Eleonora Peducci

Eleonora Peducci Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Eleonora Peducci, Nutrizionista, Perugia.

Dott.ssa Eleonora Peducci
Biologa Nutrizionista
Zone consultant;
Nutrizione personalizzata;
Nutrizione e integrazione sportiva;
Nutrizione in gravidanza ed allattamento;
Nutrizione antinfiammatoria;
Educazione alimentare infantile.

"𝐔𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐊𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐡𝐚 𝐊𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐊𝐞 𝟖𝟎 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮 𝟏𝟑 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢. Il messaggio...
19/04/2026

"𝐔𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐊𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐡𝐚 𝐊𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐊𝐞 𝟖𝟎 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮 𝟏𝟑 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢. Il messaggio che ne esce non Ú banale, ma Ú chiaro: il microbiota non sembra migliorare con le estremizzazioni. Migliora più spesso quando la dieta somiglia a un’alimentazione tradizionale, ricca di vegetali, fibre, composti bioattivi e struttura".

𝐌𝐢𝐜𝐫𝐚𝐛𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞: 𝐧𝐚𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐊𝐢𝐫𝐚𝐜𝐚𝐥𝐚𝐬𝐚. 𝐏𝐞𝐫𝐚̀ 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚.

Da anni ci raccontano la favola della “dieta perfetta” per il microbiota. Una volta Ú la chetogenica. Una volta il senza glutine. Una volta la low FODMAP tirata fuori come passepartout universale. La realtà, come spesso accade quando si entra nella fisiologia vera e si esce dal marketing, Ú meno sexy ma molto più utile.

𝐔𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐊𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐡𝐚 𝐊𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐊𝐞 𝟖𝟎 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮 𝟏𝟑 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢. Il messaggio che ne esce non Ú banale, ma Ú chiaro: il microbiota non sembra migliorare con le estremizzazioni. Migliora più spesso quando la dieta somiglia a un’alimentazione tradizionale, ricca di vegetali, fibre, composti bioattivi e struttura. In altre parole: 𝒍𝒂 𝒅𝒊𝒆𝒕𝒂 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂𝒏𝒆𝒂 𝒓𝒆𝒈𝒈𝒆 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒍𝒂 𝒔𝒄𝒆𝒏𝒂, e non per folklore ma perché continua a dare segnali favorevoli anche sul piano microbico e infiammatorio.

𝐋𝐚 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐊𝐚𝐬𝐭𝐫𝐚 infatti che i pattern mediterraneo, giapponese, coreano, quelli ricchi di polifenoli, di fibre, più vegetali, e in parte anche alcune diete ipocaloriche, sono stati associati più spesso a un aumento di batteri produttori di acidi grassi a catena corta o di lattato, oppure a una riduzione di batteri opportunisti e potenzialmente pro-infiammatori. Non Ú una differenza da poco. Gli SCFA, soprattutto il butirrato, non sono dettagli da appassionati del microbioma: parlano con la barriera intestinale, con l’infiammazione, con il metabolismo. Quando aumentano i produttori giusti, di solito il quadro fisiologico smette di peggiorare e comincia a respirare.

𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐊𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚, in particolare, esce con il vestito migliore. Non perfetto. Ma migliore. In diversi studi Ú stata associata a un aumento di specie legate alla produzione di SCFA, compresi vari produttori di butirrato, e a una riduzione di patobionti come Bilophila wadsworthia e Clostridium bolteae, cioÚ batteri che non sono esattamente compagnia rassicurante quando il terreno intestinale Ú già disturbato. C’Ú anche un segnale favorevole sui marcatori infiammatori. Questo conta, eccome. Perché il microbiota da solo non ci interessa come figurina da collezione: ci interessa se si muove insieme a infiammazione, glicemia, lipidi, barriera intestinale, sintomi.

𝐀𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐚̀. Questo studio non autorizza a dire che “più diversità del microbiota” equivalga sempre a “più salute”. Anzi, uno dei punti più interessanti Ú proprio questo: le diete hanno mostrato cambiamenti abbastanza chiari su taxa specifici e su alcuni biomarcatori, ma non in modo costante sulla alpha e beta diversity. 𝐓𝐫𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚: il microbiota cambia, sì, ma non sempre nel modo grossolano che piace a chi vende test con semafori colorati. Non basta guardare un indice e fare i profeti. Bisogna leggere la direzione biologica del cambiamento.

