11/01/2026
❄️ A gennaio il bucato era una prova di pazienza.
🧺 Si lavava lo stesso, perché i panni non potevano aspettare, ma si sapeva già che avrebbero fatto fatica ad asciugare.
🌬️ Si stendevano all’aria fredda, inermi sotto un cielo basso e restavano lì a lungo, rigidi, pesanti, con quell’umidità che non se ne voleva andare.
❄️ Al mattino erano duri di gelo, la sera ancora freddi al tatto.
🔥 Allora si faceva entrare il bucato in casa, lo si spostava vicino al focolare, alle stufe, alle porte socchiuse, cercando un po’ di tepore senza fretta.
I panni si giravano, si scuotevano,
si controllavano più volte al giorno.
L’odore non era quello del sole,
ma quello dell’inverno: legna bruciata, aria chiusa, vapore leggero.
🧴Un odore che restava nei tessuti e che parlava di giorni chiusi e di tempo che scorreva più lento.
E quando finalmente asciugavano,
si piegavano con cura, contenti di quel risultato.
(Testo tratto da “La casetta in campagna”)