21/11/2025
Ansia e sentimento di inferiorità: un orientamento adleriano.
Il sentimento di inferiorità, nella teoria adleriana, non è un difetto né una diagnosi.
È una condizione umana fondamentale, che può diventare una spinta alla crescita oppure trasformarsi in una fonte di sofferenza quando si irrigidisce in vissuti di inadeguatezza.
In alcuni percorsi terapeutici, l’ansia può essere compresa come una risposta all’anticipazione di situazioni nelle quali la persona teme che la propria presunta inferiorità possa essere esposta, valutata o giudicata.
Non si tratta necessariamente di un rischio reale, quanto di una percezione interna che orienta pensieri, emozioni e comportamenti.
In questa prospettiva, l’ansia non è considerata solo come un ostacolo, ma come un movimento finalizzato a proteggere il senso di valore personale.
Può evitare l’ingresso in contesti vissuti come competitivi, esposti o caratterizzati da aspettative elevate.
Il processo terapeutico non mira a rimuovere il sentimento di inferiorità, ma a esplorarne la funzione soggettiva e relazionale:
quali esperienze, esplicite o implicite, contribuiscono a costruire questa percezione?
Quali ideali, confronti o narrazioni personali ne rafforzano la presenza?
✨ Quando questa comprensione diviene più chiara, può aprirsi la possibilità di un movimento diverso: non più difendersi dall’incontro con l’altro, ma partecipare alla relazione, senza che il valore personale dipenda dal confronto costante.