29/05/2026
Hai una placca nell’arteria? Non si forma perché il colesterolo si sveglia una mattina e decide di attaccarsi!
Molti credono che la placca aterosclerotica sia semplicemente un accumulo di colesterolo.
In realtà la biochimica è molto più interessante.
Tutto inizia quando la parete interna dell’arteria, chiamata endotelio, viene danneggiata.
Cosa può danneggiarla?
Pressione alta, glicemia elevata, fumo, stress cronico, infiammazione, sonno insufficiente e radicali liberi.
Quando l’endotelio si infiamma, perde parte della sua capacità protettiva e diventa più permeabile.
A questo punto alcune particelle LDL possono entrare nella parete dell’arteria.
Ma attenzione: non sono tanto le LDL normali a creare il problema.
Il problema nasce quando queste LDL si ossidano.
Le LDL ossidate vengono riconosciute come sostanze pericolose dal sistema immunitario.
Arrivano quindi i macrofagi, cellule “spazzine” che cercano di eliminarle.
I macrofagi mangiano le LDL ossidate e si trasformano nelle cosiddette cellule schiumose.
Queste cellule iniziano ad accumularsi formando la stria lipidica, il primo stadio della placca.
Con il passare degli anni il corpo cerca continuamente di riparare il danno.
Deposita collagene, calcio e tessuto fibroso.
Ed è così che nasce la placca aterosclerotica.
Per questo oggi sappiamo che non conta solo quanto colesterolo hai.
Conta anche:
• quanto è infiammata la parete arteriosa;
• quanto stress ossidativo è presente;
• quante particelle aterogene circolano (ApoB);
• quante LDL si stanno ossidando;
• quanto è efficiente il sistema antiossidante del tuo organismo.
La placca non è semplicemente un problema di colesterolo.
È il risultato di anni di infiammazione, ossidazione e tentativi di riparazione da parte del corpo.
Se vuoi capire quali esami possono aiutarti a valutare il tuo rischio cardiovascolare reale, scrivi PLACCHE nei commenti.
Dr. Domenico Parlavecchio
334/7443762