08/04/2025
Siamo abituati ad aspettare per prenotare un tavolo al ristorante, dal parrucchiere o dal meccanico, accettando senza proteste che ci sia una lista d’attesa. Quando però si tratta del medico di famiglia, l’aspettativa cambia radicalmente: la visita deve essere oggi, subito, gratuita e veloce.
L’episodio riportato in questi giorni dalla stampa — con una paziente che, non trovando un appuntamento immediato, si è recata al bar dell’ospedale nella speranza di incontrare un medico disposto a leggerle gli esami — riflette bene questa distorsione.
Ovviamente noi medici di famiglia abbiamo il dovere di organizzare il nostro lavoro in modo da poter gestire ogni giorno le vere urgenze cliniche, ed è giusto che un paziente possa trovare ascolto in caso di bisogno reale. Ma se si tratta di un controllo di routine, o di una semplice lettura di esami senza sintomi allarmanti, è del tutto normale dover attendere qualche giorno per un appuntamento.
Pretendere accesso immediato sempre e comunque, anche per situazioni non urgenti, non è sostenibile né rispettoso del lavoro medico — né tanto meno equo verso gli altri pazienti.
https://www.ilmessaggero.it/AMP/marche/medico_di_famiglia_posto_paziente_bar_ospedale_urbino_notizie_oggi-8764107.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR6tPBhvZkGEjTTew4Cd8CZv5e1rnKre9TSQP1Nyec6YoZ7OsrMiu9zXjzZv-g_aem_hDGYGw4Y46zcoEjsv2l45Q