Nik Funeral Manager

Nik Funeral Manager - FUNERAL MANAGER
- CONSULENTE NORMATIVA FUNERARIA
- FUNERAL LAW EXPERT
- ESPERTO IN TRASPORTI FUNEBRI INTERNAZIONALI
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13/02/2026
La Mia Risposta , ai nuovi articoli di funerali.org“Le due parti dell’articolo fotografano bene l’evoluzione normativa i...
08/02/2026

La Mia Risposta , ai nuovi articoli di funerali.org

“Le due parti dell’articolo fotografano bene l’evoluzione normativa introdotta dagli artt. 36 e 37 della L. 182/2025, ma lette dal punto di vista di chi opera ogni giorno sul territorio mostrano anche tutta la distanza che spesso esiste tra la norma scritta e la sua applicazione concreta. Sul piano teorico la riforma va nella direzione giusta, perché tenta di ricondurre la cremazione a un quadro nazionale più ordinato, riducendo le stratificazioni regionali e le interpretazioni locali che per anni hanno generato incertezza. Sul piano operativo, però, la situazione è più complessa.
Chi lavora come impresario funebre si trova frequentemente a dover organizzare servizi in Comuni diversi da quelli abituali, ciascuno con prassi sedimentate, modelli di atto non aggiornati e uffici che, legittimamente, stanno ancora metabolizzando le novità introdotte dalla legge. In questo contesto, la maggiore precisione formale richiesta oggi per gli atti di cremazione e per le autorizzazioni collegate, pur condivisibile sul piano giuridico, rischia di trasformarsi in un fattore di rallentamento quando manca una conoscenza uniforme delle nuove disposizioni.
La criticità non sta tanto nella norma, quanto nel suo recepimento disomogeneo. Accade così che l’operatore si trovi a dover spiegare la legge a chi dovrebbe applicarla, oppure a dover adattare l’organizzazione del servizio a interpretazioni prudenziali o difensive, che cambiano da Comune a Comune. Questo è particolarmente evidente nei procedimenti che riguardano la destinazione delle ceneri, dove la richiesta di maggior dettaglio documentale, se non accompagnata da prassi chiare e condivise, finisce per scaricare sull’impresa funebre il peso di una mediazione continua tra famiglia e amministrazione.
Dal punto di vista di chi studia la normativa, è evidente che il legislatore abbia voluto rafforzare la tracciabilità e la coerenza degli atti. Dal punto di vista di chi lavora sul campo, però, emerge come questa esigenza si scontri con una realtà amministrativa ancora frammentata, in cui il principio di uniformità nazionale resta spesso teorico. La conseguenza è che la stessa pratica di cremazione può seguire percorsi diversi a seconda del Comune competente, con tempi, richieste e livelli di approfondimento non sempre omogenei.
È in questo scarto tra norma e prassi che si annidano le vere difficoltà operative. Finché gli uffici comunali non disporranno di strumenti aggiornati, modelli condivisi e formazione adeguata, la riforma rischia di essere percepita come un aggravio anziché come un chiarimento. E in mezzo a questo processo restano le famiglie, che chiedono risposte certe e tempi compatibili con il momento che stanno vivendo, e gli operatori, chiamati ogni giorno a garantire servizi corretti in un quadro applicativo ancora in via di assestamento.
La sfida, oggi, non è tanto interpretare la legge, quanto renderla concretamente praticabile in modo uniforme. Solo allora la cremazione potrà essere gestita come un procedimento davvero ordinario, senza che ogni servizio diventi un esercizio di adattamento continuo alle incertezze applicative dei singoli territori”

Nik

il settore funerario sul web

30/01/2026



Tutto quello che non sapete del settore funebre italiano.
😬😎😂

21/01/2026

La dispersione delle ceneri non è vietata.
È regolata.

La legge lo consente,
ma non ovunque
e non in qualsiasi modo.

