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Colonna vertebrale: le regole per prevenire i difetti posturaliTenere lontani scoliosi e dorso curvo con corretti stili ...
06/10/2017

Colonna vertebrale: le regole per prevenire i difetti posturali
Tenere lontani scoliosi e dorso curvo con corretti stili di vita si può, ma bisogna iniziare a educare i bambini fin da piccoli. Ecco i consigli del chirurgo.
In questo articolo, il pediatra ci spiega come lo sport rappresenti la migliore terapia contro i cosiddetti paramorfismi muscolari. Correggere gli atteggiamenti posturali errati sin da piccolini è indispensabile per evitare "disastri" maggiori nell'adolescenza e nell'età adulta. Ecco con quali sport e discipline.

L’attività sportiva ha un ruolo importante anche come mezzo per correggere anomalie e deficit di sviluppo dell’organismo del bambino.

Infatti, essa offre un rilevante contributo alla prevenzione o alla progressiva correzione di quegli atteggiamenti viziati o anomali della postura (paramorfismi) causati da scarso sviluppo delle masse muscolari.
Paramorfismi e difetti di postura dei bambini

In genere iniziano intorno ai 5 – 6 anni e, se non vengono corretti, possono portare anche a deformazioni permanenti. I paramorfismi più frequenti sono

le cosiddette scapole alate,
le spalle spioventi,
la scoliosi correggibile (non quella vera),
il dorso curvo, il dorso piatto,
l’addome espanso con un’eccessiva sporgenza del fondo schiena.

Oltre alle anomalie posturali, altre situazioni fisiche nei bambini traggono giovamento dall’intervento correttivo di specifiche attività sportive.

Tra queste l’obesità, la magrezza, la sottigliezza degli arti superiori e inferiori.
Quale attività fisica si consiglia per la cura e la prevenzione delle anomalie della postura?

Essendo i paramorfismi prevalentemente limitati alle parti superiori del corpo consiglio sport completi quali:

nuoto
pallavolo
pallacanestro
canottaggio
ginnastica posturale se il paramorfismo è particolarmente spiccato.
Per l’obesità sono consigliabili sport di movimento, che fanno cioè sudare e inducono ad accelerare i movimenti. Sconsigliato il nuoto che ingrossa ulteriormente, non fa sudare e non accelera di certo i movimenti
Per la magrezza, la sottigliezza degli arti, il nuoto è, invece, lo sport ideale.

Sport bambini: obbligo educativo o o gioco e divertimento?

Spesso quando consiglio alle mamme di avviare allo sport i loro bambini, mi sento rispondere che “tra la scuola e tutte le altra attività sociali della loro giornata non trovano tempo per altro“.

Non vi nascondo che mi arrabbio, soprattutto se vedo nel bambino (e questo un pediatra attento lo può notare dai 4 anni) la possibilità che si sviluppino quelle anomalie fisiche di cui ho parlato. Ed allora, dopo un’intemerata contro la scuola e tutti gli altri impegni dei bambini, impongo lo sport come terapia.

Dicendo alla mamma “Consideri il suo bambino come malato di anomalie fisiche che devono essere curate con una terapia da somministrare 3 volte alla settimana!!“.

Una attività sportiva seria e soprattutto efficace deve essere svolta almeno 3 volte alla settimana. E se non vengono fatti tutti i compiti e studiate tutte le lezioni, vi consiglio di dire alle maestre che una scoliosi rovinerà il vostro bambino per tutta la vita ed una lezione non studiata può essere recuperata in poco tempo.
I banchi e gli zaini sono i colpevoli della postura dei bambini?

In casi di anomalie strutturali chiamare in causa le cattive posizioni assunte sui banchi di scuola o portare la cartella e zainetti troppo pesanti. (E’ il leitmotiv di inchieste dei media tutte le volte che inizia la scuola). Ho molti dubbi in proposito. Infatti tali anomalie si evidenziano solo nei bambini con scarsa muscolatura ed il tempo passato sui banchi è molto limitato rispetto al resto della giornata.

Sono invece sicuro che, se non viene attuato nessun provvedimento, i paramorfismi peggiorano e così al dorso piatto si associa progressivamente una scoliosi, il dorso curvo infantile (quello che induce i genitori a dire la classica frase “stai dritto con le spalle”) si trasforma in un dorso curvo fisso con successivo schiacciamento di alcune vertebre ecc.