𝐄𝐝 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐝𝐚𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐥𝐚𝐠𝐚𝐧. La low FODMAP, per esempio, può essere utilissima in pazienti selezionati, soprattutto sintomatici, ma non emerge come dieta “amica del microbiota” da usare come base generale. In questa revisione Ú stata associata più volte a una riduzione di specie produttrici di SCFA e lattato, e in alcuni studi anche a una riduzione del butirrato. Il che non significa che sia sbagliata. Significa una cosa molto semplice: Ú una dieta terapeutica da usare con criterio, con indicazione, con tempi e con strategia di reintroduzione. 𝑵𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒂𝒔𝒂 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒗𝒊𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆. 𝑬̀ 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒖𝒏 𝒑𝒐𝒏𝒕𝒆. E certi ponti, se ci abiti sopra, prima o poi cedono.

𝐒𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐠𝐥𝐮𝐭𝐢𝐧𝐞. Se c’Ú celiachia, sensibilità documentata o un razionale clinico serio, si fa. Punto. Ma usarlo come moda depurativa o scorciatoia di benessere intestinale Ú un’altra storia. Anche il gluten-free, in questa revisione, Ú stato associato a una riduzione di specie produttrici di SCFA e lattato. Non proprio il profilo che sceglierei come default per un paziente che vuole “migliorare il microbiota”.

𝐋𝐚 𝐜𝐡𝐞𝐭𝐚𝐠𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐊𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐫𝐢𝐠𝐚𝐫𝐞. Può essere utile in contesti clinici precisi. Ha indicazioni, ha dignità, ha letteratura in alcune condizioni. Ma qui il punto non Ú difendere o attaccare una bandiera. Il punto Ú chiedersi: migliora davvero il microbiota in senso generale? La risposta che viene fuori da questa revisione Ú prudente e poco romantica. 𝑵𝒐, 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒎𝒃𝒓𝒂 𝒊𝒍 𝒑𝒂𝒕𝒕𝒆𝒓𝒏 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒇𝒂𝒗𝒐𝒓𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆 𝒔𝒆 𝒍’𝒐𝒃𝒊𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒑𝒓𝒊𝒐𝒓𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒆̀ 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒅𝒖𝒕𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒅𝒊 𝑺𝑪𝑭𝑚. Anche in questo caso, strumento sì. Religione no.

𝐋𝐞 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐥𝐚𝐧𝐭-𝐛𝐚𝐬𝐞𝐝 𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐚𝐧𝐚𝐭𝐢𝐬𝐊𝐢, 𝐜𝐡𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐊𝐩𝐫𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞. Nella revisione mostrano segnali spesso favorevoli, soprattutto sull’aumento di specie produttrici di SCFA e lattato. Bene. Però non tutto Ú lineare, e in alcuni studi si osservano anche riduzioni di butirrato fecale. Questo ci ricorda una verità che nella pratica ambulatoriale vediamo ogni settimana: “vegetale” non significa automaticamente “funzionale”. Una dieta vegetale mal costruita può essere monotona, povera di qualità fermentativa, e perfino infiammatoria sul piano individuale. 𝑵𝒐𝒏 𝒃𝒂𝒔𝒕𝒂 𝒕𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒓𝒆 𝒍’𝒂𝒏𝒊𝒎𝒂𝒍𝒆. 𝑩𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒑𝒐𝒔𝒕𝒐.

𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐬𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐚, 𝐩𝐞𝐫𝐚̀, 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐥𝐢𝐊𝐢𝐭𝐢. Gli autori lo dicono chiaramente: c’Ú molta eterogeneità. Disegni diversi, durate diverse, tecniche diverse per studiare il microbiota, popolazioni diverse. E soprattutto il confronto Ú spesso fatto rispetto al basale del singolo gruppo, non contro una fantomatica dieta neutra, 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒔𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆. Quindi questo studio Ú utile. Molto utile. Ma non va trasformato nell’ennesimo manganello ideologico da social. 𝑺𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒐𝒓𝒊𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒄𝒊, 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒆𝒓𝒐.

