15/03/2026
Per la Giornata del Fiocchetto Lilla spero che le parole delle mie pazienti possano arrivare lontano🪽💜 e che possano aiutare a riconoscere quei segnali che spesso passano inosservati o vengono fraintesi.
🦋“Quando il proprio corpo comincia a diventare un ammasso di cellule difettose e imperfette, il cibo una prigione, il rapporto con sé stessi e con gli altri deteriorandosi perde spontaneità.
Circa a 16 anni è cominciato tutto: ho iniziato a pensare al cibo in maniera insistente, a cercare trovando innumerevoli difetti sul mio corpo - segni dell’imperfezione che stavo cercando di cancellare - , a evitare le uscite con gli amici, a chiudermi in cameretta sempre più triste e sola. Penso che i miei genitori si siano accorti della mia sofferenza quando ormai era già radicata e aveva preso spazio non solo tra i miei pensieri, ma anche nella quotidianità. Ho cominciato a indossare abiti larghi, troppo grandi per una ragazzina. Non si trattava di un cambiamento normale (“sai, crescendo cambiano i gusti”) ma era piuttosto un tentativo di nascondermi nell’ampiezza di un paio di jeans che tuttavia spiattellava a tutti quanti fossi dimagrita.
Il rigore con cui ero solita portare avanti la dieta durante la settimana strideva con la quantità di dolci che ero solita preparare il sabato pomeriggio. Dopo aver rifiutato gli inviti a uscire con le amiche, mi chiudevo in casa a preparare per i miei famigliari dolci mega calorici che tanto non avrei mangiato. Infine la preoccupazione in occasione di una cena fuori casa, l’irritabilità costante ad ogni pasto libero, la costanza con cui ero solita praticamente attività fisica non erano segnali di una forte dedizione per uno stile di vita sano, quanto una sofferente determinazione a scomparire per essere notata, vista e sentita nell’assenza del mio corpo” 🦋