Giulio Gambino - Psicologo & Psicoterapeuta - Palermo

Giulio Gambino - Psicologo & Psicoterapeuta - Palermo Psicologo Clinico e specialista in Psicoterapia Psicoanalitica di gruppo ed individuale.

 👉 Pubblicata la circolare n.34 del 15-02-2024 dell’INPS in merito al Bonus Psicologo.✅ La domanda per l’anno 2023 potrà...
19/02/2024


👉 Pubblicata la circolare n.34 del 15-02-2024 dell’INPS in merito al Bonus Psicologo.
✅ La domanda per l’anno 2023 potrà essere presentata a decorrere dal 18 marzo 2024 fino al 31 maggio 2024.
Stanziati 10 milioni di euro per l’anno 2023 (erogabili nel 2024).
Il beneficio, a decorrere dall’anno 2023, è riconosciuto ai soggetti in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei requisiti di seguito descritti:
• residenza in Italia;
• valore ISEE in corso di validità, ordinario o corrente, ai sensi dell’articolo 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 50.000 euro.
Le soglie sono le seguenti:
a) con un valore ISEE inferiore a 15.000 euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 1.500 euro per ogni beneficiario;
b) con un valore ISEE compreso tra i 15.000 e i 30.000 euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 1.000 euro per ogni beneficiario;
c) con un valore ISEE superiore a 30.000 e non superiore a 50.000 euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 500 euro per ogni beneficiario.
A partire dall’anno 2023, il beneficiario ha 270 giorni di tempo, decorrenti dalla data di pubblicazione del messaggio, comunicante il completamento delle graduatorie e l’adozione dei provvedimenti, per usufruire del Bonus in oggetto e delle sessioni di psicoterapia utilizzando il codice univoco attribuito.
Qui link alla circolare: https://bit.ly/3HZe0p0

05/11/2023

IL PERDONO

In psicoanalisi il perdono, il saper perdonare, o meglio, il poter perdonare non vanno confusi con il perdono cristiano.
Il perdono infatti non può avvenire per effetto di un comandamento proveniente dall'Altro della Religione. Non sarebbe autentico: il perdono non può essere un precetto morale.

Il vero perdono è infatti incondizionato: non si può "perdonare" per sentirsi buoni e ottenere il premio del paradiso che promette la Religione cattolica. Non è neanche, il perdono, qualcosa che può essere esibito pubblicamente per dare prova di magnanimità d'animo. In questo caso si tratta piuttosto di gesti simbolici, probabilmente anche utili dal punto di vista sociale, ma che non dicono nulla su quale possa essere la reale posizione soggettiva di chi perdona nei confronti di chi viene perdonato.

Il perdono di cui si interessa la psicoanalisi è invece il perdono in quanto puro atto della soggettività, un atto etico incondizionato: una scelta libera e unilaterale, che non presuppone alcun premio o riconoscimento che possa provenire dal "perdonato" o comunque dall'Altro, se non da se stessi.
Un atto che è fondamentalmente -per questo non è affatto facile- un atto di separazione dall'Altro. Un atto di liberazione.

Non c'è nulla che imbriglia e opprime la libertà soggettiva più della incapacità a perdonare in quanto pone il soggetto nella condizione della rivendicazione infinita, e soprattutto nella posizione di "effetto" irrimediabile dell'Altro, come vediamo spesso nei nostri pazienti.

Non riuscire a perdonare è dunque un sintomo, il sintomo dell'assoggettamento masochistico all'Altro, e della incapacità a rimediare.

Il perdono è ciò che, liberando, libera.

LEFT OR RIGHT? Ippocrate, il padre della Medicina, soleva dire: "prima di guarire qualcuno chiedigli se sia disposto a r...
03/07/2023

LEFT OR RIGHT?

Ippocrate, il padre della Medicina, soleva dire: "prima di guarire qualcuno chiedigli se sia disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare".

Non sono un medico eppure questa esortazione la trovo vicina anche al mio modo di lavorare: non parlo di malattie tout court ma di tutti quegli schemi mentali, abitudini, sintomi, azioni solite che ci fanno rimanere dentro i nostri malesseri, disagi più o meno gravi, stili di vita disfunzionali.

Quindi, come si può declinare questo concetto parlando di psicologia e psicoterapia?

Sei disposto a rinunciare a quegli schemi, azioni, pensieri ed emozioni che ti fanno star male? Che ti costringono ad una esistenza limitata?

Di solito lo esprimo così: "Per cambiare qualcosa di te devi cominciare a fare qualcosa di diverso da quello che fai di solito".
Banale, vero? Addirittura scontato, mi ha risposto qualcuno.

D'accordo: prova a farlo e poi ne riparliamo. Il concetto è semplice, l'applicazione è molto più complessa.

Ogni cambiamento inizia sempre da un piccolo passo in una direzione diversa.
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Fidanzata/o ICEBERG Se un paziente ha avuto un genitore freddo, tenderà a trovare un partner freddo per ripetere e narra...
30/06/2023

Fidanzata/o ICEBERG

Se un paziente ha avuto un genitore freddo, tenderà a trovare un partner freddo per ripetere e narrare il trauma.

