Dott.ssa Patrizia Busa' Psicologa

Dott.ssa Patrizia Busa' Psicologa Psicologa e coach strategico

25/03/2026

Quante volte ti sei detta:
“Lo so già… ma continuo a fare sempre le stesse cose”?

Sai cosa ti blocca.
Sai da dove viene.
Sai anche cosa dovresti fare.

Eppure non cambia nulla.

Il punto è questo:
👉 non è un problema di consapevolezza
👉 e spesso non è neanche un problema di volontà

È che stai provando a cambiare nel modo sbagliato.

Finché resti solo nel “capire”: rimani nella testa, ma il cambiamento avviene nelle azioni.

E spesso servono azioni diverse da quelle che stai facendo.

Non capendo di più.
Ma iniziando a fare qualcosa di diverso.
È esattamente da lì che si inizia.

Non è il corpo a spaventarti.È il momento in cui lo controlli con paura.Durante la giornata il tuo corpo cambia continua...
24/03/2026

Non è il corpo a spaventarti.

È il momento in cui lo controlli con paura.

Durante la giornata il tuo corpo cambia continuamente.
Il respiro varia.
Il battito accelera e rallenta.
Le sensazioni si modificano.

Ma finché sei concentrato su altro, non ci fai caso.

Poi succede qualcosa.

Senti una sensazione diversa.
Anomala.
E in quel momento cambia tutto.

Ti fermi.
Porti attenzione al corpo.
Inizi a controllare.

“Sta succedendo qualcosa?”
“Sta peggiorando?”
“È normale?”

E più controlli in quel momento, più il cervello interpreta:

“Attenzione. C’è qualcosa da monitorare.”

E l’allarme aumenta.

Il punto non è evitare di sentire il corpo.
E non è nemmeno ignorarlo.

Il punto è “come lo osservi”.

Perché quando inizi a osservare il corpo solo in risposta alla paura, il cervello impara a collegare ogni variazione al pericolo.

E invece il corpo non è stabile.
Non è fermo.

Cambia continuamente.

Il principio da ricordare è questo:
non esiste un “corpo fermo”, esiste un corpo che varia, è la paura che trasforma una variazione in un segnale di allarme.

Se ti riconosci in questo modo di funzionare, significa che il problema non è il tuo corpo, ma il modo in cui lo stai interpretando.

E su questo si può lavorare.

Succede così.Senti il cuore ba***re più forte.Oppure una sensazione di testa leggera.O una pressione al petto.Il primo p...
10/03/2026

Succede così.

Senti il cuore ba***re più forte.
Oppure una sensazione di testa leggera.
O una pressione al petto.

Il primo pensiero non è il dolore.

È il dubbio.

“Perché lo sento?”
“È normale?”
“E se fosse qualcosa di serio?”

Da lì parte il controllo.

Controlli il respiro.
Controlli il battito.
Controlli se la sensazione aumenta o diminuisce.

Magari cerchi su internet.
Oppure ripensi a quando è successo altre volte.

Se succede mentre sei fuori casa, la tensione sale ancora di più.

In fila al supermercato.
In un luogo affollato.
In autostrada.
In treno.
In un posto dove non puoi uscire subito.

Allora inizi a organizzarti.

Preferisci posti vicino all’uscita.
Eviti luoghi troppo pieni.
Programmi gli spostamenti.
Guidi solo se sai dove fermarti.
Controlli sempre quanto sei lontano da casa o da un “posto sicuro”.

Sembra una strategia intelligente.

In realtà il cervello registra questo messaggio:

“Il mio corpo è imprevedibile. Meglio stare in allerta.”

E così inizi a fare qualcosa senza accorgertene: ascolti continuamente il tuo corpo.

Più lo ascolti, più noti sensazioni.
Più noti sensazioni, più cerchi una spiegazione.

Il problema è che “il corpo non dà spiegazioni certe.”

E la mente che cerca certezza rimane intrappolata nel dubbio.

La mossa diversa non è trovare finalmente la spiegazione giusta.

È smettere di trattare ogni sensazione come un enigma da risolvere.

Perché il corpo cambia continuamente:

il cuore accelera
il respiro varia
la pressione cambia
l’adrenalina sale e scende.

Non tutto ha un significato da interpretare.

Il principio da ricordare è questo:
quando cerchi di avere certezza su ogni segnale del corpo, il cervello impara a dubitare di tutti.

