Dr Francesco Bocci Psicologo Psicoterapeuta Adleriano

Dr Francesco Bocci Psicologo Psicoterapeuta Adleriano Psicologo Psicoterapeuta Adleriano. Membro Direttivo SIPI Adler. Membro e Docente Scuola Adleriana Psicoterapia Brescia IAAM. Ideatore VideoGameTherapy. Trib.Min.

Supervisore di equipe salute mentale e ludopatia. Membro di Sentire le Voci. Giudice On. BS

17/10/2023

Buongiorno a tutti, questa pagina al momento non viene aggiornata, vi invito ad accedere al mio profilo personale Facebook. Grazie.

Normalizzare. Una parola che non mi è mai piaciuta. E che viene utilizzata troppo spesso nei contesti legati alla salute...
14/09/2023

Normalizzare. Una parola che non mi è mai piaciuta. E che viene utilizzata troppo spesso nei contesti legati alla salute mentale.

Perchè è troppo rassicurante del ruolo che ho per esempio come professionista psicologo psicoterapeuta, ma anche psichiatra, neuropsichiatra, educatore, terp e altro.

Normalizzare vuol dire rendere qualcuno "normale" e quindi presuppongo il fatto che già non lo sia più o forse non lo sia mai stato per come intendevo io la parola "normale". In questo periodo storico mi chiedo cosa sia normale e cosa non lo sia.

Normalizzare ci rende spesso sicuri perchè abbiamo il controllo sull'altro.
Possiamo direzionarlo dove vogliamo noi, e lui non si perderà più nel suo caos.
Nelle sue voci, nel suo delirio interiore. Non sarà più dissociato nè distaccato.
Il "suo" tempo girerà come vogliamo che giri. Siamo noi a dare una forma al suo pensiero.

Giocare lo riporta a sperimentare la creatività, ma soprattutto la possibilità di non sentirsi costretto. Di poter sperimentare l'essere qualcosa di diverso.
Di sentirsi libero anche di non sentirsi "normale".

Ringrazio ASST di Reggio Emilia per avermi invitato ancora, durante la Settimana per la Salute Mentale 2023, a parlare di Video Game Therapy in contesti clinici. Non si parlerà di team building, nè solo di skill, nè di empowerment in quel contesto, ma di consapevolezza di sè.

Iscrizioni aperte presso il nostro Centro il Telaio - Palazzolo, grazie di cuore per l’opportunità alle bravissime mater...
06/09/2023

Iscrizioni aperte presso il nostro Centro il Telaio - Palazzolo, grazie di cuore per l’opportunità alle bravissime maternityrocks!

Ciao, in questa calda estate stavo riflettendo anche sul senso oggi di un approccio come la  . Penso che dovremo ripensa...
18/08/2023

Ciao, in questa calda estate stavo riflettendo anche sul senso oggi di un approccio come la .

Penso che dovremo ripensare la VGT non per utilizzare il videogioco solo come mezzo distrattivo, ma per soprattutto per "desensibilizzare", rispetto ad un complesso di inferiorità o traumatico.

Noi non facciamo intrattenimento, non vogliamo "distrarre", ma portare un senso di equilibrio che poi potrà portare ad una maggiore motivazione e coinvolgimento. E' questa la sfida del oggi per me.

Ed è con questa premessa che vi invito con piacere al convegno organizzato da Solco e da Simona Chiodi, che si terrà a Montichiari, in una location esclusiva, per parlare di gaming, soft skill, flow, autoregolazione cognitiva ed emotiva, insieme alla Dott.ssa Elena Del Fante, ma soprattutto di come alcuni ragazzi hanno trovato beneficio attraverso il gaming.

Questo post non è stato semplice pensarlo, ne mi viene semplice scriverlo.A lungo con il Prof Marcello Sarini dell’Unive...
14/08/2023

Questo post non è stato semplice pensarlo, ne mi viene semplice scriverlo.

A lungo con il Prof Marcello Sarini dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ci siamo interrogati sul senso di iniziare, da fine Settembre, una ricerca che ci porterà a “misurare”, all’interno di una scuola, il cosiddetto di .

Non esiste solamente il flow individuale, ma anche quello di gruppo chiamato flow. Da qui dovrebbe nascere l’interesse della scuola (ma anche delle aziende) rispetto al creare opportunità di flow di gruppo che possano portare a migliori risultati organizzativi e di crescita, sia in termini di motivazione sia di benessere psicologico del gruppo classe, e quindi con conseguente miglior apprendimento e coinvolgimento nel tema trattato a scuola.

