Dott.ssa Antonella Cammarata Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Antonella Cammarata Biologa Nutrizionista Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Antonella Cammarata Biologa Nutrizionista, Nutrizionista, Via Pietro di Novo 2, Palermo.

Studio di nutrizione Palermo, Termini Imerese, Roccamena:
-Valutazione dello stato nutrizionale e della composizione corporea
-Elaborazione di piani alimentari personalizzati per tutte le età sia in condizioni fisiologiche che in condizioni patologiche Studio di nutrizione umana in cui si esegue:
-Valutazione dello stato nutrizionale e della composizione corporea
-Elaborazione di piani alimentari personalizzati per tutte le età sia in condizioni fisiologiche che in condizioni patologiche

Regina dell'inverno, la zucca è un ortaggio versatile e digeribile.La si può usare per dei primi piatti, come il risotto...
20/01/2026

Regina dell'inverno, la zucca è un ortaggio versatile e digeribile.
La si può usare per dei primi piatti, come il risotto in foto, ma ottima per condire anche pasta o altre tipologie di cereali e pseudocerali.
Ottima come contorno la si può cucinare al forno, stufata, a mo' di vellutate....
Ma ciò che la rende regina è la possibilità di utilizzarla anche in protocolli specifici per il benessere gastrointestinale, adatta infatti sia in caso di allergia al nichel che di dieta lowfodmap (per colon irritabile) sia in caso di reflusso gastroesofageo, che di meterorismo e gonfiore!!!
Attenzione invece a chi segue regimi chetogenici, in quel caso va limitata o evitata completamente!!!

🍕La pizza è uno dei simboli più amati della cucina italiana: un piatto semplice, conviviale e profondamente radicato nel...
17/01/2026

🍕La pizza è uno dei simboli più amati della cucina italiana: un piatto semplice, conviviale e profondamente radicato nella nostra cultura alimentare. In occasione della Giornata Mondiale della Pizza, vale la pena ricordare che può trovare spazio all’interno di un’alimentazione equilibrata.

✅La sua qualità nutrizionale dipende innanzitutto dalla scelta delle materie prime e dalle modalità di preparazione. Una pizza realizzata con ingredienti essenziali e di buona qualità, come pomodoro, mozzarella e olio extravergine di oliva, può rappresentare un piatto ben bilanciato, soprattutto se arricchita con verdure. Anche l’impasto è determinante: una lievitazione adeguata e, quando possibile, l’utilizzo di farine meno raffinate favoriscono digeribilità e senso di sazietà.

❌Al contrario, farciture eccessivamente elaborate, come salumi e formaggi aggiuntivi, incrementano l’apporto di grassi saturi e sale senza apportare un reale valore nutrizionale.

Un ruolo rilevante, infine, è svolto dalla porzione e dalla frequenza di consumo: gustare la pizza con moderazione consente di integrarla serenamente nella propria alimentazione abituale😋

A TAVOLA CON LA SINDROME DELL'OVAIO POLICISTICOLa sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un complesso disordine endocr...
14/01/2026

