Dr. Alfonso Campisi

Dr. Alfonso Campisi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dr. Alfonso Campisi, Sito Web di salute e benessere, Palermo.

🧠Dolore cronicoNel dolore cronico il problema spesso non è la presenza di un danno fisico in atto, ma il modo in cui il ...
20/01/2026

🧠Dolore cronico

Nel dolore cronico il problema spesso non è la presenza di un danno fisico in atto, ma il modo in cui il sistema nervoso interpreta e amplifica i segnali.
Il dolore non nasce solo da muscoli, articolazioni o tessuti, ma dall’integrazione di molte informazioni: sensazioni corporee, esperienze passate, emozioni presenti e passate...
Quando il dolore persiste nel tempo, il sistema può stabilizzarsi in una condizione di allerta costante. In questa modalità il corpo continua a difendersi, anche in assenza di una minaccia reale, mantenendo il dolore come strategia di protezione.

⁉️⁉️ Perché il dolore si amplifica?

Nel dolore persistente possono entrare in gioco diversi meccanismi:
⚠️i sistemi naturali di modulazione del dolore diventano meno efficaci;
⚠️il sistema nervoso aumenta la propria sensibilità (nociplasticità);
⚠️il sistema neuro-immunitario contribuisce all’amplificazione del segnale doloroso.

💡📚📚 Lavoro clinico:

Il trattamento osteopatico rappresenta uno strumento importante, ma nel dolore cronico è realmente efficace solo se inserito in un percorso più ampio e integrato, che includa:
- educazione al dolore;
- attenzione a sonno, stress e capacità di recupero;
- educazione alla qualità del movimento, alla gradualità e alla percezione del controllo.

Le mani possono facilitare il cambiamento, ma il vero processo terapeutico nasce dalla riorganizzazione del sistema nervoso.


⚠️ Malattia di Paget: Quando il Cranio si Trasforma ⚠️​Recentemente ho avuto in studio un paziente affetto dalla Malatti...
17/12/2025

⚠️ Malattia di Paget: Quando il Cranio si Trasforma ⚠️

​Recentemente ho avuto in studio un paziente affetto dalla Malattia di Paget (Osteite Deformante), una condizione complessa che altera il normale ciclo di rimodellamento osseo, con un impatto significativo anche sul cranio.

⁉️❓️​Cosa succede?
​A livello cranico, assistiamo a un marcato ispessimento della diploe, lo strato di osso spugnoso che si trova tra il tavolato interno ed esterno.
​In condizioni normali, la diploe garantisce protezione e resistenza. Ma in patologie come la Paget, la Beta Talassemia o la sindrome di Down, questa architettura viene profondamente modificata.

​💡 L'approccio Osteopatico!

​È fondamentale sottolineare che non esiste un trattamento osteopatico risolutivo per la Malattia di Paget (spesso, infatti, è necessario l'intervento chirurgico).
​Tuttavia, con approcci estremamente delicati come la Terapia Craniosacrale o la Biodinamica, possiamo:
-​Supportare il paziente nella gestione dei sintomi.
-​Migliorare il comfort generale.
-​Favorire un equilibrio generale del sistema, lavorando sulla mobilità e sulla risposta tissutale.

​L'Osteopatia può essere un prezioso supporto integrativo per migliorare la qualità della vita.

In tutto l’universo non vi è nulla di più morbido e debole dell’acqua. Eppure nulla le è pari nella sua capacità di oppo...
11/12/2025

In tutto l’universo non vi è nulla di più morbido e debole dell’acqua. Eppure nulla le è pari nella sua capacità di opporsi a ciò che è duro. Nulla può modificarla.
Che la debolezza vinca la forza, che la morbidezza prevalga sulla durezza: tutti sulla terra lo sanno, ma pochi sono in grado di metterlo in pratica.

Una volta compreso davvero questo concetto, probabilmente comprenderemo anche il principio dell’Arteria Suprema.

