17/03/2021
Non si può più stare in silenzio di fronte alla decisione, nel mezzo della campagna vaccinale, di sospendere in via temporanea e precauzionale le somministrazioni del vaccino .
Ho voluto attendere una giornata prima di esprimermi, per documentarmi in maniere compiuta e puntuale, cercando di capire se questa fosse una scelta dettata dai fatti e da evidenze scientifiche oppure da altro. Purtroppo si tratta del secondo caso.
Ma prima un passo indietro: la farmacosorveglianza è uno strumento fondamentale, che fa sì che ogni farmaco e vaccino siano validati e testati non solo prima, ma anche dopo e durante la messa in commercio. Il terminale di questi controlli sono AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ed EMA, il suo corrispettivo a livello europeo. Entrambe le agenzie nella mattina di lunedì, poco prima che AstraZeneca fosse sospeso, avevano garantito per la sicurezza del vaccino.
Di fronte a un campagna vaccinale di massa come quella in atto, mai affronta prima, è di fondamentale importanza dare informazioni coerenti e basate sui dati, non su emotività e paura.
Una sospensione a scopo precauzionale rischia di ingenerare una psicosi e di infliggere un grave danno ad una campagna vaccinale già di per sé complessa. Non solo rallentandola, ma arrivando a comprometterla.
Iniziamo ad analizzare i dati, prendendo in esame gli 11 milioni di cittadini britannici vaccinati con AstraZeneca: si può affermare che c’è una correlazione causale e non solo temporale tra la somministrazione del vaccino e l’aumento del rischio di eventi tromboembolici? Assolutamente no.
La popolazione vaccinata riporta un aumento significativo di tali eventi rispetto alla popolazione che non è stata vaccinata? Di nuovo no, i dati ci dicono che non è così.
Inoltre, anche se non causati dalla somministrazione, gli eventi tromboembolici post-vaccinazione sono stati 37 tra gli 11 milioni di persone che hanno ricevuto AstraZeneca, per la popolazione vaccinata con Pzifer, sempre di 11 milioni, i casi sono stati 38. Eppure questo non è stato sospeso, come è giusto che sia.
Tutto questo per dire che non c’è nessuna correlazione causale tra la somministrazione dei vaccini e gli eventi tromboembolici, ma soltanto temporale. Una leggerezza che, se mal interpreta, senza solide basi scientifiche, può mettere a rischio la campagna vaccinale e la salute collettiva.
Tra pochi giorni, dopo che EMA avrà verificato tutto, AstraZeneca rientrerà come formulazione vaccinale all’interno della campagna di vaccinazione. E allora sarà molto complesso rassicurare le persone e spiegarne l'assoluta sicurezza dopo che è stato sospeso in via precauzionale e temporale per scelte non basate sui dati, sui numeri e sulle evidenze scientifiche, ma sull’onda dell’emotività e di una certa disinformazione.
Serviranno segnali forti e simbolici, o non ci riusciremo.