A TAVOLA CON LA SINDROME DELL'OVAIO POLICISTICO
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un complesso disordine endocrino-metabolico che colpisce tra il 5% e il 10% delle donne in età fertile e rappresenta la principale causa di infertilità femminile.
La sindrome si caratterizza per la presenza di iperandrogenismo (eccesso di ormoni maschili), irregolarità mestruali e cisti ovariche.
Le manifestazioni cliniche più evidenti sono presenza di peli sul viso e corpo (irsutismo), acne, sovrappeso e obesità, diradamento dei capelli (alopecia).
La diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico si basa sui cosiddetti criteri di Rotterdam secondo cui si è affetti dalla sindrome se sono presenti almeno due dei tre seguenti parametri:
-presenza di cisti ovariche
-oligo o anovulazione
- iperandrogenismo
Pertanto è bene non cadere nell’errore di pensare che la sola presenza di cisti ovariche corrisponda ad avere la sindrome. Donne con cisti ovariche non sono affette dalla sindrome mentre donne con assenza di cisti alle ovaie rientrano nella sindrome poiché possono presentare oligo o anovulazione e iperandrogenismo.
Diagnosticare la sindrome è complicato per via della complessità e della eterogeneità dei sintomi e delle cause che li determinano, tuttavia effettuare una diagnosi precoce è assolutamente importante poiché la PCOS nel tempo può condurre ad un aumento del rischio di diabete di tipo 2, ipercolesterolemia, aumentato rischio cardiovascolare e sindrome metabolica.
Ma cosa centra l’alimentazione e quanto può essere utile nella sindrome dell’ovaio policistico?
Partiamo dai numeri: più del 75% delle donne con PCOS presenta una condizione di sovrappeso o obesità e ciò è in genere riconducibile alla presenza di insulino-resistenza. Tuttavia anche donne magre possono presentare resistenza all’insulina. Contrastare l'insulino-resistenza e il conseguente eccesso di androgeni rappresenta la strategia per migliorare segni e sintomi della PCOS
E allora come controllare l’insulino-resistenza a tavola?
La strategia da adottare in questi casi è una dieta a basso indice e carico glicemico.
In alcuni casi, risulta invece necessaria una dieta chetogenica o lowcarb!

13/01/2026

PERMEABILITÀ INTESTINALE: QUANDO LA BARRIERA LASCIA PASSARE PIÙ DEL DOVUTO (E COSA SIGNIFICA DAVVERO)L’intestino non è s...
11/01/2026

PERMEABILITÀ INTESTINALE: QUANDO LA BARRIERA LASCIA PASSARE PIÙ DEL DOVUTO (E COSA SIGNIFICA DAVVERO)

L’intestino non è solo un organo adibito esclusivamente alla digestione.

È anche una barriera.

E non una barriera qualsiasi: una barriera intelligente, selettiva, in continuo dialogo con ciò che mangiamo, con i batteri che vivono dentro di noi e con il sistema immunitario.

Per capire cosa significa davvero “permeabilità intestinale”, bisogna partire da un’idea semplice.

Tra l’interno dell’intestino, dove passa il cibo durante la digestione, e l’interno del corpo, dove ci sono sangue e tessuti, esiste un confine.

Questo confine decide cosa può entrare e cosa deve restare fuori.

Se funziona bene, assorbiamo nutrienti e acqua, ma evitiamo che arrivino nel sangue sostanze che non dovrebbero circolare.

Questa protezione non è fatta da un unico strato.

È un sistema composto da più livelli che lavorano insieme.

C’è lo strato di muco, che riveste la parete come un film protettivo.

C’è il microbiota, cioè l’insieme di microrganismi che occupano spazio, competono con i potenziali patogeni e producono sostanze utili.

Poi ci sono le cellule intestinali, allineate come mattonelle che formano la parete.

E, soprattutto, tra una cellula e l’altra ci sono delle strutture di chiusura che funzionano come cerniere: le tight junctions, le cosiddette giunzioni strette.

Queste giunzioni sono fondamentali perché rendono la parete intestinale selettiva.

Non devono essere sigillate come un muro di cemento.

Un minimo di permeabilità è normale, anzi è necessario: se la parete fosse totalmente impermeabile, non potremmo assorbire nulla.

Il punto, quindi, non è stabilire se l’intestino è permeabile oppure no.

Il punto è capire quando diventa troppo permeabile.

Quando si parla di permeabilità intestinale aumentata, si intende che quel filtro perde un po’ di precisione.

È come se le maglie si allargassero più del dovuto o come se la guarnizione tra le cellule non chiudesse bene.

Non è un buco nella parete.

È un cambiamento graduale della selettività della barriera.

In pratica può aumentare il passaggio di molecole che normalmente passerebbero molto meno:

frammenti microbici, sostanze irritanti, componenti alimentari non completamente digeriti.