Nel campo analitico dovrà vivere questo "partner freddo" che dovrà essere trasformato e, solo a quel punto, il fidanzato acquisterà nuove caratteristiche oppure, divenuto inessenziale rispetto alla storia che urge per essere narrata, uscirà di scena per dar posto ad altri eventi-aggrovigliati in attesa di "cantastorie".

E in qualche modo l'analista dovrà anche ammalarsi (o consentire che il campo analitico si ammali) di questa freddezza.
Per fare ciò dovrà essere un analista sufficientemente cattivo, ma spesso per realizzare ciò basta un rispetto rigoroso del setting.

Il paradosso della specie è che per la nostra mente la tragedia è meglio della irrapresentabilità muta.

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IO SONO FATTO COSI’ !! Cambiare è impossibile !! Il lavoro psicologico non potrà mai cambiarmi!!"Siamo fatti così, siamo...
28/04/2023

IO SONO FATTO COSI’ !!
Cambiare è impossibile !!
Il lavoro psicologico non potrà mai cambiarmi!!

"Siamo fatti così, siamo proprio fatti così" suonava la colonna sonora di un celebre cartone animato.

Una piccola curiosità però: i globuli rossi hanno una durata di circa 2 mesi, le cellule nel sistema digestivo vengono sostituite ogni 5 minuti, le gengive si rigenerano ogni due settimane e questa opera di rigenerazione avviene per la maggior parte delle cellulle di cui siamo composti.
I sistemi sociali, pur avendo tempi differenti, non sono molto differenti, non possono non cambiare.

A parte queste considerazioni che possono sembrare teoriche, in una certa misura noi siamo quello che siamo e non potremo mai diventare qualsiasi altra cosa anche se il mantra dei nostri tempi dice che possiamo essere qualsiasi cosa, basta un po’ di forza di volontà.

Anche noi vorremmo volare ma probabilmente siamo fatti così e di volare, in questa vita, non se ne parla.

“Io sono fatto così” vuol dire anche “io ho dei limiti”.

Benissimo tutti ne hanno, da qui si parte per cambiare, all’interno dei propri limiti, senza diventare altro, anche perché sarebbe impossibile, ci vorrebbe un mago più che uno psicologo.

E’ importante sentire di continuare ad essere se stessi, proteggere se stessi dai cambiamenti che temiamo possano stravolgere la nostra vita e la nostra identità.
Il cambiamento arriva quando le circostanze sono propizie, ed è difficile ogni tanto capire cosa lo abbia determinato, effettivamente non è possibile trovare un solo responsabile per il cambiamento (lo psicologo) ma questo è generato da un insieme di circostanze che, tutte sommate, lo rendono possibile.

STORIA PSICOANALITICANella Vienna del 12 dicembre 1904 alla conferenza del Collegio Medico, Freud stabilì la differenza ...
12/04/2023

STORIA PSICOANALITICA

Nella Vienna del 12 dicembre 1904 alla conferenza del Collegio Medico, Freud stabilì la differenza tra Psicoanalisi e le altre forme di psicoterapia che esistevano fino a quel momento.

“La pittura copre di colori la tela vuota, cosi la suggestione, la persuasione e gli altri metodi psicoterapeutici aggiungono qualcosa per modificare l’immagine della personalità.
Invece la PSICOANALISI, come la scultura, toglie ciò che è in più perché venga fuori la statua che dorme nel marmo”

Questa differenza introdusse una rottura che provocò la seconda rivoluzione nella storia della psichiatria

LA VERITÀ È CIBO Se la verità manca o è incompleta, la personalità si deteriora.La verità ha bisogno di essere accolta, ...
07/04/2023

LA VERITÀ È CIBO

Se la verità manca o è incompleta, la personalità si deteriora.

La verità ha bisogno di essere accolta, richiede un “nutriente” contatto col proprio mondo interno e con la propria esperienza emotiva fonte di significato.

Essa è sempre esposta alle bugie e alle menzogne, “alla parte satanica della mente”, capace di avvelenarla e di confonderla.
{Wilfred Bion}

PSYCHÉ - L'ANIMA COME UNA FARFALLAIl significato di Psyché (ψυχή) è connesso a ψύχω «respirare, soffiare». L'etimologia ...
03/04/2023

PSYCHÉ - L'ANIMA COME UNA FARFALLA

Il significato di Psyché (ψυχή) è connesso a ψύχω «respirare, soffiare». L'etimologia conduce al «soffio» identificato dai Greci con l'anima, il respiro vitale.
Si credeva infatti che l'ultimo respiro esalato in morte fosse l'anima che lasciava il corpo.

Psyché significa allo stesso tempo «farfalla», simbolo di leggerezza ma anche di metamorfosi, di rinascita e immortalità.

Psiche viene rappresentata sotto forma di farfalla oppure come fanciulla nuda dalle ali di farfalla.
Spesso è in compagnia di Eros (Amore) ritratto nell'atto di catturare, tormentare o bruciare una farfalla.

