Studio Fisioterapico Dott.ssa Carletti

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PSOAS: ecco il muscolo che può causare GONFIORI di PANCIAHai notato che ci sono giorni in cui digerisci benissimo e gior...
10/04/2026

PSOAS: ecco il muscolo che può causare GONFIORI di PANCIA

Hai notato che ci sono giorni in cui digerisci benissimo e giorni in cui ti gonfi anche con un piatto di riso?

Se il problema fosse davvero il cibo, la reazione dovrebbe essere prevedibile: quel cibo ti gonfia, quest'altro no.

Quella logica in realtà c'è.
Solo che non sta nel piatto.
Sta in un muscolo che quasi nessuno associa alla digestione: lo psoas.

Lo psoas è un grande muscolo profondo che parte dalle vertebre lombari, attraversa il bacino e arriva alla coscia.

È uno dei muscoli più profondi del corpo: per raggiungerlo dovresti "passare attraverso" l'addome.

Ed è proprio per questo che ha un rapporto così intimo con l'intestino: l'intestino è appoggiato direttamente sopra lo psoas.

Lo possa si irrigidisce per difendere una zona che percepisce come in difficoltà.

Quando lo psoas è rigido per conto suo (e dopo anni di vita sedentaria lo è quasi sempre), comprime l'intestino dal basso.

Pensa a un tubo dell'acqua sotto un mobile pesante: l'acqua passa, ma passa male.

Lo psoas rigido è quel mobile: schiaccia l'intestino riducendo il suo "spazio vitale", limita la motilità, e rallenta il transito.

Il cibo arriva, l'intestino deve lavorare, ma ha meno spazio per muoversi.

La fermentazione aumenta, il gas si accumula, e la pancia si gonfia.

Non per quello che hai mangiato, ma perché l'intestino non ha abbastanza libertà per gestire quello che hai mangiato.

Ma lo psoas non è l'unico muscolo coinvolto.
Sopra l'intestino c'è il diaframma, la grande cupola muscolare della respirazione.

Ogni volta che inspiri, il diaframma scende e comprime dolcemente gli organi dall'alto, poi risale e li rilascia.

20.000 volte al giorno: una p***a naturale che aiuta l'intestino a far avanzare il contenuto e a gestire il gas.

Quando il diaframma è rigido (e lo stress lo irrigidisce costantemente), questa p***a si ferma.

A quel punto l'intestino si ritrova in una vera e propria morsa: lo psoas che comprime dal basso, il diaframma che ha smesso di muoverlo dall'alto.

Il gas che normalmente verrebbe gestito senza problemi resta intrappolato.

Ecco perché il gonfiore cambia da un giorno all'altro con lo stesso cibo.

Nei giorni in cui sei più rilassato, il diaframma si muove meglio, lo psoas è meno teso, e l'intestino ha spazio e movimento per fare il suo lavoro: digerisci bene anche cibi "sospetti".

Nei giorni in cui sei teso, stressato, in cui sei stato seduto per ore, la morsa è più stretta: ti gonfi anche con il riso in bianco.

L'intestino gonfio e disteso preme sullo psoas, che si irrigidisce ulteriormente.

Lo psoas più rigido comprime ancora di più l'intestino.

L'intestino più compresso rallenta, fermenta di più, si gonfia di più.

Ogni pezzo peggiora l'altro, e la situazione sembra non avere via d'uscita.

Ma il circolo vizioso funziona anche al contrario, e questa è la vera buona notizia.

Quando lo psoas si rilassa, l'intestino ha più spazio.

Quando il diaframma torna a muoversi, la p***a riprende.

Con più spazio e più movimento, la motilità migliora, il gas non resta intrappolato, e la pancia si sgonfia.

Attenzione! non sto dicendo che l'alimentazione non conti, perché conta eccome.

Ma se i muscoli intorno ai tuoi organi non funzionano, puoi mangiare perfetto e gonfiarti lo stesso.

