26/04/2021
☣️ Domani martedì 27/4 alle ore 9h30 si riunirà nuovamente la IV Commissione Consiliare permanente, alla presenza degli assessori competenti. Invitiamo tutte e tutti ad assistere (sarà possibile seguire diretta streaming sul sito del Comune, come di consueto) e a tenere alta l'attenzione in questo momento chiave della nostra campagna di sensibilizzazione.
Nell'attesa vi proponiamo una piccola FAQ relativa alla nostra esperienza, che riassume le obiezioni che in questi anni di attività abbiamo raccolto più di frequente.
🔴 Che cosa è una macchina scambia-siringhe?
☣️ È un distributore automatico che eroga una siringa pulita in cambio di una usata, evitando così la dispersione di aghi nell’ambiente urbano e contribuendo efficacemente a prevenire il contagio da HIV ed epatiti. Ogni siringa inserita è una siringa che non verrà riutilizzata (con conseguente rischio di infezione) né finirà a terra in un parco o nei pressi di una scuola.
🔴 Perché distribuire delle siringhe?
☣️ È ormai acclarato come fornire materiale iniettivo sterile sia necessario per combattere la diffusione di virus quali HBV e HCV (responsabili delle epatiti B e C) e HIV (responsabile dell’AIDS): tra gli utilizzatori di sostanze per via iniettiva (eroina, cocaina, metanfetamine etc), la condivisione e il riuso di aghi usati sono la prima causa di infezione. E non parliamo di un problema circoscritto agli utilizzatori di sostanze, perché per il resto della popolazione la prima causa di trasmissione sono i rapporti sessuali non protetti… Ed ecco il nesso tra i due gruppi sociali, che spiega come la prevenzione riguardi tutte e tutti.
🔴 La distribuzione di siringhe è un incentivo al consumo di sostanze?
☣️ Ovviamente no, innanzitutto quando diciamo “distributore automatico” non stiamo parlando di una macchinetta delle merendine, con sopra insegne promozionali o pubblicità sgargianti. Le macchine in questione sono generalmente molto anonime e defilate, proprio nell’interesse degli stessi utilizzatori che non desiderano affatto farsi notare quando se ne servono, per via del forte stigma che grava su di loro. Tuttalpiù, l’esterno dell’apparecchio riporta i contatti dei servizi di settore, ad esempio SerT, Centro a Bassa Soglia, Unità di Strada etc. Non dimentichiamo inoltre che l’Unità di Strada di Perugia ha già all’attivo un programma di scambio siringhe con operatori.
🔴 Distribuire siringhe non va ad aumentare il numero di quelle disperse?
☣️ No, lo “scambio” è di 1:1 (una siringa usata per una nuova), il che funge anche da incentivo allo smaltimento. Non solo, la nostra proposta comprende anche la richiesta di installazione di contenitori ad hoc per la sola raccolta di siringhe, le quali, ricordiamo, non sono un rifiuto ordinario: un raccoglitore dedicato tutelerebbe il lavoro degli stessi operatori ecologici, esposti al rischio di punture accidentali laddove le siringhe siano mischiate ai rifiuti comuni. Va inoltre notato come molti utilizzatori di sostanze, qualora manchi l’opportunità di smaltire le siringhe correttamente, si premurano di renderle il più innocue possibile: infilate nei tombini, in anfratti dei muri, con l’ago coperto è così via. Dunque, se guardiamo alle pratiche informali di smaltimento, vediamo come le persone che iniettano sostanze non provino un gusto perverso nel seminare aghi per la città: possiamo invece immaginare che, ove esistessero dei contenitori appositi se ne servirebbero di buon grado. Questo è confermato dai tassi di restituzione riportati negli studi internazionali che compongono la bibliografia scientifica a sostegno della nostra proposta, i quali si attestano su percentuali elevate, a volte addirittura superiori al 100% (il che significa che in alcuni casi l’utenza delle macchine scambia-siringhe consegna più aghi di quanti ne ritiri, ovvero si serve della macchina per il semplice smaltimento).
