Centro Zefiro. Psicologia scolastica e dintorni

Centro Zefiro. Psicologia scolastica e dintorni Luogo di condivisione/divulgazione di contenuti circa la psicologia scolastica e dell'educazione

22/02/2026
💚 Buona domenica 💚
15/02/2026

💚 Buona domenica 💚

13/02/2026
12/02/2026

Il Corriere della Sera anticipa l'uscita del nuovo libro di Marco Crepaldi, psicologo e presidente fondatore dell’associazione nazionale Hikikomori Italia ETS, 𝗨𝗻 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗵𝗶𝗸𝗶𝗸𝗼𝗺𝗼𝗿𝗶. 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘁𝗶𝗿𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶, volume che si propone l’obiettivo di fornire una chiave interpretativa e una bussola orientativa a chi vive o si confronta con l’isolamento volontario, in libreria e in tutti gli store online dal 17 febbraio.

Leggi l'articolo 👉🏻 https://t.ly/k6BOx

Scopri il libro 👉🏻 www.francoangeli.it/Libro/9788835176251

💚 Oggi   si celebra, in contemporanea in oltre 100 nazioni di tutto il mondo, il   (SID), la giornata mondiale per la si...
10/02/2026

💚 Oggi si celebra, in contemporanea in oltre 100 nazioni di tutto il mondo, il (SID), la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea.

Obiettivo dalla giornata è far riflettere le ragazze e i ragazzi non solo sull’uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro.

L’evento, in diretta streaming dalle 10,30 di oggi, si articolerà secondo il format del debate, consistente nella metodologia didattica attiva coinvolgendo e rendendo protagonisti le studentesse e gli studenti, per renderli partecipi e stimolarne la creatività e l’iniziativa.

Circa 40 giovani membri dello Youth Panel del Safer Internet Centre coinvolgeranno rappresentanti delle autorità competenti e il pubblico in sala su tre macro-temi di grande attualità: benessere digitale, intelligenza artificiale e deepfake e adescamento online.

Per guardare la diretta e avere maggiori info, vai al link:
https://www.generazioniconnesse.it/site/it/home/

..tempo di pagelle!
08/02/2026

..tempo di pagelle!

📑La pagella digitale è come una scia sull’acqua.
La pagella stampata è un’impronta sull’argilla.

✋Il cervello del bambino si basa sulla concretezza.
Prima di aprirsi all’astrazione ha bisogno di toccare.
Ciò che si può tenere in mano esiste davvero.

🧠Una pagella stampata attiva:
vista
tatto
memoria corporea
Più sensi = più connessioni neurali.
Più connessioni = più significato.

🧒🏼Tenere la pagella in mano
aumenta il senso di responsabilità.
Un documento cartaceo coinvolge attivamente.
Il bambino è attore del proprio processo.

🕰️ Il cervello ha bisogno di confini.
Di un prima e di un dopo.
La pagella stampata dice:
“Questo è stato. Ora posso andare avanti.”
Il digitale resta sempre aperto.
E confonde.

💗La pagella è anche memoria di sé.
Riguardarla negli anni significa:
• riconoscersi
• raccontarsi
• sentirsi evolvere nel tempo
Il cervello cresce sugli oggetti che attivano ricordi, non sui link.

🥰Una pagella stampata si legge insieme.
Si appoggia sul tavolo.
Si commenta.
Diventa oggetto di relazione,
non solo informazione.

📜La pagella non è solo un documento.
È un’esperienza di crescita e consapevolezza.

Stampare la pagella è rispettare
i tempi neuroevolutivi dei bambini.
Educare è lavorare sul senso e sul significato, a misura di bambino.

Laura Mazzarelli & Debora Di Jorio

⚜️www.ilcamminopedagogico.it

Centro Psicopedagogico Formazione Studi e Ricerche OIDA

08/02/2026

RIFERIMENTI LEGISLATIVI
Legge Regionale 7 febbraio 2017, n.1: Disciplina degli interventi regionali in materia
di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.
Legge del 29 maggio 2017, n.71: Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione
ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. (17G00085)
(GU Serie Generale n.127 del 03.06.2017), in attuazione dal 18 giugno 2017.