Se vuoi lavorare in modo mirato sullo psoas e sul diaframma, contattami e ti spiegherò come fare

💡 Sollievo per la sciatalgia 🧘‍♀️Lo stretching del muscolo piriforme è una pratica semplice ma molto efficace per allevi...
07/04/2026

💡 Sollievo per la sciatalgia 🧘‍♀️

Lo stretching del muscolo piriforme è una pratica semplice ma molto efficace per alleviare il dolore lombare e la sciatalgia. Aiuta anche a ridurre la tensione accumulata nella parte inferiore del corpo.

🔹 Posizione corretta
Sdraiarsi sulla schiena e portare una gamba sopra l’altra mantenendo il movimento controllato e naturale.

🔹 Stretching del piriforme
Afferrare la coscia della gamba piegata e avvicinarla delicatamente al petto per stimolare il muscolo in profondità.

🔹 Respirazione rilassata
Mantenere una respirazione lenta e regolare durante l’esercizio per favorire il rilassamento muscolare.

🔹 Costanza
Ripetere lo stretching quotidianamente per ottenere benefici progressivi su anche, glutei e zona lombare.

Questo semplice esercizio contribuisce a migliorare la mobilità e a ridurre il disagio, favorendo una sensazione generale di benessere.

Buona Pasqua a tutti 🐣❤️
03/04/2026

Buona Pasqua a tutti 🐣❤️

👣 Mobilità e forza per i tuoi piediPrendersi cura dei piedi è fondamentale per migliorare equilibrio, stabilità e beness...
27/03/2026

👣 Mobilità e forza per i tuoi piedi

Prendersi cura dei piedi è fondamentale per migliorare equilibrio, stabilità e benessere generale. Questi semplici esercizi aiutano a rinforzare muscoli spesso trascurati e a prevenire tensioni.

🦶 Punta e piega
Muovi il piede avanti e indietro in modo controllato per migliorare la flessibilità della caviglia e stimolare la circolazione.

🙏 Preghiera dei piedi
Mantieni il piede in posizione attiva per lavorare sulla mobilità articolare e sulla stabilità.

🤏 Arricciamento delle dita
Contrai le dita del piede per rafforzare i muscoli plantari e migliorare il controllo.

🖐️ Divarica dita
Apri le dita il più possibile per aumentare la mobilità e ridurre la rigidità.

🔄 Stretch caviglia interna
Allunga delicatamente per favorire l’elasticità e prevenire fastidi.

⏱️ Arricciamento delle dita in piedi
Mantieni la posizione per sviluppare resistenza e stabilità durante il carico.

Integrare questi movimenti nella routine quotidiana contribuisce a piedi più forti, mobili e pronti a sostenere ogni attività.

Anche più libere e leggereLe anche rigide possono causare tensioni, dolori e limitazioni nei movimenti quotidiani. Una r...
25/03/2026

Anche più libere e leggere

Le anche rigide possono causare tensioni, dolori e limitazioni nei movimenti quotidiani. Una routine semplice e regolare aiuta a migliorare la mobilità e il benessere generale del corpo.
Allungamento iniziale
Inizia con movimenti dolci per riscaldare le anche e preparare i muscoli. Questo riduce il rischio di tensioni e rende gli esercizi più efficaci.
Posizioni di apertura
Esegui esercizi che aprono le anche, mantenendo ogni posizione per circa 30 secondi. Questo favorisce l'elasticità e migliora la postura.
Stretch dinamico
Alterna movimenti lenti e controllati per lavorare su entrambe le gambe. Ripetere la sequenza su ogni lato aiuta a mantenere equilibrio e simmetria.
Allungamento profondo
Mantieni le posizioni più intense senza forzare, respirando in modo regolare. Questo permette ai muscoli di rilassarsi e distendersi gradualmente.
Rilassamento finale
Concludi con esercizi a terra per sciogliere completamente la zona delle anche e ridurre eventuali tensioni residue.
Integrare questa routine nella quotidianità contribuisce a migliorare la mobilità, ridurre i dolori e favorire una sensazione di leggerezza e benessere duraturo.

