Dr Antonio Ferro - Psicologo Psicoterapeuta

Dr Antonio Ferro - Psicologo Psicoterapeuta Psicologo Psicoterapeuta Ipnoterapeuta individuale, di coppia, familiare. EMDR.
Riceve ad Agrigento, Canicattì, Palermo e ONLINE.

𝐁𝐮𝐨𝐧 𝐒𝐚𝐧 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 💫Che questo giorno sia un invito a tornare a te stesso, con rispetto e tenerezza.Regalati tempo, sile...
14/02/2026

𝐁𝐮𝐨𝐧 𝐒𝐚𝐧 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 💫
Che questo giorno sia un invito a tornare a te stesso, con rispetto e tenerezza.
Regalati tempo, silenzio, ascolto.
Perdonati per ciò che non è stato, valorizza ciò che sei, abbi fiducia in ciò che diventerai.
L’amore più vero nasce quando impariamo a trattarci con la stessa cura che offriamo agli altri.
𝑶𝒈𝒈𝒊, 𝒆 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐, 𝒔𝒄𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒔𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒐.
𝐴𝑛𝑡𝑜𝑛𝑖𝑜 𝐹𝑒𝑟𝑟𝑜

“𝑳𝒂 𝒑𝒊𝒐𝒈𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒂𝒅𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒅𝒊𝒔𝒕𝒖𝒓𝒃𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒔𝒊𝒍𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐, 𝒎𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒏𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂 𝒂𝒅 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒓𝒆: 𝒈𝒐𝒄𝒄𝒊𝒂 𝒅𝒐𝒑𝒐 𝒈𝒐𝒄𝒄𝒊𝒂, 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒊...
11/02/2026

“𝑳𝒂 𝒑𝒊𝒐𝒈𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒂𝒅𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒅𝒊𝒔𝒕𝒖𝒓𝒃𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒔𝒊𝒍𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐, 𝒎𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒏𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂 𝒂𝒅 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒓𝒆: 𝒈𝒐𝒄𝒄𝒊𝒂 𝒅𝒐𝒑𝒐 𝒈𝒐𝒄𝒄𝒊𝒂, 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒊𝒐̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒆𝒎𝒃𝒓𝒂 𝒑𝒆𝒔𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂.” (A. Ferro)

Ciò che viviamo come peso non è necessariamente un ostacolo, ma può diventare occasione di crescita. Come la terra accoglie la pioggia, anche l’essere umano si trasforma quando smette di difendersi dall’esperienza e impara ad accoglierla.

𝘎𝑜𝘤𝑐𝘪𝑎 𝑑𝘰𝑝𝘰 𝘨𝑜𝘤𝑐𝘪𝑎, 𝘢𝑛𝘤ℎ𝘦 𝘤𝑖𝘰̀ 𝘤ℎ𝘦 𝘧𝑒𝘳𝑖𝘴𝑐𝘦 𝘱𝑢𝘰̀ 𝘯𝑢𝘵𝑟𝘪𝑟𝘦 𝘭𝑎 𝑣𝘪𝑡𝘢 𝘦 𝘢𝑝𝘳𝑖𝘳𝑒 𝑎𝘭𝑙𝘢 𝘳𝑒𝘢𝑙𝘪𝑧𝘻𝑎𝘻𝑖𝘰𝑛𝘦 𝘱𝑖𝘶̀ 𝘢𝑢𝘵𝑒𝘯𝑡𝘪𝑐𝘢 𝘥𝑖 𝑠𝘦́.

𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒐 𝑭𝒆𝒓𝒓𝒐

Il mare non corre verso nulla: si affida al ritmo dell'essere.Guardandolo, impari che non tutto va risolto, qualcosa va ...
08/02/2026

Il mare non corre verso nulla: si affida al ritmo dell'essere.
Guardandolo, impari che non tutto va risolto, qualcosa va semplicemente attraversato.
(A. Ferro)

07/02/2026

🔵 Il é un fenomeno complesso che riflette una dinamica di potere asimmetrico, alimentata dalla percezione di anonimato e dalla distanza emotiva che il mondo consente.
Gli aggressori spesso agiscono per compensare sentimenti di o personale, utilizzando l’aggressività digitale come una via per restaurare un senso di controllo o superiorità. Comportamento, questo, che può essere visto come una manifestazione di bassa , in cui il , in un contesto online, non percepisce immediatamente le conseguenze emotive dirette delle proprie azioni, riducendo in tal modo l’inibizione morale che esisterebbe in un’interazione faccia a faccia.
D’altro canto, le vittime di cyberbullismo sperimentano un impatto psicologico significativo, un , che spesso si traduce in danni duraturi alla loro identità e al emotivo. L’esposizione ripetuta e prolungata agli attacchi può scatenare una risposta di e cronico, mentre la costante sorveglianza e la di nuovi attacchi online alimentano il ciclo di sociale e disconnessione emotiva. Inoltre, l’assenza di una risoluzione immediata, caratteristica dei conflitti digitali, incrementa il senso di impotenza e di sfiducia, fenomeni che possono essere correlati a disturbi post-traumatici da stress (PTSD) o disturbi dell’umore, come la depressione.
La difficoltà di esternare e riconoscere queste psicologiche è legata alla natura e diffusa del cyberbullismo, che rende più arduo sia per la vittima che per il contesto sociale comprendere appieno la gravità del danno. Il cyberbullismo mina le fondamenta stesse della sicurezza emotiva e dell’ della persona, creando una condizione di persistente che può portare, a lungo termine, a problematiche psicologiche come la bassa autostima, l’autosvalutazione e, nei casi più gravi, il .
Interventi efficaci dovrebbero, quindi, includere non solo strategie educative e preventive, ma anche un supporto psicologico mirato per le vittime, volto a ripristinare la loro emotiva e a intervenire sul trauma subito.

Ognuno di noi guarda il mondo da una posizione precisa, costruita nel tempo dalle proprie esperienze, dalle ferite e da ...
04/02/2026

Ognuno di noi guarda il mondo da una posizione precisa, costruita nel tempo dalle proprie esperienze, dalle ferite e da ciò che ha imparato per sopravvivere
Il problema nasce quando quello sguardo viene scambiato per la realtà intera. Ciò che vediamo ci appare ovvio, naturale, vero, mentre tutto ciò che resta fuori dal nostro campo visivo viene facilmente negato o frainteso
Crescere significa proprio questo: accorgersi che 𝒊𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒔𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒐
Esistono altre prospettive, altre verità, altre possibili letture della realtà
𝐀𝐥𝐥𝐚𝐫𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐞, 𝐦𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐝𝐚𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐭𝐚̀
𝐸̀ 𝑙𝑖̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑙’𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑎𝑢𝑡𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜… 𝑒, 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑣𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒.

𝘼𝙢𝙩𝙤𝙣𝙞𝙤 𝙁𝙚𝙧𝙧𝙤

27/01/2026

26/01/2026

Quando il potere smette di avere misura, la legge diventa una forza cieca.
Ciò che sta accadendo con l’ICE nell’era Trump non è una semplice politica di controllo, ma una visione che riduce le persone a bersagli, i diritti a ostacoli, la paura a strumento di governo. In nome dell’ordine si è scelta la durezza; in nome della sicurezza si è accettata la morte.
Questa non è fermezza: è smarrimento etico.
Quando la violenza viene giustificata, quando il linguaggio del potere disumanizza, quando le vittime diventano “effetti collaterali”, allora non è solo l’immigrazione a essere in crisi, ma l’idea stessa di civiltà.
Per questo oggi è urgente un nuovo umanesimo. Uno sguardo capace di rimettere la persona prima della propaganda, la dignità prima del consenso, la vita prima di ogni ideologia. Senza questo, la legge resta in piedi, ma l’umano crolla.

