza 2° parte. Sintomi e diagnosi

☀️ Vitamina D: perché è così importante?La vitamina D non serve solo alle ossa! È fondamentale per:🦴 Assorbimento di cal...
25/02/2026

☀️ Vitamina D: perché è così importante?
La vitamina D non serve solo alle ossa!
È fondamentale per:
🦴 Assorbimento di calcio e salute ossea
🛡️ Supporto al sistema immunitario
💪 Funzione muscolare
⚖️ Equilibrio metabolico e sensibilità insulinica
😊 Benessere dell’umore

🔄 Viene prodotta principalmente tramite l’esposizione solare e attivata da fegato e reni fino alla forma biologicamente attiva.

🥗 Fonti alimentari: pesce grasso, uova, latticini e alimenti fortificati.

💊 L’integrazione può essere utile in caso di carenza, ma va sempre personalizzata dopo dosaggio ematico della 25(OH)D.

👩‍⚕️ Prenditi cura dei tuoi livelli di vitamina D con un piano nutrizionale su misura!!

Dott.ssa Cammarata Antonella
Biologa Nutrizionista
📞☎️📱3200827738

benessere prevenzione alimentazionesana

20/02/2026

Insulino-resistenza!!! Capiamo insieme cos'è!!!

19/02/2026

17/02/2026

Chi sono?? E cosa faccio??

Un'ampia fetta delle mie pazienti, sono donne che si rivolgono a me proprio nel periodo premenopausale o in menopausa a ...
12/02/2026

Un'ampia fetta delle mie pazienti, sono donne che si rivolgono a me proprio nel periodo premenopausale o in menopausa a seguito dei cambiamenti che cominciano a vedere sul proprio corpo!
La menopausa rappresenta una fase fisiologica della vita della donna caratterizzata dalla cessazione definitiva del ciclo mestruale, generalmente tra i 45 e i 55 anni. È diagnosticata dopo 12 mesi consecutivi di amenorrea
Durante la menopausa si verificano importanti modificazioni endocrine:
Riduzione degli estrogeni → responsabile di vampate di calore, secchezza cutanea e vaginale, riduzione della densità ossea.
Riduzione del progesterone → può contribuire ad alterazioni del sonno e sbalzi dell’umore.
Aumento delle gonadotropine (FSH e LH) → indicatore biologico della menopausa.
Rallentamento del metabolismo → favorisce aumento di peso e modificazione della distribuzione del grasso corporeo (prevalentemente addominale).
Questi cambiamenti possono aumentare il rischio di:
✓Osteoporosi
✓Malattie cardiovascolari
✓Insulino-resistenza
✓Alterazioni del profilo lipidico
✓Alimentazione in menopausa
Una corretta alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella gestione dei sintomi e nella prevenzione delle complicanze.
Gli alimenti da prediligere sono:
✔ Verdura e frutta di stagione
✔ Cereali integrali e Legumi
✔ Pesce azzurro ricco di omega-3
✔ Frutta secca e semi oleosi
✔ Latte e derivati (o alternative fortificate) per l’apporto di calcio
✔ Alimenti ricchi di fitoestrogeni (soia, tofu, tempeh, semi di lino)
Mentre sarebbe bene limitare:
✖ Zuccheri semplici
✖ Alcol
✖ Grassi saturi e trans
✖ Sale in eccesso
✖ Alimenti ultra-processati
È inoltre importante:
Mantenere un’adeguata idratazione
Garantire un corretto apporto proteico per preservare la massa muscolare
Assicurare un adeguato introito di calcio e vitamina D per la salute ossea
L’integrazione può essere utile quando l’alimentazione non riesce a soddisfare completamente i fabbisogni nutrizionali, un' insufficiente consumo di pesce potrebbe rendere necessaria un'integrazione con Omega-3 (supporto cardiovascolare e attività antinfiammatoria)
L'integrazione con fitoestrogeni potrebbe alleviare i sintomi tipici come le vampate

La stipsi è un disturbo molto frequente caratterizzato da evacuazioni difficoltose, poco frequenti o incomplete. Spesso ...
07/02/2026