Tra le caratteristiche principali del flow di gruppo c’è la creazione di un , cioè una sintonia di pensiero e di azione tra i diversi membri del gruppo.

Inoltre, le persone sperimentano uno stato emotivo simile e positivo e sentono di avere la possibilità di contribuire all’attività stessa, in quanto comune al gruppo (nel nostro caso il videogioco).

La situazione che viene a crearsi è come se fosse un’orchestra senza direttore perché viene a costituirsi spontaneamente ed è connotata da un’auto-organizzazione implicita.

Pensate a quanto in classe (o in aznienda) si vengano quindi a creare le condizioni per un “fare e sentire condiviso” che parte e passa attraverso il (video)gioco.

Non si tratta di team building nè di team working, ma di un’esperienza di benessere comune, quindi essenzialmente di un’attivazione di un campo energetico tra i ragazzi che giocando attivano il loro pensiero, le loro azioni, la loro concentrazione e viene desensibilizzato il trauma rispetto al giudizio sociale.

Lo scopo? Rendere tutto più “condiviso”, “coinvolgente”, creare una maggiore predisposizione all’apprendere, riequilibrare il clima di classe in poco tempo.

Non è magia, è il gioco che ci permette questo.

E noi questa cosa la vogliamo studiare.
Perché è solo rendendo credibili e validabili delle intuizioni che possiamo crescere insieme.

L’Università c’è, le classi di una scuola nel bergamasco anche (circa 100 studenti), le persone che supporteranno lo studio pure (cito intanto le sempre presenti Elena Del Fante ed Ambra Ferrari), ma anche altri che arriveranno durante la ricerca.

Senza scienza non si va da nessuna parte.
Ma senza “rompere” qualche vecchio schema scolastico neppure.

Lavorare oggi come clinico significa anche provare a rendere forma qualcosa di apparentemente, a prima vista, informe.Ma...
08/08/2023

Lavorare oggi come clinico significa anche provare a rendere forma qualcosa di apparentemente, a prima vista, informe.

Ma la forma non la decidi tu, professionista, la forma esce fuori in vari modi, in tutta la sua soggettività. In tutta la sua bellezza ed unicità.

Lavorare in gruppo permette di fare questo, ed il (video)gioco è solo uno strumento che permette di rendere possibile ciò al meglio, integrando attraverso la Video Game Therapy diversi modelli di psicologia dinamica ed elementi di neuropsicologia.

Grazie alla professionalità ed alla lungimiranza della Dott.ssa Simona Chiodi è stato possibile creare il percorso “Io videogioco: abilità ed emozioni in gioco”, che ha avuto un ottimo seguito a Maggio 2023 e che verrà riproposto a Settembre, e poi per altri due anni a seguire.

I ragazzi e giovani adulti coinvolti, attraverso il (video)gioco creano una loro forma, e ne danno voce, partendo dal loro disagio e dalle loro fragilità ed angosce.

Grazie a Cooperativa SOLCO per aver reso possibile questo progetto e grazie a chi vorrà renderne possibili altri.

Grazie a chi ci crede.Grazie a chi ci ha creduto.Grazie anche a chi ci ha provato.Grazie a chi ci crederà.Ma anche…Grazi...
02/08/2023

Grazie a chi ci crede.
Grazie a chi ci ha creduto.
Grazie anche a chi ci ha provato.
Grazie a chi ci crederà.

Ma anche…
Grazie a chi non ci ha creduto ed a chi non ci crede ancora. Grazie a chi si sente di non averne bisogno. Grazie a chi si sente bene così o a chi pensa che sia dannoso.

Ma soprattutto grazie a coloro che ne potranno usufruire. Minori, adolescenti e giovani adulti.

Non sarò mai soddisfatto pienamente finché non vedrò che qualcosa è servito per il benessere di coloro che chiamo gli “invisibili”.

Perché nel (video)gioco si ribaltano gli equilibri e le gerarchie. Ed il giudizio sociale se ne va.

E perché tutto diventi un po’ più accessibile.

Ma soprattutto grazie ai miei più stretti collaboratori ed a tutta la rete VGT.