RIFERIMENTI LEGISLATIVI E PRECISAZIONI SU BULLISMO E CYBERBULLISMO

Riferimenti legislativi
Il bullismo e il cyberbullismo devono essere conosciuti e combattuti da tutti in tutte le forme nel rispetto della normativa ed in particolare da quanto previsto:
🔺 dagli artt. 3- 33- 34 della Costituzione Italiana;
🔺dalla Direttiva MIUR n.16 del 5 febbraio 2007 recante “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo”;
🔺dalla direttiva MPI n. 30 del 15 marzo 2007 recante “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di ‘telefoni
cellulari’ e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di
vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”;
🔺dalla direttiva MPI n. 104 del 30 novembre 2007 recante “Linee di indirizzo e chiarimenti interpretativi ed applicativi in ordine alla normativa vigente posta a tutela della privacy con particolare riferimento all’utilizzo di
telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici nelle comunità scolastiche allo scopo di acquisire e/o divulgare immagini, filmati o registrazioni vocali”;
🔺dalla direttiva MIUR n.1455/06;
🔺dal D.P.R. 249/98 e D.P.R. 235/2007 recante “Statuto delle studentesse e degli studenti” e “Patto di corresponsabilità”
🔺dalle linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, MIUR aprile 2015;
🔺dagli artt.581-582-595-610-612-635 (ed altre fattispecie) del Codice Penale;
dagli artt. 2043-2046-2047-2048-2051 del Codice Civile;
🔺dagli artt. 331-332-333 del Codice di procedura penale;
🔺- dalla Legge n.71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno de cyberbullismo”

Precisazioni:
Il fenomeno del cyber-bullismo, così definito dalla Legge 29 maggio 2017 n.71: "qualunque forma di pressione aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita,
manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione
di contenuti on-line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e
predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la
loro messa in ridicolo".
Quest’ultima forma di bullismo, esercitata a distanza attraverso strumenti informatici, si traduce in numerose forme
di aggressione e molestie, sovente accompagnate dall’anonimato ed accresciute dal fatto che la distanza del
persecutore rispetto alla vittima rende più difficile la percezione della sua sofferenza.

Rientrano esemplificativamente nel Cyberbullismo:
- Flaming: Litigi on line nei quali si fa uso di un linguaggio violento e volgare.
- Harassment: molestie attuate attraverso l’invio ripetuto di linguaggi offensivi.
- Cyberstalking: invio ripetuto di messaggi che includono esplicite minacce fisiche, al punto che la
- vittima arriva a temere per la propria incolumità.
- Denigrazione : pubblicazione all’interno di comunità virtuali , quali newsgroup, blog, forum di
discussione, messaggistica immediata, siti internet, ecc, di pettegolezzi e commenti crudeli, calunniosi e denigratori.
- Outing estorto: registrazione delle confidenze – raccolte all’interno di un ambiente privato creando un
clima di fiducia e poi inserite integralmente in un blog pubblico.
- Impersonificazione: insinuazione all’interno dell’account di un’altra persona con l’obiettivo di inviare dal medesimo messaggi ingiuriosi che screditino la vittima.
- Esclusione: estromissione intenzionale dall’attività on line.
- Sexting: invio di messaggi via smartphone ed Internet, corredati da immagini a sfondo sessuale.
- Ulteriori comportamenti rientranti nelle fattispecie previste dalla Legge 71/2017