𝐈𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐚, 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞, 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐫𝐊𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐬𝐞𝐊𝐩𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀. Il microbiota non sembra amare gli estremismi protratti, le esclusioni senza ragione, le costruzioni alimentari troppo strette e troppo povere di substrati fermentabili. 𝑺𝒆𝒎𝒃𝒓𝒂 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒐𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒎𝒆𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒂 𝒔𝒄𝒉𝒆𝒎𝒊 𝒂𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒄𝒉𝒊 𝒅𝒊 𝒂𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒗𝒆𝒓𝒊, 𝒅𝒊 𝒇𝒊𝒃𝒓𝒆, 𝒅𝒊 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒇𝒆𝒏𝒐𝒍𝒊, 𝒅𝒊 𝒗𝒂𝒓𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒗𝒆𝒈𝒆𝒕𝒂𝒍𝒆, 𝒄𝒐𝒏 𝒖𝒏 𝒃𝒖𝒐𝒏 𝒆𝒒𝒖𝒊𝒍𝒊𝒃𝒓𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒐. Una cosa antica, quasi. E infatti funziona. A volte il progresso serve a capire che i vecchi pilastri erano giusti, non a buttarli dalla finestra.

𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐜𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐚𝐊𝐚 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚? 𝐔𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐚𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐊𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞: se un paziente non ha un’indicazione specifica a una dieta di esclusione, la base migliore da cui partire resta un modello mediterraneo vero. Non quello da brochure, 𝒎𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒓𝒆𝒕𝒐: 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒍𝒆𝒈𝒖𝒎𝒊, 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒗𝒆𝒓𝒅𝒖𝒓𝒆, 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒇𝒓𝒖𝒕𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒂, 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒄𝒆𝒓𝒆𝒂𝒍𝒊 𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒓𝒂𝒇𝒇𝒊𝒏𝒂𝒕𝒊, 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒐𝒍𝒊𝒐 𝒆𝒙𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒈𝒊𝒏𝒆, 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒇𝒓𝒖𝒕𝒕𝒂 𝒔𝒆𝒄𝒄𝒂, 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒗𝒂𝒓𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒗𝒆𝒈𝒆𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒔𝒆𝒕𝒕𝒊𝒎𝒂𝒏𝒂𝒍𝒆. È il terreno più sensato quando l’obiettivo Ú migliorare ecosistema intestinale, infiammazione di basso grado e assetto metabolico insieme.

𝐍𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐛𝐞𝐬𝐚 𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐮𝐥𝐢𝐧𝐚-𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐥’𝐢𝐩𝐚𝐜𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐡𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐚. Ma va costruita bene. Perché la revisione ci ricorda che “ipocalorica” non vuol dire automaticamente “microbiota felice”. Se taglia energia ma conserva qualità fermentativa, fibre tollerate, polifenoli e densità nutrizionale, allora può essere un intervento intelligente. Se invece diventa una restrizione secca, povera, ripetitiva, fatta di alimenti spogliati e paura del carboidrato, il rischio Ú migliorare il peso e peggiorare il terreno intestinale. E questo, sul medio periodo, si paga.

𝐍𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐚𝐧 𝐜𝐚𝐥𝐚𝐧 𝐢𝐫𝐫𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐠𝐚𝐧𝐟𝐢𝐚𝐫𝐞, 𝐚𝐥𝐯𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐝𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐢𝐩𝐞𝐫𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, la low FODMAP può essere usata. Ma con il cervello acceso. Fase breve. Obiettivo sintomatico chiaro. Reintroduzione programmata. Personalizzazione. Mai trasformarla in identità alimentare. Mai lasciarla andare avanti per inerzia solo perché “il paziente sta meglio”. Perché stare meglio oggi e impoverire il microbiota domani non Ú una grande vittoria: Ú solo un rinvio del problema.

𝐍𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐜𝐚𝐧𝐯𝐢𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐞𝐥𝐢𝐊𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐮𝐭𝐢𝐧𝐞, 𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐜𝐢𝐧𝐢, 𝐥𝐞𝐠𝐮𝐊𝐢, 𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚, 𝐜𝐞𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢, 𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚, 𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀, 𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐊𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞. Le diete di esclusione hanno un posto. Ma piccolo, preciso, ragionato. Non sono il fondamento di una strategia di salute intestinale. Se mancano diagnosi, mancano indicazioni, mancano sintomi coerenti, il lavoro vero spesso Ú l’opposto: ricostruire tolleranza, varietà, progressione, calma clinica.