Bambini, ecco perché i piedi possono girarsi all'internoDall'antiversione femorale a un'anca debole: le possibili cause ...
04/10/2017

Bambini, ecco perché i piedi possono girarsi all'interno
Dall'antiversione femorale a un'anca debole: le possibili cause del problema

Non sempre i bambini nascono con i piedi perfetti. A volte le loro piccole dita possono puntare verso l'interno, facendoli apparire storti sin dal momento del primo respiro dei piccoli; altre volte i piedini iniziano a puntare verso l'interno quando il piccolo inizia a camminare, facendolo cadere spesso. Fortunatamente nella maggior parte dei casi nessuno di questi problemi è grave, tanto che per risolverli basta l'intervento precoce del medico dopo la nascita o, addirittura, lasciare che il tempo faccia il suo corso; solo raramente può essere necessario ricorrere ad analisi più approfondite (una radiografia), all'uso di tutori o a interventi chirurgici. Saranno i medici a rassicurare la maggior parte dei genitori sulla risoluzione spontanea della situazione o a indirizzarli verso i trattamenti più adeguati. Ma cosa potrebbe aver generato il problema? Ecco quattro possibili cause.



1. L'antiversione femorale. Il caso più frequente – che può riguardare fino al 10% dei bambini – è quello in cui le dita dei piedi sono rivolte verso l'interno a causa di una rotazione del femore. Questa condizione, detta antiversione femorale, riguarda soprattutto i piccoli di età compresa tra i 3 e i 10 anni, che a causa del problema tendono a sedersi con le ginocchia rivolte verso l'interno. In genere la situazione tende a risolversi spontaneamente entro gli 8 anni di età; se ciò non avvenisse sarebbe bene rivolgersi a un ortopedico.



2. Il metatarso varo. E' la causa più frequente fra i bambini più piccoli, che possono sviluppare il problema a causa della posizione assunta nel grembo materno (ad esempio perché podalici o per il poco liquido amniotico a disposizione). In questo caso il piede assume la forma di una mezzaluna, con i talloni normali e le punte rivolte verso la parte centrale del piedino. La situazione può essere risolta facilmente dal medico. Eventualmente ai genitori può essere raccomandato di cercare di raddrizzare delicatamente il piede del bambino qualche volta al giorno, ma sembra non esserci ancora un accordo sull'utilità di queste manovre.



3. La torsione tibiale interna. Altre volte è la tibia ad essere ruotata verso l'interno, un problema che può anche portare il bambino ad avere anche le gambe storte. Più comune nei piccoli tra 1 e 3 anni di età, in genere non si tratta di una condizione evidente alla nascita, ma può diventarlo quando i bimbi iniziano a camminare. Nemmeno in questo caso è necessario un intervento, a meno che il problema persista fino ai 9-10 anni, quando invece i medici potrebbero ritenere opportuno intervenire chirurgicamente.



4. La debolezza di ossa, muscoli o tendini. Infine, le dita dei piedi possono puntare verso l'interno a causa di debolezza di una delle componenti dell'apparato muscoloscheletrico, ad esempio (soprattutto nelle bambine) delle ossa dell'anca. Se durante lo sviluppo queste strutture si rafforzano adeguatamente anche il problema ai piedi tende a scomparire.

01/12/2014

l sollievo che viene dal freddo
Alcune manovre vengono eseguite pressoché sistematicamente senza magari interrogarsi troppo sulla loro efficacia. Un buon esempio è l'applicazione del freddo, o meglio del ghiaccio, in caso di contusioni, strappi e traumi muscolo scheletrici vari. La crioterapia, così la si definisce in ambito anglosassone, conosce anche diverse declinazioni, nel senso che si va dall'applicazione di cubetti di ghiaccio avvolti in un panno (o in un sacchetto dipvc) fino ai dispositivi a circolazione di acqua fredda che, oltre a refrigerare la parte, consentono di applicare una certa compressione. Infine, quando si tratta di mobilizzare le articolazioni, spesso il freddo viene abbinato all'esecuzione di esercizi specifici. Gli effetti dell'applicazione del freddo sono almeno due: ridurre la percezione del dolore e diminuire il versamento di fluidi, cioè il gonfiore, grazie all'azioneischemica. A questi si può aggiungere anche la capacità di "sciogliere i muscoli", in quanto questi vedono una ridotta capacità di rimanere contratti a basse temperature. Inoltre, oltre che ai traumi veri e propri, l'uso del freddo si applica anche al recupero dopo interventi ortopedici, in particolare quelli relativi ad articolazioni e legamenti.

