Dott.ssa Prasanna Orler - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Prasanna Orler - Psicologa Psicoterapeuta Psicoterapeuta, indirizzo cognitivo-comportamentale. English-speaking therapist based in Parma.

30/08/2024

Santorini - Ciao, mi chiamo Santorini e sono una meta turistica.
Maldive – Ciao.
Tokyo – Ciao.
Parigi – Ciao.
Ibiza – CIAO.
Maiorca – Ciao.
- Come ti senti oggi, Santorini?
Santorini – Come sempre. Stanca.
- Stanca per cosa?
Santorini – E me lo chiedi pure? Tre virgola quattro milioni di turisti.
- Ti va di condividere un po’ con gli altri?
Santorini – Ma è sempre la solita storia, loro lo sanno. Ogni estate arrivano in massa e si aspettano…
- Si aspettano?
Maldive – La versione migliore di noi.
Santorini – Esatto.
- Potete spiegarvi meglio.
Maiorca – Ieri da me ha piovuto. Non avete idea gli insulti. Ma che ci posso fare io? Non la controllo mica la pioggia.
Tokyo – Io ho tutti i ciliegi con l’alopecia.
- Prego?
Tokyo – Per forza! Li vogliono in fiore tutto l’anno. E così poi mi si ammalano.
Groenlandia – Questo è niente. Da me si aspettano l’aurora boreale tutte le volte che vengono.
- Non c’è ogni volta?
Groenlandia – Ma secondo te la faccio io con le tempere? C’hai l’urgenza di emozionarti e allora guardati una pozzanghera di benzina!
Thailandia – Brava. Stessa cosa coi monsoni. Tutti arrabbiati per i monsoni. Ma che posso fare? Fanno parte di me.
Petra – E se per un giorno io non lo volessi essere patrimonio dell’umanità?! Se volessi stare in ciabatte e braghe del pigiama?
Ibiza – SU QUELLE MANI!
- Ibiza, stai urlando.
Ibiza – CHE HA DETTO ORLANDO?
- Mi par di capire che si tratta di un problema comune a tutte voi.
Maiorca – Certo. Dobbiamo sempre essere perfette.
Groenlandia – Ve**re bene in foto.
Maldive - Avere sempre la luce giusta.
Tokyo - Sorridere.
Ibiza - NON AVERE MAI UNA GIORNATA GRIGIA!
Santorini – Essere sempre accoglienti.
Cinque Terre – Ahahah.
Santorini – Cosa?
Cinque Terre – No, mi ha fatto molto ridere “accoglienti”. Scusate, continuate pure.
Parigi – Pensi che io non posso permettermi neanche un museo chiuso.
- Altrimenti?
Parigi – Altrimenti? Legga qua, legga le recensioni. Legga cosa scrivono.
Ibiza – “MI ASPETTAVO MEGLIO!”.
Maiorca – “Noiosa”.
Parigi – “Fredda”.
Groenlandia – “Deludente”.
Londra – “Ha piovuto sempre”.
- C’è Venezia che vuole dire qualcosa.
Venezia – Nessuno mi considera più casa. Io sono un museo, un parco dei divertimenti. E guai che ci sia un’impalcatura. S’incazzano. Ma dico io, vecio sto qua da milleseicento anni, c’avrò pure il diritto di cadere a pezzi, o no?
Santorini – Nessuno ha idea dello stress…
Groenlandia – Dell’ansia…
Maiorca – La paura, gli attacchi di panico, la sensazione di non essere mai abbastanza.
- Per chi?
Maiorca – Eh?
- Hai detto “non essere mai abbastanza”. Per chi?
Maiorca – Per gli altri.
- D’accordo, ma chi sono questi altri?
Santorini – Be’, gli altri. La gente a cui piacciamo, che ci ama, che ci viene a vedere, a visitare.
- Temete che, se non siete sempre al massimo, non vi ameranno più? Non torneranno più?
Maldive – Esatto, e noi diventeremmo solo…
- Solo?
Maldive – Be’, Casalborgone.
Santorini – Guzzano.
Parigi – Barzana.
- E, secondo voi, Casalborgone o Barzana non sono felici con loro stessi?
Parigi – Non vedo come.
- Ho un’altra domanda. Queste persone, la cui approvazione è così fondamentale per voi, come vi lasciano?
Parigi – In che senso?
- Vi lasciano migliori o peggiori? Vi sentite amate o usate?
Santorini – Be’…
- Verrebbero a trovarvi anche con la pioggia?
Mykonos – Nessuno in inverno si preoccupa di sapere come sto.
Groenlandia – Tu hai l’inverno?
Mykonos – Lo vede?
- Voi vi concepite in funzione degli altri. E non c’è niente di male, lo fanno tutti. Il problema è che, a forza di farlo, adesso vi concepite solo in funzione degli altri. Proviamo una cosa, Venezia cerca di pensare a quello che vorresti tu, non gli altri, chi ti vive, chi ti visita e chi ti sfrutta, ma solo tu. Se potessi scegliere cosa vorresti essere?
Venezia – Abitata.
- Ibiza?
Ibiza – SILENZIOSA!
- Parigi?
Parigi – Sciatta.
- Tokyo?
Tokyo – Scortese.
- Maldive?
Maldive – Triste.
- E sono tutte cose che siete o che potete essere, solo che le nascondete per paura di deludere qualcuno che vi dà valore solo se corrispondete all’idea che si è fatto di voi. Alcune persone vi hanno appiccicato delle aspettative e queste aspettative non vi fanno bene perché non sono le vostre. Sono le loro. Sono loro che vi vogliono solari, accoglienti, disponibili. Che vi guardano senza volervi vedere davvero. Sono loro che hanno un’immagine di Venezia, di Santorini, di Parigi e voi che vi affannate a soddisfarla. Voi valete, non indipendentemente dagli altri, questo è impossibile. Ma dovete capire che valete per ciò che siete, non per quello che potreste essere.
Santorini – Io mi sveglio ogni mattina terrorizzata all’idea che tutti smettano di arrivare.
- Forse succederà, forse sarai piovosa e inospitale per un mese o per un anno, e nessuno verrà più. Essere sé stessi ha un prezzo. Forse ti sentirai sola, dimenticata, insignificante. Forse ti sentirai persino Casalborgone. Ma poi qualcuno verrà, magari non qualcuno che ti saresti aspettata, ma qualcuno verrà. Nonostante sia inverno, abbiate i musei chiusi, le ristrutturazioni in corso e nessuna aurora boreale da mostrare. Nonostante la pioggia.
Santorini - …
Maldive – E se non dovesse ve**re comunque nessuno?
Santorini – Esatto, se non viene più nessuno?
- Sapete perché Casalborgone sta bene?
Santorini – Perché?
- Perché sa esattamente chi è. E non gli fa paura.