𝐈𝐧𝐟𝐢𝐧𝐞, 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐩𝐮𝐭𝐢𝐚𝐊𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐯𝐚. 𝐌𝑙 𝑚𝑖𝑐𝑟𝑜𝑏𝑖𝑜𝑡𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑡𝑡𝑒𝑟𝑖𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑒 𝑓𝑜𝑠𝑠𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒 𝑖𝑛 𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒. 𝑆𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑜. 𝑺𝒐𝒏𝒏𝒐, 𝒔𝒕𝒓𝒆𝒔𝒔, 𝒔𝒆𝒅𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊𝒆𝒕𝒂̀, 𝒇𝒂𝒓𝒎𝒂𝒄𝒊, 𝒑𝒂𝒔𝒕𝒊 𝒄𝒂𝒔𝒖𝒂𝒍𝒊, 𝒂𝒍𝒄𝒐𝒍, 𝒖𝒍𝒕𝒓𝒂-𝒑𝒓𝒐𝒄𝒆𝒔𝒔𝒂𝒕𝒊, 𝒎𝒐𝒏𝒐𝒕𝒐𝒏𝒊𝒂 𝒂𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆: 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒍’𝒊𝒏𝒕𝒆𝒔𝒕𝒊𝒏𝒐. Per questo il bravo nutrizionista clinico non prescrive “più bifidobatteri” come se stesse ordinando un pezzo di ricambio. 𝑳𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂 𝒔𝒖𝒍 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒆𝒏𝒐. 𝑬 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂 𝒃𝒆𝒏𝒆 𝒔𝒖𝒍 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒆𝒏𝒐, 𝒔𝒑𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒄𝒓𝒐𝒃𝒊𝒐𝒕𝒂 𝒔𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒓𝒖𝒎𝒐𝒓𝒆.

𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐚𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚
Aslam H, Trakman G, Dissanayake T, Todd E, Harrison P, Alby C, et al. Dietary interventions and the gut microbiota: a systematic literature review of 80 controlled clinical trials. J Transl Med. 2026;24:39. doi:10.1186/s12967-025-07428-9

Quanto scalpore per le nuove Linee guida alimentari Americane!  Sembra "rivoluzionario" ciò che dovrebbe essere la norma...
10/01/2026

Quanto scalpore per le nuove Linee guida alimentari Americane!

Sembra "rivoluzionario" ciò che dovrebbe essere la norma: la ricerca del benessere attraverso un po' di buon senso.

Ammettiamolo, in un' era dominata dal junk food proporre un ritorno al cibo "vero - naturale" sembra quasi una mission impossible.

Tuttavia, queste indicazioni per molti esperti del settore non sono una grandissima novità, ma la conferma di protocolli che applichiamo da anni.

Interessante il messaggio di fondo ed il cambio di paradigma:
non si tratta solo di "mangiare meno", ma di nutrire meglio.

07/01/2026
11/11/2025

🔬 𝐋𝐚 𝐛𝐢𝐚𝐜𝐡𝐢𝐊𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐚𝐧 𝐊𝐞𝐧𝐭𝐞: 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐞 𝐧𝐚𝐧 𝐜’𝐞̀ 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐊𝐚𝐫𝐀𝐞𝐭𝐢𝐧𝐠. 𝐋𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐞 𝐧𝐚𝐧 𝐬𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐬’𝐞̀ "𝐄𝐫𝐛𝐚𝐥𝐢𝐟".

Nella complessa danza della vita, ogni cellula del nostro corpo segue un copione antico e perfetto: quello delle 𝐯𝐢𝐞 𝐊𝐞𝐭𝐚𝐛𝐚𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞.
Se osserviamo una mappa completa delle reazioni biochimiche — quella che ogni studente di medicina o biologia ha studiato passando notti insonni e ricorda come un labirinto di frecce e sigle — vediamo rappresentato l’intero universo del metabolismo umano: glicolisi, ciclo di Krebs, beta-ossidazione, fosforilazione ossidativa, sintesi proteica, vie dei pentosi, urea, colesterolo e migliaia di altre trasformazioni.

Tutte queste reazioni sono universali, 𝐧𝐚𝐧 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐚 𝐊𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐧𝐚𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐚𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 𝐊𝐚𝐝𝐞 𝐚 𝐬𝐥𝐚𝐠𝐚𝐧 𝐜𝐚𝐊𝐊𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢.