Un conto il dolore, altro il gonfiore
Prove, però, non ce ne sono, o meglio ben pochi studi hanno affrontato rigorosamente la crioterapia a confronto con il placebo o con altri mezzi. Per stabilire che cosa si può affermare con certezza, è stata condotta una revisione di tutti gli studi pubblicati finora e dedicati all'impiego di ghiaccio e affini sia per i traumi dei tessuti molli sia in caso di intervento chirurgico. Gli studi dovevano poi presentare risultati in termini di dolore, gonfiore e mobilità. Va detto che il raccolto non è stato abbondantissimo (circa una ventina di studi condotti adeguatamente) e dedicati più che altro alla crioterapia post-operatoria che ai traumi di legamenti e muscoli (17 studi a 5). Venendo all'efficacia, effettivamente sul dolore l'effetto c'è e, almeno in alcune occasioni, associando la compressione, l'effetto analgesico aumenta. Il confronto con la riabilitazione, però, è abbastanza ambiguo visto che l'applicazione del freddo non migliora il risultato, anche se eseguire gli esercizi tenendo l'arto immerso nel ghiaccio è più efficace che farlo con applicazione di calore. Non serve invece abbinare freddo e stimolazione elettrica.

Poche regole
Più ridotto, se pure c'è, l'effetto sulla mobilità e il gonfiore. In pratica secondo gli autori della revisione per diminuire il dolore senza ricorrere ad analgesici o in aggiunta a questi, la vecchia borsa del ghiaccio ha un senso. Anche se osservano che non si hanno dati sulle situazioni in cui al ghiaccio si ricorre più di frequente, come gli strappi muscolari e le contusioni tipiche dello sport. Soprattutto, mancano indicazioni su come, quando e per quanto tempo usare il ghiaccio.
Insomma serve ma non si può dire come: nel dubbio meglio averlo a portata di mano sui campi da gioco. Anche se gli effetti collaterali sono pochi o assenti, in alcuni casi è meglio non ricorrervi: per esempio quando l'infortunato è privo di coscienza, quando ha problemi gravi di circolazione o non è in grado di percepire il freddo. In ogni caso, quando la parte perde di sensibilità è il caso di interrompere l'applicazione.

Lividi e botte in settimana bianca,occhio al vademecum dello sciatore.La stagione sciistica è ormai nel pieno e come ogn...
03/11/2014

Lividi e botte in settimana bianca,
occhio al vademecum dello sciatore.
La stagione sciistica è ormai nel pieno e come ogni anno gli appassionati affollano le piste per la settimana bianca o anche solo per il week-end. Spesso ci si improvvisa però provetti sciatori passando direttamente dalla scrivania dell’ufficio agli sci senza un’adeguata preparazione. Aumentano il rischio di piccoli e grandi incidenti: dolori muscolari e articolari (oltre il 65%), distorsioni (23,5%), ematomi (14%) ferite ed escoriazioni (12%).



Secondo un’indagine promossa da Anifa, l'Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’Automedicazione, oltre il 70% degli Italiani dichiara di aver “avuto a che fare” con un imprevisto nel praticare attività sportive. È importante sempre prepararsi, per dare la possibilità al fisico di sopportare al meglio il carico di lavoro richiesto durante l’attività sciistica. Quando si programma la famosa settimana bianca è bene iniziare un allenamento costante e graduale almeno 2 mesi prima, in modo da ridurre al minimo i rischi dei traumi tipici dello sciatore.



Necessario un po’ di stretching qualche minuto prima di affrontare le piste. Non ci sono limiti d’età per praticare lo sci. Si può iniziare già a 4 anni e proseguire tutta la vita sempre che non si soffra di patologie cardiovascolari, polmonari o dell’apparato muscolo-scheletrico. Vietato invece alle donne in gravidanza per rischio cadute. Usare prudenza scegliendo le piste più adatte alle proprie capacità tecniche, non eccedere con il cibo durante il pranzo ed evitare bevande alcoliche, fattori che pregiudicano la reattività muscolare e la concentrazione.



Non pretendere troppo da se stessi: è provato che il maggior numero d’incidenti avviene nelle ultime ore di attività a causa della stanchezza. È importante imparare a “leggere” alcuni indicatori di fatica, quali l’affanno, l’astenia, o debolezza e un rallentamento della velocità di reazione.