Perché questo è rilevante?

Perché subito dietro quella parete, appena sotto la superficie, c’è una presenza enorme di cellule immunitarie.

Non per caso.

L’intestino è una delle zone più sorvegliate del nostro corpo, proprio perché è un punto di contatto continuo con il mondo esterno.

Se la barriera lascia passare più materiale del dovuto, il sistema immunitario può ricevere più stimoli.

E quando riceve più stimoli, può rispondere con segnali di allarme:

infiammazione locale, aumento della reattività, modifiche della motilità e talvolta sintomi che, nella percezione della persona, sembrano anche non solo intestinali.

A questo punto entra in gioco un equivoco molto diffuso online.

Il tema viene spesso chiamato “leaky gut”, intestino che perde, e viene usato come spiegazione universale per qualunque disturbo:

gonfiore, stanchezza, mal di testa, pelle impura, ansia, aumento di peso.

Il risultato è che un concetto reale diventa una parola magica.

E quando un concetto diventa una parola magica, perde la sua utilità scientifica!!

La verità è più sobria e molto più interessante.

La scienza riconosce che la permeabilità intestinale aumentata esiste, che può essere misurata con metodi specifici e che compare in alcune condizioni con un ruolo chiaro.

In altri casi può essere un meccanismo che contribuisce al quadro clinico, ma non è la causa unica né una diagnosi da fare a sentimento.

È più corretto considerarla un possibile pezzo del puzzle, non l’intero puzzle.

E allora viene naturale chiedersi:

perché la barriera può diventare più permeabile?

Qui raramente c’è una sola causa, perché la barriera è influenzata da tantissimi fattori contemporaneamente.

Se la mucosa è infiammata o irritata, le tight junctions possono modificarsi e diventare meno efficaci.

Lo stress può giocare un ruolo reale, non perché “è tutto nella testa”, ma perché i circuiti neuroendocrini e il sistema nervoso enterico comunicano con l’intestino e con l’immunità, influenzando secrezioni, motilità, percezione del dolore e regolazione dell’infiammazione.

L’alimentazione può inoltre contribuire, soprattutto quando è molto sbilanciata e povera di fibre, oppure quando è ricchissima di ultra-processati e povera di varietà.

Anche qui non esiste il cibo cattivo in assoluto, ma esiste un contesto che, ripetuto nel tempo, può ridurre la resilienza dell’ecosistema intestinale.

Poi c’è il microbiota.

Quando si altera, può cambiare la produzione di sostanze protettive e può ridursi la capacità di mantenere uno strato di muco sano.

Ci sono poi le infezioni intestinali: a volte i sintomi dell’episodio acuto passano, ma la mucosa rimane più sensibile per un periodo, e la barriera può essere meno stabile.

E non bisogna poi dimenticare che alcuni farmaci, in alcune persone e in certi contesti, possono irritare la mucosa (un esempio classico sono gli antinfiammatori non steroidei usati in modo prolungato).

Infine ci sono condizioni cliniche specifiche in cui la barriera è chiaramente coinvolta: qui rientrano, per esempio, la celiachia e le malattie infiammatorie intestinali, dove la relazione tra mucosa, immunità e permeabilità non è un’ipotesi da social, ma un tema centrale.

Quando la barriera perde selettività, quali sintomi compaiono?

Ed ecco un altro punto importante: non esiste un sintomo unico e infallibile che ti dice che hai permeabilità aumentata.

Questa è una delle ragioni per cui non ha senso fare autodiagnosi basandosi su sensazioni generiche.

Il gonfiore può dipendere da fermentazioni, cibi alti in FODMAP, velocità del transito, sensibilità viscerale, aerofagia, stress, disbiosi.

La stitichezza può dipendere da transito lento, idratazione insufficiente, scarsa fibra tollerata, farmaci, tiroide, pavimento pelvico.