La legge 71/17 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” è nata per tutelare il diritto delle nuove generazioni di navigare in rete in modo sicuro, positivo e libero. Ma non solo: prevede linee di orientamento per contrastare il cyberbullismo all’interno delle scuole. È una legge pensata sia per i colpevoli, che per le vittime.
Oggi però, le linee guida delineate da quella legge del 2017 risultavano insufficienti. Per questo, il governo ha deciso di integrare la legge introducendo innovazioni attraverso la nuova legge 70/24. Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 30 maggio 2024, descritta come “Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo”, questa legge estende le disposizioni della 71/17 anche ai fenomeni del bullismo, con la finalità di prevenire e contrastare entrambe le azioni considerate oggetto del reato.
Come agisce la legge 70/24?
Cita il primo punto: “La presente legge è volta a prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in tutte le loro manifestazioni, in particolare con azioni di carattere preventivo e con una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, privilegiando azioni di carattere formativo ed educativo e assicurando l’attuazione degli interventi, senza distinzione di età, nell’ambito delle istituzioni scolastiche, delle organizzazioni degli enti locali, sportive e del Terzo settore che svolgono attività educative, anche non formali, e nei riguardi dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale, cui incombe l’obbligo di orientare i figli al corretto utilizzo delle tecnologie e di presidiarne l’uso”.
Ma come si manifesta il bullismo?
Il comma 1-bis definisce il bullismo come “l’aggressione o la molestia reiterate, da parte di una singola persona o di un gruppo di persone, in danno di un minore o di un gruppo di minori, idonee a provocare sentimenti di ansia, di timore, di isolamento o di emarginazione, attraverso atti o comportamenti vessatori, pressioni o violenze fisiche o psicologiche, istigazione al suicidio o all’autolesionismo, minacce o ricatti, furti o danneggiamenti, offese o derisioni”.
In parole povere, sono quegli atti violenti sia a livello fisico che psicologico che attaccano la vittima in maniera ripetuta, provocando, nella vittima, ansia e stress derivati. Questi atteggiamenti devono essere repressi per garantire equità e giustizia, oltre che una buona condotta (e crescita) delle nuove generazioni.
Il Cyberbullismo può diventare reato: quando succede?
Cyberbullismo può assumere forma di reato quando si configura come:
Ingiuria
Diffamazione
Calunnia
Furto d’identità
Molestia
Atti di violenza verbale e fisica
Infine, cosa succede a bulli e cyberbulli?
Come vengono punite queste azioni e chi viene punito? Se chi commette reato ha un’età inferiore ai 14 anni, a risponderne saranno i genitori.
Se però chi adotta questi comportamenti supera i 14 anni di età, è bene sapere che con l’avvento della nuova legge bullismo e cyberbullismo diventano veri e propri reati a sé stanti, punibili penalmente con pena detentiva (da 1 a 7 anni) per chiunque minaccia o molesta un’altra persona di qualunque sesso e razza, con condotte reiterate e mediante violenza, atti ingiuriosi, denigratori e diffamatori nei suoi confronti. Ma non finisce qui: se questi atti avvengono per mezzo di una o più persone con testimoni al seguito, la legge punisce con la reclusione anche chi è testimone di tali atti e non interviene o denuncia (con detenzione dai 6 mesi ai 3 anni).
Per contrastare il bullismo e il cyberbullismo bisogna essere uniti
Queste lotte contro forme di violenza (anche verbale) di bullismo e cyberbullismo non si possono combattere da soli: è importante restare uniti e fare fronte agli episodi affidandosi alla legge.

Oggi e sempre STOP AL BULLISMO!“Io non dovevo seppellire mio figlio.Paolo era un ragazzo buono. Sensibile. Di quelli che...
07/02/2026

Oggi e sempre STOP AL BULLISMO!

“Io non dovevo seppellire mio figlio.
Paolo era un ragazzo buono. Sensibile. Di quelli che si tengono tutto dentro, che non alzano la voce, che provano a resistere anche quando dentro si stanno spezzando. E io, da padre, lo vedevo. Lo sentivo. Perché un genitore lo capisce quando qualcosa non va… anche se un figlio prova a sorridere lo stesso.