🔴 Non è alienante fornire materiale iniettivo a una persona che utilizza sostanze tramite una macchina? Non rischia di annullare il rapporto umano che c’è invece quando avviene lo scambio con operatori in presenza?
☣️ Ovviamente non stiamo parlando dell’automazione delle unità di strada, che già svolgono questo tipo di interventi. Le macchine scambia-siringhe sono uno strumento complementare ai servizi dotati di operatori, i quali sono e rimangono indispensabili. Ciò che garantisce una macchina scambia-siringhe è un servizio 24/7, anche fuori dall’orario di attività del personale addetto. Cosa ancor più interessante, gli studi al riguardo sono concordi nell’affermare che intercetti un segmento di utilizzatori lievemente differente, che tendenzialmente non si rivolgerebbe ad un servizio con operatori: perché? Perché magari è di giovane età, o comunque con una storia di iniezione breve, dunque soffre molto dello stigma sociale legato all’utilizzo di sostanze per via iniettiva. Distribuire materiale informativo attraverso la macchina (ad esempio erogando un kit), può diventare un modo per raggiungere utilizzatori mai intercettati prima dai servizi. In Australia è stato rilevato come, alla distribuzione di materiale informativo tramite le macchine scambia-siringhe corrispondesse un incremento di quesiti e richieste sull’HCV al personale dei servizi. Pensiamo ad un utilizzatore giovanissimo, come ce ne sono: abita ancora coi genitori, ipotizziamo, dunque non fa scorta di attrezzatura sterile per iniezione, né la compra in farmacia, né si rivolge all’unità di strada per paura di essere identificato come consumatore; sono le premesse per un utilizzo a rischio, perché non consapevole e disinformato, che potrebbe facilmente portare a contrarre l’epatite C molto precocemente, e senza che nessuno se ne accorga, nell’invisibilità più totale. Se vi sommiamo la tendenza sempre più comune ad avere rapporti sessuali non protetti, ecco che abbiamo oggi i contagi di quelle che saranno le epatiti di domani.
In breve, l’anonimato garantito dalle macchine attrae una fascia di utilizzatori che rispetto alla media ha contatti limitati o addirittura nessuno coi servizi che si occupano di dipendenze, e che invece sarebbe prezioso emergesse dall’isolamento cui è condannata.
In questo senso la macchina scambia siringhe può essere un utile complemento e aiuto ai servizi esistenti.
🔴 La macchina scambia-siringhe è la bacchetta magica che risolve i problemi legati all’abuso di sostanze?
☣️ È evidente che la nostra proposta non pretende di essere una soluzione al problema dell’abuso di sostanze. Già solo parlare di problema al singolare è riduttivo. Quello che spinge qualcuno a pensare di scacciare il malessere quotidiano iniettandosi eroina è un problema la cui risoluzione è necessariamente a lungo termine. Nell’immediato, la nostra proposta si limita a contrastare in maniera pensiamo efficace quello che è un rischio igienico-sanitario: l’abbandono di siringhe in spazi pubblici. Inoltre può essere d’aiuto nell’evitare la condivisione di aghi tra utilizzatori, in un’ottica di riduzione del danno (ricordiamo che gli interventi di RdD sono stati inseriti tra i LEA – Livelli Essenziali di Assistenza, ovvero le prestazioni che il SSN deve garantire ai cittadini). Infine, può essere di complemento al lavoro dei servizi a bassa soglia, nell’intercettare utilizzatori che sono più restii nell’approcciarsi agli operatori e a cercare aiuto per via dello stigma che esiste nei loro confronti. Stigma in assenza del quale il lavoro dei servizi sarebbe infinitamente più semplice, ed anche la vita delle stesse persone che si trovano ad utilizzare sostanze, che, non è mai sbagliato ricordarlo, sono persone.