I ricercatori Marcello Sarini, Francesco Bocci e Ambra Ferrari hanno spiegato le possibili applicazioni del supporto video-digitale anche con autistici, giovani «neet» e ritirati sociali

Estate.Periodo di pensieri disparati ed apparentemente poco collegati tra loro.Periodo in cui ci si ricarica o ci si sca...
27/07/2023

Estate.
Periodo di pensieri disparati ed apparentemente poco collegati tra loro.
Periodo in cui ci si ricarica o ci si scarica, dipende dai punti di vsta.
Periodo in cui la mia mente va subito ad una delle più grandi contraddizioni del nostro tempo (credetemi, è così), quella su come oggi sia possibile trovare un'integrazione. Si, vi voglio lasciare con questa parola, INTEGRAZIONE.

Se ne è parlato tanto fino ad oggi, ma io penso che oggi questa parola sia più attuale che mai. Pensiamo per esempio all'integrazione tra "saper essere" e "saper fare", tra emisfero destro e sinistro, tra natura e tecnologia, tra relazioni e solitudine, tra spiritualità e razionalità, e potrei andare avanti all'infinito (o quasi).

A volte anche mi chiedo quanto anche noi psicologi (e sono molti credetemi), clinici per lo più, cerchiamo di integrare il "sapere ortodosso dei manuali" con la fluidità (spezzo spiazzante, al meno per me), del nostro tempo.

La verità è che mai come in questa fase storica, in cui per lo più siamo in preda ad una "scissione", cioè ad una frammentazione e polarizzazione generale nelle persone (che a mio avviso rende più di dissociazione, sono infatti cose un pò diverse), noi, genere umano, abbiamo bisogno di INTEGRARE.

E come si fa? Sarebbe bellissimo avere già una risposta pronta, ma sarei scisso pure io (forse lo sono già!). Posso solo ripartire da un vecchio detto: "chiodo scaccia chiodo", cioè che un problema o un conflitto lo puoi risolvere entrando dentro il conflitto stesso e cambiandone le meccaniche in gioco.

Quindi non è che riscopro la natura senza la tecnologia, e neppure la tecnologia senza rifarmi alla natura. Non è che io riscopro il protere del genere femminile sostituendolo con un'immaginario maschile, nè relegandolo al ruolo di donna-madre. Non è che io sono un analista e non posso utilizzare tecniche più cognitive o espressive, nè posso fare il clinico facendo il coach; anche qui, potrei andare avanti all'infinito.

Sto diventando prolisso e mi fermo. Questo post è solo per dirvi che a breve realizzerò, insieme ad altri, un percorso/formazione (o semplicemente un podcast) proprio partendo da alcune parole che ci aiutino a parlare di INTEGRAZIONE. Parlando anche di videogiochi, perchè no?

E' solo in un mondo più integrato che ci sarà posto per tutti, e dove tutti, ma proprio tutti, si possano rispettare reciprocamente.

Se volete commentare mi fa solo che piacere, buona estate a tutti!

Video Game Therapy

Grazie ad Alessandro Ambrosin ed a Marcello Sarini per questo articolo che parla del nostro paper scientifico scritto a ...
20/07/2023

Grazie ad Alessandro Ambrosin ed a Marcello Sarini per questo articolo che parla del nostro paper scientifico scritto a più mani, insieme anche con la Dott.ssa Ambra Ferrari ed Università Bicocca, sull'approccio della Video Game Therapy.

Sempre più persone mi chiedono qual'è in realtà l'obiettivo più importante del portare il videogioco in percorsi riabilitativi e psicoterapeutici, spesso cercando di dare un significato al (video)gioco che sia il più misurabile, tangibile e concreto possibile, tipo allenamento di life skill, o attivazione del "thinking by doing". In ambito aziendale sicuramente questo è importante, in chiave di empowerment, ma ricordiamoci, e lo dice la bibliografia del gioco e dell'utilizzo del videogioco in contesti clinici, che il "videogiocare" favorisce soprattutto quella che viene definita "mente aperta", grazie ad uno stato di benessere chiamato "flow" (o flusso di coscienza), in cui il soggetto ritrova la capacità di autoregolare pensieri ed emozioni e si ritrova in uno stato di equilibrio mentale possibile tra il "fare" ed il "sentire".

E' (video)giocando che mi posso sentire al sicuro, che ritrovo una sicurezza interna che mi permette poi di "aprire la mente" per sperimentare altro.

E lo abbiamo visto grazie ai laboratori estivi fatti da me con Solco a Montichiari insieme a Simona Chiodi ed al bellissimo Summer Camp condotto da Elena Del Fante.

Giocare vuol dire aprire la mente. Aprire la mente vuol dire ritrovare il contatto con ciò che sta fuori di te e collegare il dentro ed il fuori.