E più dubita, più rimani in allerta.

Se ti riconosci in queste dinamiche, sappi che è un meccanismo molto più comune di quanto sembri.

E si può imparare a gestirlo in modo diverso.

Sai cosa pensi davvero.Hai un’opinione, un’idea, un modo di vedere le cose.Ma nel momento in cui stai per dirlo… qualcos...
08/03/2026

Sai cosa pensi davvero.
Hai un’opinione, un’idea, un modo di vedere le cose.

Ma nel momento in cui stai per dirlo… qualcosa si ferma.

Allora lo riformuli.
Lo addolcisci.
Oppure cambi completamente frase.

E alla fine esce una versione più piccola di quello che avevi davvero in mente.

È una strategia molto comune.

Per proteggerti dal giudizio:

– smussi le tue opinioni
– eviti di esporti troppo
– scegli parole più neutre
– oppure lasci perdere del tutto

Così riduci il rischio di essere criticato o frainteso.

Nel breve periodo funziona: ti senti più al sicuro.

Il problema è che il cervello impara molto velocemente.

Ogni volta che ti ridimensioni per evitare il giudizio, il tuo sistema registra una cosa:

“Questa è la versione sicura.”

E quella versione diventa sempre più familiare.

Con il tempo succedono due cose:

1️⃣ tu ti abitui a mostrarti solo in quel modo
2️⃣ gli altri iniziano a conoscerti solo per quella parte

Non perché tu sia davvero così.
Ma perché è la parte che mostri più spesso.

Non serve improvvisamente esporsi totalmente.
Puoi iniziare da qualcosa di più semplice.

La prossima volta che stai per ridimensionare quello che vuoi dire, fermati un secondo.

Chiediti:

“Sto modificando questa frase per chiarire… o per proteggermi dal giudizio?”

A volte basta notarlo.

E scegliere di lasciare la frase un po’ più vicina a ciò che pensavi davvero.

Quando ti riduci per evitare il giudizio, stai allenando il mondo a conoscere una versione ridotta di te.

E più quella versione diventa abituale, più sembra naturale restare lì.

Ti è mai capitato di uscire da una conversazione pensando:
“Avrei voluto dire qualcosa di diverso”?

Se ti va, raccontamelo nei commenti.

La verità è semplice: non è che non sai rilassarti. È che non ti fidi di farlo.Tieni tutto sotto controllo perché pensi ...
03/03/2026

La verità è semplice: non è che non sai rilassarti. È che non ti fidi di farlo.

Tieni tutto sotto controllo perché pensi che mollare significhi trascurare.
Abbassare la guardia.
E allora resti in tensione.
Anche quando potresti respirare.
Anche quando dovresti fermarti.

Ma il controllo costante non è forza.
È paura travestita da protezione.

Finché credi che tutto dipenda solo dalla tua vigilanza, il tuo sistema non spegne mai l’allarme.
E vivere in allerta continua non è strategia: è logoramento.
Mentale e fisico.

Forse è il momento di rivedere questo automatismo: controllare tutto per non stare male sembra una soluzione, ma a lungo andare può diventare proprio ciò che ti impedisce di stare bene.

LEGGERE DI LATO 📖Persone normali racconta di una storia d’amore. Ma se sposti lo sguardo, vedi altro.È la storia di due ...
28/02/2026

LEGGERE DI LATO 📖

Persone normali racconta di una storia d’amore.
Ma se sposti lo sguardo, vedi altro.

È la storia di due persone che cercano di essere amate senza sentirsi davvero degne di esserlo.

Non è l’assenza d’amore a creare distanza, a separarli.
Qui, è ciò che ognuno fa per non rischiare di perdere l’altro, a meritarlo.

Si adattano,
tacciono,
si riducono,
aspettano.

E mentre cercano di proteggere la relazione, iniziano lentamente a perdere se stesse.

Leggere di lato significa spostare lo sguardo:
non dalla storia, ma al funzionamento della storia.

Non chiedersi perché succede, ma osservare cosa fanno i personaggi per far funzionare la relazione.
E che effetto producono quei tentativi.

Perché spesso non è l’assenza d’amore a creare distanza,
ma il modo in cui si prova a proteggerlo.

Quando per essere amata inizi a occupare meno spazio, stai davvero salvando il legame?
O stai costruendo la distanza che temi?

Questo è leggere di lato.