La cellula non sa cosa sia "Erbalif" , "Ciuice Plus", o qualunque altro integratore miracoloso e “rivoluzionario”: conosce solo molecole, coenzimi, substrati ed energia sotto forma di 𝐀𝐓𝐏.
Funziona grazie a meccanismi di una precisione straordinaria, regolati da enzimi, vitamine e minerali veri, non da promesse pubblicitarie.

𝐂𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥'𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐧𝐚𝐧 𝐬𝐮 "𝐠𝐚𝐚𝐠𝐠𝐮𝐥𝐞" 𝐥𝐚 𝐬𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞:

👉 Il metabolismo non si “attiva” con una bustina magica, ma con il corretto apporto di nutrienti, il bilancio energetico, il movimento, il sonno e l’equilibrio ormonale.
👉 Non esistono scorciatoie biochimiche: ogni molecola segue la propria via, ogni enzima ha il suo ruolo e ogni errore si paga, a volte caro.
👉 La salute Ú un lavoro di precisione, non di marketing.

Guardare la mappa delle vie metaboliche Ú come osservare la mente di Dio in versione chimica: "𝒏𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕𝒂̀, 𝒏𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏 𝒊𝒏𝒇𝒍𝒖𝒆𝒏𝒄𝒆𝒓, 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒓𝒆𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒇𝒆𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒐𝒓𝒄𝒉𝒆𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒂 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒅𝒊 𝒅𝒊 𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒇𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒇𝒖𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂".

🧠 𝐌𝐚𝐫𝐚𝐥𝐞
Prima di credere a chi promette “detox” o “metabolismi accelerati”, date un’occhiata a quella mappa.
Scoprirete che la v𝐞𝐫𝐚 𝐊𝐚𝐠𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐧𝐚𝐢 — e si chiama 𝐛𝐢𝐚𝐜𝐡𝐢𝐊𝐢𝐜𝐚.

🧩 𝐔𝐧’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐊𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞

Non demonizziamo gli integratori: 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐢, 𝐟𝐚𝐫𝐊𝐮𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐮𝐬𝐚𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐢, sono strumenti utili della moderna nutrizione. Ma restano strumenti, non soluzioni universali.
Il loro impiego deve sempre nascere da una 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐚𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 (Dal Nutrizionista Professionista e non dal rivenditore di integratori) , dopo un’analisi accurata dello stato nutrizionale, delle abitudini alimentari e degli obiettivi del paziente e quando c'Ú una effettiva carenza o un aumentato fabbisogno (esempio negli sportivi).
Solo così l’integratore diventa parte di una 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐞𝐮𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐊𝐢𝐫𝐚𝐭𝐚, e non un atto di fede nel marketing.

𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐥𝐚 𝐟𝐚 𝐬𝐞𝐊𝐩𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐚𝐊𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞: 𝐢𝐥 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚.

“𝑵𝒆𝒍 𝒎𝒆𝒕𝒂𝒃𝒐𝒍𝒊𝒔𝒎𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒓𝒄𝒊𝒂𝒕𝒐𝒊𝒆, 𝒏𝒆́ 𝒕𝒆𝒔𝒕𝒊𝒎𝒐𝒏𝒊𝒂𝒍.”

📚 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐚𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚

1) Berg JM, Tymoczko JL, Gatto GJ, Stryer L. Biochimica. 9ª edizione. Zanichelli, 2023.
– Testo di riferimento mondiale sulle vie metaboliche cellulari.

2) Alberts B, et al. Molecular Biology of the Cell. 7th ed. Garland Science, 2022.
– Descrive in dettaglio l’organizzazione e la regolazione del metabolismo intracellulare.

3) Lehninger AL, Nelson DL, Cox MM. Principles of Biochemistry. 8th ed. W.H. Freeman, 2021.
– Sintesi completa delle reazioni biochimiche fondamentali, dalle vie energetiche alla sintesi dei macronutrienti.

4) European Food Safety Authority (EFSA). Scientific and technical guidance for the preparation and presentation of applications for health claims. EFSA Journal 2021;19(1):6291.
– Linee guida europee sull’uso e la valutazione degli integratori alimentari e dei claims salutistici.

5) International Society of Sports Nutrition (ISSN). Position Stand: Safety and Efficacy of Dietary Supplements. J Int Soc Sports Nutr. 2021;18(1):10.
– Analisi critica sull’uso corretto e contestualizzato degli integratori nel rispetto dell’evidenza scientifica.