IL DIAFRAMMA: IL MUSCOLO CHE COLLEGA CORPO, VISCERI ED EMOZIONIIl diaframma non viene considerato solo il principale mus...
19/03/2026

IL DIAFRAMMA: IL MUSCOLO CHE COLLEGA CORPO, VISCERI ED EMOZIONI

Il diaframma non viene considerato solo il principale muscolo della respirazione, ma il vero centro di equilibrio tra struttura, visceri e sistema nervoso.
Ogni movimento respiratorio influenza la colonna vertebrale, gli organi interni, la circolazione dei liquidi e lo stato emotivo.

Il diaframma è una zona di passaggio tra torace e addome, ma anche tra volontario e involontario, tra sistema muscolare e sistema neurovegetativo.

Per questo motivo, quando il diaframma perde elasticità, tutto il corpo deve adattarsi.

Il risultato spesso non è solo difficoltà respiratoria, ma rigidità posturale, tensioni lombari, problemi digestivi e aumento dello stress.

Il corpo si organizza intorno al respiro

E quando il respiro cambia, cambia la postura.

Il diaframma come ponte tra struttura e visceri

Il diaframma è collegato a:

* colonna lombare
* coste
* sterno
* pericardio
* fegato
* stomaco
* intestino
* sistema fasciale
* sistema nervoso autonomo

Ogni volta che respiriamo, il diaframma si abbassa e aumenta la pressione addominale, massaggiando i visceri e stabilizzando la colonna.

Se questo movimento diventa limitato, il corpo perde uno dei suoi principali sistemi di regolazione.

Si osservano spesso:

* rigidità lombare
* cervicalgia
* digestione lenta
* reflusso
* tensione alle spalle
* affaticamento
* ansia
* difficoltà a rilassarsi

Il problema non è solo respiratorio.

È globale.

Il diaframma è molto sensibile allo stato emotivo.

Quando il sistema nervoso è in allerta, la respirazione diventa alta e superficiale.

Il diaframma si irrigidisce e il torace rimane in posizione inspiratoria.

Questo porta a:

* aumento del tono muscolare
* riduzione della mobilità viscerale
* tensione nella zona lombare
* sovraccarico cervicale
* alterazione della postura
* difficoltà digestive

Il corpo entra in modalità difesa.

E la postura diventa una postura di protezione.

Molte persone non hanno un problema di schiena.

Hanno un diaframma che non si muove più bene.

Il ruolo del diaframma nella regolazione del sistema nervoso

Il diaframma è collegato direttamente al nervo vago, uno dei principali regolatori del sistema parasimpatico.

Quando il diaframma si muove in modo libero:

* il cuore rallenta
* la digestione migliora
* i muscoli si rilassano
* la mente diventa più calma
* la postura diventa più naturale

Quando invece è rigido:

* aumenta lo stress
* aumenta il tono muscolare
* il respiro si blocca
* il corpo perde adattabilità

lavorare sul diaframma significa spesso lavorare sul sistema nervoso.

E quando il sistema nervoso si riequilibra, il corpo cambia da solo.

Il diaframma e le catene miofasciali

Il diaframma è al centro delle catene fasciali.

È collegato a:

* pavimento pelvico
* psoas
* colonna lombare
* cervicale
* mandibola
* cranio

Per questo una rigidità diaframmatica può dare sintomi lontani:

* mal di testa
* vertigini
* lombalgia
* tensione mandibolare
* dolori alle spalle
* problemi digestivi
* stanchezza cronica

Il corpo non ragiona a pezzi.

Funziona come un sistema continuo.

Il diaframma è uno dei punti chiave di questo sistema.

Spsso é il corpo che si organizza intorno al respiro.

E il respiro si organizza intorno al diaframma.