Dire sempre sì sembra maturità.  Sembra disponibilità.  Sembra amore.In realtà spesso è solo paura.Paura che dicendo no ...
26/02/2026

Dire sempre sì sembra maturità.
Sembra disponibilità.
Sembra amore.

In realtà spesso è solo paura.

Paura che dicendo no qualcuno si allontani.
Paura di deludere.
Paura di non essere più scelti.

Così inizi a compiacere.
A passare sopra a ciò che senti.
A restare dove non vorresti restare.

Il problema è che gli altri non vedono il sacrificio.
Vedono solo una persona che è sempre d’accordo.

E quando sei sempre disponibile, smetti di essere percepito come una scelta.
Diventi un’abitudine.

Dire no non rompe le relazioni sane.
Rompe solo quelle che esistevano perché ti adattavi.

Il prezzo del sì continuo è semplice:
resti con gli altri, ma perdi spazio dentro di te.

Se questa verità ti ha colpito, condividila nelle stories o salvala per quando stai per dire sì anche questa volta.

Leggi attentamente. Chi perde davvero il contatto non ha paura di perderlo. Tu sì. Ti senti il cuore accelerare. La test...
24/02/2026

Leggi attentamente.

Chi perde davvero il contatto non ha paura di perderlo.

Tu sì.

Ti senti il cuore accelerare.
La testa che gira.
I pensieri che diventano troppo veloci.

E in quel momento la mente sussurra:
“E se stessi perdendo il controllo?”

Ma quella domanda non è follia.
È paura.
È adrenalina, non pazzia.

Più cerchi certezza, più il dubbio si rafforza.

Sé queste parole ti hanno colpito, probabilmente ti riguardano più di quanto pensi.

Puoi continuare a cercare rassicurazioni ogni volta che la paura si accende.
Oppure puoi iniziare a capire davvero cosa la mantiene attiva.

All’inizio sembra adattarsi.Poi diventa abitudine.Un po’ meno diretto.Un po’ più accomodante.Un po’ più simile a ciò che...
21/02/2026

All’inizio sembra adattarsi.
Poi diventa abitudine.

Un po’ meno diretto.
Un po’ più accomodante.
Un po’ più simile a ciò che gli altri si aspettano.

Non per falsità.
Per paura di non essere abbastanza.

Così cambi forma senza accorgertene, finché non diventa difficile capire cosa vuoi davvero.

L’approvazione aiuta a sentirsi al sicuro.
Ma non aiuta a sentirsi se stessi.

Rileggilo quando inizi a dire sempre sì.

La verità è scomoda: la vita non è fatta per capire tutto, è fatta per guardare, accettare e continuare a camminare.    ...
09/02/2026

La verità è scomoda:
la vita non è fatta per capire tutto, è fatta per guardare, accettare e continuare a camminare.

Non è l’altro a fare paura.È ciò che temi di te quando stai male.La paura non nasce dallo sguardo esterno, ma dall’idea ...
04/02/2026

Non è l’altro a fare paura.
È ciò che temi di te quando stai male.

La paura non nasce dallo sguardo esterno, ma dall’idea che il tuo valore possa diminuire nel momento in cui vacilli.

La verità scomoda è:
se guardi con lenti deformanti,
anche ciò che vedi sarà deformato.

Osserva le tue lenti.
Decidi cosa vuoi davvero vedere.

Educarsi alla sicurezza personale significa, prima di tutto assumersi la piena responsabilità del proprio essere e pensa...
24/11/2025

Educarsi alla sicurezza personale significa, prima di tutto assumersi la piena responsabilità del proprio essere e pensare che nella maggioranza dei casi i nostri limiti ce li imponiamo da soli.

Perché rimandiamo il confronto con ciò che mette timore.
Rinunciamo per paura di non farcela.
Evitiamo per timore di non essere capaci di affrontare ciò che si teme.

Tre gesti piccoli, silenziosi… ma potentissimi.
Non creano solo insicurezza: la allenano ogni giorno.

Il paradosso è semplice:
➡️ più ti proteggi dal rischio,
➡️ più ti convinci di non saperlo gestire.

📌 Salvalo se ti serve ricordarlo.
🔁 Condividilo con chi si sta trattenendo.

Indirizzo

Viale Partigiani N. 80
Pavia
27100

Sito Web

https://linktr.ee/Patriziabusa, https://www.patriziabusa.it/optin-webinar-gratuito/

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