6) ESPEN Guidelines. ESPEN micronutrient guideline. Clin Nutr. 2022;41(6):1357-1424.
– Raccomandazioni europee sull’uso mirato dei micronutrienti e integratori nei pazienti clinici.

7) Calder PC, et al. A consideration of biomarkers to be used for evaluation of the efficacy of dietary supplements in human nutrition. Nutrients. 2021;13(6):2031.
– Analisi dei biomarcatori per valutare l’efficacia reale degli integratori.

8 ) Guyenet SJ, Schwartz MW. Regulation of food intake, energy balance, and body fat mass: implications for the pathogenesis and treatment of obesity. J Clin Endocrinol Metab. 2022;107(3):643-657.
– Descrive come il metabolismo e la regolazione energetica siano processi fisiologici, non manipolabili da “scorciatoie commerciali”.

03/11/2025
Finalmente...  "il 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒐𝒃𝒆𝒔𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂 𝒂 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒐 𝒕𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 𝒏𝒆𝒍 𝑺𝒆𝒓𝒗𝒊𝒛𝒊𝒐 𝑺𝒂𝒏𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊𝒐 𝑵𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆, garantendo 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝...
25/10/2025

Finalmente... "il 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒐𝒃𝒆𝒔𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂 𝒂 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒐 𝒕𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 𝒏𝒆𝒍 𝑺𝒆𝒓𝒗𝒊𝒛𝒊𝒐 𝑺𝒂𝒏𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊𝒐 𝑵𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆, garantendo 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐚𝐬𝐢 𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞𝐊𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐚.
È un riconoscimento di giustizia sanitaria: l’obesità non Ú una colpa, ma una malattia da curare con strumenti adeguati.
L’obesità non Ú più un problema di pigrizia, ma una malattia da trattare scientificamente. Lo Stato la riconosce, la medicina la affronta, e i professionisti della nutrizione la guidano".

“𝑫𝒂 𝒐𝒈𝒈𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒃𝒂𝒕𝒕𝒆 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒍𝒂 𝒃𝒊𝒍𝒂𝒏𝒄𝒊𝒂, 𝒎𝒂 𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒍𝒂𝒕𝒕𝒊𝒂...”

𝐋’𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀 𝐅𝐀 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀: 𝐋’𝐎𝐁𝐄𝐒𝐈𝐓𝐀̀ 𝐄̀ 𝐎𝐑𝐀 𝐔𝐍𝐀 𝐌𝐀𝐋𝐀𝐓𝐓𝐈𝐀 𝐂𝐑𝐎𝐍𝐈𝐂𝐀 𝐑𝐈𝐂𝐎𝐍𝐎𝐒𝐂𝐈𝐔𝐓𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐄𝐆𝐆𝐄.

Con la 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞 𝟑 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐧.𝟏𝟒𝟗, l’Italia diventa il 𝐩𝐫𝐢𝐊𝐚 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐚𝐥 𝐊𝐚𝐧𝐝𝐚 a riconoscere l’obesità come 𝐊𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 𝐜𝐫𝐚𝐧𝐢𝐜𝐚, 𝐩𝐫𝐚𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐢𝐝𝐢𝐯𝐚𝐧𝐭𝐞.
Un passo storico, che segna la fine della visione moralistica dell’obesità come “mancanza di volontà” e l’inizio di un approccio medico, scientifico e umano.

👉 La norma prevede un 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐛𝐞𝐬𝐢𝐭𝐚̀, con:

- educazione alimentare obbligatoria nelle scuole,

- promozione dell’allattamento materno,

- campagne di sensibilizzazione,

- formazione specifica per il personale sanitario,

- istituzione di un 𝐎𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐚𝐛𝐞𝐬𝐢𝐭𝐚̀,

- e soprattutto 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐢𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐛𝐞𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐋𝐄𝐀 (𝐋𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐄𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐀𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚).

Questo significa che il 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒐𝒃𝒆𝒔𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂 𝒂 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒐 𝒕𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 𝒏𝒆𝒍 𝑺𝒆𝒓𝒗𝒊𝒛𝒊𝒐 𝑺𝒂𝒏𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊𝒐 𝑵𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆, garantendo 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐚𝐬𝐢 𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞𝐊𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐚.
È un riconoscimento di giustizia sanitaria: l’obesità non Ú una colpa, ma una malattia da curare con strumenti adeguati.

