Dr. Emiliano Caputo - Biologo Nutrizionista

Dr. Emiliano Caputo - Biologo Nutrizionista Biologo Nutrizionista, Rt Specialist, CEO Accademia del Bodybuilding, Team Victoria Coach, Pluricampione di Natural Bodybuilding, Consulente Net Integratori.

🅔𝗻𝗱𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶𝗼𝘀𝗶, 𝗮𝗻𝘀𝗶𝗮, 𝗱𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗹𝘃𝗶𝗰𝗼.L'endometriosi non deve essere più vista solo come...
27/01/2026

🅔𝗻𝗱𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶𝗼𝘀𝗶, 𝗮𝗻𝘀𝗶𝗮, 𝗱𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗹𝘃𝗶𝗰𝗼.

L'endometriosi non deve essere più vista solo come una patologia ginecologica isolata, ma come una condizione sistemica profondamente influenzata dall'equilibrio batterico intestinale.

Il legame tra il 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐛𝐢𝐨𝐭𝐚 e lo sviluppo della malattia ha inizio con la cosiddetta 𝙙𝙞𝙨𝙗𝙞𝙤𝙨𝙞 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙨𝙩𝙞𝙣𝙖𝙡𝙚, ovvero un'alterazione della flora batterica che compromette l'integrità della barriera intestinale.
Quando questa barriera diventa permeabile, permette il passaggio nel circolo sanguigno di molecole pro-infiammatorie, come i lipopolisaccaridi (LPS).

Queste sostanze raggiungono la cavità pelvica dove scatenano una risposta immunitaria anomala: invece di eliminare le cellule endometriali ectopiche, l'infiammazione cronica crea un ambiente favorevole che ne facilita l'adesione e la proliferazione.

Un passaggio cruciale riguarda 𝗹'𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗼𝗴𝗲𝗻𝗼-𝗺𝗶𝗰𝗿𝗼𝗯𝗶𝗼𝘁𝗮, 𝗻𝗼𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 "𝗲𝘀𝘁𝗿𝗼𝗯𝗼𝗹𝗼𝗺𝗮"(già trattato nei precedenti post).

Alcuni batteri intestinali producono un enzima, la beta-glucuronidasi, capace di riattivare gli estrogeni che l'organismo aveva già processato per l'eliminazione.

Questo porta a un ricircolo di estrogeni attivi nel sangue, alimentando direttamente le lesioni endometriosiche, che sono notoriamente sensibili a questi ormoni.

Il discorso si amplia poi all'asse intestino-cervello, poiché la comunicazione bidirezionale tra i batteri e il sistema nervoso centrale può influenzare la percezione del dolore e lo stato psicologico.

Questo spiega perché 𝗹'𝗲𝗻𝗱𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶𝗼𝘀𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗼𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝘀𝗶𝗮, 𝗱𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗹𝘃𝗶𝗰𝗼, suggerendo che trattare l'intestino possa portare benefici anche alla salute mentale e alla gestione del dolore cronico.

Questa nuova comprensione apre la strada a strategie terapeutiche innovative.

Non si parla solo di chirurgia o terapie ormonali classiche, ma della possibilità di intervenire attraverso la modulazione del microbiota.

𝗟'𝘂𝘀𝗼 𝗺𝗶𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗶𝗼𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗯𝗶𝗼𝘁𝗶𝗰𝗶, 𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗶 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶 (come la dieta a basso contenuto di FODMAP), può diventare uno strumento fondamentale per ripristinare l'equilibrio ormonale e immunitario, migliorando significativamente la qualità della vita delle donne affette da questa patologia… ℂ𝕠𝕟𝕥𝕚𝕟𝕦𝕒

𝗗𝐢𝐬𝐛𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐛𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐧𝐮𝐞 (𝗦𝗜𝗠𝗗), FATTORI SCATENANTI E CONSEGUENZE.𝑼𝒏𝒂 𝒓𝒆𝒄𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒓𝒆𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒂𝒕𝒂 𝒔𝒖 𝑻𝒉𝒆...
22/01/2026

𝗗𝐢𝐬𝐛𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐛𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐧𝐮𝐞 (𝗦𝗜𝗠𝗗), FATTORI SCATENANTI E CONSEGUENZE.

𝑼𝒏𝒂 𝒓𝒆𝒄𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒓𝒆𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒂𝒕𝒂 𝒔𝒖 𝑻𝒉𝒆 𝑳𝒂𝒏𝒄𝒆𝒕 𝑮𝒂𝒔𝒕𝒓𝒐𝒆𝒏𝒕𝒆𝒓𝒐𝒍𝒐𝒈𝒚 & 𝑯𝒆𝒑𝒂𝒕𝒐𝒍𝒐𝒈𝒚 𝒉𝒂 𝒅𝒆𝒔𝒄𝒓𝒊𝒕𝒕𝒐 𝒊𝒏 𝒅𝒆𝒕𝒕𝒂𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒊 𝒎𝒆𝒄𝒄𝒂𝒏𝒊𝒔𝒎𝒊, 𝒊 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒇𝒊𝒔𝒊𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒊 (𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒍'𝒂𝒄𝒊𝒅𝒐 𝒈𝒂𝒔𝒕𝒓𝒊𝒄𝒐 𝒆 𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒕𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀), 𝒍𝒆 𝒎𝒂𝒍𝒂𝒕𝒕𝒊𝒆 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒕𝒆 (𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒍𝒂 𝒔𝒊𝒏𝒅𝒓𝒐𝒎𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝒊𝒏𝒕𝒆𝒔𝒕𝒊𝒏𝒐 𝒊𝒓𝒓𝒊𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆) 𝒆 𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊𝒆 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒅𝒊𝒂𝒈𝒏𝒐𝒔𝒊.