In caso di distorsioni, strappi e slogature - particolarmente frequente nello sciatore la distorsione al ginocchio - tenere l’articolazione a riposo per evitare di aumentarne l’infiammazione. Applicare una borsa con il ghiaccio e usare localmente prodotti (pomate, creme, unguenti) a base di antinfiammatori non steroidei, i FANS diclofenac, naprossene, ibuprofene, che oltre alle loro proprietà antinfiammatorie sono anche in grado di calmare il dolore. Se il dolore è spiccato può essere utilizzato, per brevi periodi di tempo, lo stesso tipo di farmaci in automedicazione per via orale (diclofenac, naprossene, ibuprofene, ketoprofene).



Le cadute possono provocare ematomi (i classici lividi). I più frequenti e leggeri tendono a risolversi spontaneamente nel giro di pochi gironi. Nei casi più seri, per accelerare il “riassorbimento” del sangue fuoriuscito dai vasi sanguigni e quindi migliorare la circolazione venosa superficiale, possono essere usati farmaci di automedicazione a base di escina, oxerutina, irudina, eparina sodica, eparan solfato, sulfomucopolissaccaridi. In caso di ferite ed escoriazioni, pulire accuratamente la parte con acqua fredda e sapone aiutandosi con garze sterili (mai con cotone idrofilo) procedendo dalla lesione verso l’esterno per non sporcare ulteriormente la ferita. Dopo la pulizia si può applicare un disinfettante, preferibilmente non alcolico, a base di clorexidina, cloro, iodio e iodopovidone, acqua ossigenata, mercurio. Proteggere la ferita con garza sterile e cerotti.



Ci sono anche prodotti cicatrizzanti (disponibili anche sotto forma di garze medicate) che accelerano la cicatrizzazione e svolgono un’azione antibatterica. Se la ferita non guarisce, ma tende ad arrossarsi, a gonfiarsi eccessivamente e a far male o se, addirittura, si osservano delle striature rossastre che risalgono dalla ferita, probabilmente c’è un principio di infezione. In questi casi disinfettare ancora la ferita e sottoporsi all’esame del farmacista o del medico.



Se la ferita non guarisce, ma tende ad arrossarsi, a gonfiarsi eccessivamente e a far male o se, addirittura, si osservano delle striature rossastre che risalgono dalla ferita, probabilmente c’è un principio di infezione. In questi casi disinfettare ancora la ferita e sottoporsi all’esame del farmacista o del medico. Usare sempre gli occhiali per proteggere gli occhi non solo dal sole ma anche dal vento. In caso di piccole irritazioni si possono usare colliri anticongestionanti, se la situazione è un po’ più seria si possono usare colliri antibiotici o disinfettanti (iodopovidone, benzalconio cloruro, clorexidina).



Ricordarsi che in montagna il rischio scottature è maggiore che in spiaggia: quindi usare sempre protezioni solari e in caso di necessità non dimenticare di utilizzare un antistaminico e cortisteroidi a bassa madia potenza. Coprire la testa, orecchie e gola per proteggersi dal freddo e dal vento.

Sole e mare non servono solo per abbronzarsi e trovare refrigerio alla calura estiva. I due elementi, da soli o combinat...
28/08/2014

Sole e mare non servono solo per abbronzarsi e trovare refrigerio alla calura estiva. I due elementi, da soli o combinati, hanno un effetto benefico su alcune malattie. Sull’artrosi una malattia degenerativa della cartilagine articolare (cioè il “cuscinetto” che protegge l’osso), che provoca un dolore molto forte quando si muove l’articolazione. In questo caso, il sole svolge una funzione benefica sotto due aspetti: da un lato allevia i sintomi della malattia, dall’altro ne rallenta l’evoluzione. Il caldo dei raggi solari, infatti, permette ai muscoli di rilassarsi, attenuando la sensazione di dolore. Non solo: lo stesso calore migliora la circolazione del sangue, a tutto vantaggio di un rallentamento del processo di degenerazione della cartilagine.
L’osteoporosi è una malattia che provoca una diminuzione della massa ossea e rende quindi l’apparato scheletrico più fragile. Colpisce soprattutto le donne, con l’arrivo della menopausa. Anche in questo caso, una vacanza al mare può risultare particolarmente benefica: il sole, infatti, stimola nell’organismo la produzione di vitamina D, fondamentale perché fa aumentare l’assorbimento intestinale del calcio contenuto negli alimenti e il suo fissaggio nelle ossa. Per semplificare: senza la vitamina D, è più difficile la formazione di nuovo osso.

Indirizzo

Passignano Sul Trasimeno
06065

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:30
Martedì 08:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 19:30
Giovedì 08:30 - 19:30
Venerdì 08:30 - 19:30
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

075/829332

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