Si presenta in studio una donna di 80 anni, deambulante con l’uso di stampelle, riferendo un dolore cronico e invalidant...
19/11/2025

Si presenta in studio una donna di 80 anni, deambulante con l’uso di stampelle, riferendo un dolore cronico e invalidante al ginocchio presente da anni.

👂👁 Valutazione clinica

Dopo un’attenta anamnesi, con revisione delle cartelle cliniche e dei trattamenti precedentemente eseguiti, procedo alla valutazione obiettiva. Durante l’esame funzionale, noto un aspetto rilevante:
la paziente non riusciva a completare l’estensione del ginocchio, limitazione probabilmente correlata sia al dolore sia a un'importante restrizione miofasciale.

⚠️💡❓ Ha senso lavorare direttamente sul ginocchio? ASSOLUTAMENTE NO. E PERCHÉ?

La priorità era ridurre le tensioni ascendenti e discendenti, favorire la normalizzazione dei tessuti coinvolti indirettamente nella biomeccanica del ginocchio.

🛠 🤲🤲 durante il trattamento ho lavorato sulla fascia del peritoneo posteriore, sul nervo femoro-cutaneo laterale, e sul muscolo sartorio e relative continuità fasciali.

📈 Risultati
Al termine della seduta, la paziente mostrava:
aumento significativo dell’estensione del ginocchio, una riduzione del dolore e miglioramento della stabilità in ortostatismo.
Si è alzata dal lettino con sorpresa e riferendo un miglior comfort nel carico.

Dopo 15 giorni, durante il follow-up, e dopo esecuzione guidata di esercizi specifici di allungamento fasciale, la paziente presentava:

estensione completa del ginocchio

deambulazione autonoma senza stampelle

Un ulteriore controllo è programmato tra un mese per monitorare la stabilità dei risultati e lavorare altri distretti.

💡⚠️Le alterazioni evidenziate dagli esami diagnostici restano ovviamente presenti e non sono modificabili manualmente. Tuttavia, la modulazione delle tensioni fasciali profonde può migliorare la funzione articolare, ridurre il dolore e permettere al corpo di ritrovare un equilibrio biomeccanico più efficiente.

Ricadute future? Possibili, come in ogni quadro degenerativo cronico.
Ma intervenire sulla qualità del movimento e sul sistema miofasciale, viscerale e neurologico può significativamente migliorare la qualità della vita del paziente.

🤲The silent bridge Treating the rectus🤲Ascolta non con le mani che cercano, ma con quelle che attendono.Nel silenzio del...
30/10/2025

🤲The silent bridge
Treating the rectus🤲

Ascolta non con le mani che cercano, ma con quelle che attendono.
Nel silenzio del retto posteriore minore, la vita sussurra la sua quiete:
lì dove il movimento nasce dal pensiero e il pensiero dal respiro dell’anima.

Legame profondo tra dolore e lutto. 💔    Una paziente di circa quarant'anni si è presentata presso il mio studio, rifere...
15/10/2025

Legame profondo tra dolore e lutto. 💔

Una paziente di circa quarant'anni si è presentata presso il mio studio, riferendo un dolore cronico localizzato alla scapola. La condizione, apparentemente riconducibile a una contrattura muscolare, perdura da anni e ha assunto carattere invalidante, interferendo con il riposo notturno, l'attività lavorativa e l'esercizio fisico. La paziente nel corso degli anni ha sperimentato diverse terapie, tra cui farmaci, infiltrazioni, trattamenti strumentali e manuali, senza tuttavia ottenere alcun beneficio...

⚠️⚠️ Una contrattura muscolare, fisiologicamente, si risolve in circa 7-10 giorni. Quando persiste per anni, dobbiamo pensare che ci sia qualcosa che va oltre il muscolo stesso.

