18/11/2020
Questa settimana Associazione Chiara Onlus ci tiene compagnia con una bella storia di donna al giorno.
Simone di Beauvoir si è battuta per temi fondamentali per il movimento femminista, come una vera pioniera del diritto delle donne.
Diritti come quello all’aborto, al divorzio, all’uguaglianza nel mondo del lavoro e alle pari opportunità che ancora oggi sono al centro del dibattico politico.
Ancora oggi ci interpellano, e nonostante tutto vengono negati, oppure concessi con sufficienza. Abbiamo bisogno di leggere di più autrici come questa per comprendere che questi diritti sono fondanti, essenziali e non discutibili o negoziabili.
Filosofa, scrittrice, insegnante e saggista francese, Simone De Beauvoir è una delle figure di spicco del movimento femminista.
Nel 1949, pubblica Il secondo sesso, celebre saggio in cui parla e analizza argomenti che, per l’epoca, erano considerati tabù, quali l’aborto, la sessualità, la prostituzione e la maternità. Schietta e provocatrice.
Le opere della scrittrice sono densamente intessute di considerazioni filosofiche ed esistenzialiste comunque personali, rivolte in modo particolare ad approfondire il tema del ruolo e della condizione della donna nella società moderna.
Simone de Beauvoir ha, quindi, parlato della condizione della donna, alla luce dell'esistenzialismo; affermando che "L'esistenza precede l'essenza" si può ammettere che "non si nasce donna ma lo si diventa".
Sebbene intorno agli anni 40 e 50, fosse nota come La Grande Sartreuse, per via del celebre legame con Jean Paul Sartre, fu sempre in grado di distinguersi e di brillare di luce propria, tanto che le sue chiare scelte di vita e le sue nette prese di posizione, la portarono ad allontanarsi da quella famiglia borghese di cui parla in Memorie d’una ragazza perbene (1958).
Attraverso la rivista Les Temps Modernes e J’accuse, parlò della presenza del sessismo in ambiti politici e giornalistici, e dei diritti delle donne nubili; in ambito matrimoniale, portò avanti una delle battaglie più dure nella storia del femminismo, quella relativa al divorzio, reato particolarmente deprecabile se commesso da una donna, considerato alla stregua di un vero e proprio abbandono del tetto coniugale.
Simone De Beauvoir va ricordata per aver avuto il coraggio di porre l’accento su questioni scomode e sgradite ai più.
Autrice: Antonella Franchetti, psicologa e operatrice del