Dott.ssa Patrizia Busa' Psicologa

Dott.ssa Patrizia Busa' Psicologa Psicologa e coach strategico

12/05/2026

Stai scegliendo tu o sta scegliendo la tua paura?

07/05/2026

C’è una cosa che non viene detta molto spesso: chi ha paura delle proprie sensazioni ha anche paura di tutte quelle emozioni che possono far sentire quelle sensazioni.
La rabbia è una di questa.
Non perché si ha un problema con quell’emozione, ma perché crea ciò che si teme.
E allora si finisce per controllare anche le emozioni.
Non troppo felice.
Non troppo agitato.
Non troppo tutto ciò che si teme di poter perdere il controllo.
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05/05/2026

Ti senti scollegato da te stesso?
Questo può generare molta paura e confusione su quello che hai sentito.
Qui, ti spiego perché accade e cosa puoi iniziare a fare.
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Salva questo reel per rivederlo nei momenti in cui ne hai bisogno e condividilo con chi potrebbe riconoscersi.

Se ti risuona, sai che non è mai solo un pensiero.È un attimo, e cambia tutto: il modo in cui ti senti, quello che inizi...
29/04/2026

Se ti risuona, sai che non è mai solo un pensiero.

È un attimo, e cambia tutto: il modo in cui ti senti, quello che inizi a controllare, quello che non riesci più a lasciar perdere.

Non perché ci sia davvero qualcosa da trovare.
Ma perché quel dubbio si aggancia sempre al punto giusto: quello che per te conta di più.

E così inizi a rincorrerlo.
A ripassarlo nella mente.
A cercare una sicurezza che dura pochissimo.

Fino a quando non ti accorgi che non stai più cercando una risposta. ma solo un attimo di tregua da quel dubbio.

Se ti risuona, non è un caso.

28/04/2026

È uscita una notizia su Il Mattino che dice proprio questo:
oggi stress e ansia sono così diffusi…
che abbiamo perso il riferimento del vero benessere.

Ci siamo abituati a funzionare in tensione.
A essere sempre un po’ attivati.
A considerarlo normale.

Ma stare bene non è solo assenza di sintomi.
È uno stato che molti… hanno semplicemente disimparato a riconoscere.

💬 Ti ritrovi in questa sensazione?

La tua mente non vuole risposte.  Vuole controllo.  Per questo continui a chiederti:  “E se avessi fatto diversamente?” ...
22/04/2026

La tua mente non vuole risposte.

Vuole controllo.

Per questo continui a chiederti:
“E se avessi fatto diversamente?”
“E se succedesse di nuovo?”
“E se perdessi il controllo?”

Non per capire.
Per calmarti.

Ma sotto, più in basso, quasi impercettibile:
“E se stessi per stare male?”
“E se i miei pensieri siano reali?”
“E se non riuscissi più a fermarli?”

Non è ricerca di verità.
È paura che cerca sollievo.

Ma il controllo non chiude i conti aperti.
Li tiene vivi.

Sul panico si dicono tante cose.E molte persone, nel tempo, provano davvero a metterle in pratica.Il problema è che quan...
13/04/2026

Sul panico si dicono tante cose.

E molte persone, nel tempo, provano davvero a metterle in pratica.

Il problema è che quando il panico arriva, non è semplice accogliere qualcosa che, di per sé, è sgradevole.

Chi lo vive da tempo spesso sa già che non morirà, che non è pericoloso come sembra.

Ma questo non rende l’esperienza facile da attraversare.

Perché accogliere ciò che attiva paura, sintomi e confusione
può risultare comunque molto difficile da fare.

In ambito strategico, il focus non è tanto sul dare nuove spiegazioni, ma sul comprendere e modificare questi meccanismi nel presente.

Perché non tutte le persone che vivono ansia sviluppano panico.

Ma chi sviluppa panico, spesso, entra in cicli di controllo sempre più rigidi.

Ed è questo che tende a mantenerlo attivo.

Non è qualcosa che si risolve solo capendo di più.
È qualcosa che cambia quando cambia il modo in cui reagisci a ciò che senti.

Questo è un meccanismo che si può modificare lavorandoci in modo guidato.

Quando entri in un luogo, la tua attenzione va subito lì:dove sono le uscite, quanto sei lontano, quanto sarebbe facile ...
02/04/2026

Quando entri in un luogo, la tua attenzione va subito lì:
dove sono le uscite, quanto sei lontano, quanto sarebbe facile andartene.