▶️ Procedo con la raccolta anamnestica.
Le chiedo di precisare l'esordio del dolore.
"No, dottore, è da tempo che non riesco a ricordarlo."
Proseguo con le domande di routine: incidenti, traumi, interventi chirurgici?
Nessuno. Assenza di eventi specifici.
Tuttavia, percepivo un'incongruenza... l'impressione era che una parte della storia fosse stata dimenticata o rimossa, nonostante la paziente sembrasse assolutamente certa di non omettere alcun dettaglio.
Invito la paziente a posizionarsi sull'analizzatore posturale. Osservo una leggera flessione del capo, una postura difensiva e chiusa, spesso associata a una protezione viscerale ed emotiva.
Continuo con domande specifiche, ma senza successo... stavo perdendo le speranze...
Faccio accomodare la paziente sul lettino e, durante l'ascolto fasciale, percepisco una tensione evidente in corrispondenza del lobo tiroideo sinistro, lo stesso lato della spalla interessata.

A un certo punto emerge un dettaglio fondamentale....

“Sa dottore, dopo la morte di un mio parente molto stretto, ho cominciato a stare male. Qualche mese dopo, mi è stato diagnosticato un ipertiroidismo.”

⁉️‼️A quel punto, il quadro si apre.

📚📚 L’ipertiroidismo è una condizione in cui la tiroide produce un eccesso di ormoni tiroidei (T3, T4), accelerando il metabolismo e causando una varietà di sintomi: tachicardia, irritabilità, insonnia, perdita di peso, ansia e tremori.

⁉️⁉️Ma può una tiroide in sofferenza riflettersi in un dolore muscolo-scheletrico cronico, come una contrattura scapolare?

La risposta è sì, e si può spiegare su più livelli:
1. Fisiologico e neurologico:
Il sistema endocrino e il sistema nervoso autonomo sono intimamente collegati. Lo stress cronico attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che a lungo andare può influenzare anche la funzione tiroidea e la tensione miofasciale.
Inoltre, il nervo vago, che regola la risposta parasimpatica, attraversa la zona cervicale e toracica anteriore, proprio in prossimità della tiroide e dei fasci neurovascolari che innervano spalla e arto superiore. Uno stato di allerta cronico può alterare la propriocezione, la postura e la tensione muscolare, in particolare nei distretti cervicali e scapolari.
2. Psicosomatico ed emozionale:
Il lutto è uno degli eventi più forti che possano colpire l’equilibrio psico-emotivo di un essere umano.
Secondo la medicina cinese associa il dolore del lutto all’organo Polmone, legato alla capacità di "lasciare andare". Ma quando il dolore è troppo grande, può coinvolgere anche altri organi, in questo caso la Tiroide.
“Il corpo parla quando l’anima soffre.”
Secondo la medicina tradizionale cinese l’ipertiroidismo è spesso legato a un “fuoco interno” nato da un vuoto profondo, un consumo dello Yin dovuto a emozioni represse o non elaborate.

▶️Inizio il trattamento..

Dopo pochi minuti, la paziente esclama:
“Mi brucia e mi tira fortissimo il braccio!”
“Signora, respiri profondamente, è una reazione che può capitare. Sono i dolori che sente di solito?”
“Sì, esattamente quelli.”

La invito a respirare e concentrarsi su ciò che sente. Non a scappare o a chiudersi...
Il corpo sa cosa fare, se lo lasciamo esprimere.

Dopo diversi minuti, la mia resistenza fisica e mentale era prossima al limite, ma fortunatamente... la situazione si è stabilizzata...
E poi...
come una diga che cede, la paziente è scoppiata in un pianto liberatorio.
Ha pianto per diversi minuti.
Non solo per il dolore alla spalla, ma per tutto ciò che quel dolore aveva represso:
"Ricordi non condivisi, parole mai pronunciate, preoccupazioni, vuoti mai colmati, tutti registrati a livello mitocondriale...
finalmente il suo corpo stava comunicando.

