15/09/2022
frequenti, per certi alimenti, rigidi rituali legati al cibo e all’esercizio fisico, profondi sentimenti di colpa e vergogna collegati alla .
Questi sono alcuni dei segnali dell’instaurarsi di una relazione patologica con il cibo, cioè di un disturbo alimentare.
Con l’avvento di e le sue challenges, fortemente criticate, ovunque spopolano immagini di corpi statuari, pubblicati costantemente dagli influencers del momento con foto e video della loro vita apparentemente perfetta. A spopolare sono anche i ”fitness influencer” che propongono programmi di e offrono consigli alimentari con ricette e integratori per pasti super-ipocalorici.
Una caratteristica sempre presente in chi soffre di un disturbo alimentare è l’alterazione dell’immagine corporea. La percezione che la persona ha del proprio aspetto non combacia con la realtà ed influenza la sua vita e i suoi pensieri in modo preponderante.
Spesso però in concomitanza ci sono altre problematiche, come , ansia, o disturbi ossessivo-compulsivi e di personalità.
Perciò, non è il cibo in sé ad essere la causa di questi comportamenti, piuttosto è il capro espiatorio di un interiore che si cerca in tutti modi di evitare, di occultare, come nell’anoressia, o di un lutto, una mancanza che si vuole riempire, come nel binge-eating o nella bulimia.
Alla base vi sono difficoltà di gestione delle emozioni negative: alcuni di noi non sono mai riusciti ad affrontare traumi della propria vita, mentre altri non hanno consapevolmente considerato negativi degli eventi, che nel frattempo agivano indisturbati nel “sottoscala” della loro mente.
Cosa possiamo fare nel nostro piccolo?
- accettare che le cose non vanno sempre come vorremmo;
- parlare di eventi che sono stati, o sono, motivo di turbamento o di pensiero costante;
- essere aperti al fatto che ogni tanto capita di non stare bene.
Non siamo indistruttibili. Sediamoci a piangere e facciamoci confortare dai nostri amici. Perché non c’è niente di male nel farsi aiutare.