Non è casuale.
È un modo per sentirti al sicuro.

Così inizi a controllare.
Ti avvicini alle uscite.
Riduci il tempo che riesci a restare.
Oppure eviti direttamente quelle situazioni.

Sembra una strategia utile.
In realtà mantiene attivo il problema.

Perché più senti di non poter andare via, più aumenta l’allarme.
E più aumenta l’allarme, più senti il bisogno di controllare o scappare.

Il punto è iniziare a farlo entro il tuo limite, senza oltrepassarlo.

Resti quanto riesci.
Poi, gradualmente, aumenti quel tempo.
E piano piano insegni alla tua mente che puoi restare sempre un po’ di più, anche senza essere vicino all’uscita.

La paura cresce quando pensi di non poter andare via.
Ma diminuisce quando sperimenti che puoi restare, passo dopo passo, sempre un po’ di più.

Questo è un meccanismo che si modifica nel tempo, in modo guidato.

Eviti lo sforzo perché hai paura del cuore.Appena il battito accelera, ti fermi.Riduci, controlli, eviti tutto ciò che p...
30/03/2026

Eviti lo sforzo perché hai paura del cuore.

Appena il battito accelera, ti fermi.
Riduci, controlli, eviti tutto ciò che potrebbe farlo aumentare.

Ha senso.
Se qualcosa ti spaventa, prova a proteggerti.

Il problema è che così facendo alleni il cervello a considerare quella sensazione come un pericolo.

E più la tratti come un pericolo, più diventa intensa, frequente, convincente.

È un meccanismo che si autoalimenta.

Evitando di sentire, stai solo evitando.
Non dice che non ti fa paura.
Cambiare il modo in cui rispondi a quello che senti, si.

Imparando ad iniziare, gradualmente, a restare in contatto con quelle sensazioni senza intervenire subito per bloccarle.

Non è lo sforzo a creare il problema.
È la soluzione che stai usando per gestirlo.

E su questo meccanismo, ci si lavora in modo guidato.

25/03/2026

Quante volte ti sei detta:
“Lo so già… ma continuo a fare sempre le stesse cose”?

Sai cosa ti blocca.
Sai da dove viene.
Sai anche cosa dovresti fare.

Eppure non cambia nulla.

Il punto è questo:
👉 non è un problema di consapevolezza
👉 e spesso non è neanche un problema di volontà

È che stai provando a cambiare nel modo sbagliato.

Finché resti solo nel “capire”: rimani nella testa, ma il cambiamento avviene nelle azioni.

E spesso servono azioni diverse da quelle che stai facendo.

Non capendo di più.
Ma iniziando a fare qualcosa di diverso.
È esattamente da lì che si inizia.

Non è il corpo a spaventarti.È il momento in cui lo controlli con paura.Durante la giornata il tuo corpo cambia continua...
24/03/2026

Non è il corpo a spaventarti.

È il momento in cui lo controlli con paura.

Durante la giornata il tuo corpo cambia continuamente.
Il respiro varia.
Il battito accelera e rallenta.
Le sensazioni si modificano.

Ma finché sei concentrato su altro, non ci fai caso.

Poi succede qualcosa.

Senti una sensazione diversa.
Anomala.
E in quel momento cambia tutto.

Ti fermi.
Porti attenzione al corpo.
Inizi a controllare.

“Sta succedendo qualcosa?”
“Sta peggiorando?”
“È normale?”

E più controlli in quel momento, più il cervello interpreta:

“Attenzione. C’è qualcosa da monitorare.”

E l’allarme aumenta.

Il punto non è evitare di sentire il corpo.
E non è nemmeno ignorarlo.

Il punto è “come lo osservi”.

Perché quando inizi a osservare il corpo solo in risposta alla paura, il cervello impara a collegare ogni variazione al pericolo.

E invece il corpo non è stabile.
Non è fermo.

Cambia continuamente.

Il principio da ricordare è questo:
non esiste un “corpo fermo”, esiste un corpo che varia, è la paura che trasforma una variazione in un segnale di allarme.

Se ti riconosci in questo modo di funzionare, significa che il problema non è il tuo corpo, ma il modo in cui lo stai interpretando.

E su questo si può lavorare.

Indirizzo

Viale Partigiani N. 80
Pavia
27100

Sito Web

https://linktr.ee/Patriziabusa, https://www.patriziabusa.it/optin-webinar-gratuito/

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