Quando il diaframma torna libero, il corpo ritrova equilibrio.

E quando il corpo ritrova equilibrio, anche la postura cambia.

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QUADRATO DEI LOMBI e GLUTEO MEDIO: i due muscoli che ti bloccano il fiancoC'è un gesto che chi ha rigidità lombare fa qu...
17/03/2026

QUADRATO DEI LOMBI e GLUTEO MEDIO: i due muscoli che ti bloccano il fianco

C'è un gesto che chi ha rigidità lombare fa quasi in automatico.

Si porta la mano sul fianco, affonda il pollice in quel punto preciso sopra il bacino, e inizia a premere, come se volesse sciogliere un nodo.

A volte verrebbe quasi voglia di infilarci una lama, tanto è fastidiosa quella sensazione di blocco.

Ecco, quel punto non è un punto a caso: stai toccando il quadrato dei lombi, un muscolo che collega l'ultima costola, le vertebre lombari e il bacino.

È un muscolo non grandissimo, ma è un vero "centro di raccolta" delle forze: gli piove addosso praticamente tutto, e lui reagisce nell'unico modo che conosce per proteggersi: si irrigidisce.

La domanda è: perché è costretto a lavorare così tanto?

E qui entra in gioco il gluteo medio, un muscolo che sta sul lato esterno del bacino e che la maggior parte delle persone non sa nemmeno di avere.

Il gluteo medio ha un compito fondamentale: stabilizzare il bacino quando cammini, quando stai su una gamba, quando sali le scale.

Ogni volta che il piede appoggia a terra, il gluteo medio è quello che impedisce al bacino di "cadere" dall'altra parte.

Quando i due funzionano in equilibrio, il fianco è stabile e la colonna non deve fare straordinari.

Il guaio è che il gluteo medio si spegne con una facilità impressionante.

Ore seduti, poca camminata, niente scale: il gluteo medio "si dimentica" di lavorare, e qualcun altro deve coprirgli le spalle.

Indovina chi si prende il carico: il quadrato dei lombi.

Ogni passo, ogni spostamento, ogni volta che il bacino ha bisogno di stabilità e il gluteo medio non risponde, il quadrato dei lombi si contrae per compensare.

È come un collega che fa il lavoro di due persone perché l'altro è sempre assente: all'inizio regge, poi si irrigidisce, poi si esaurisce.

La svolta arriva quando fai entrambe le cose: riduci la tensione del quadrato dei lombi tramite massaggio E riattivi il gluteo medio, in modo che ognuno torni a fare il suo lavoro.

Quando questo succede, il fianco si sblocca e quella sensazione di rigidità laterale che sembrava permanente inizia a sciogliersi.

Non servono ore di palestra: serve un lavoro mirato che rimetta in equilibrio i muscoli della zona, ridando a ciascuno il ruolo che gli spetta.

Contattami per prenotare una consulenza

Auguri donne! 🌸💐✨💖
08/03/2026

Auguri donne! 🌸💐✨💖

L'epicondilite (spesso chiamata gomito del tennista) è un'infiammazione dei tendini che si inseriscono sull'epicondilo l...
07/03/2026

L'epicondilite (spesso chiamata gomito del tennista)
è un'infiammazione dei tendini che si inseriscono sull'epicondilo laterale del gomito.
Si tratta di una tendinopatia dei muscoli estensori del polso e delle dita, dovuta a sovraccarico o movimenti ripetitivi.