Paolo mi raccontava quello che succedeva. Me lo raccontava con quella voce che tremava appena, come se avesse paura perfino di disturbare. E io e sua madre abbiamo fatto quello che fanno i genitori quando amano: abbiamo parlato, abbiamo segnalato, abbiamo chiesto aiuto. Abbiamo riportato tutto ai professori, puntualmente. Speravamo che bastasse. Speravamo che qualcuno lo proteggesse.

Ma col tempo ho capito una cosa che mi brucia ancora oggi: Paolo non è stato difeso come doveva.
E quando un ragazzo chiede aiuto e nessuno lo ferma davvero quel male… quel male cresce. Si allarga. Ti entra nella testa, ti toglie l’aria, ti cambia lo sguardo. Ti fa credere di essere tu il problema.

Io non posso accettare che si chiami “ragazzata”.
Io non posso accettare che si minimizzi.
Perché quando un ragazzo torna a casa con il cuore pesante ogni giorno, quando si chiude, quando si spegne lentamente… non è una fase. È una guerra silenziosa.

E poi arriva il momento che nessun padre dovrebbe vivere.
Quello in cui la tua vita si divide in due: prima e dopo Paolo.

Da quel giorno io non dormo più come prima. Non respiro più come prima. Perché il dolore non passa. Ti rimane addosso. Ti entra nelle ossa. E la cosa più crudele è che io continuo a farmi la stessa domanda, sempre: si poteva fermare?

Paolo avrebbe compiuto 15 anni.
Ma in casa mia non ci sono state candeline da spegnere. Non c’è stata festa. Non c’è stato niente, se non un silenzio che fa male.

Io oggi non parlo solo per mio figlio.
Io parlo perché nessun altro genitore debba provare questo inferno.
Perché un ragazzo non deve morire per colpa della cattiveria degli altri.
Perché chi vede e gira la testa non è neutrale: è parte del problema.

Io Paolo non lo riavrò indietro.
Ma se anche una sola persona, leggendo questa storia, capirà che il bullismo non è uno scherzo… allora almeno una cosa sarà chiara: Paolo non sarà dimenticato.”

—Giuseppe Mendico, padre di Paolo.
Bullismo Contro

7 febbraio Giornata contro il bullismo e il cyberbullismoIL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILERiflessioni e poesia...
07/02/2026

7 febbraio Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo

IL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE
Riflessioni e poesia di Germana Bruno

​1. Virtuale è reale.
Scrivere un messaggio su un tablet, un pc o un telefono è come parlare a qualcuno a voce.
Se non diresti mai in faccia a un tuo/a compagno/a "Sei brutto/a", non scriverlo nemmeno in chat. Le parole fanno lo stesso effetto, che siano dette o scritte su uno schermo.

​2. Si è ciò che si comunica.
Le parole che usi dicono chi sei.
Se usi parole gentili, tutti vedranno che sei un/una bambino/a gentile. Se usi parole brutte, gli altri penseranno che tu sia un/ una bullo/a. Scegli bene come vuoi farti conoscere!

​3. Le parole danno forma al pensiero.
​Conta fino a dieci prima di parlare.
A volte la rabbia ci fa dire cose che non pensiamo davvero. Fermati un attimo, respira e cerca le parole giuste per spiegare perché sei arrabbiato/a.

​4. Prima di parlare bisogna ascoltare.
​Apri bene le orecchie prima di aprire la bocca.
Non puoi sapere cosa prova un altro se non lo lasci parlare. Ascoltare è come fare un regalo all'altra persona: le stai dicendo che quello che pensa è importante.

​5. Le parole sono un ponte.
​Usa le parole per avvicinarti agli altri, non per lanciare sassi.
Una parola gentile può far nascere un'amicizia. Le parole servono a fare pace, a chiedere "giochi con me?" e a stare insieme.