La 𝘿𝙞𝙨𝙗𝙞𝙤𝙨𝙞 𝙈𝙞𝙘𝙧𝙤𝙗𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙞𝙘𝙘𝙤𝙡𝙤 𝙄𝙣𝙩𝙚𝙨𝙩𝙞𝙣𝙤 (𝙎𝙄𝙈𝘿) è una condizione clinica definita dall'eccessiva proliferazione di microrganismi solitamente attribuita ai batteri anche meno comunemente archea o funghi nel tratto intestinale superiore.

La SIMD non deve essere considerata una patologia autonoma, bensì una condizione secondaria derivante dal fallimento dei naturali meccanismi di difesa dell'organismo.
L'omeostasi del piccolo intestino è garantita da una serie di barriere chimiche e meccaniche che, se compromesse, aprono la strada alla disbiosi:

L'acido gastrico rappresenta la prima linea di difesa, sterilizzando il contenuto alimentare; a valle, gli enzimi pancreatici e gli acidi biliari esercitano un'azione detergente e antimicrobica fondamentale.
La motilità intestinale, in particolare il Complesso Motorio Migrante (MMC), funge da "spazzino" durante il digiuno, spingendo batteri e detriti verso il colon; qualsiasi forma di dismotilità o ostruzione anatomica (come i diverticoli o le aderenze) crea zone di ristagno ideali per la crescita microbica.

La valvola ileocecale agisce come una barriera fisica contro il reflusso di batteri dal colon; parallelamente l'immunità della mucosa mediata dalle IgA secretorie, regola attivamente la composizione del microbiota locale.

In altri studi si associano il fallimento di specifici meccanismi a diverse condizioni patologiche; ad esempio, 𝐥'𝐢𝐩𝐨𝐜𝐥𝐨𝐫𝐢𝐝𝐫𝐢𝐚 (𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢, mostra tassi di prevalenza di SIMD significativamente elevati.

La SIMD emerge come un segnale di allarme di un disordine fisiologico sottostante, la gestione clinica deve quindi mirare non solo all'eradicazione del microrganismo, ma soprattutto all'identificazione e al trattamento del meccanismo difettoso.

𝗙𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗦𝗰𝗮𝘁𝗲𝗻𝗮𝗻𝘁𝗶:
𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚: povertà di fibre, eccesso di zuccheri e grassi, consumo di alimenti ultra-processati.
𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢: Antibiotici (che distruggono anche batteri buoni), inibitori della p***a protonica (PPI), cortisonici.
𝐬𝐭𝐫𝐞𝐬𝐬: Impatta direttamente sulla motilità e sull'asse intestino-cervello.
𝐢𝐧𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: virali, batteriche o parassitarie.
𝐬𝐞𝐝𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀/𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐨: possono entrambi alterare l'equilibrio.
𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐝 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢: Inquinamento, stile di vita.

𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐞:
𝐒𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢: Gonfiore, meteorismo, dolore addominale, diarrea, stipsi, nausea, acne...
𝐌𝐚𝐥𝐚𝐬𝐬𝐨𝐫𝐛𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨: vitamine, minerali...
𝐈𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐢𝐜𝐨: Legame con malattie metaboliche, neurologiche (ansia, depressione), autoimmuni.

CONTINUA

𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐃 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐮𝐭𝐢𝐫𝐫𝐚𝐭𝐨 nella moderna visione dell'integrazione per 𝒍'𝑬𝒏𝒅𝒐𝒎𝒆𝒕𝒓𝒊𝒐𝒔𝒊 𝒆 𝒍𝒂 𝑷𝑪𝑶𝑺 (𝑺𝒊𝒏𝒅𝒓𝒐𝒎𝒆...
19/01/2026

𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐃 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐮𝐭𝐢𝐫𝐫𝐚𝐭𝐨 nella moderna visione dell'integrazione per 𝒍'𝑬𝒏𝒅𝒐𝒎𝒆𝒕𝒓𝒊𝒐𝒔𝒊 𝒆 𝒍𝒂 𝑷𝑪𝑶𝑺 (𝑺𝒊𝒏𝒅𝒓𝒐𝒎𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝑶𝒗𝒂𝒊𝒐 𝑷𝒐𝒍𝒊𝒄𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒐).

𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐃 (sebbene chiamata vitamina, è a tutti gli effetti un pro-ormone) non agisce solo sulle ossa, ma si comporta come un vero e proprio modulatore dei processi cellulari.; quasi tutte le cellule del sistema riproduttivo e immunitario hanno recettori per la Vitamina D (VDR).

La sua integrazione si è dimostrata efficace nel ridurre l'𝒊𝒏𝒔𝒖𝒍𝒊𝒏𝒐-𝒓𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂 e nel regolare i livelli di glucosio nel sangue, affrontando così una delle cause principali dei sintomi della PCOS, una riduzione significativa dei livelli di testosterone e un miglioramento del profilo lipidico.

La Vitamina D riduce la produzione di citochine pro-infiammatorie (come IL-6 e TNF-α) che alimentano il dolore e la crescita delle lesioni endometriosiche.
Studi suggeriscono che livelli ottimali di Vitamina D possano limitare la crescita del tessuto endometriale fuori dall'utero, inibendo l'invasione cellulare.

Il monitoraggio e l'eventuale integrazione di vitamina D rappresentano uno strumento semplice ma estremamente potente.
Abbinata alle terapie convenzionali, questa vitamina aiuta a riequilibrare l'organismo dall'interno, agendo direttamente sulle disfunzioni metaboliche che alimentano la patologia.

𝐈𝐥 𝐛𝐮𝐭𝐢𝐫𝐫𝐚𝐭𝐨, un acido grasso a catena corta prodotto dalla fermentazione delle fibre da parte del microbiota intestinale, ha un ruolo chiave nella gestione e nella progressione delle principali patologie ginecologiche.
Il butirrato ha la capacità di agire non solo a livello intestinale, ma come un vero e proprio modulatore sistemico.
Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e alla sua funzione di inibitore dell'istone deacetilasi (HDAC), esso interviene positivamente su più fronti: nella Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS) contribuisce a migliorare la sensibilità all'insulina e l'equilibrio ormonale; nell'endometriosi aiuta a frenare la proliferazione delle lesioni e a ridurre lo stato infiammatorio; infine, nei contesti oncologici come il tumore della cervice e dell'ovaio, mostra potenzialità nel rallentare la crescita delle cellule tumorali promuovendone la morte naturale.
L'endometriosi è spesso associata a "𝗹𝗲𝗮𝗸𝘆 𝗴𝘂𝘁" (intestino permeabile); Il butirrato è la fonte di energia primaria per le cellule intestinali; riparando la barriera, impedisce alle tossine (LPS) di passare nel sangue e infiammare il peritoneo (l'area pelvica).
La ricerca suggerisce che mantenere un microbiota sano attraverso una dieta ricca di fibre (come la dieta mediterranea) e l'integrazione mirata, possa rappresentare una strategia terapeutica promettente e non invasiva per migliorare la salute riproduttiva e contrastare l'avanzamento di queste malattie.

𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞:

𝙑𝙞𝙩𝙖𝙢𝙞𝙣𝙖 𝘿: non basta prenderla ogni morto di Papa 👴 (assunzione regolare personalizzata); bisogna monitorare i livelli ematici.
Per chi soffre di patologie infiammatorie, i livelli ottimali sono spesso considerati tra i 40 e i 60 ng/mL, non solo il minimo sindacale di 30.

𝘽𝙪𝙩𝙞𝙧𝙧𝙖𝙩𝙤: Si può integrare direttamente (come butirrato di sodio) o indirettamente aumentando il consumo di fibre prebiotiche (amido resistente presente in patate lesse fredde, legumi, avena) che i batteri trasformeranno in butirrato.

⚠️ 𝑬𝑵𝑫𝑶𝑴𝑬𝑻𝑹𝑰𝑶𝑺𝑰-𝑫𝑰𝑺𝑩𝑰𝑶𝑺𝑰 𝑰𝑵𝑻𝑬𝑺𝑻𝑰𝑵𝑨𝑳𝑬-𝑬𝑺𝑻𝑹𝑨𝑩𝑶𝑳𝑶𝑴𝑨Seconda parte -SNAS (Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel) Boswellia...
13/01/2026

⚠️ 𝑬𝑵𝑫𝑶𝑴𝑬𝑻𝑹𝑰𝑶𝑺𝑰-𝑫𝑰𝑺𝑩𝑰𝑶𝑺𝑰 𝑰𝑵𝑻𝑬𝑺𝑻𝑰𝑵𝑨𝑳𝑬-𝑬𝑺𝑻𝑹𝑨𝑩𝑶𝑳𝑶𝑴𝑨
Seconda parte -SNAS (Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel) Boswellia e Beta-Cariofillene.
.Quando si verifica una condizione di 𝐃𝐢𝐬𝐛𝐢𝐨𝐬𝐢, ovvero un'alterazione qualitativa o quantitativa della flora batterica, l'attività della beta-glucuronidasi aumenta in modo patologico. Questo enzima "deconiuga" gli estrogeni pronti per l'escrezione, riportandoli alla loro forma attiva e permettendone il riassorbimento nel flusso sanguigno.