“L’amore che tormenta l’anima… l’Amor che brucia”.

Figure molto evocative. Cosa ne pensate?

LA SENSIBILITÀ PAGA !La verità è che essere sensibili è faticoso.Essere persone di cuore è faticoso.Essere buoni è fatic...
21/03/2023

LA SENSIBILITÀ PAGA !

La verità è che essere sensibili è faticoso.
Essere persone di cuore è faticoso.
Essere buoni è faticoso.

È vero.

A volte vorresti spegnere tutto. Silenziare il mondo.
Disattivare il cuore.

Non sentire il rumore delle bugie, delle cattiverie, dell’indifferenza.
A volte vorresti non essere come sei.
Amare meno.
Essere meno.
Sentire meno.

Immagino come ci si senta...
però ti chiedo: sentire meno, una cattiveria, significherebbe sentire meno anche la bellezza di un tramonto, no?

Sentire meno dolore significa sentire meno gioia.
E allora fermati, respira, e realizza che anche se a volte è faticoso, ne vale la pena.

E che se sai ancora amare, se sai ancora commuoverti, se sai ancora come far sentire un altro cuore meno solo, lo devi a questo tuo strano “pazzo cuore” che a volte, soffre più di quanto vorrebbe.

LA MASSA DEFORMA O DA FORMA?Ma quando molti uomini si raccolgono assieme e formano folla, allora si scatena libero il di...
17/03/2023

LA MASSA DEFORMA O DA FORMA?

Ma quando molti uomini si raccolgono assieme e formano folla, allora si scatena libero il dinamismo dell’uomo collettivo, si scatenano le bestie e i demoni, che dormono in ogni essere umano finché questi non si trova ad essere una particella della massa.

L’uomo nella massa scende, inconsciamente, a quel livello morale e intellettuale inferiore, che sempre l’attende sotto i limiti della coscienza, ove forze oscure sono pronte a scatenarsi, non appena siano incoraggiate e stimolate dal costituirsi d’una massa.

È incredibile il cambiamento di carattere che si verifica nel momento in cui intervengono forze collettive. Un essere gentile e ragionevole può trasformarsi in un pazzo furioso о in una bestia feroce. Siamo sempre tentati di attribuire la responsabilità a circostanze esterne, ma nulla potrebbe esplodere in noi, se non vi esistesse di già.

In realtà noi viviamo in continuazione sopra un vulcano e a quel che sappiamo non è umanamente possibile difendersi contro un’eventuale eruzione che distruggerà chiunque si trovi entro il suo raggio di azione.

Predicare ragionevolezza e buon senso è certo una buona cosa, ma se il vostro uditorio è composto di pazzi, oppure è una folla in preda a un accesso collettivo, che cosa potrete fare? Non c’è molta differenza fra i due casi, perché tanto il pazzo quanto la folla sono mossi da forze impersonali più forti di loro.

(C.G.Jung - Psicologia e Religione, in Opere Vol. 11)

IL DOLORE CAMBIA LE PERSONELe consuma.Le spegne.Quando una persona è attraversata dalla sofferenza il suo sguardo divien...
15/03/2023

IL DOLORE CAMBIA LE PERSONE

Le consuma.
Le spegne.

Quando una persona è attraversata dalla sofferenza il suo sguardo diviene vuoto.
La sua mente carica di pensieri…
…e il suo cuore, stanco.

Una persona che soffre non ha bisogno di nulla se non di ritrovare se stessa.
Di riappropriarsi della propria serenità, persa dietro la convinzione di non essere abbastanza per superare anche questa.

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Chi sono ? Cosa faccio?

E' sempre difficile definirsi, presentare sé stessi, cosa si è e cosa si fa, ma ci provo !

Posso dirvi che la passione per la Psicologia incontra i miei studi nel 2010, laureandomi dapprima in Scienze e tecniche Psicologiche, presso l'Università degli studi di Palermo e infine acquisendo la Laurea Magistrale in Psicologia clinica: salute ed interventi nella comunità, presso l'Università degli studi di Torino. Assetato di Passione conseguo il Master di 1°livello In Autismo e Disturbi dello sviluppo, presso l'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e frequento la Scuola di Specializzazione in Psicoanalisi individuale e di gruppo.

Il mio lavoro non consiste nel consigliare farmaci, giudicare e sentenziare su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Il mio lavoro è molto più simile a quello di un "archeologo" che scava, con voi, nel buio, alla ricerca di quello che c'era di vero e di autentico, di bello e di libero. Il mio ruolo funge da facilitatore alla definizione e soluzione di problematiche specifiche, alla presa di decisione, ad affrontare i momenti di crisi, a confrontarsi con i propri conflitti interiori o a migliorare le proprie relazioni, rispettando i valori, le risorse personali e la capacità di autodeterminazione.

Il sostegno Psicologico mira ad innescare, incentivare nella persona una visione realistica di se stessa e dell’ambiente circostante, quindi dei vari contesti vitali come quello sociale, familiare, affettivo e lavorativo, riducendo in tal modo i fattori conflittuali, soggettivi e/o di errata valutazione.