La diarrea può dipendere da infezioni, intolleranze, IBS, alterazioni dell’assorbimento, celiachia, bile acids, infiammazione.

Quindi la permeabilità, quando presente, può essere un elemento del quadro, ma non è qualcosa che si legge dai sintomi.

È più corretto dire che una barriera più fragile può rendere l’intestino più reattivo e più sensibile a stimoli che prima tollerava meglio.

Ma questo va sempre inquadrato con metodo.

E qui arriviamo alla domanda che molti si fanno:

come si valuta davvero la permeabilità intestinale?

Perché se è misurabile, allora basterà un test, giusto?

In realtà è più complicato.

In ricerca e in pratica clinica esistono test basati sull’assorbimento di particolari zuccheri (come lattulosio e mannitolo) e sulla loro eliminazione nelle urine.

Esistono anche marker indiretti, ma hanno limiti e non sempre sono interpretati allo stesso modo.

Non è una cosa che si risolve con un esame.

Spesso, molto spesso, l’approccio migliore non è inseguire il numerino della permeabilità, ma cercare cosa potrebbe star stressando la mucosa e l’ecosistema intestinale:

valutare segni di infiammazione, escludere celiachia se ci sono sospetti, capire se c’è stato un evento infettivo, se ci sono carenze, anemia, calprotectina alterata, sintomi d’allarme, o altri indicatori clinici che orientano.

Per questo insistiamo sempre su un punto che per noi è non negoziabile:

bisogna indagare le cause alla radice, con esami sensati e con specialisti competenti quando serve.

Perché avere una permeabilità aumentata non è una destinazione, ma è un segnale.

E un segnale può avere strade diverse dietro.

A questo punto si sente spesso dire: “Ok, ma come si ripara la barriera?”.

Anche qui serve realismo.

La barriera intestinale ha una straordinaria capacità di rigenerazione.

Le cellule intestinali si rinnovano rapidamente, il che è una buona notizia.

Ma riparare non significa eliminare dieci alimenti per sempre.

Significa soprattutto ridurre ciò che la sta irritando e creare condizioni favorevoli perché la mucosa si stabilizzi.

È un concetto molto concreto.

Se continui a stressare l’intestino, è come cercare di asciugare il pavimento mentre il rubinetto resta aperto.

Se invece capisci cosa sta tenendo aperto il rubinetto, puoi intervenire in modo serio.

In alcuni casi è un lavoro relativamente lineare:

sistemare routine, sonno, idratazione, movimento, introdurre fibre in modo graduale e tollerabile, migliorare la qualità complessiva dell’alimentazione, inserire una valida integrazione probiotica come Vitalongum, gestire lo stress con strumenti pratici, intervenire su eventuali squilibri.

In altri casi serve un percorso più strutturato con valutazioni, diagnosi differenziale, terapia mirata se c’è una condizione specifica.

La parte davvero importante è la seguente.

La permeabilità intestinale non va usata come etichetta per spiegare tutto.

Va usata come concetto per capire meglio un meccanismo.

Un meccanismo che può contribuire a infiammazione, reattività e sintomi, ma che non sostituisce una diagnosi e non elimina la necessità di ragionare.

Se senti che l’intestino è sempre al limite, che certi periodi peggiorano e altri migliorano, che c’è una fragilità di fondo, la domanda più utile non è “Ho la permeabilità?”.

La domanda più intelligente è: “Quali fattori stanno rendendo la mia barriera più vulnerabile? Qual è la causa alla radice?”.

E da lì si parte con serietà, senza estremismi.

Perché la cosa più scientifica che possiamo fare non è trovare una parola che spiega tutto.

È capire davvero cosa sta succedendo nel tuo caso, e costruire un percorso che abbia senso.