Questo meccanismo di ricircolo alterato porta inevitabilmente a un innalzamento dei livelli di estrogeni circolanti, alimentando un circolo vizioso che si riflette sulla salute sistemica.

La disbiosi non si limita infatti a una perturbazione ormonale, ma agisce come un catalizzatore per l'infiammazione.
Attraverso la sovraregolazione delle citochine pro-infiammatorie, l'integrità della barriera intestinale viene compromessa, facilitando il traffico di cellule immunitarie e la diffusione di segnali flogistici a livello locale e sistemico.

L'estroboloma si configura come un elemento chiave nella patogenesi di numerosi disturbi infiammatori e ormono-dipendenti, evidenziando come la salute del microbioma sia imprescindibile per il mantenimento della corretta funzionalità del sistema endocrino e immunitario.

Diversi studi affermano una 𝗽𝗿𝗲𝗱𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗡𝗔𝗦 nelle donne affette da endometriosi in molti casi i dolori e i disturbi intestinali associati all'endometriosi non siano dovuti solo alla malattia ginecologica in sé o alla localizzazione delle lesioni, ma a una concomitante allergia sistemica al nichel.

Se l'estroboloma è alterato dalla disbiosi, l'infiammazione intestinale causata da una sensibilità al nichel non diagnosticata può peggiorare ulteriormente il quadro, creando un ambiente pro-infiammatorio che alimenta il ciclo di dolore tipico dell'endometriosi.
La gestione dell'endometriosi potrebbe beneficiare notevolmente di un approccio nutrizionale mirato che consideri non solo l'equilibrio ormonale, ma anche le potenziali intolleranze metalliche come quella al nichel.

Le diete consigliate sono tante:

𝗞𝗘𝗧𝗢
𝗟𝗢𝗪 𝗖𝗔𝗥𝗕
𝗚𝗟𝗨𝗧𝗘𝗡 𝗙𝗥𝗘𝗘
𝗟𝗔𝗖𝗧𝗢𝗦𝗘 𝗙𝗥𝗘𝗘
𝗩𝗘𝗚𝗔𝗡 𝗗𝗜𝗘𝗧...
𝗜𝗟 𝗣𝗨𝗡𝗧𝗢 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗩𝗘 𝗘̀ 𝗦𝗘𝗠𝗣𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗔𝗟𝗜𝗭𝗭𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘.

L'integrazione delinea una strategia terapeutica d'avanguardia per il trattamento di patologie infiammatorie e ormono-dipendenti, agendo attraverso la modulazione dello stress ossidativo e di meccanismi sofisticati di morte cellulare come la ferroptosi.

La 𝐁𝐨𝐬𝐰𝐞𝐥𝐥𝐢𝐚 𝐒𝐞𝐫𝐫𝐚𝐭𝐚 si distingue per la sua potente azione antiossidante e chelante, mediata dall'attivazione della via Nrf2. Questo processo non solo potenzia le difese endogene come il glutatione (GSH) e la superossido dismutasi (SOD), ma riduce drasticamente la perossidazione lipidica.

Nella gestione dell'endometriosi, la Boswellia dimostra un'efficacia coordinata: da un lato protegge i tessuti sani dallo stress ossidativo, dall'altro promuove l'apoptosi (morte cellulare programmata) delle cellule patologiche, confermata dalla scissione della proteina PARP.

A completare questa azione interviene il 𝗕𝗲𝘁𝗮-𝗖𝗮𝗿𝗶𝗼𝗳𝗶𝗹𝗹𝗲𝗻𝗲 (𝗕𝗖𝗣), un fitocannabinoide che agisce selettivamente sui recettori CB2. Il BCP si rivela fondamentale nel regolare la ferroptosi, una forma di morte cellulare causata dall'accumulo di ferro e specie reattive dell'ossigeno (ROS).
La sua capacità di inibire mediatori pro-infiammatori come il TNF-α e l'NF-κB lo rende un formidabile alleato nel trattamento della colite e delle neuropatie periferiche, dove riduce il danno tissutale mitigando l'accumulo di ferro e migliorando la risposta immunitaria dei macrofagi.

La Boswellia e il Beta-Cariofillene stabilizzano l'ambiente cellulare e riducono l'infiammazione sistemica, l'Acido Butirrico (Già accennato negli articoli precedenti) agisce come un regolatore intelligente, capace di indurre la morte delle cellule disfunzionali nell'utero e, contemporaneamente, di rigenerare e proteggere la mucosa intestinale, contrastando efficacemente la disbiosi e i disturbi infiammatori cronici.

L'olio di menta piperita sembra dare miglioramento globale dei sintomi dell'IBS e del dolore addominale.