👚🏻‍⚕ 𝐀𝐮𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐢̀ 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐚𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐚𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢:

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢 e 𝐁𝐢𝐚𝐥𝐚𝐠𝐢 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 diventano figure centrali nella gestione clinica del paziente obeso, al pari di endocrinologi, psicologi e fisioterapisti.
La presa in carico dovrà essere 𝐊𝐮𝐥𝐭𝐢𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚, non limitata solo a una “dieta” ma orientata al recupero della salute metabolica, alla prevenzione delle recidive e al miglioramento della qualità di vita.

📊 I dati dell’World Obesity Atlas 2025 parlano chiaro: l’obesità crescerà del 115% entro il 2030.
Senza un’azione concreta, il costo globale supererà i 𝟒,𝟑 𝐭𝐫𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟑𝟓.

𝑷𝒆𝒓 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐, 𝒍𝒂 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒍’𝑬𝒖𝒓𝒐𝒑𝒂 𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐.

L’obesità non Ú più un problema di pigrizia, ma una malattia da trattare scientificamente. Lo Stato la riconosce, la medicina la affronta, e i professionisti della nutrizione la guidano.

“𝑫𝒂 𝒐𝒈𝒈𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒃𝒂𝒕𝒕𝒆 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒍𝒂 𝒃𝒊𝒍𝒂𝒏𝒄𝒊𝒂, 𝒎𝒂 𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒍𝒂𝒕𝒕𝒊𝒂.
𝑬 𝒂 𝒈𝒖𝒊𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒃𝒂𝒕𝒕𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊𝒔𝒕𝒊 𝒔𝒂𝒏𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒏𝒖𝒕𝒓𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆: 𝑫𝒊𝒆𝒕𝒊𝒔𝒕𝒊 𝒆 𝑩𝒊𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊 𝑵𝒖𝒕𝒓𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊𝒔𝒕𝒊.”

📚 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐚𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚

1) Bifulco M, Pagano C, Di Zazzo E. Obesity legally recognised as a chronic disease in Italy. The Lancet Diabetes & Endocrinology. Published online October 22, 2025. DOI: 10.1016/S2213-8587(25)00326-2

2) Legge 3 ottobre 2025, n. 149. Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale n.235 del 9 ottobre 2025.

3) World Obesity Federation. World Obesity Atlas 2025.

Riprendere la routine quotidiana si, ma con una buona organizzazione dei pasti e del timing per affrontare le giornate c...
24/09/2025

Riprendere la routine quotidiana si, ma con una buona organizzazione dei pasti e del timing per affrontare le giornate con la giusta forza, energia ed efficienza!

Ecco qualche consiglio:

Pianifica in anticipo. Decidi orientativamente i menù settimanali, così da avere una lista della spesa precisa.

Prepara i pasti in anticipo o gli ingredienti per impostarli. Puoi anche cucinare porzioni extra per il giorno dopo.

Utilizza gli avanzi in modo creativo per evitare gli sprechi e rendere i pasti più facili.

Ricordati di essere flessibile...La routine Ú importante, ma non preoccuparti se non riesci a seguirla alla lettera ogni giorno. Adattala alle tue esigenze!

COME RESISTERE ALLA TENTAZIONE DEL GELATO?Tormentone dell'estate Pt.2 Il gelato, soprattutto nelle stagioni calde o nei ...
08/07/2025

COME RESISTERE ALLA TENTAZIONE DEL GELATO?
Tormentone dell'estate Pt.2

Il gelato, soprattutto nelle stagioni calde o nei momenti in cui siamo più stanchi, stressati o semplicemente in cerca di una coccola, diventa una scelta quasi irrinunciabile. Tuttavia, Ú possibile imparare a gestire il desiderio in modo sano, senza rinunciare del tutto al piacere.

Per prima cosa, fermiamoci un attimo ad ascoltare le reali esigenze del nostro corpo. Proviamo a rispondere alla domanda: "Ho davvero fame o Ú solo voglia di qualcosa di dolce?"
Spesso quella voglia nasce dalla noia, dalla stanchezza o anche dalla disidratazione. In questi casi, bere un bicchiere d’acqua fresca aromatizzata con spezie e agrumi o una tisana fredda può sorprendentemente ridurre il desiderio di dolce.

Prima di cedere alla tentazione, inoltre, proviamo a distrarci per 15 minuti, trovando un'attività che ci coinvolga con piacere.
Ad esempio una passeggiata, una telefonata con un amico/a, la lettura di un libro o anche solo qualche minuto di respiro profondo.