La stipsi è un disturbo molto frequente caratterizzato da evacuazioni difficoltose, poco frequenti o incomplete.
Spesso può essere migliorata con semplici modifiche dello stile di vita!!
🥗 Ecco alcuni consigli alimentari:
✅ Aumentare gradualmente le fibre
Cereali integrali (avena, farro, orzo, riso integrale)
Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli)
Verdura (zucchine, carciofi, finocchi, bietole, broccoli)
Frutta fresca (kiwi, pere, prugne, mele con buccia)
👉 Fabbisogno medio: 25-30 g di fibre al giorno
✅ Consumare alimenti naturalmente lassativi
Prugne
Kiwi
Pere
Semi di lino o chia (ammollati)
Yogurt e alimenti fermentati (supporto al microbiota intestinale)
✅ Bere acqua a sufficienza
Almeno 1,5 – 2 litri al giorno
L’acqua favorisce l’azione delle fibre e ammorbidisce le feci
❌ Limitare
Cibi ultraprocessati
Diete povere di fibre
Eccesso di zuccheri e grassi saturi
Consumo eccessivo di alcol
🚶‍♀️ È importante inoltre:
✔️ Attività fisica regolare
Stimola la motilità intestinale (camminata, nuoto, bicicletta).
✔️ Rispettare lo stimolo evacuativo
Non rimandare l’evacuazione per evitare rallentamenti intestinali.
✔️ Stabilire una routine intestinale
Provare ad andare in bagno sempre alla stessa ora, preferibilmente dopo i pasti.
✔️ Assumere una corretta postura
Piedi leggermente sollevati (sgabellino)
Favorisce il rilassamento del pavimento pelvico
✔️ Gestione dello stress Stress e ansia possono influenzare la funzionalità intestinale.
⚠️Se soffri di
-Stipsi persistente
-Gonfiore addominale
-Dolore addominale o spasmi
-Presenza di sangue nelle feci
-Cambiamenti improvvisi dell’alvo (alternanza di stipsi e diarrea)
È arrivato il momento di rivolgersi ad un professionista
Per info contattami al
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Il lipedema è una patologia cronica caratterizzata da un accumulo anomalo e progressivo di tessuto adiposo, soprattutto ...
05/02/2026

Il lipedema è una patologia cronica caratterizzata da un accumulo anomalo e progressivo di tessuto adiposo, soprattutto a livello di arti inferiori (gambe, cosce, glutei) e talvolta arti superiori, quasi esclusivamente nel sesso femminile.
Non è semplice sovrappeso o obesità tant'è che non risponde normalmente alla sola dieta!!!
In base alla distribuzione si distinguono diversi tipi di lipedema e diversi stadi ingravescenti dal punto di vista morfologico e sintomatologico
Tipo I → Bacino e glutei
Tipo II → Bacino fino alle ginocchia
Tipo III → Bacino fino alle caviglie
Tipo IV → Coinvolgimento arti superiori
Tipo V → Solo polpacci
⚠️ I Sintomi principali sono:
-Dolore spontaneo o alla pressione
-Sensazione di pesantezza agli arti
-Facile comparsa di lividi
-Edema non simmetrico
-Progressivo aumento di volume degli arti
-Stanchezza e riduzione della mobilità
-Piedi e mani generalmente vengono risparmiati (segno distintivo)
🦵🩺🩹💊
Il lipedema non ha ancora una cura definitiva, ma esistono trattamenti per controllare sintomi e progressione.
🧘 Le principali terapie conservative sono:
✔️ Terapia compressiva
✔️ Attività fisica mirata
✔️ Fisioterapia e riabilitazione
✔️ Liposuzione specifica per lipedema
🥗 Terapia Dietetica
La dieta non elimina il lipedema,ma aiuta a:
✔ Ridurre l'infiammazione e la progressione
✔ Migliorare l'edema
✔ Controllare il peso
✔ Ridurre i sintomi (come dolore, gonfiore e pesantezza)

🧪Le strategie nutrizionali più adatte al trattamento del lipedema sono:
✔️Dieta anti-infiammatoria
✔️Dieta low carb
✔️Dieta mediterranea o a basso carico glicemico
✔️Dieta chetogenica (Kd, VLEKT, oloproteica)