Grazie a tutti coloro che crederanno in questa piccola grande rivoluzione.

Il loro utilizzo può essere utile ad esempio per trattare casi di dipendenze, per la prevenzione, per il supporto ai neet e "ritirati sociali

I ruoli possono diventare la struttura portante di ciò che sentiamo di essere.Ciò da cui ci sentiamo definiti, e che ci ...
16/07/2023

I ruoli possono diventare la struttura portante di ciò che sentiamo di essere.

Ciò da cui ci sentiamo definiti, e che ci da una ragione di vita.

Questo ci può arricchire, perchè un ruolo è un veicolo d'espressione ed una sorgente di competenze; ma spesso diventa il nostro limite, perchè circoscrive ciò che siamo: il direttore crede di essere il direttore e basta; uno sportivo nient'altro che quello sportivo con le sue medaglie.

E così potrei andare avanti all'infinito.

Ci sentiamo, pecore nere, vittime, esclusi, non abbastanza, responsabili, forti, autosufficienti, attivi, passivi, ecc...

Penso sia importante riscoprire il valore della dis-identificazione, la quale ci fa percepire un'emozione o un pensiero in tutt'altra forma rispetto a quella con cui di solito li percepiamo.

Se vedo le mie emozioni da "fuori" esse assumono un altro aspetto.

E per fare questo devo far si che il focus della mia attenzione possa cambiare.

Ma soprattutto che io possa riuscire a dirigere meglio la mia attenzione, a controllarla.

Dis-identificarsi vuol dire riscoprirsi liberi.

Video Game Therapy

Ringrazio Everyeye.it per aver pubblicato questo articolo, che parla del progetto che vede coinvolti i colleghi Marco La...
11/07/2023

Ringrazio Everyeye.it per aver pubblicato questo articolo, che parla del progetto che vede coinvolti i colleghi Marco Lazzeri ed Eleonora Stingone e del terapista J.J. Bouchard, sponsorizzato da Playstation Italia, che mira ad usare PS VR2 come mezzo terapeutico. Il Centro Clinico Centro il Telaio - Palazzolo, già HUB Video Game Therapy, diventerà uno dei luoghi di sperimentazione del progetto in essere.

Il progetto della dottoressa Stingone, del dottor Lazzeri e del terapista J.J. Bouchard mira a usare PS VR2 come mezzo terapeutico.

Se diamo la colpa ai ragazzi, non abbiamo capito niente.Se diamo la colpa solo alle famiglie, non abbiamo capito niente....
08/07/2023

Se diamo la colpa ai ragazzi, non abbiamo capito niente.
Se diamo la colpa solo alle famiglie, non abbiamo capito niente.
Se diamo la colpa alla tecnologia, non abbiamo capito niente.
Se diamo la colpa solo alla pandemia, non abbiamo capito niente.
Se diamo la colpa alla scuola, non abbiamo capito niente.
Se diamo la colpa ai videogiochi, non abbiamo capito niente.
Se diamo la colpa solo alla guerra o alla situazione socio-economica del nostro occidente, non abbiamo capito niente.

Il problema è proprio questo. Dare la colpa.
Invece che fare autoanalisi, che è la forma più potente di pensiero che ci porta poi a trovare le intuizioni giuste per continuare a vivere
(o a sopravvivere).

Il fatto è che è tutto molto più "complesso" di quello che sembra, e ritengo che la sfida del nostro tempo sia proprio quella di aiutare i ragazzi a "ricostruire". Il mondo occidentale narcisistico è finito, distrutto, anche se qualcuno non ci crede. Siamo nell'era del "post", del "dopo".

E noi continuiamo a pensarci come prima. Noi leggiamo la realtà proiettando parti di noi (anche familiari) e difficilmente riusciremo a fare un'analisi lucida della stessa senza metterci in discussione.

La tecnologia sarà uno strumento cardine ed evolutivo solo se faciliterà il "sentire", il "pensare" ed anche integrerà al suo interno una componente di cui non possiamo fare più a meno, quella (in opposizione a quella solamente razionale e del fare). E' per quello che siamo nell'era del . Non è un caso. E' solo giocando che ricreo il mondo ed è solo meditando che ritorno a me stesso. Peccato che molti banalizzino questi due aspetti cardine a mio avviso.

E' una sfida con noi stessi... giochiamocela!

Indirizzo

Via Garibaldi 42
Pallazzolo Sull'Oglio
25036

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