Infine, può essere di supporto, evitare le scorte di gelato confezionato in casa, piuttosto programmare un momento di convivialità e condivisione di un buon gelato artigianale.

L'obiettivo dovrebbe essere quello di imparare a concedersi un piccolo piacere ogni tanto, senza sensi di colpa, evitando una costante rinuncia.

Per la quotidianità esistono delle ottime alternative fatte in casa, gustose e sane, anche per chi vuole perseguire una riduzione della massa grassa.
Qui di seguito una super alternativa in balance!

Eleonora Peducci
In Balance Nutrition 🌺

La condizione di Prediabete Ú definita da livelli di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl o da valori glicemi...
04/07/2025

La condizione di Prediabete Ú definita da livelli di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl o da valori glicemici compresi tra 140 e 199 mg/dl dopo due ore dal carico orale con 75 gr di glucosio.
Inoltre Ú identificabile con valori di Emoglobina Glicosilata (HbA1c) compresi tra 5,7% e 6,4 %.

La corretta alimentazione ed il supporto di nutraceutici possono prevenire il rischio di conclamarsi in Diabete mellito di tipo 2.

Numerosi studi stando dimostrato come l’assunzione di alcuni nutraceutici migliori i valori di glicemia a digiuno e/o di HbA1c, riducendo il rischio di sviluppare DM2.

Il digiuno intermittente Ú una strategia alimentare che prevede l’alternanza tra periodi di digiuno e periodi di aliment...
08/06/2025

Il digiuno intermittente Ú una strategia alimentare che prevede l’alternanza tra periodi di digiuno e periodi di alimentazione.
Non si tratta di una dieta nel senso classico del termine ma piuttosto di un metodo per organizzare i tempi nei quali si mangia.

I vantaggi consistono nella riduzione dell'apporto calorico, derivante dalle ore di digiuno, l'ottimizzazione dei livelli ormonali, in quanto si favorisce un aumento della sensibilità all'insulina e
il maggiore utilizzo delle riserve di grasso.

Tuttavia si chiede alla scienza, quali possano essere gli effetti a lungo termine o i rischi derivanti da questa strategia alimentare...

Stanco della solita colazione?                                                        Prova questa Torta di Ricotta con ...
23/05/2025

Stanco della solita colazione? Prova questa Torta di Ricotta con frutti rossi 🍰

Ingredienti:
500 g di ricotta mista o vaccina
180 ml di albume o 5 albumi
scorza di limone q.b.
cannella circa 10g
zucchero a velo 50 g (facoltativo)

Procedimento:
In una ciotola amalgama la ricotta con lo zucchero a velo, aggiungi la cannella, gli albumi d’uovo e mescola il tutto
Versa in uno stampo da torta da 28 cm foderato con carta da forno.

Fai cuocere in forno a 180° per 40 minuti.
Decora con frutti di bosco.

Le diete mima-digiuno ciclico (FMD) hanno mostrato ampi effetti antitumorali in combinazione con la chemioterapia. Tra i...
22/05/2025

Le diete mima-digiuno ciclico (FMD) hanno mostrato ampi effetti antitumorali in combinazione con la chemioterapia. Tra i diversi tipi di tumore, il carcinoma mammario triplo negativo (TNBC) Ú estremamente sensibile alla FMD. Tuttavia, l'attività antitumorale e l'efficacia della FMD ciclica nelle pazienti con TNBC rimangono poco chiare.

L’obiettivo dei ricercatori Ú quello di rendere le cellule tumorali più sensibili ai farmaci chemioterapici e in più cercare di stimolare il sistema immunitario contro le cellule cancerose.

I risultati del lavoro hanno dimostrato che, utilizzare la suddetta dieta (per 5 giorni consecutivi ogni 3 settimane) insieme a cicli di chemioterapia preoperatoria, fornisce elevati tassi di risposta patologica completa.

In brief, Vernieri et al. conducted a pilot, randomized phase 2 trial showing that cyclic FMD plus preoperative chemotherapy results in excellent pCR rates in stage I–III TNBC patients. In tumors achieving pCR, bulk and single-cell RNA-seq analysis revealed early downmodulation of glucose metabol...

Indirizzo

Perugia
06127

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