LAVANDA o.e le attività analgesiche e antinfiammatorie dimostrano l'importante potenziale terapeutico...CONTINUA

⚠️ 𝑬𝑵𝑫𝑶𝑴𝑬𝑻𝑹𝑰𝑶𝑺𝑰-𝑫𝑰𝑺𝑩𝑰𝑶𝑺𝑰 𝑰𝑵𝑻𝑬𝑺𝑻𝑰𝑵𝑨𝑳𝑬-𝑬𝑺𝑻𝑹𝑨𝑩𝑶𝑳𝑶𝑴𝑨 (prima parte -terzo articolo della serie).L'Endometriosi è caratterizza...
10/01/2026

⚠️ 𝑬𝑵𝑫𝑶𝑴𝑬𝑻𝑹𝑰𝑶𝑺𝑰-𝑫𝑰𝑺𝑩𝑰𝑶𝑺𝑰 𝑰𝑵𝑻𝑬𝑺𝑻𝑰𝑵𝑨𝑳𝑬-𝑬𝑺𝑻𝑹𝑨𝑩𝑶𝑳𝑶𝑴𝑨
(prima parte -terzo articolo della serie).

L'Endometriosi è caratterizzata da Dismenorrea (mestruazione dolorosa), dispaneuria (dolore durante i rapporti), dischezia (defecazione dolorosa), dolore pelvico, metorragia o menorragia (povera o ingente perdita di sangue), IBS SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE (alvo alterno) 37% delle pazienti; endobelly (gonfiore addominale e dolore).

Spesso l’endometriosi è accompagnata da: Dolore cronico, Stanchezza cronica, Cistiti ricorrenti, Candidosi, Fibromialgia, Terapie sostitutive, SNAS, S. Glutine – celiachia, Int. Lattosio, PCOS, Cefalee, Malassorbimento, Dermatiti, Tiroiditi, Patologie autoimmuni, Stipsi – diarrea, Vulvodinia, Sciatalgia, mutazione MTHFR, PMA.
Queste comorbidità distolgono l’attenzione e comportano 𝓻𝓲𝓽𝓪𝓻𝓭𝓪𝓽𝓪 𝓭𝓲𝓪𝓰𝓷𝓸𝓼𝓲 dell’endometriosi (circa 10 anni).😿

Nell’endometriosi il sistema immunitario è iperattivo, Il consumo di junk-food e alimenti raffinati incrementa l’attività immunitaria negativamente; l’intestino subisce l’infiammazione costante dell’endometriosi e di ciò che erroneamente si assume rendendolo ancora più debole e povero di vita (fans, antibiotici, cortisonici, gastroprotettori), tutto ciò comporta cambiamenti nel microbiota che non svolge più il suo ruolo protettivo, immunitario e antinfiammatorio.

Il ruolo del nutrizionista e dell’alimentazione in questa patologia è di fondamentale importanza può cambiare la qualità della vita poiché è volto a limitare i danni dei farmaci, ridurre il livello sistemico infiammatorio, nutrire i componenti del sistema immunitario, lavorare sul microbiota intestinale e vaginale, promuovendo l’eubiosi modificando l’estroboloma, ridurre la percezione del dolore (asse intestino-cervello).

La correlazione tra IBS (Sindrome dell’Intestino Irritabile), 𝐞𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐛𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 delinea un quadro clinico complesso dove l'intestino smette di essere un organo isolato per diventare il motore di un'infiammazione sistemica.

Tutto ha inizio con la disbiosi, ovvero lo squilibrio tra batteri benefici e patogeni, che altera profondamente la mucosa intestinale fino a determinare la 𝐋𝐞𝐚𝐤𝐲-𝐠𝐮𝐭 𝐬𝐲𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞.

In questa condizione di "intestino gocciolante", la barriera protettiva diventa permeabile, permettendo a tossine e frammenti batterici di riversarsi nel flusso sanguigno; questo passaggio indebito scatena una risposta immunitaria perenne che non solo causa irregolarità nell’alvo, con alternanza tra stipsi e diarrea, ma genera anche un richiamo di liquidi nei tessuti che si manifesta come ritenzione idrica diffusa.

Il danno alla mucosa compromette drasticamente la capacità di estrarre nutrienti dai cibi, portando a un malassorbimento cronico; la carenza di micronutrienti essenziali, unita allo sforzo energetico che il corpo compie per gestire l'infiammazione, sfocia inevitabilmente in una condizione di stanchezza cronica debilitante; nel contesto dell'endometriosi, questa situazione è aggravata dal fatto che la disbiosi altera il metabolismo degli estrogeni (tramite l'estroboloma), alimentando ulteriormente le lesioni endometriosiche.

Si assiste così a una vera e propria diramazione dell’infiammazione che, partendo dal bacino e dall'intestino, si propaga agli organi connessi e al sistema nervoso.
Questo processo non è statico, ma rimodula in modo continuativo la sensibilità al dolore e la risposta immunitaria dell'organismo, creando un circolo vizioso in cui il sintomo intestinale e quello ginecologico si alimentano a vicenda in un dialogo infiammatorio costante.

𝑳'𝒆𝒔𝒕𝒓𝒐𝒃𝒐𝒍𝒐𝒎𝒂 rappresenta una componente specializzata del microbioma intestinale, definita come l'insieme di geni batterici i cui prodotti enzimatici sono in grado di modulare attivamente il metabolismo degli estrogeni.