Al termine della seduta senza aver mai toccato direttamente la spalla, il dolore si era ridotto drasticamente.

Nei successivi due incontri, a distanza di circa 15-20 giorni:

• Ho rivalutato la fascia tiroidea.
• Ho lavorato sui meridiani energetici del Polmone e del Rene, organi coinvolti nel processo di elaborazione del lutto e nel sostegno dell’energia vitale.
• Ho trattato strutture meccaniche correlate: manubrio sternale, fascia di Toldt (fascia renale), e il sistema fasciale toracico.
• Ho valutato eventuali irritazioni radicolari periferiche, per capire se le disfunzioni viscerali avevano messo in tensione strutture nervose distali.

⚠️⚠️ Ogni emozione, bella o br**ta che sia, si imprime nel sistema nervoso autonomo e, attraverso vie neurofisiologiche ed energetiche, si riflette sul corpo.
Il nostro sistema limbico, sede delle emozioni, è collegato a centri che regolano la funzione endocrina, immunitaria, viscerale e muscolo-scheletrica. Quando l’equilibrio emotivo viene compromesso, prima o poi anche il corpo parlerà.

Per questo motivo, è fondamentale un approccio integrato alla salute:
• Che consideri il corpo e la mente come un’unità inscindibile.
• Che valorizzi il lavoro in équipe tra medici, terapisti manuali e psicologi o psicoterapeuti.
• Che non si fermi solo al sintomo, ma ascolti la storia del paziente, spesso scritta in profondità nei tessuti.

Per quanto mi riguarda, nella mia piccola esperienza di nove anni, ritengo che:
“Non tutto ciò che non si vede è immaginario. A volte, è solo troppo profondo per essere detto con le parole o toccato con le mani.”
Ancora una volta, è stato un viaggio clinico tra tessuti, emozioni e silenzi del corpo.
Non tutto il dolore nasce da un trauma, e non tutto il trauma si ricorda con la mente.

Dr. Alfonso Campisi
Osteopata- Posturologo.

Ogni sutura racconta una storia.Ogni pulsazione, un messaggio.Il cranio sacrale non si osserva: si ascolta.Il respiro de...
14/10/2025

Ogni sutura racconta una storia.
Ogni pulsazione, un messaggio.
Il cranio sacrale non si osserva: si ascolta.

Il respiro della vita è come una casa in fondo all’oceano,
con tutte le finestre e le porte aperte.
Siamo immersi dal mare intorno a noi,
che continua a muoversi dentro, attraverso, intorno e oltre
anche se siamo fermi.

🧠 Il famoso nervo vago, noto anche come il nervo della calma.È il 10º nervo cranico, il più lungo e ramificato del nostr...
15/07/2025

🧠 Il famoso nervo vago, noto anche come il nervo della calma.
È il 10º nervo cranico, il più lungo e ramificato del nostro corpo.
Un ponte silenzioso che connette cervello, cuore, intestino, polmoni, emozioni e senso di sicurezza interiore.

⚠️Quando il nervo vago è in difficoltà, possono emergere:
– Ansia, insonnia, tachicardia
– Problemi digestivi e infiammazioni (poiché l’intestino, il nostro “secondo cervello”, è fortemente influenzato)
– Stanchezza e disconnessione emotiva
– Difficoltà di voce e deglutizione

💆‍♀️ In osteopatia NON curiamo il nervo vago, lo liberiamo.
Attraverso il tocco e l’ascolto profondo del corpo, cerchiamo le compressioni lungo il suo decorso e creiamo spazio, affinché il corpo possa tornare nel suo stato di equilibrio.

Possiamo stimolarlo anche attraverso:
– Respiro profondo
– Movimento consapevole ( yoga, tai chi, attività fisica adeguata)
– Relazioni umane sicure

Oggi mi sono guardata allo specchio e ho detto: ‘sono bella’. Non succedeva dal 1982.Veramente, grazie." Queste sono le ...
02/07/2025

Oggi mi sono guardata allo specchio e ho detto: ‘sono bella’. Non succedeva dal 1982.
Veramente, grazie."