Non riguarda solo chi gioca a tennis: è frequente anche in chi:

• usa molto il mouse
• lavora con utensili manuali
• solleva pesi
• svolge lavori ripetitivi con il polso

Sintomi principali

• Dolore sulla parte esterna del gomito
• Dolore che può irradiarsi all'avambraccio
• Fastidio nel sollevare oggetti (anche leggeri)
• Debolezza nella presa

Cause più comuni

• Movimenti ripetitivi del polso
• Sovraccarico improvviso
• Postura scorretta
• Attrezzatura non adeguata (sport/lavoro)

Cosa fare

Riposo relativo (non immobilità totale)
Ghiaccio 2-3 volte al giorno per 15-20 minuti
Tutore per epicondilite
Esercizi di stretching e rinforzo specifici
Fisioterapia (tecar, laser)

Nei casi più resistenti può essere necessario:
• Infiltrazioni
• Valutazione ortopedica

Ti fa male alla coscia...ma il problema potrebbe essere nel gluteo.Ti fa male al ginocchio...ma la causa può essere nel ...
03/03/2026

Ti fa male alla coscia...
ma il problema potrebbe essere nel gluteo.
Ti fa male al ginocchio...
ma la causa può essere nel quadricipite.
Questo si chiama Dolore riferito
Un muscolo con trigger point attivi può "proiettare" il dolore lontano dalla sua sede reale.
Non è magia.
È neurofisiologia.
Il sistema nervoso interpreta e può localizzare il dolore in modo impreciso
- Se tratti solo il punto che fa male, spesso spegni la spia.
• Se trovi la vera origine, risolvi il problema.
La differenza la fa la valutazione.

Fibromialgia: 25 sintomi "invisibili" Se hai una diagnosi di fibromialgia, o se sospetti di averla, probabilmente ti ric...
20/02/2026

Fibromialgia: 25 sintomi "invisibili"

Se hai una diagnosi di fibromialgia, o se sospetti di averla, probabilmente ti riconosci in almeno la metà dei sintomi che vedi nell'immagine.

E probabilmente hai anche vissuto quella frustrante trafila: dolore diffuso, visite, esami, risposte vaghe, tentativi di cura che non funzionano, e alla fine quella sensazione di "ma allora cos'ho davvero?".

Partiamo da una cosa importante: la fibromialgia non è una malattia immaginaria, ma non è nemmeno una malattia nel senso classico del termine.

Non è autoimmune, non è infiammatoria in senso stretto, e soprattutto non ci sono danni anatomici reali nelle zone che fanno male.

Il modo migliore per capirla è pensare al nostro sistema nervoso come a una rete elettrica.

In chi soffre di fibromialgia, questa rete è diffusamente irritata: una sorta di cortocircuito permanente che manda segnali di dolore, bruciore, stanchezza e confusione, anche se le "strutture" sotto sono perfettamente integre.

Ed è proprio per questo che i sintomi sono così tanti e così diversi tra loro.

Dolore alle braccia, bruciore ai piedi, stanchezza cronica, nebbia mentale, sensibilità alla luce, problemi digestivi, dolore al cuoio capelluto... sembra impossibile che derivino tutti dalla stessa cosa, eppure è così: sono tutti modi diversi in cui una rete elettrica irritata si fa sentire.

Il cuoio capelluto fa male?

Ha senso: è una delle zone più ricche di terminazioni nervose.
Gli occhi sono stanchi e la vista sembra appannata?
Anche quello ha senso: i centri visivi sono strettamente collegati al sistema nervoso.
Il bruciore è diffuso e non corrisponde a nessuna struttura precisa?

Non esiste una cura definitiva o la pillola magica ma esiste qualcosa che funziona molto bene, e che è alla portata di tutti: l'attività fisica mirata.

Muovere le articolazioni, allungare i muscoli, rinforzarli gradualmente.

Attenzione però: qui c'è una regola d'oro fondamentale.

La quantità deve essere quella giusta.

Troppo poco non basta, troppo è peggio di niente.

Molte persone con fibromialgia hanno scoperto quasi per caso che l'attività fisica li aiuta, ma hanno anche scoperto che se esagerano stanno peggio di prima.

Si parte dalle mobilizzazioni: muovere tutte le articolazioni nel loro arco di movimento, con dolcezza.
Questo lo può fare chiunque, anche chi ha molto dolore.
Poi si aggiunge lo stretching, che è un lavoro estremamente dolce e accessibile.