Questa popolazione batterica funge da vero e proprio regolatore omeostatico, orchestrando il delicato equilibrio tra gli ormoni secreti dalle ghiandole endocrine e la loro effettiva concentrazione nel circolo sanguigno, un processo che avviene sia nell'uomo che nella donna.

Il fulcro di questa interazione risiede nell'attività dell'𝙚𝙣𝙯𝙞𝙢𝙖 𝙗𝙚𝙩𝙖-𝙜𝙡𝙪𝙘𝙪𝙧𝙤𝙣𝙞𝙙𝙖𝙨𝙞; in condizioni di equilibrio, gli estrogeni vengono coniugati nel fegato per essere resi idrosolubili ed eliminati attraverso la bile nell'intestino.

Tuttavia, quando si verifica una condizione di disbiosi, ovvero un'alterazione qualitativa o quantitativa della flora batterica, l'attività della beta-glucuronidasi aumenta in modo patologico. Questo enzima "deconiuga" gli estrogeni pronti per l'escrezione, riportandoli alla loro forma attiva e permettendone il riassorbimento nel flusso sanguigno... 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 👨🏻‍⚕️

𝐄𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢 (seconda parte).La gestione della paziente richiede l'integrazione di sostanze in grado di agire sui segnal...
06/01/2026

𝐄𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢 (seconda parte).
La gestione della paziente richiede l'integrazione di sostanze in grado di agire sui segnali pro-infiammatori e ossidativi

𝗖𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼 𝗲 𝗠𝗮𝗴𝗻𝗲𝘀𝗶𝗼: Fondamentali per la funzione muscolare. Il magnesio aiuta a rilassare le fibre muscolari, riducendo crampi pelvici e mal di testa. Il calcio è vitale per la densità ossea, spesso compromessa dalle terapie ormonali.

𝗣𝗼𝘁𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼 𝗲 𝗦𝗼𝗱𝗶𝗼: Regolano l'equilibrio dei liquidi; un eccesso di sodio o una carenza di potassio possono peggiorare il gonfiore addominale (bloating).

𝗙𝗼𝘀𝗳𝗼𝗿𝗼 𝗲 𝗭𝗼𝗹𝗳𝗼: Il primo è essenziale per la produzione di energia (ATP) contro la fatica; il secondo supporta la disintossicazione epatica degli ormoni e la riparazione dei tessuti.

La dieta è uno dei più potenti fattori ambientali in grado di modificare l'espressione dei nostri geni senza mutare il DNA:

𝐍𝐮𝐭𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚: Studia come i nutrienti influenzano il DNA tramite meccanismi come la metilazione o la modifica degli istoni; esiste un equilibrio tra componenti pro-infiammatorie (zuccheri raffinati, grassi saturi, eccesso di carne rossa) e anti-infiammatorie (fibre, Omega-3, polifenoli); uno squilibrio può portare a "meta-infiammazione" e malattie croniche.

𝐕𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐃: agisce quasi come un ormone, inibendo la proliferazione cellulare, l'angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni nelle lesioni) e la secrezione di citochine pro-infiammatorie.

𝐎𝐥𝐢𝐨 𝐝'𝐎𝐥𝐢𝐯𝐚 (𝐄𝐕𝐎): ha potenti effetti epigenetici che contrastano l'infiammazione, l'invecchiamento e lo stress ossidativo attraverso la modulazione di specifici microRNA.

𝐀𝐜𝐢𝐝𝐢 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢: 𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐦𝐞𝐠𝐚-3 (pesce, alghe) sono precursori di molecole antinfiammatorie, mentre un eccesso di Omega-6 o grassi trans favorisce uno stato pro-infiammatorio.

Esiste una stretta connessione tra l'intestino e l'apparato riproduttivo (asse estroboloma-microbioma): Il microbiota influenza il metabolismo degli estrogeni.
L'endometriosi è spesso associata a "𝐥𝐞𝐚𝐤𝐲 𝐠𝐮𝐭" (intestino permeabile) e gonfiore cronico.

𝗗𝗶𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲 (Vegan, Keto, Mediterranea, Low FODMAP) modulano la composizione batterica, influenzando la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) che hanno proprietà antinfiammatorie.
Sono sottoprodotti metabolici della fermentazione anaerobica della fibra nel colon.
I principali sono butirrato, acetato e propionato.

Il microbiota intestinale trasforma la fibra alimentare in molecole attive che influenzano direttamente l'endometriosi:

Studi mostrano una correlazione tra l'aumento dell'assunzione di fibra alimentare e la riduzione del rischio di endometriosi.
Gli 𝐒𝐂𝐅𝐀 contribuiscono all'omeostasi intestinale, alla regolazione immunitaria, alla salute metabolica e alla prevenzione del cancro.

Gli SCFA esercitano effetti antinfiammatori attraverso due percorsi principali:
Inibiscono l'attivazione dell'inflammasoma, riducendo la secrezione di citochine pro-infiammatorie.