Speriamo con tutto il cuore che questo post ti sia stato utile e abbia fatto finalmente chiarezza

Cit.Team Neobilive

𝗥𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗮: 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗿𝗮𝗺𝗶𝗱𝗲 𝗦𝗜𝗡𝗨 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁 𝗙. 𝗞𝗲𝗻𝗻𝗲𝗱𝘆 𝗝𝗿.Mentre in Italia la 𝗦...
09/01/2026

𝗥𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗮:
𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗿𝗮𝗺𝗶𝗱𝗲 𝗦𝗜𝗡𝗨 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁 𝗙. 𝗞𝗲𝗻𝗻𝗲𝗱𝘆 𝗝𝗿.

Mentre in Italia la 𝗦𝗜𝗡𝗨 conferma la piramide mediterranea con vegetali, cereali integrali e legumi alla base, negli Stati Uniti 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁 𝗙. 𝗞𝗲𝗻𝗻𝗲𝗱𝘆 𝗝𝗿. propone una rivoluzione radicale: proteine animali e grassi saturi come fondamento dell'alimentazione, carboidrati drasticamente ridotti.
Due visioni opposte della nutrizione salutare che sollevano interrogativi cruciali sul futuro delle 𝗹𝗶𝗻𝗲𝗲 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶.
Emerge un unico punto di accordo: la condanna degli 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮-𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶.
Sicuramente occorre una riflessione su queste due visioni a tratti così differenti ma per certi versi similari!
Cit. 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗡𝘂𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗮𝗹𝗲𝗿𝗻𝗶𝘁𝗮𝗻𝗮 (𝗦𝗡𝗦)




Pensi di soffrire di insulino-resistenza???Un piano nutrizionale personalizzato potrebbe aiutarti a gestire i sintomi e ...
07/01/2026

Pensi di soffrire di insulino-resistenza???
Un piano nutrizionale personalizzato potrebbe aiutarti a gestire i sintomi e a perdere quei kg di troppo che fai fatica a smaltire.
Diete chetogeniche, low carb o a basso indice glicemico sono quelle più indicate in questi casi.
Per info, puoi scrivere in dm o al 3200827738

Hai già ripreso le tue sane abitudini alimentari?!?Riparti da questi semplici consigli...Se pensi non siano sufficienti ...
07/01/2026

Hai già ripreso le tue sane abitudini alimentari?!?
Riparti da questi semplici consigli...
Se pensi non siano sufficienti o hai bisogno di una mano di aiuto a smaltire dei kg accumulati o migliorare condizioni metaboliche o gastrointestinali, non esitare a contattarmi!!
Ricevo a Palermo, Termini Imerese e Roccamena
Per info e prenotazioni ☎️📞📱3200827738 o prenota su Miodottore

Da venerdì 9, vi aspetto presso la nuova sede di Termini Imerese in via Pietro Di Novo 2, piano terra 🩺🧬🩺🧬Per chi voless...
03/01/2026

Da venerdì 9, vi aspetto presso la nuova sede di Termini Imerese in via Pietro Di Novo 2, piano terra 🩺🧬🩺🧬
Per chi volesse intraprendere un percorso nutrizionale, o riprendere da dove ha lasciato 😅😅😅 può contattarmi al ☎️📞📱3200827738 (anche whatsapp) o prenotare direttamente su Miodottore

Dicono di me.....❤️❤️❤️Ciò che più gratifica nel mio lavoro, è la fiducia da parte dei miei pazienti oltre la possibilit...
19/12/2025

Dicono di me.....❤️❤️❤️
Ciò che più gratifica nel mio lavoro, è la fiducia da parte dei miei pazienti oltre la possibilità di poterli aiutare nel loro personale percorso di salute!!!
Ogni risultato clinico o fisico raggiunto dà senso alle mie giornate 🌻🌻🌻
Ma senza il vostro impegno, senza la vostra costanza e dedizione nel seguire le mie indicazioni, il mio lavoro non avrebbe senso....
Quindi sono io a dire grazie a voi per la fedeltà con la quale mi seguite ❣️❣️❣️