Quando il corpo risponde bene, si passa a rinforzi leggeri, che poi diventano via via più complessi.
Non è una ricetta segreta.
È semplicemente il rispetto della fisiologia del corpo: dare stimoli graduali, ascoltare le risposte, aggiustare il tiro.

E qui c'è la cosa più importante di tutte: non limitarti a lavorare solo dove hai dolore.

Se hai male alla spalla, non fare solo esercizi per la spalla. Se brucia il piede, non concentrarti solo sul piede.

Ricorda: il problema è la rete elettrica nel suo complesso, quindi il lavoro deve essere globale.

Chiamami per avere maggiori informazioni

Hai presente l’ultima discesa della giornata? Quella in cui “ormai vado”, ma le gambe sono pesanti, la pista è più segna...
20/02/2026

Hai presente l’ultima discesa della giornata? Quella in cui “ormai vado”, ma le gambe sono pesanti, la pista è più segnata, la luce cambia e ti sorprende una riga dura o un cumulo.
Ecco: il punto non è solo che sei meno forte. Uno studio su The American Journal of Sports Medicine mostra che con la fatica peggiorano anche attenzione e tempi di reazione, e questo si associa a cambiamenti della meccanica del ginocchio durante movimenti non anticipati. Ed è esattamente la situazione dello sci: non anticipi tutto, devi reagire.

Cosa hanno fatto (e perché assomiglia allo sci)

Gli autori hanno testato 22 atleti in un compito tipo “salto–atterraggio–salto” guidato da stimoli visivi imprevedibili: quindi non un gesto “preparato”, ma una situazione in cui devi decidere e reagire rapidamente (come quando nello sci cambia la neve o lo sci “aggancia” all’improvviso).
Poi hanno indotto fatica progressiva fino a quando la performance del salto scendeva sotto soglie prefissate (90% e poi 85% del massimo), ripetendo sia il compito motorio sia i test cognitivi.

Cosa succede al ginocchio quando sei stanco

Con l’aumentare della fatica, l’atterraggio diventa più “rigido”: la flessione di ginocchio diminuisce in modo progressivo (da ~61,8° a ~60,1°). Sembra poco, ma è un segnale coerente con una strategia meno “assorbente” quando la stanchezza sale.

La parte che dovrebbe farci accendere una lampadina nello sci

La cosa interessante è che non si parla solo di muscoli: i cambiamenti legati alla fatica in controllo attentivo e reaction time erano associati a cambiamenti dell’abduzione del ginocchio (il tema del controllo sul piano frontale, quello che ci preoccupa quando pensiamo al rischio LCA).
Tradotto: quando sei stanco/a, non è solo “meno forza”: prendi decisioni un filo più lentamente e controlli peggio i dettagli, e quel filo può contare quando la situazione è improvvisa.

Quindi perché l’ultima discesa può essere più rischiosa (in parole semplici)

Nello sci, l’imprevisto è continuo: micro-perdita di equilibrio, neve che cambia, spigolo che “morde”, correzioni rapide. Se la fatica ti rallenta cervello + corpo, aumenta la probabilità di:

fare correzioni tardive, irrigidirti, finire in posizioni “brutte” per il ginocchio proprio mentre lo sci ti chiede una reazione immediata.

Spunto pratico
Se stai lavorando su prevenzione/ritorno allo sport (o semplicemente vuoi sciare più “safe”):
le esercitazioni non dovrebbero essere solo “pulite” e a freddo, ma includere gradualmente anche compiti reattivi (stimoli visivi/sonori, scelte rapide) e un po’ di fatica controllata, perché è lì che emergono gli errori.

Fonte (PMID 37345283): Bertozzi F, et al. Influence of Fatigue on Cognitive-Motor Function During Unanticipated Landings. The American Journal of Sports Medicine (2023).

Indirizzo

Via Giovanni Ciceri Num. 6
Passo Di Treia
62010

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393498469433

Sito Web

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