🍎 Si suggerisce pertanto un'alimentazione che favorisca:
✅Verdure fresche
✅Frutta a basso indice glicemico
✅Proteine magre
✅Pesce ricco di omega-3
✅Olio extravergine d’oliva
✅Frutta secca
✅Cereali integrali
✅Idratazione adeguata
Occorre invece limitare:
❌Zuccheri semplici
❌Alcol
❌Sale in eccesso
❌Alimenti ultra-processati
❌Grassi trans
❌Carboidrati raffinati

Insulino‑resistenza: cos’è, perché compare e cosa si può fareNegli ultimi anni il termine *insulino‑resistenza* è entrat...
01/02/2026

Insulino‑resistenza: cos’è, perché compare e cosa si può fare

Negli ultimi anni il termine *insulino‑resistenza* è entrato sempre più spesso nel linguaggio comune. Viene citato nei referti, nei post sui social, nelle diete “per sistemare gli ormoni”. Proprio per questo rischia di diventare una parola‑contenitore, usata in modo impreciso o addirittura scorretto. Proviamo quindi a fare chiarezza, in modo rigoroso ma comprensibile.

Cos’è l’insulino‑resistenza

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che ha il compito di permettere al glucosio di entrare nelle cellule, dove viene utilizzato come fonte di energia o immagazzinato.

Si parla di *insulino‑resistenza* quando le cellule (soprattutto muscoli, fegato e tessuto adiposo) rispondono meno efficacemente all’azione dell’insulina. In pratica, a parità di insulina circolante, il glucosio entra con più difficoltà nelle cellule.

Per compensare questa ridotta sensibilità, il pancreas aumenta la produzione di insulina. Nelle fasi iniziali la glicemia può rimanere nei limiti della norma, ma al prezzo di livelli di insulina cronicamente elevati (*iperinsulinemia*). Quando il compenso non è più sufficiente, la glicemia inizia a salire e può comparire il diabete tipo 2.

L’insulino‑resistenza non è quindi una malattia in sé, ma una condizione metabolica che può precedere e favorire diverse patologie.

Perché si sviluppa

L’insulino‑resistenza è il risultato di una combinazione di fattori, genetici e ambientali. Tra i principali:

1. Eccesso di tessuto adiposo, in particolare viscerale. Il grasso addominale non è un semplice deposito energetico, ma un tessuto metabolicamente attivo che produce molecole pro‑infiammatorie e interferisce con il segnale insulinico.
2. Sedentarietà. Il muscolo è uno dei principali utilizzatori di glucosio: meno viene utilizzato, minore è la sensibilità all’insulina.
3. Alimentazione cronicamente ipercalorica, soprattutto se associata a un elevato apporto di alimenti ultraprocessati e a una distribuzione dei carboidrati poco funzionale.
4. Infiammazione cronica di basso grado, spesso legata a obesità, stress, alterazioni del sonno.
5. Fattori ormonali, come ad esempio nella sindrome dell’ovaio policistico.
6. Predisposizione genetica, che modula la risposta individuale agli stessi stimoli ambientali.

È importante sottolineare che non esiste una singola causa né un singolo colpevole (come “gli zuccheri” in senso generico).

Come si manifesta

L’insulino‑resistenza spesso non dà sintomi specifici, soprattutto nelle fasi iniziali. Talvolta può essere associata a:

* difficoltà nel controllo del peso
* accumulo di grasso a livello addominale
* fame frequente o cali energetici post‑prandiali
* alterazioni del profilo lipidico
* pressione arteriosa elevata

La diagnosi non si basa sui sintomi, ma su valutazioni cliniche e di laboratorio. Gli indici più utilizzati includono la glicemia e l’insulinemia a digiuno (es. HOMA‑IR), ma la loro interpretazione va sempre contestualizzata.

Cosa si può fare: gli interventi efficaci

Il trattamento dell’insulino‑resistenza non si basa su soluzioni rapide o su “diete miracolose”. Gli interventi con maggiore evidenza scientifica sono:

1. Alimentazione strutturata e sostenibile
Non esiste un’unica dieta “anti‑insulino‑resistenza”. Conta il contesto complessivo:

* adeguatezza calorica
* qualità degli alimenti
* distribuzione dei macronutrienti
* regolarità dei pasti

In molti casi, una moderata riduzione calorica associata a un miglioramento della qualità nutrizionale è già sufficiente a migliorare la sensibilità insulinica.