Il testo è di Nicolò Targhetta e la grafica di Amandine Delclos.
Non è successo niente

21/11/2023

Riconoscere che c’è violenza è doloroso. Vederla spesso è difficile. Difficile perché fa male. Difficile perché all’interno di relazioni intime. Difficile perché a volte subdola, invisibile. Non solo schiaffi, segni e lividi, ma forme diverse di violenza, psicologica e morale. Il femminicidio non nasce dal nulla: è alimentato da fiumi, talvolta sotterranei, ma molto più spesso evidenti e tollerati, che narrano la violenza domestica, economica, psicologica, assistita come normale manifestazione di "amore". Come psicologhe e psicologi dobbiamo imparare a riconoscere tutti questi segnali e insegnare a farlo: è un'operazione difficile perché impatta su una cultura che questa violenza la usa da sempre e la trova "normale". Una volta per tutte abbiamo bisogno di nuovi occhiali che ci consentano di riconoscere la violenza degli uomini sulle donne e di farla vedere: è un nostro compito di professioniste e professionisti "ampliare" di default la nostra percezione e rovesciare la narrazione negazionista di chi riduce la violenza ad un conflitto fra pari poteri. E lavoriamo senza stancarci affinché il NO ad una relazione sia percepito come un diritto, anche se doloroso, da accettare. Tutte le donne devono poter guardare al futuro senza più paura.

26/10/2023

Nelle nostre Case Rifugio abbiamo bisogno di piumoni, sia singoli che matrimoniali, per i mesi invernali.
Puoi donarceli?
Contattaci al numero 0521 238885 durante l'orario d'ufficio.
Grazie!