In presenza di una barriera intestinale compromessa, il lipopolisaccaride (LPS) può attivare i recettori TLR4 e promuovere la progressione dell'endometriosi; gli SCFA aiutano a mitigare questa risposta.

Il 𝐛𝐮𝐭𝐢𝐫𝐫𝐚𝐭𝐨, in particolare, agisce come un potenziale modulatore della progressione della malattia:
Inibisce la proliferazione e promuove l'apoptosi: stimola la morte programmata delle cellule endometriosiche o cancerose attraverso l'attivazione della Caspasi-9.
Regola proteine specifiche (come p21 e p27) per bloccare la progressione del ciclo cellulare.

𝗣𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗹𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲 questa primo articolo (in 2 parti, ma ce ne saranno tanti altri 😊), questo approccio deve integrare diversi fattori:

Nutrigenomica e Metabolomica: per comprendere come i nutrienti interagiscono con i geni e il metabolismo.

Analisi del Microbiota: Per ripristinare l'equilibrio intestinale.

Approccio dietetico specifico (es. riduzione di carne rossa e latticini, dieta mediterranea) e l'integrazione di sostanze in grado di agire sui segnali pro-infiammatori e ossidativi e per ridurre i livelli di estrogeni. 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚

𝐋'𝐞𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢 (prima parte dell’articolo ) è una complessa patologia cronica, infiammatoria ed estrogeno-dipendente.La ...
03/01/2026

𝐋'𝐞𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢 (prima parte dell’articolo ) è una complessa patologia cronica, infiammatoria ed estrogeno-dipendente.
La sua complessità risiede in un circolo vizioso in cui l'infiammazione sistemica e locale promuove la sintesi di estrogeni; questi ultimi, a loro volta, alimentano la secrezione di fattori pro-infiammatori (come TNF-alfa e IL-1beta).

Tale ambiente biochimico induce cambiamenti epigenetici e resistenza al progesterone, compromettendo la decidualizzazione ( Cambiamenti che si realizzano nei tessuti che permettono l’impiantazione dell’embrione nell’utero) dei tessuti e favorendo la progressione delle lesioni attraverso processi di angiogenesi e neurogenesi.

Un elemento cardine nello sviluppo della malattia è la rottura dell'omeostasi ossidoreduttiva.

La mestruazione retrograda immette nel peritoneo frammenti endometriali che inducono l'accumulo di ferro e la produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS). Lo stress ossidativo risultante non solo aggrava l'infiammazione, ma contribuisce a rendere i nocicettori (i recettori del dolore) cronicamente ipersensibili, portando a una risposta dolorosa amplificata anche in assenza di lesioni visibili.

La 𝒈𝒆𝒔𝒕𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒛𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 richiede l'integrazione di sostanze in grado di agire sui segnali pro-infiammatori e ossidativi:

𝗥𝗲𝘀𝘃𝗲𝗿𝗮𝘁𝗿𝗼𝗹𝗼: Questo fitoestrogeno, presente in uva scura e mirtilli, agisce riducendo i livelli plasmatici e peritoneali di citochine infiammatorie e sopprimendo l'espressione del VEGF, limitando così la vascolarizzazione delle lesioni.

𝗩𝗶𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗗: Spesso carente nelle pazienti endometriosiche, la sua integrazione è fondamentale per modulare le citochine pro-infiammatorie e le vie di segnalazione cellulare coinvolte nella patogenesi.

𝗔𝗰𝗶𝗱𝗼 𝗔𝗹𝗳𝗮-𝗟𝗶𝗽𝗼𝗶𝗰𝗼 (𝗔𝗟𝗔) 𝗲 𝗡-𝗔𝗰𝗲𝘁𝗶𝗹 𝗖𝗶𝘀𝘁𝗲𝗶𝗻𝗮 (𝗡𝗔𝗖): Agiscono come potenti antiossidanti naturali. L'ALA, in particolare, è efficace nel ridurre la resistenza all'insulina e, in associazione con bromelina e omega-3, offre un supporto nel trattamento del dolore pelvico e della sindrome della vescica dolorosa.

𝗡-𝗣𝗮𝗹𝗺𝗶𝘁𝗼𝗶𝗹𝗲𝘁𝗮𝗻𝗼𝗹𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗮 (𝗡-𝗣𝗘𝗔): Come analogo degli endocannabinoidi, la N-PEA svolge un'azione neuroprotettiva e analgesica, inibendo l'attivazione dei mastociti e riducendo la diafonia tra questi e le fibre nervose nocicettive.

L'associazione con trans-polidatina si è dimostrata sicura ed efficace nel controllo del dolore.

𝗠𝗮𝗴𝗻𝗲𝘀𝗶𝗼: Elemento storico nella pratica ginecologica, il magnesio favorisce il rilassamento della muscolatura liscia delle tube di Falloppio, contrastando potenzialmente la mestruazione retrograda. È inoltre associato a una riduzione dei marker infiammatori.