2. Attività fisica
L’esercizio fisico è uno degli strumenti più potenti a disposizione. In particolare:

l’allenamento di forza migliora la captazione del glucosio da parte del muscolo
l’attività aerobica contribuisce al bilancio energetico e alla salute metabolica

Anche senza variazioni di peso significative, l’attività fisica migliora la sensibilità insulinica.

3. Riduzione del grasso viscerale
Quando presente in eccesso, la sua riduzione ha un impatto diretto sul miglioramento metabolico.

4. Gestione di sonno e stress
Privazione di sonno e stress cronico alterano la regolazione ormonale e favoriscono l’insulino‑resistenza.

5. Farmaci
In alcuni casi selezionati (es. prediabete, PCOS, diabete), il medico può valutare una terapia farmacologica. I farmaci non sostituiscono lo stile di vita, ma possono affiancarlo.

Un punto fondamentale

L’insulino‑resistenza non si “cura” eliminando un singolo alimento, evitando i carboidrati o seguendo approcci estremi. È una condizione complessa che richiede interventi personalizzati, progressivi e sostenibili nel tempo.

La divulgazione corretta serve proprio a questo: togliere l’insulino‑resistenza dal territorio della paura e riportarla in quello della fisiologia e della clinica.

-Ricordo che questo testo è puramente a scopo informativo e divulgativo.-

Fonti:
ADA – American Diabetes Association Standards of Care in Diabetes (ultime edizioni)

EASD – European Association for the Study of Diabetes

WHO e IDF (International Diabetes Federation)

Regina dell'inverno, la zucca è un ortaggio versatile e digeribile.La si può usare per dei primi piatti, come il risotto...
20/01/2026

Regina dell'inverno, la zucca è un ortaggio versatile e digeribile.
La si può usare per dei primi piatti, come il risotto in foto, ma ottima per condire anche pasta o altre tipologie di cereali e pseudocerali.
Ottima come contorno la si può cucinare al forno, stufata, a mo' di vellutate....
Ma ciò che la rende regina è la possibilità di utilizzarla anche in protocolli specifici per il benessere gastrointestinale, adatta infatti sia in caso di allergia al nichel che di dieta lowfodmap (per colon irritabile) sia in caso di reflusso gastroesofageo, che di meterorismo e gonfiore!!!
Attenzione invece a chi segue regimi chetogenici, in quel caso va limitata o evitata completamente!!!

🍕La pizza è uno dei simboli più amati della cucina italiana: un piatto semplice, conviviale e profondamente radicato nel...
17/01/2026

🍕La pizza è uno dei simboli più amati della cucina italiana: un piatto semplice, conviviale e profondamente radicato nella nostra cultura alimentare. In occasione della Giornata Mondiale della Pizza, vale la pena ricordare che può trovare spazio all’interno di un’alimentazione equilibrata.

✅La sua qualità nutrizionale dipende innanzitutto dalla scelta delle materie prime e dalle modalità di preparazione. Una pizza realizzata con ingredienti essenziali e di buona qualità, come pomodoro, mozzarella e olio extravergine di oliva, può rappresentare un piatto ben bilanciato, soprattutto se arricchita con verdure. Anche l’impasto è determinante: una lievitazione adeguata e, quando possibile, l’utilizzo di farine meno raffinate favoriscono digeribilità e senso di sazietà.

❌Al contrario, farciture eccessivamente elaborate, come salumi e formaggi aggiuntivi, incrementano l’apporto di grassi saturi e sale senza apportare un reale valore nutrizionale.

Un ruolo rilevante, infine, è svolto dalla porzione e dalla frequenza di consumo: gustare la pizza con moderazione consente di integrarla serenamente nella propria alimentazione abituale😋

Indirizzo

Via Pietro Di Novo 2
Termini Imerese
90018

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 14:30 - 20:00
Giovedì 14:30 - 20:00
Venerdì 09:00 - 15:00

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