03/12/2025
📍“Functional freezing” è una risposta del sistema nervoso quando percepisce una minaccia o un sovraccarico emotivo, e si colloca nello spettro delle reazioni fight–flight–freeze–fawn.
In alcuni casi, il functional freezing è una forma depressiva mascherata, in cui la persona appare rallentata, incapace di iniziare anche compiti semplici.
🧠 Nel functional freezing depressivo:
- il sistema nervoso conserva energia
- l’amigdala segnala minaccia o esaurimento
- la corteccia fatica a organizzare azioni
- emozioni e motivazione risultano “congelate”
È un modo del corpo per proteggersi dalla fatica emotiva cronica.
🔍 I segnali da non ignorare sono: la procrastinazione persistente, il pensiero rallentato, la perdita di iniziativa, la difficoltà a provare piacere, la sensazione di guardare la vita da fuori, la tensione interna nonostante l’immobilità.
La persona appare “ferma”, ma internamente c’è un’attività intensa.
🔎Dal punto di vista clinico è utile distinguere questo freeze funzionale da un freeze traumatico o da un ritiro depressivo classico:
qui la mente è presente, ma non riesce a convertire l’attivazione interna in gesto, decisione, azione. È come se la funzione esecutiva restasse online, ma “senza benzina”.
🧠Una parte importante dei pazienti che sperimentano functional freezing presenta caratteristiche di neurodivergenza, spesso non ancora identificate:
🔷️In ADHD, il freeze può essere un collasso del sistema attentivo, non un ritiro depressivo, anche se spesso coesistono.
🔷️Nel profilo autistico il freeze può essere una risposta del sistema a input eccessivi, più che una perdita di motivazione.
🔷️Nei profili misti (AuDHD, tratti subclinici) il Functional Freezing diventa un punto di incontro: sovraccarico + disorganizzazione + difficoltà di autoregolazione → immobilità funzionale.
👁🪡🫂🌿Nel lavoro terapeutico, riconoscere il functional freezing significa: validare il blocco come risposta del sistema nervoso, lavorare sulla regolazione emotiva e sulla riduzione dell’ipercontrollo, reinserire micro-comportamenti che riattivano l’azione, integrare aspetti depressivi, cognitivi e somatici, valutare se necessario supporto farmacologico.