Antonio Ferro

18/01/2026

"Il passato costituisce la persona, ma il presente è il luogo decisivo del suo cambiamento" (Rossana Carmagnani).
La frase di Rossana Carmagnani mette in evidenza una tensione centrale nella psicodinamica tra continuità e trasformazione del Sé. Il passato, con le sue esperienze, con le relazioni primarie e le dinamiche inconsce, costituisce l’impalcatura della nostra identità. È il deposito delle nostre memorie affettive, dei modelli di attaccamento e delle difese che abbiamo sviluppato per adattarci all’ambiente. Tuttavia, la psicoanalisi insegna che il passato non è un destino immutabile: ciò che conta davvero è il modo in cui esso viene rielaborato nel presente.
Il presente è il luogo in cui la persona può prendere consapevolezza delle proprie dinamiche interne, riconoscere i copioni ripetitivi che lo vincolano e, attraverso un lavoro profondo du se stessi, trasformarli.
La terapia mira proprio a questo: rendere questi contenuti più accessibili, permettendo al soggetto di integrare le esperienze passate senza esserne schiavo. Il cambiamento, quindi, non avviene cancellando il passato, ma creando nuove narrazioni che permettono di viverlo in modo diverso.
Possiamo pensare al presente come al luogo della rêverie (Bion), in cui il soggetto, sostenuto da una relazione significativa, può dare nuovi significati alle proprie esperienze. Oppure, in un’ottica più winnicottiana, il presente può essere visto come il playing space, lo spazio transizionale in cui l’individuo sperimenta nuove forme di essere, liberandosi da identificazioni rigide.
La frase della Dott.ssa Carmagnani suggerisce una prospettiva dinamica sulla crescita psicologica: il passato ci plasma, ma non ci determina in modo assoluto. È nel qui e ora, nell’incontro con l’altro e con se stessi, che possiamo riscrivere la nostra storia e aprire la strada a una trasformazione autentica.
AF

𝐏𝐨𝐬𝐭-𝐯𝐚𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐛𝐥𝐮𝐞𝐬: 𝐬𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐬𝐚, 𝐜’𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞.Al rientro dalle vacanze molte persone sperimentano un calo de...
08/01/2026

𝐏𝐨𝐬𝐭-𝐯𝐚𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐛𝐥𝐮𝐞𝐬: 𝐬𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐬𝐚, 𝐜’𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞.

Al rientro dalle vacanze molte persone sperimentano un calo del tono dell’umore, irritabilità, stanchezza mentale e difficoltà di concentrazione. È il cosiddetto post-vacation blues: una reazione psicologica comune, transitoria e non patologica.
Non si tratta di “nostalgia delle ferie”, ma dell’impatto tra due ritmi molto diversi. Durante le vacanze il sistema psicofisico rallenta, le richieste diminuiscono, l’attenzione si sposta dai doveri ai bisogni. Il rientro, spesso improvviso, riattiva pressioni, scadenze e aspettative senza una fase di transizione.
Questo stato emotivo può essere letto come un segnale di adattamento. Indica che il passaggio è stato troppo rapido, non che qualcosa “non va”. Ignorarlo o forzare subito la piena efficienza rischia di amplificarne gli effetti.
È utile, invece, accompagnare il rientro con gradualità: ristabilire i ritmi del sonno, prevedere momenti di pausa, contenere l’iper-accelerazione iniziale. Integrare piccoli spazi di recupero nella quotidianità aiuta a ridurre il contrasto e a proteggere il benessere nel medio periodo.
Il post-holiday blues non va medicalizzato, ma compreso. È una fase di passaggio che, se ascoltata, può diventare un’occasione per ripensare il proprio equilibrio tra richieste esterne e bisogni interni.
AF

Indirizzo

Via Giuseppe Sciuti, 54
Palermo
90144

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 20:00

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