Quando si parla di ceneri
non si improvvisa,
non si segue il “sentito dire”,
non si gioca con le volontà.

Qui il rispetto viene prima della libertà.
E la competenza fa la differenza.

Il resto si tratta con serietà.

Il settore funebre merita professionalità.La professionalità nasce dalla formazione.Corso Operatore Funebre 2026, Parma....
16/01/2026

Il settore funebre merita professionalità.
La professionalità nasce dalla formazione.

Corso Operatore Funebre 2026, Parma.(online)
Iscrizioni aperte.

Questa vicenda non è una “fatalità burocratica”, ma il risultato di gravi disfunzioni nell’applicazione della normativa ...
11/01/2026

Questa vicenda non è una “fatalità burocratica”, ma il risultato di gravi disfunzioni nell’applicazione della normativa funeraria.

Il DPR 285/1990 è chiaro: una salma non può rimanere per giorni in un’abitazione privata per problemi amministrativi. La custodia deve avvenire in locali idonei (obitorio o camera mortuaria) e le autorizzazioni al trasporto e alla cremazione devono essere rilasciate con urgenza, perché qui non parliamo di pratiche qualunque, ma di sanità pubblica e dignità del defunto.

Non esiste alcuna norma che giustifichi ritardi di giorni per la cremazione a causa di inefficienze comunali, carenze organizzative o rimpalli di competenze Se l’amministrazione non funziona, non può essere il ca****re a pagare il prezzo.

Quando una salma resta “abbandonata” per giorni, il problema non è la legge, ma chi non la conosce, non la applica o la usa male.
Ed è esattamente per evitare questi abusi che fare divulgazione normativa non è un vezzo, ma una necessità civile.

Per questo la mia pagina ,Nik Funeral Manager, spiega e semplifica la normativa funebre.

Fanpage.it
PalermoToday

Una donna anziana è morta per cause naturali a Palermo, ma un cavillo burocratico ne blocca la cremazione

08/01/2026

SALE DEL COMMIATO E FUNERAL HOME: E SE FOSSE STATA SOLO UNA BOLLA?

Negli ultimi anni il settore funebre italiano ha assistito a un vero e proprio boom di sale del commiato e funeral home.
Strutture nuove, investimenti importanti, narrazione dell’“inevitabile modernizzazione del rito”.

Ma dal campo, oggi, il segnale che ricevo è un altro.

Sempre più famiglie non chiedono spazi.
Chiedono ritiro.

Sempre più spesso assisto a funerali:
– in forma strettamente privata
– senza fiori, senza annunci
– con cofano chiuso anticipatamente
– talvolta senza vestizione, con la salma avvolta in un semplice lenzuolo bianco

Non è freddezza.
È una nuova idea di lutto: intimo, silenzioso, sottratto allo sguardo pubblico.

E allora la domanda è legittima:

le sale del commiato rappresentano davvero il futuro
oppure hanno intercettato solo una fase transitoria, oggi già in esaurimento?

Forse il cambiamento non va verso più rito,
ma verso meno rito.

Il settore funebre deve avere il coraggio di guardare questa realtà senza difendere modelli per inerzia o per investimento.

Voi cosa osservate sul territorio?
Le famiglie chiedono davvero più commiato… o più riservatezza?

Il dibattito è aperto

07/01/2026

Essere proprietari non autorizza nulla.
La dispersione delle ceneri non si fa “perché lo si vuole”, ma solo se la legge lo consente:
-volontà espressa del defunto,
-autorizzazione dell’Ufficiale di Stato Civile
-luogo idoneo
-nessun fine di lucro.

Tutto il resto sono racconti, abitudini tramandate e informazioni sbagliate.
Ed è così che, spesso, qualcuno paga o rischia senza saperlo.

Questo è il motivo per cui faccio divulgazione:
mettere un confine netto tra ciò che si dice e ciò che è legale.

Conoscere la norma prima è sempre meglio che scoprirla dopo!