Comunico ai miei cari pazienti che sarò attiva in studio fino al 23 dicembre, dal 24 al 6 Gennaio mi prenderò un momento...
18/12/2025

Comunico ai miei cari pazienti che sarò attiva in studio fino al 23 dicembre, dal 24 al 6 Gennaio mi prenderò un momento di pausa, ma dedicandomi alle novità che ci attendono per il 2026 🔜🔜🔜
Vi auguro di trascorrere delle serene festività!!!
Ci vediamo più carichi a Gennaio, pronti per ripartire!!!
Per chi volesse fissare un inizio di percorso o riprenderlo può contattarmi al
☎️☎️☎️3200827738
📩📩📩 antonella.cammarata.nutrizione@gmail.com
💻💻💻Miodottore (link in bio)
Presso le sedi di Palermo, Termini Imerese e Roccamena

𝐒𝐞𝐦𝐚𝐠𝐥𝐮𝐭𝐢𝐝𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨𝐢𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐚: 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐠𝐫𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.Negli ultimi anni il nome Semaglutide...
10/10/2025

𝐒𝐞𝐦𝐚𝐠𝐥𝐮𝐭𝐢𝐝𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨𝐢𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐚: 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐠𝐫𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.

Negli ultimi anni il nome Semaglutide è diventato onnipresente, non solo tra i pazienti diabetici per i quali è stato concepito, 𝐦𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨 𝐨𝐟𝐟-𝐥𝐚𝐛𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐞 “𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐨 𝐝𝐢𝐦𝐚𝐠𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞. Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: mentre le linee guida internazionali continuano a ribadire che il cambiamento dello stile di vita (alimentazione equilibrata, attività fisica, gestione dello stress, esposizione alla luce del sole, relazioni sane e del sonno) resta la prima e più efficace forma di prevenzione e terapia per sovrappeso, obesità e patologie croniche, la società contemporanea sembra preferire “𝐥’𝐢𝐧𝐢𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐚𝐩𝐢𝐝𝐚” alla fatica quotidiana della disciplina.
Nota bene: “𝑳’𝒐𝒃𝒆𝒔𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆̀ 𝒐𝒈𝒈𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊𝒖𝒕𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒎𝒂𝒍𝒂𝒕𝒕𝒊𝒂 𝒄𝒓𝒐𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒆, 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒆𝒔𝒕𝒐, 𝒇𝒂𝒓𝒎𝒂𝒄𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝑺𝒆𝒎𝒂𝒈𝒍𝒖𝒕𝒊𝒅𝒆 𝒆 𝒂𝒏𝒂𝒍𝒐𝒈𝒉𝒊 𝒓𝒂𝒑𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒓𝒖𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒖𝒕𝒊𝒍𝒊 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒈𝒆𝒔𝒕𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒆𝒖𝒕𝒊𝒄𝒂; 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂𝒗𝒊𝒂, 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒊𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒄𝒊𝒏𝒅𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒍𝒐 𝒔𝒇𝒐𝒓𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒆𝒈𝒖𝒊𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒔𝒂𝒏𝒐, 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒂𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐 𝒔𝒖𝒍 𝒒𝒖𝒂𝒅𝒓𝒐 𝒄𝒍𝒊𝒏𝒊𝒄𝒐 𝒆 𝒂𝒅𝒂𝒕𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒈𝒓𝒂𝒗𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒊̀ 𝒔𝒊 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒔𝒄𝒐𝒏𝒐 𝒓𝒊𝒔𝒖𝒍𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒅𝒖𝒓𝒂𝒕𝒖𝒓𝒊 𝒆 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊.”

𝑳’𝒊𝒍𝒍𝒖𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒄𝒐𝒓𝒄𝒊𝒂𝒕𝒐𝒊𝒂

L’immagine che abbiamo postato qui sotto, sintetizza bene questa realtà: una lunga fila di persone in attesa davanti alla “farmacia delle scorciatoie” e porte desolatamente vuote davanti alla sala del “cambiamento di stile di vita”. Il messaggio è chiaro: è 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑓𝑎𝑐𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑒𝑔𝑎𝑟𝑒 𝑎 𝑢𝑛 𝑓𝑎𝑟𝑚𝑎𝑐𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑚𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑜𝑡𝑖𝑑𝑖𝑎𝑛𝑜.