​6. Le parole hanno conseguenze.
​Le parole hanno una grande potere: possono curare o fare male.
Una parola cattiva può rendere triste un/una amico/a per tutto il giorno. Una parola dolce può farlo/a sorridere. Tu quale "potere" vuoi usare?

​7. Condividere è una responsabilità.
​Non ripetere tutto quello che senti.
Prima di raccontare un segreto o qualcosa di brutto che hai sentito su qualcuno, chiediti: "È vero? Fa male a qualcuno?". Se non sei sicuro/a, non dirlo a nessuno.

​8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
​Possiamo non essere d'accordo sul gioco da fare o sulla squadra da tifare, ma restiamo amici.
A te piace il calcio e a me il disegno? Sei interista e l'altro milanista? Va bene così! Possiamo discutere su quale sia il gioco più bello o la squadra più forte, ma non dobbiamo mai offenderci perché la pensiamo diversamente.

​9. Gli insulti non sono argomenti.
​Chi offende ha perso la sfida.
Se per vincere una discussione devi dire una parolaccia o un insulto, vuol dire che non hai ragione. Chi ha ragione davvero usa spiegazioni, non parolacce.

​10. Anche il silenzio comunica.
​A volte stare zitti è la cosa più intelligente da fare.
Se non hai niente di carino o di utile da dire, oppure se sei troppo arrabbiato/a, è meglio stare in silenzio. Il silenzio ti aiuta a riflettere e a non fare pasticci.

Germana Bruno

IL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE©
di Germana Bruno

1- C’è un luogo un po’ strano,
sembra finto e lontano,
ma esiste realmente,
ci si incontra, ci si sente.

2- Dietro immagini e foto
c’è il presente e il passato
di persona reale,
puoi far bene o far male.

3- Quindi ascolta una cosa,
se sei fuori o anche a casa,
pensa a quello che dici
e fatti dei buoni amici.

4- Le parole hanno un peso,
non si dicono a caso
ed è giusto ascoltare,
non soltanto parlare.
Non hai sempre ragione,
ci son altre persone
che hanno cose da dire
e tu stalle a sentire.

5- Le parole sian ponti,
sopra i mari e tra i monti,
siano abbracci, carezza,
quelle giuste, ricchezza.

6- Le parole cattive,
di chi parla o le scrive,
fan ferite profonde,
son coltelli, son fionde.

7- Già lo dice il suo nome,
ecco la spiegazione,
questa “Rete” è insidiosa,
spesso pericolosa.
Tu che sei pesciolino,
devi nuotar vicino
a qualcuno più grande
per vagar tra le onde.

8- Se qualcuno ha un pensiero
che tu credi non vero
se dal tuo è diverso,
può essere amico lo stesso.
È normale, fa niente,
tu non essere prepotente,
non c’è torto o ragione,
ma diversa opinione.

9- Niente ingiurie nè offese,
non avere pretese,
non è mai divertente
insultare la gente.

10- Il silenzio è un messaggio
ed usarlo è assai saggio,
a volte è la scelta giusta
che le cose salva e aggiusta.
Germana Bruno



Raga...godetevi il vostro viaggio!La vita è un viaggio incredibile. Vi dovete ...scoprire,...amare, ...conoscere!
02/02/2026

Raga...godetevi il vostro viaggio!
La vita è un viaggio incredibile.
Vi dovete ...scoprire,...amare, ...conoscere!

DIALOGHI@MINOTAURO𝗪𝗘𝗕𝗜𝗡𝗔𝗥📆 Lunedì 2 febbraio, ore 19.00𝗠𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶. 𝗨𝗻𝗼 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗼 𝘀𝘂 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗶 ...
01/02/2026

DIALOGHI@MINOTAURO
𝗪𝗘𝗕𝗜𝗡𝗔𝗥
📆 Lunedì 2 febbraio, ore 19.00
𝗠𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶. 𝗨𝗻𝗼 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗼 𝘀𝘂 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗹'𝗲𝘁𝗮̀ 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗮.
Laura Turuani dialoga con Elena Riva

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