05/01/2026

Tassa di attraversamento comunale per i funerali?
No.
Non è una tassa.
Non è un obbligo.
Non è prevista da nessuna norma.

In Italia il trasporto funebre è autorizzato una sola volta.
Non esistono pedaggi comunali.
Non esistono “quote di passaggio”.
Non esistono balzelli legati ai confini amministrativi.

Se a qualcuno è stato chiesto di pagare una tassa di attraversamento,
non è stata applicata una legge:
è stata raccontata una storia.

E le storie, nel momento del lutto, costano care.

Nei commenti possiamo entrare nel merito.
Ma su un punto non si discute:
pagare non era dovuto.

31/12/2025

Sì, in Italia è legale conservare le ceneri di un defunto nella propria abitazione, ma solo a precise condizioni.
- L'affidamento deve essere autorizzato dal Comune
- L'urna deve rimanere sempre sigillata
- Non può essere aperta, manomessa o divisa
Conoscere la normativa evita errori gravi, spesso commessi in
totale buona fede.

Pillole di normativa funeraria


11/10/2025

Pensiero personale e senza riferimenti a nessuno.

Negli ultimi tempi si parla molto di innovazione nel settore funebre, spesso in termini entusiastici e quasi salvifici. Si promettono rivoluzioni digitali, servizi commemorativi virtuali, QR code da applicare ai monumenti, spazi online dedicati ai defunti. Tutto molto suggestivo, ma dietro a certi discorsi si nasconde spesso una visione più commerciale che realmente utile per le famiglie o per le imprese del settore.
La digitalizzazione non è, di per sé, un male. Può essere un supporto importante se usata con intelligenza e misura. Tuttavia, si sta diffondendo la tendenza a presentare strumenti elementari come grandi innovazioni, spacciando per progresso ciò che in realtà chiunque può realizzare in autonomia e gratuitamente. Un QR code, ad esempio, si genera in pochi secondi con servizi gratuiti online; un memoriale digitale si può creare con una pagina web o un profilo social dedicato, senza costi né intermediari. Eppure c’è chi li propone come funzioni esclusive, costruendo attorno a queste banalità un linguaggio patinato e modernista.
La verità è che il valore di un servizio funebre non si misura con la quantità di tecnologie integrate, ma con la qualità umana di chi lo offre. La vera innovazione, nel nostro mestiere, non consiste nel moltiplicare strumenti digitali, ma nel riuscire a usare ogni mezzo per rendere il servizio più empatico, più trasparente, più vicino alle persone. La tecnologia deve essere un mezzo, non un fine.
Chi opera davvero nel campo sa bene che la morte non è un mercato come gli altri. È un ambito in cui la fiducia, la presenza e il rispetto contano più di qualsiasi effetto scenico o trovata tecnologica. Pensare che un codice o un link possano sostituire la competenza, la voce o la guida di un professionista è un errore di prospettiva. Il dolore non si gestisce con una piattaforma, ma con l’esperienza e la sensibilità di chi accompagna.
Serve quindi un approccio realistico. Innovare non significa aderire a ogni novità che viene proposta, ma saper scegliere ciò che realmente migliora il servizio e scartare ciò che serve solo a far apparire “moderni”. Prima di adottare una nuova soluzione, ogni imprenditore del settore dovrebbe chiedersi: porta valore concreto alle famiglie? È economicamente sostenibile? Migliora davvero il modo in cui il lutto viene vissuto e accompagnato?
Il futuro delle onoranze funebri non passerà da slogan o da servizi digitali di facciata. Si costruirà, come sempre, sulla professionalità, sulla credibilità e sul rispetto. Perché nel nostro lavoro, a differenza di tanti altri, la vera modernità è restare umani.

Nik

Indirizzo

Parma
43123

Telefono

+393776860541

Sito Web

http://kalume.altervista.org/NormativaFunebre/NORMATIVASEMPLIFICATA.pdf

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