𝐋'𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐢𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 per ridurre la stanchezza cronica e la flogosi:

È necessario favorire gli 𝑶𝒎𝒆𝒈𝒂-3 (pesce grasso, noci) poiché precursori di prostaglandine anti-infiammatorie, riducendo al contempo gli Omega-6 (olio di girasole, mandorle) che promuovono molecole pro-infiammatorie. Il rapporto target tra Omega-6 e Omega-3 dovrebbe attestarsi su 4:1.

🥩𝘾𝙤𝙣𝙨𝙪𝙢𝙤 𝙙𝙞 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙚 𝙖𝙣𝙞𝙢𝙖𝙡𝙞: Studi epidemiologici indicano che un consumo elevato di carne rossa (più di due porzioni al giorno) aumenta significativamente il rischio di sviluppare la patologia (fino al 56%).

L'assunzione di 𝗺𝗮𝗴𝗻𝗲𝘀𝗶𝗼 𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗲 (𝗞, 𝗕1, 𝗘) attraverso alimenti integrali e vegetali ha mostrato una correlazione più forte con la diminuzione del rischio e della gravità della dismenorrea rispetto alla sola integrazione isolata.

La gestione dell'endometriosi deve puntare a un piano permanente che integri la terapia medica con un supporto nutrizionale mirato.

L'obiettivo primario è la modulazione dell'ambiente peritoneale, la riduzione dello stress ossidativo e il controllo della sensibilizzazione nervosa per migliorare la qualità della vita della paziente e minimizzare la necessità di interventi chirurgici…continua domani 🤩

⚡️ 5 Abitudini Fondamentali per la Costruzione Muscolare e l'Ottimizzazione delle Prestazioni
02/01/2026

⚡️ 5 Abitudini Fondamentali per la Costruzione Muscolare e l'Ottimizzazione delle Prestazioni

Ricarica invernale: come mantenere la performance quando fa freddoil mio nuovo articolo sul blog net Net Integratori
28/12/2025

Ricarica invernale: come mantenere la performance quando fa freddo
il mio nuovo articolo sul blog net Net Integratori

Le basse temperature hanno un impatto fisiologico significativo che riduce la capacità di performance e aumenta il rischio di infortuni: ...

❤️Non potete capire ragazzi…🫶🤩😱🏆𝐕𝐢𝐧𝐜𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐇𝐩 alla Competizione OPEN  🥇𝐁𝐨𝐝𝐲𝐛𝐮𝐢𝐥𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐎𝐯𝐞𝐫 40🥇𝐀𝐭𝐡𝐥𝐞𝐭𝐢𝐜 0🏆𝐌𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞 ...
11/12/2025

❤️Non potete capire ragazzi…🫶🤩😱
🏆𝐕𝐢𝐧𝐜𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐇𝐩 alla Competizione OPEN
🥇𝐁𝐨𝐝𝐲𝐛𝐮𝐢𝐥𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐎𝐯𝐞𝐫 40
🥇𝐀𝐭𝐡𝐥𝐞𝐭𝐢𝐜 0
🏆𝐌𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐑𝐨𝐮𝐭𝐢𝐧𝐞
❤️Vincere qui Il titolo Assoluto è sempre stato un sogno..sul finale della mia stagione agonistica 2025 Tornare a casa con 4 Trofei (e finalmente un premio in 💰)non ha prezzo.. notte insonne, felice e pronto per l’ultima sfida ⚔️
👏Complimenti come sempre a per la splendida manifestazione e a tutta la giuria (nonché grandi campioni) per l’ottimo lavoro (come sempre).

Alla prossima ❤️

🤷‍♀️NON HO PAROLE.. credetemi STO SOGNANDO❤️🏆CAMPIONE ITALIANO ICN IN 4 categorie:🥇Bodybuilding Over 40🥇Athletic 0🥇Bodyb...
08/11/2025

🤷‍♀️NON HO PAROLE.. credetemi STO SOGNANDO❤️
🏆CAMPIONE ITALIANO ICN IN 4 categorie:
🥇Bodybuilding Over 40
🥇Athletic 0
🥇Bodybuilding Open con 10 Atleti (Vinta anche la PROCARD)
🥇Bodybuilding PRO 🏆💳
🥰Dopo le foto ho inserito 3 mini video delle 4 premiazioni….FELICITÀ ❤️❤️❤️❤️
.i.n.b.b ✅

04/10/2025

🎶SACRIFICE 𝐑𝐨𝐮𝐭𝐢𝐧𝐞 𝐠𝐚𝐫𝐚
🏆 𝐕𝐄𝐒𝐔𝐕𝐈𝐔𝐒 𝐑𝐀𝐌𝐏𝐀𝐆𝐄

Grazie mamma e papà anche a voi…come SEMPRE..per tutto ❤️

Indirizzo

Via Degli Itali, 5
Paola
87027

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 18:30
Martedì 09:30 - 18:30
Mercoledì 09:30 - 18:30
Giovedì 09:30 - 18:30
Venerdì 09:30 - 18:30
Sabato 09:30 - 18:30

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