21/10/2023

"𝐿𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑒 𝑙𝑜 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑜 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎, 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑎𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑒 𝑓𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑎𝑙 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑜.
𝐹𝑖𝑛 𝑑𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑒𝑟𝑜 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜, 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑜 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑜 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑢 𝑚𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜, 𝑐𝑢𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑢𝑡𝑒 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒, 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑒𝑚𝑜𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑔𝑢𝑖𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑎. 𝐼𝑛 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖, ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑠𝑡𝑎𝑐𝑜𝑙𝑖 𝑖𝑛 𝑜𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀. 𝐷𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑒𝑟𝑖𝑟𝑚𝑖 𝑖𝑛 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑘𝑒𝑡 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑜 𝑑𝑖𝑐𝑖𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑓𝑖𝑑𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑒 𝑟𝑜𝑡𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑖 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑖, 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑣𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑜 𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑜 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑓𝑖𝑑𝑒 𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑑𝑎𝑙𝑖, 𝑢𝑛𝑜 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑜 ℎ𝑎 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑧𝑖𝑜𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑠𝑖𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑙 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜.
𝐶𝑜𝑠𝑖̀ 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑢𝑛 𝑑𝑜𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑖, 𝑢𝑛 𝑛𝑢𝑡𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎 𝑜 𝑢𝑛 𝑜𝑐𝑢𝑙𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑖 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖, 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑒𝑠𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑎 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑙'𝑎𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑜 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑖𝑙 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑢 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖.
𝑁𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑔𝑜𝑔𝑛𝑎, 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑖 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖!"

Questo è ciò che ha scritto ieri sui propri social network Bruno Cerella giocatore di basket di Serie A2, della Blu Basket Treviglio.
Una splendida testimonianza che non ha bisogno di altri commenti.

“La terapia è un regalo che faccio a me stessa”.
20/10/2023

“La terapia è un regalo che faccio a me stessa”.

17/08/2023

Con overthinking si fa riferimento al pensare eccessivamente a qualcosa, in maniera ripetitiva e improduttiva.
Secondo le ricerche riportate dal seguente articolo, l’overthinking danneggerebbe la nostra sfera emotiva e la capacità di prendere decisioni, rendendoci meno fiduciosi e più in difficoltà.
Quando il pensare troppo è rivolto al passato, in psicologia si parla di “ruminazione”, ossia di quel processo cognitivo caratterizzato da uno stile di pensiero disfunzionale e maladattivo, che si focalizza principalmente sugli stati emotivi negativi interni e sulle loro conseguenze negative.
Quando il pensare troppo è rivolto al futuro, invece, si parla di “rimuginio”, ossia di quella forma di pensiero ripetitivo, astratto e privo di dettagli che spesso si accompagna alla focalizzazione di immagini relative ai possibili scenari ansiogeni. I pensieri, che si concentrano su contenuti catastrofici di eventi che potrebbero manifestarsi in futuro, sono vissuti come incontrollabili e intrusivi.
Visto che l’overthinking non è solo inutile, ma anche dannoso per il nostro benessere psicologico, è importante capire come funziona, riconoscerlo e imparare a fermarlo. L’articolo che presentiamo indica alcuni tra i possibili approcci.
Per approfondire 👇
https://www.stateofmind.it/2023/07/overthinking-pensare-troppo/

14/07/2023

La catastrofizzazione è la tendenza ad anticipare gli eventi futuri attraverso una catena di previsioni negative. Essa fa quindi riferimento al prevedere una serie di minacce e pericoli, una sciagura in qualche modo oggettiva.
Secondo l’approccio cognitivo comportamentale, in ognuno di noi, in determinate situazioni insorgono particolari pensieri, di cui spesso non siamo consapevoli, che possono dar vita a emozioni e comportamenti problematici ed essere fonte di malessere.
Dunque la catastrofizzazione è una delle credenze irrazionali alla base della sofferenza emotiva, in particolare essa predispone ad emozioni intense di ansia e paura.
Ma quale differenza c’è con la terribilizzazione? Secondo gli autori, mentre la catastrofizzazione è un’attività predittiva negativa focalizzata sulla realtà, cioè su eventi che oggettivamente potrebbero accadere, la terribilizzazione si riferisce a una valutazione più soggettiva del pericolo. È la persona, in questo caso, a definire ed etichettare come “terribile” un evento non oggettivamente minaccioso e/o pericoloso.
Per approfondire 👇
https://www.stateofmind.it/2023/07/catastrofizzazione-terribilizzazione/

“L'obiettivo della lettura condivisa ad alta voce è dare a tutti quanti gli strumenti per gestire l'apprendimento, e la ...
13/07/2023

“L'obiettivo della lettura condivisa ad alta voce è dare a tutti quanti gli strumenti per gestire l'apprendimento, e la loro vita. Perché sappiamo che basse competenze linguistiche incidono sul percorso formativo, sulla retribuzione futura, persino sulla propria salute".

Leggere in classe agli studenti o a casa ai figli dà risultati sorprendenti sulla capacità di linguaggio, la comprensione dei testi, l'autost…

09/06/2023
30/05/2023

The dark side of the “automatic pilot” mode: missing out.

30/05/2023

L'evitamento è definito come una strategia che implica la messa in atto di comportamenti atti a sottrarsi a persone, situazioni e/o eventi temuti

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Via Enrico Scarabelli Zunti, 15
Parma
43123

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Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
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