Ma la scorciatoia ha un prezzo. L’uso off-label di semaglutide nei non diabetici solleva importanti questioni:

- 𝑬𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆: togliere disponibilità di un farmaco a pazienti che ne hanno reale necessità terapeutica.

- 𝑪𝒍𝒊𝒏𝒊𝒄𝒉𝒆: gli effetti collaterali non sono banali (nausea, vomito, pancreatite, alterazioni della motilità intestinale, ipoglicemia se combinato ad altri farmaci).

- 𝑷𝒔𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒆 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒍𝒊: si rischia di rinforzare il concetto che il benessere sia ottenibile in “modalità fast-food”, senza sacrificio, senza educazione alimentare, senza responsabilità.

𝑰𝒍 𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒑𝒓𝒐𝒃𝒍𝒆𝒎𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒊𝒍 𝒇𝒂𝒓𝒎𝒂𝒄𝒐, 𝒎𝒂 𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒊𝒕𝒂̀
Non è il Semaglutide in sé il “male”: i GLP-1 agonisti hanno un ruolo terapeutico solido nei pazienti con diabete di tipo 2 e obesità severa. Il problema è la mentalità collettiva che si rifugia nella 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗮 e rifiuta l’impegno quotidiano. È lo stesso meccanismo che vediamo con integratori miracolosi o prodotti “bruciagrassi”: scorciatoie che promettono risultati rapidi, ma che non costruiscono salute duratura.

𝗟𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝘀𝗲
La letteratura scientifica è inequivocabile: nessun farmaco sostituisce i benefici di un’alimentazione sana, di un’attività fisica regolare e di un sonno adeguato. Sono questi i pilastri della prevenzione cardiovascolare, del controllo del peso, della salute metabolica e della longevità. Senza queste fondamenta, qualsiasi terapia farmacologica diventa un castello costruito sulla sabbia.

La società di oggi sembra preferire la pillola alla disciplina, l’iniezione al sacrificio, l’illusione alla realtà. Ma la medicina e la nutrizione ci insegnano che il cambiamento autentico passa per lo stile di vita: un percorso impegnativo, lento, ma privo degli effetti collaterali di una scorciatoia farmacologica. Ad ogni modo il dibattito rimane aperto in quanto l'argomento è complesso e subentrano molte varianti non ultima quella psicologica della persona.

"𝑵𝒐𝒏 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒂𝒈𝒐 𝒐 𝒑𝒊𝒍𝒍𝒐𝒍𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒊𝒔𝒄𝒂 𝒍𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒂 𝒒𝒖𝒐𝒕𝒊𝒅𝒊𝒂𝒏𝒂. 𝑰𝒍 𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒇𝒂𝒓𝒎𝒂𝒄𝒐 𝒆̀ 𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒕𝒂.....𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒊 𝒇𝒂𝒓𝒎𝒂𝒄𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒆𝒄𝒆𝒔𝒔𝒂𝒓𝒊."

📚 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚
- American Diabetes Association. Standards of Medical Care in Diabetes 2024. Diabetes Care.

- Wilding JPH et al. Once-weekly semaglutide in adults with overweight or obesity. N Engl J Med. 2021.

- Garvey WT, Mechanick JI. Pharmacological Treatment of Obesity: Mechanisms and Clinical Applications. J Clin Endocrinol Metab. 2022.

- WHO. Obesity and overweight: key facts. 2023.

Fonte: Federazione Nutrizionisti Professionisti Italiani.

Indirizzo

Via Pietro Di Novo 2
Palermo
90018

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 14:30 - 20:00
Giovedì 14:30 - 20:00
Venerdì 09:00 - 15:00

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