Queste sono le parole dirette al cuore che una mia paziente mi ha detto alla fine di un trattamento osteopatico.

Non si riferiva solo al corpo, o al suo aspetto ma al modo in cui si era riconosciuta, un riconoscimento più profondo.

A volte un lavoro profondo sul corpo permette all’anima di tornare a casa.
E quando ciò accade, anche lo sguardo nello specchio cambia....
E dirsi ci sono, mi vedo, sono bella.

L’osteopatia è anche questo:
un invito gentile a ritrovare se stessi.
Un gesto di ascolto, una mano che accompagna, un silenzio che accoglie.
A sentire che si è belle, anche dopo tanti.

12/10/2024

Oggi ho avuto l'ennesima conferma del fatto che non è sufficiente attuare delle manovre prettamente fisiche per ripristinare una disfunzione somatica. Anche perché, se cosí fosse, saremmo tutti in grado di eseguirle. Bisogna invece utilizzare la sfera corporea come tramite per agire anche sulla parte energetica e spirituale della persona. Solo così si può ottenere un processo di omeostasi completo.

29/07/2024

''𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒆 𝒄𝒆𝒍𝒍𝒖𝒍𝒆 𝒐𝒔𝒔𝒆𝒓𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒊 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒆𝒓𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒂𝒑𝒂𝒄𝒊 𝒅𝒊 𝒎𝒐𝒅𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒓𝒏𝒆 𝒊𝒏 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒆 𝒍'𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀''

Siamo le uniche creature sulla superficie terrestre capaci di trasformare la nostra biologia attraverso ciò che pensiamo e sentiamo. Le nostre cellule osservano costantemente i nostri pensieri e vengono modificate da loro.

𝑰𝒍 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒓𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒊𝒕𝒖𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒆𝒈𝒂𝒕𝒊𝒗𝒂 𝒐 𝒕𝒓𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒓𝒊𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂 𝒈𝒍𝒊 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒊 𝒐𝒓𝒎𝒐𝒏𝒊 𝒆 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒂𝒏𝒛𝒆 𝒃𝒊𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊𝒔𝒕𝒓𝒖𝒕𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒓𝒆𝒔𝒔. 𝑳𝒆 𝒔𝒖𝒆 𝒄𝒆𝒍𝒍𝒖𝒍𝒆 𝒆𝒍𝒂𝒃𝒐𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒆 𝒍𝒆 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒆𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒆 𝒍𝒆 𝒎𝒆𝒕𝒂𝒃𝒐𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒊 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒂𝒍𝒊.

La produzione di neurotrasmettitori dal cervello è alterata, il livello degli ormoni varia, il ciclo del sonno è interrotto, i recettori neuropeptidici sulla superficie esterna delle cellule della pelle si modificano, le piastrine del sangue diventano più viscose e più inclini a formare grumi e anche le sue lacrime contengono tracce chimiche diverse da quelle delle lacrime di gioia.

Questi fatti confermano la grande necessità di usare la nostra coscienza per creare i corpi di cui abbiamo davvero bisogno.

Shakespeare non era metaforico quando attraverso il suo personaggio Prospero ha detto: "Noi siamo fatti della stessa materia dei sogni"
Vuoi sapere come sta il tuo corpo oggi?
Allora ricorda cosa hai pensato e provato ieri. Vuoi sapere come sarà il tuo corpo domani? Osserva i tuoi pensieri ed emozioni oggi!
La medicina è dentro di te e tu non la usi.
La malattia viene da te stesso e non te ne accorgi.

Risveglio mentale

Indirizzo

Palermo

Telefono

+393921364084

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dr. Alfonso Campisi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dr. Alfonso Campisi:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram