Riflessologia Plantare/Massaggi Federica Facondini-Pesaro

Riflessologia Plantare/Massaggi Federica Facondini-Pesaro Federica Facondini-Studio di Riflessologia Plantare dal2002
- Pesaro-

17/04/2026

LE STATlNE NON SONO CARAMELLE

(Di Patrizia Coffaro)

Le statine sono tra i farmaci più prescritti al mondo. Vengono date con grande facilità a chi ha il colesterolo alto, con l’idea di abbassare il cosiddetto colesterolo cattivo e ridurre il rischio di lnfarto, lctus e maIattie cardiovascolari. E già qui bisognerebbe fermarsi e porsi una domanda semplice, davvero tutta questa storia è così lineare come ci è stata raccontata?

Perché nella pratica succede questo, una persona fa le analisi, trova il colesterolo fuori range, si spaventa, il medico prescrive una statina, e da quel momento in poi si entra in un binario che spesso viene presentato come inevitabile. Quasi come se il colesterolo fosse il nemico assoluto e le statine il salvatore di turno.

Il colesterolo non è una sostanza inutile né tantomeno una specie di veleno da spegnere. Il colesterolo serve... serve al cervello, serve al sistema nervoso, serve agli ormoni, serve alle membrane cellulari, serve alla digestione, serve al trasporto di nutrienti liposolubili. In parole povere, il corpo non produce colesterolo per farti del male. Lo produce perché ne ha bisogno, il problema, semmai, è capire in quale contesto quel colesterolo si muove, che tipo di infiammazione c’è, che tipo di metabolismo c’è dietro, che assetto insulinico, epatico, tiroideo e mitocondriale c’è sotto. Perché il colesterolo da solo non racconta tutta la storia.

Le statine agiscono bloccando un enzima epatico, la HMG-CoA reduttasi, coinvolto nella produzione di colesterolo. Quindi sì, abbassano le LDL, ma abbassare un numero non significa automaticamente risolvere una causa e soprattutto non significa che quell’intervento sia neutro. Perché ogni volta che tocchi una via metabolica importante, il corpo paga un prezzo, a volte piccolo, a volte no.

Uno degli aspetti di cui si parla troppo poco è proprio questo: le statine non sono prive di effetti collaterali e non si parla solo del classico dolore muscolare, che è probabilmente il più noto. C’è chi sviluppa debolezza, crampi, stanchezza profonda, difficoltà nel recupero, insonnia, vertigini, problemi digestivi, nausea, gonfiore, stitichezza o diarrea. Alcune persone riferiscono annebbiamento mentale, problemi di memoria, formicolii, neuropatie, calo della libido, alterazioni della pelle, e nei casi più seri anche infiammazione muscolare vera e propria, aumento della CPK e danno muscolare importante. Non è terr0rismo, è realtà clinica e documentata e ignorarlo perché... tanto lo prendono tutti è una leggerezza che non ci possiamo più permettere.

Un altro punto che trovo fondamentale è questo, i benefici vengono spesso raccontati in modo molto più impressionante di quanto siano nella realtà. Quando senti dire che un farmaco riduce il rischio del ventotto per cento o del cinquanta per cento, sembra una rivoluzione. Ma bisogna sempre distinguere tra rischio relativo e rischio assoluto, perché sono due cose molto diverse. Il rischio relativo fa scena, il rischio assoluto racconta la sostanza e spesso la sostanza è molto meno eclatante di come viene venduta.

In molte analisi, il vantaggio reale in termini assoluti è modesto, soprattutto nella prevenzione primaria, cioè nelle persone che non hanno mai avuto un evento cardiovascolare. Il beneficio appare più evidente in uomini di mezza età già ad alto rischio o con precedente infarto. Ma trasformare questo dato in una prescrizione di massa generalizzata è un’altra storia. Nelle donne, per esempio, o negli uomini senza malattia cardiovascolare già nota, i dati sono molto meno solidi di quanto la narrativa comune lasci intendere.

E poi c’è un altro nodo che raramente viene spiegato bene, non tutte le LDL sono uguali. Esistono particelle più grandi e più stabili e particelle più piccole, dense e facilmente ossidabili. Sono queste ultime a essere più problematiche. Quindi non basta dire LDL alto. Bisogna chiedersi, in che contesto? Con quali trigliceridi? Con quale HDL? Con quale glicemia? Con quale insulina? Con quale infiammazione? Con quale funzione tiroidea? Perché una persona con trigliceridi alti, HDL bassi, insulino-resistenza e fegato affaticato non ha lo stesso profilo di rischio di una persona con LDL alto ma trigliceridi bassi, HDL buoni e metabolismo stabile.

Il vero elefante nella stanza, molto spesso, non è il colesterolo in sé. È l’infiammazione cronica, è l’ossidazione, la resistenza insulinica, il fegato congestionato, una dieta pro-infiammatoria, una vita sedentari, uno stato di stress cronico che altera tutto... glicemia, pressione, sonno, fame, cortisolo, tessuto adiposo, perfino la qualità delle lipoproteine e l’ipotiroidismo non riconosciuto a causa di range troppo ampi, quanti ipotiroidei ci sono in Italia a causa di questi range ancora obsoleti, nonostante le nuove direttive dell'American Endocrinoligist, non ancora applicate (a pensare male si fa peccato ma il più delle volte ci si azzecca).

E qui arriviamo a un aspetto ancora più interessante, le statine possono interferire con la funzione mitocondriale e questo non è un dettaglio, i mitocondri sono le centrali energetiche delle cellule, sono quelli che permettono di produrre ATP, cioè energia vera. Se i mitocondri soffrono, soffre il muscolo, soffre il cervello, soffre il cuore, soffre la capacità di recupero, soffre la vitalità della persona. Non è un caso che tanti effetti collaterali delle statine ruotino proprio attorno a fatica, debolezza, intolleranza muscolare, calo energetico. Una delle ipotesi più forti è che questo avvenga anche per la riduzione del CoQ10, una molecola cruciale proprio per la catena respiratoria mitocondriale.

Ecco perché alcune persone, dopo mesi o anni di statine, iniziano a dire frasi come: “Mi sento svuotata”, “Non ho più forza nelle gambe”, “Mi fanno male i muscoli senza motivo”, “Non sono più io”. E magari si sentono pure rispondere che è l’età, che è lo stress, che è suggestione... no, non sempre è suggestione, a volte è un corpo che sta cercando di dire con grande chiarezza che qualcosa non gli sta facendo bene.

Questo significa che nessuno dovrebbe mai prenderle? No. Significa che bisogna smettere di ragionare in modo automatico. Ci sono casi in cui il medico può valutarle come utili, soprattutto in contesti precisi e ad alto rischio. Ma significa anche che il paziente ha il diritto di sapere che non si tratta di caramelle, che esistono possibili effetti collaterali, che esistono fattori di rischio che li aumentano e che esistono strategie di supporto che andrebbero considerate molto prima di lasciare una persona sola con un farmaco e una pacca sulla spalla.

Per esempio, una carenza di vitamina D sembra aumentare il rischio di dolori muscolari da statine, eppure quante persone iniziano una statina senza aver mai controllato seriamente la vitamina D? Poche. Lo stesso vale per il magnesio, per la salute mitocondriale, per il CoQ10, per la qualità del sonno, per l’infiammazione di base, per la funzione tiroidea. Tutto questo dovrebbe essere parte della valutazione, non un’aggiunta facoltativa buttata lì dopo.

E poi c’è la parte che a me interessa di più, la prevenzione vera. Alimentazione antinfiammatoria, riduzione di zuccheri raffinati e oli industriali, controllo dell’insulina, movimento regolare, sonno decente, gestione dello stress, esposizione alla luce solare, sostegno al fegato, miglioramento del flusso biliare, attenzione alla tiroide e al microbiota. Perché se il terreno rimane infiammato, insulino-resistente e ossidato, puoi anche abbassare un numero, ma il problema di fondo continua a covare sotto.

Ci sono anche nutrienti e composti che meritano attenzione, sempre con buon senso e personalizzazione, CoQ10, magnesio, vitamina D, curcumina, resveratrolo, creatina, supporti mitocondriali. Non perché siano la mia bacchetta magica con la candela accesa sul tavolo, ma perché hanno una logica biologica quando si parla di muscolo, energia, infiammazione e stress ossidativo.

Il punto vero è questo, la salute cardiovascolare non si gioca solo sul colesterolo. Si gioca sul metabolismo, sull’infiammazione, sulla glicazione, sulla qualità della vita quotidiana, sul fatto che una persona dorma male da anni, viva in allerta, mangi di corsa, abbia fegato grasso, vitamina D a terra, insulina alta e zero massa muscolare. Ma queste cose non si sistemano con una pillola e basta e forse è proprio questo che dà fastidio, perché richiede un cambio di paradigma, richiede partecipazione, responsabilità, richiede di smettere di pensare che basti abbassare.

Io non sto dicendo di sospendere farmaci da soli, e qui bisogna essere chiari. Chi prende una statina non deve decidere da un giorno all’altro di buttarla nel cestino senza confrontarsi con un professionista che conosca bene il suo quadro. Però sto dicendo una cosa altrettanto chiara... avete il diritto di farvi domande, il diritto di capire i numeri, di chiedere se il rischio è stato spiegato in termini assoluti o relativi. Avete il diritto di chiedere se si è guardato il quadro metabolico completo, il diritto di sapere se i vostri sintomi possono essere collegati al farmaco.

Perché un corpo non va zittito, va ascoltato e la medicina migliore non è quella che ti fa paura con un parametro fuori posto, è quella che ti aiuta a leggere quel parametro dentro la storia intera del tuo organismo.

Le statine non sono il diavoIo, ma non sono nemmeno la soluzione semplice che ci hanno raccontato e soprattutto non sostituiscono il lavoro vero sul terreno biologico. Quello che richiede pazienza, profondità e onestà, tutto il resto, francamente, è solo scorciatoia travestita da cura.

XO - Patrizia Coffaro

17/04/2026

Muscoli SOTTO-OCCIPITALI: ecco perché dalla zona della nuca partono VERTIGINI cervicali, disturbi della VISTA e sintomi da irritazione del Nervo Vago (e come calmarli)

Metti la mano dietro la nuca, proprio alla base del cranio.

Senti quel punto dove il cranio finisce e il collo inizia? Premi leggermente con le dita.

È molto probabile che tu senta tensione e contrattura in quella zona, un po' come se ci fossero dentro dei "nodi".

Non preoccuparti, sei in buona compagnia: quella della nuca è una zona di "accumulo" un po' per tutti.

È probabilmente il "crocevia" più critico di tutto il corpo umano, e quasi nessuno lo sa.

Tutti conoscono il trapezio, il famoso "cordone" a lato del collo.

Il trapezio si attacca proprio lì, alla base del cranio, e quando è contratto la nuca è la prima zona a diventare rigida.

Ma il trapezio è solo lo strato superficiale di una zona molto più complessa.

Sotto di lui, nello strato più profondo, nascosti tra la base del cranio e le prime due vertebre cervicali, ci sono quattro muscoli piccolissimi che quasi nessuno conosce per nome.

Si chiamano sotto-occipitali: retto posteriore maggiore, retto posteriore minore, obliquo superiore e obliquo inferiore.

Sono minuscoli rispetto al trapezio.

Difficili da toccare direttamente dall'esterno.

Eppure sono tra i muscoli più importanti dell'intero corpo umano.

Il motivo è il loro lavoro.

I sotto-occipitali hanno un compito che non ammette errori: controllare la posizione precisa della testa, istante per istante, qualsiasi cosa succeda sotto.

Il corpo può piegarsi, ruotare, inclinarsi in qualsiasi direzione: la testa deve restare dritta, gli occhi devono restare allineati all'orizzonte, e l'equilibrio deve essere mantenuto.

Questo lavoro lo fanno loro, 24 ore su 24.

Ogni micro-aggiustamento dello sguardo, ogni piccola correzione dell'equilibrio, ogni minima oscillazione della testa quando cammini passa prima dai sotto-occipitali.

E lo fanno reggendo il peso della testa, costantemente, senza mai staccare.

Capisci perché si affaticano.

In chi lavora ore allo schermo, ogni giornata è una maratona per questi muscoli: seguire un testo con gli occhi, passare dallo schermo alla tastiera, guardare lo smartphone, sono tutti micro-movimenti invisibili che i sotto-occipitali eseguono senza sosta.

Quando si irrigidiscono cronicamente, iniziano i guai.

E i guai non sono un semplice "mal di nuca".

I guai sono neurologici, ed ecco perché.

La zona dove risiedono i sotto-occipitali è a pochi centimetri dal tronco dell'encefalo, la "centralina" del cervello che gestisce equilibrio, vista, coordinazione e funzioni vitali.

Pochi centimetri. Sono praticamente vicini di casa.

Quando i sotto-occipitali sono cronicamente tesi e la zona è infiammata, quei centri nervosi possono essere disturbati per pura prossimità.

Ma non finisce qui, perché i sotto-occipitali hanno anche un collegamento fisico diretto con il cervello che non ha nessun altro muscolo del corpo.

Sono attaccati alla dura madre, l'involucro che avvolge il cervello, tramite dei tiranti di tessuto connettivo chiamati ponti mio-durali.

Quando tirano, il cervello lavora con il suo involucro in tensione costante.

E in più, proprio accanto a loro scorrono i nervi vaghi, quei nervi lunghissimi che dal cervello arrivano al cuore, ai polmoni e all'intestino, e che funzionano come il "freno" di tutto il sistema nervoso.

Riepiloghiamo: in quello spazio di pochi centimetri alla base della nuca abbiamo muscoli che tirano direttamente sull'involucro del cervello, centri nervosi dell'equilibrio e della vista a un tiro di schioppo, e i nervi vaghi che passano lì accanto.

Tutto concentrato in un'area grande quanto il palmo di una mano.

Ecco perché da quella zona possono partire sintomi che sembrano non avere niente a che fare con il collo.

Vertigini e sensazione di "essere su una barca": i sotto-occipitali contengono la più alta concentrazione di recettori dell'equilibrio di tutto il corpo, e quando sono rigidi mandano segnali confusi al cervello.

Vista che si appanna senza problemi agli occhi: i sotto-occipitali coordinano i micro-movimenti oculari, e quando perdono efficienza la coordinazione visiva ne risente.

Nebbia mentale e stanchezza cerebrale: la trazione costante sulla dura madre "ruba" risorse al cervello.

Tachicardia, nodo alla gola, digestione lenta: il nervo vago disturbato riduce il suo effetto "freno" su cuore e apparato digerente.

Un unico punto del corpo, una manciata di muscoli profondi, e una cascata di sintomi che mandano le persone dall'otorino, dall'oculista, dal cardiologo e dal gastroenterologo senza che nessuno trovi nulla.

Personalmente, dopo più di vent'anni di esperienza, posso dire che i sintomi che partono dalla zona sotto-occipitale sono tra quelli che migliorano più rapidamente quando si inizia un buon lavoro cervicale.

Il motivo è che quei muscoli profondi non hanno bisogno di un "trattamento particolare".

Migliorano quando migliora tutto ciò che c'è intorno a loro.

Quando il trapezio lavora meglio, quando lo sternocleidomastoideo si rilassa, quando il diaframma respira come si deve e la postura migliora, i sotto-occipitali si trovano in un ambiente meno sovraccaricato e si rilassano di conseguenza.

La trazione sulla dura madre si riduce, i recettori dell'equilibrio tornano a mandare segnali puliti, il nervo vago riprende a funzionare.

E quella nuca che sembrava una lastra di marmo inizia finalmente a sciogliersi 💪

Se vuoi fare un lavoro ordinato e completo, scopri i miei nuovi ALLENAMENTI GRATUITI della serie "Cervicale a nuovo"!

Link per partecipare qui: https://fitshub.short.gy/cerv15

17/04/2026

🔵MALATTIE DEL SISTEMA URINARIO SIMBOLISMI

Le malattie del sistema urinario descrivono delle tensioni in merito alle nostre convinzioni profonde,
quelle sulle quali edifichiamo la nostra vita e che rappresentano le nostre «fondamenta».

Indicano che abbiamo paure e resistenze di
fronte agli eventuali cambiamenti della nostra vita, che abbiamo paura di essere destabilizzati da obblighi che ci costringono a cambiare.

Ci parlano inoltre delle
nostre paure più profonde, fondamentali, come quella della morte, della malattia grave o della violenza.

I RENI

I reni sono due organi essenziali al processo di gestione e di filtraggio dei liquidi organici e dei sali nell'organismo. Filtrando oltre 1.500 litri di sangue al giorno, i reni smistano, estraggono le tossine dal sangue e le trasformano in urina.
Regolano il livello di acqua e di sali minerali estraendoli dal sangue e restituendoli in funzione dei bisogni. In tal modo facilitano la capacità di resistenza e di recupero nello sforzo.
Vediamo come ciò si ricollega al loro ruolo «energetico».
Fanno leva sulla vescica per eliminare l'urina dal corpo.
Somatizzano stress e timori nel loro controllo. Tramite delle ghiandole surrenali (medullo-surrenali e cortico-surrenali), secernono difatti, degli ormoni che determinano il nostro comportamento di fronte a stress e paure.
Le medullo-surrenali secernono adrenalina e
noradrenalina che stanno alla base delle nostre reazioni di fuga e di lotta.
Quanto alle cortico-surrenali, secernono dei corticoidi naturali che controllano il livello «infiammatorio» della nostra reazione, vale a dire la sua intensità emozionale e passionale a livello cellulare.

MALATTIE DEI RENI

I problemi renali nello specifico, ci parlano dunque delle nostre PAURE, profonde ed essenziali (la vita, la morte, la sopravvivenza) oppure riferite al cambiamento. I problemi renali possono
significare che abbiamo difficoltà ad abbandonare abitudini o vecchi schemi di pensiero o di credenza.
Tale resistenza al cambiamento può essere dovuta
ad un'insicurezza o a un rifiuto di muoversi, ad un ostinato attaccamento a convinzioni profonde che rifiutiamo di abbandonare, benché tutto sembri condurci,
per non dire costringerci, in quella direzione.

Parola chiave : OSTINAZIONE.

La cristallizzazione su questi vecchi
schemi può spingersi sino a trasformarsi in un'analoga cristallizzazione a livello dei reni (calcoli).
Queste malattie si accompagnano spesso
a disturbi oppure a dolori a livello lombare.
Le sofferenze renali significano anche che abbiamo vissuto una situazione di choc violento e viscerale (incidente, attentato, eccetera) nel quale siamo stati consapevoli di sfiorare la morte, di averla vista da vicino.
Talvolta accade persino che in certe situazioni i capelli (che sul piano energetico dipendono dai reni) divengano improvvisamente bianchi o cadano copiosamente.
Le malattie dei reni possono infine esprimere la nostra difficoltà a mettere o trovare stabilità nella nostra vita, a trovare il giusto equilibrio tra l'attività, l'aggressività e la difesa che appartengono al rene sinistro
e la passività, l'ascolto e la fuga che appartengono al rene destro.
Per questo, le tensioni renali ci indicano talvolta
la nostra difficoltà a decidere nella nostra vita
e a fare in modo che quanto abbiamo deciso si produca.

LA VESCICA

La vescica riceve, immagazzina ed elimina i liquidi organici carichi di tossine che le vengono inviati dai reni. Tale gestione delle urine è lungi dall'essere così insignificante come appare, in quanto se la vescica non svolgesse il suo compito, il corpo
si intossicherebbe completamente.
A livello del sistema urinario, la vescica equivale
all'intestino crasso per il sistema digestivo.
Rappresenta l'ultimo stadio del processo di gestione e di eliminazione dei liquidi organici e, per estensione energetica,
dei «VECCHI RICORDI i».

MALATTIE DELLA VESCICA

Le malattie della vescica sono il segno delle nostre difficoltà a scaricare le nostre «acque usate», vale a dire i vecchi RICORDI che non ci soddisfano più.
Antiche convinzioni, vecchie abitudini, schemi di pensiero inadeguati rispetto alla situazione presente,
sono tutte «memorie» che «intossicano» la nostra mente, come le tossine lo fanno per il corpo.
Quando le energie della vescica funzionano correttamente, queste «tossine» vengono eliminate senza problemi.
I disturbi o i dolori della vescica ci dicono invece che ciò non avviene nel giusto modo.
Indicano che abbiamo paura di abbandonare o di cambiare queste abitudini, convinzioni, schemi o modalità di pensiero o di azione.
Un attaccamento eccessivo ad alcuni ricordi,
soddisfacenti o meno, ci conduce talvolta ad irrigidirci nella nostra vita, a cristallizzarci, a rischio di soffrirne (benché ne troviamo frequentemente anche un certo beneficio, fosse anche solo per un facile e momentaneo conforto interiore).
Queste situazioni si traducono in tensioni della vescica e le cistiti o le altre infiammazioni ci parlano di ciò informandoci inoltre che esiste in noi una collera o una forma di
ribellione nei confronti del nostro atteggiamento.

Parole chiave: CRISTALLIZZAZIONE , PASSATO

Le malattie della vescica possono anche significare che viviamo paure rispetto agli «antenati» che non riusciamo a superare.
I ragazzi che hanno paura (giustificata o meno) dei loro genitori e in particolare del padre, o talvolta delle loro rappresentazioni (nonni, professori, eccetera), la esprimono sovente attraverso enuresi (incontinenza notturna).

Le donne mostrano piuttosto la tendenza ad esprimere
gli stessi timori attraverso ripetute cistiti.

Malattie e disturbi del sistema urinario sono indice di un dis-funzionamento evidente del 2. chakra ( spesso in parallelo al 5.) , del meridiano energetico reni e del meridiano energetico vescica urinaria e paradossalmente anche del cuore: ciò che i reni non riescono a filtrare, il cuore è costretto a trattenere 😊

§

Ricordo che queste sono indicazioni di carattere generale,
ogni situazione è un mondo a parte
e perciò deve essere valutata in tutte le sue particolari ed uniche sfaccettature, per avere chiarezza e comprensione del quadro complessivo che la riguarda.
Non rispondo a domande , senza il quadro energetico personale sotto mano che si evince da una accurata analisi del campo elettromagnetico.

Informazioni sulla lettura energetica
le trovate nel dettaglio
sul mio sito https://naturapuraluce.it/ .
o le richiedete privatamente

Namastè

🙏

🕉 ϕ )ℒ℘( Lasumira Puraluce
Operatore Olistico Certificato in Naturopatia
e Radionica Applicata
Operatore Sanathana Sai Sanjeevini 🕉
https://naturapuraluce.it/

Canale Telegram : t.me/LasumiraPuraluce

29/03/2026

ALTERAZIONI DELLA FREQUENZA CARDIACA
INDICANO UN CHAKRA DEL CUORE - E MERIDIANI CORRISPONDENTI - FUORI ASSE

Il Cuore governa l’amore per la vita nel suo senso più alto,
cioè la capacità dell’essere di gioire senza
complicazioni, permettendo alla vita di nutrire gli aspetti più profondi e sottili di sè stesso.

Un’emozione troppo forte ferisce il Cuore e che un senso di oppressione lo soffoca.

Cosa canalizza l'energia del Cuore?
La pacificazione e la padronanza delle emozioni.

Con questa consapevolezza l’essere accetta di incanalare le pulsioni e sceglie di dirigersi verso l’alto, aprendosi all’intelligenza del cuore.
Per farlo, deve accettare
di portare alla luce ciò che lo muove e il motivo

ALTERAZIONI COMUNI:

ARITMIA/FIBRILLAZIONI

L’aritmia è un’alterazione della frequenza cardiaca
che si manifesta con battiti irregolari.

EXTRASISTOLI

Le extrasistoli sono contrazioni anomale e premature che avvengono tra due pulsazioni del cuore.
Il loro impatto può essere marginale o addirittura ve**re ignorato dal soggetto con un cuore sano,
ma assumere un aspetto di gravità non trascurabile per un cuore fragile.

PALPITAZIONI CARDIACHE

Le palpitazioni cardiache sono battiti la cui intensità
o frequenza vengono percepite in maniera forte e fastidiosa.
La tachicardia è un'accelerazione della frequenza cardiaca che può produrre palpitazioni o extrasistoli,
a seconda della forma (grave o lieve).

Tutte queste manifestazioni dimostrano chiaramente la nostra fatica a gestire gli stati emotivi o,
al contrario, a dar loro la possibilità di esprimersi,
di vivere in noi.
Il cuore funziona, fa circolare la vita, ma non siamo in grado di gestire la frequenza, la forza (palpitazioni, extrasistoli)
o la velocità (tachicardia, aritmia) con cui questa vita circola in noi.

§

Si può *radiografare* la salute energetica del chakra del cuore, attraverso una misurazione radionica personalizzata che ne delinea e definisce, prima di tutto il suo stato ovvero se è attivo, quanto è attivo o se è ancora dormiente e poi la sua velocità di rotazione; la scala di riferimento è: attivo- armonico-in equilibrio, insufficiente-lento, insufficiente-troppo veloce, bloccato.

Namastè

§

🕉 ϕ )ℒ℘( Lasumira Puraluce
Operatore Olistico Certificato in Naturopatia
e Radionica Applicata
Operatore Sanathana Sai Sanjeevini 🕉
https://naturapuraluce.it/

Canale Telegram : t.me/LasumiraPuraluce

29/03/2026

IL CONFLITTO SI DISSOLVE QUANDO … 🙏❤

Qualsiasi conflitto, che sia fisico, psicologico o intellettuale, è uno spreco di energia.
È straordinariamente difficile rendersene conto e liberarsi da ogni conflitto, perché quasi tutti noi siamo stati educati a lottare, a fare sforzi.

Bisogna uscire da questo condizionamento aprendosi ad un nuovo punto di vista .

✏“Il conflitto termina quando ascolti l’altro davanti a te da un punto di non-difensiva, di profonda accettazione e amore, un luogo oltre il ‘io ho ragione e tu hai torto’, un luogo dove tu onori pienamente e permetti la sua presente esperienza della vita, per quanto assurda o non gentile questa possa sembrarti ora.
Il conflitto si dissolve quando ti rendi disponibile ad essere percepito come in errore, anche se sei piuttosto certo di essere nel giusto.
Il conflitto si esaurisce quando smetti di comportarti come se avessi tutte le risposte, quando smetti di fingere di sapere, e cominci ad ascoltare, ascoltare veramente la persona davanti a te, che è segretamente te, ingegnosamente mascherato.
Nulla da difendere, nessun luogo in cui nascondersi.”
- Jeff Foster -

Se stai vivendo un CONFLITTO con qualcuno o con TE STESSO, sei in una fase difficile della tua vita e desideri una CONSULENZA puoi inviare un messaggio per prendere un appuntamento.

👉Anche sessioni on line

❗️❗️ PRIMA SESSIONE DIMOSTRATIVA GRATUITA ❗️❗️

15/03/2026

🔴SIMBOLOGIA PSICOSOMATICA DELLA RITENZIONE IDRICA

Ai giorni d'oggi la ritenzione idrica viene sottovalutata,
viene affrontata solo come problema estetico

Parole chiave ritenzione idrica:

Conflitto
Rinuncia
Trattenimento

Se si parte da queste tre "chiavi"
possiamo aprire la porta verso la strada della liberazione .

Ognuno di noi dovrebbe comprendere le cause
di tutto ciò che ci accade,
problemi che sembrano meno importanti compresi.

Oggi sappiamo che l'aumento ponderale del proprio peso è dovuto alla ritenzione idrica, fenomeno denominato "conflitto del profugo".

Trattenere i liquidi senza disidratarsi,
nel caso un'onda ci avesse spinto in riva di un'isola deserta,
ha reso possibile la nostra sopravvivenza;
ecco perchè, ancora oggi,
reagiamo attivando questo programma biologicamente sensato, quando viviamo situazioni in cui

- ci sentiamo pesci fuor d'acqua
- perdiamo i nostri punti di riferimento
- ci sentiamo catapultati in una situazione diversa,
in un "territorio" che non è il nostro
- quando lottiamo per la sussistenza

Il non aver appigli ci fa sentire soli e abbandonati,
in continua lotta per la nostra esistenza.

L'organo preposto a mantenere inalterato l'equilibrio idrico è riposto nel rene, ( il meridiano del rene a livello sottile corrisponde alle *relazioni*) precisamente nei tubuli collettori,
che nel momento in cui vengono vissute queste emozioni
(in fase attiva), si restringono, con la finalità vitale di trattenere i liquidi, causando così un aumento di peso
(i liquidi si accumulano nelle cellule e in altri tessuti).
in fase attiva di questo programma,
si nota nel sangue un aumento di creatinina e di sostanze azotate, che la Medicina Ufficiale considera una grave malattia, in quanto gli scienziati non considerano la connessione mente-corpo, trascurando che l'evoluzione embriologica di questo tessuto risponde a precise emozioni.

Questo problema sembra prettamente femminile, in realtà non è esclusivo delle donne, ma noi, con la nostra sensibilità, abbiamo più rischi di avere forti emozioni che ci portano a squilibri energetici.

Andremo ad analizzare lo squilibrio principale femminile
che causa questo disturbo così diffuso.

RINUNCIA ALLA FEMMINILITA'

Si rileva una stretta analogia tra la stasi dei liquidi del corpo e una stasi del tipo energetico- esistenziale, nello specifico, l'energia che ristagna nelle aree "cellulitiche" del corpo è di natura erogena.

Il corpo delle donne che hanno subito un trauma amoroso, cerca di proteggersi da un ulteriore dolore, quasi ad attutire il rischio di nuovi colpi e ferite sentimentali.

La svalutazione sul piano estetico porta la persona alla rinuncia a un nuovo coinvolgimento affettivo e sessuale, creando, appunto una "corazza", in altre parole una barriera anestetica e antiestetica contro gli attacchi esterni.

(Si auto-elimina dalla competizione per paura di fallire, non si da chance di essere felice, perchè come donna si auto-svaluta e non crede di essere all'altezza, questo nello stesso tempo la preserva da qualsiasi dolore o gioia e appunto ci si priva sia dell'ipotetico male... ma anche di un ipotetico bene, la donna così vive una falsa serenità basata su una menzogna che si racconta)

Anche se si vive una relazione si è sempre sulla difensiva,
non ci si lascia mai andare e si blocca l'espressività del vero sentimento.

In genere le persone che hanno un vissuto sessuale sofferto e blocchi affettivi sono più inclini a questo problema;
persone che hanno ricevuto un'educazione rigida con un derivato sviluppo incompiuto della femminilità; che hanno una madre egoista e manipolatrice, anaffettiva nei confronti del marito o del partner o con problemi di carattere mentale.

La presa di coscienza all'origine del problema psico-somatico, rimuove la causa del sintomo,

di conseguenza sciogliendo il blocco psicologico,
sul corpo si ripercuote la stessa azione.

Molti studi hanno dimostrato che "trattenere" a livello psicologico viene tradotto a livello fisico tramite il sistema respiratorio e quello cardiocircolatorio.

Trattenere un'emozione, un impulso, la tendenza a fare una certa cosa, si manifestano attraverso cambi di durata e intensità del respiro e della frequenza cardiaca: essi sono a loro volta collegati con uno squilibrio del sistema di drenaggio del corpo.

(La ritenzione è anche sintomo di rabbia repressa, un accumulo di pensieri negativi , una ridotta espressione di sè)

Il secondo filone, connesso al primo, è il sistema endocrinologico e immunitario.

Si è visto che l'ansia e lo stress causano l'aumento di produzione del cortisolo, definito l'ormone dello stress; il cortisolo, oltre ad abbassare le difese immunitarie nell'organismo, aumenta la ritenzione idrica nel corpo.

Inoltre lo stress psicologico e fisico causa infiammazioni ai vasi sanguigni e rallenta la circolazione.

La ritenzione idrica infatti, oltre ad essere vissuta come inestetismo, rimane sul corpo come il sintomo di una vita del tutto insoddisfacente.

🙏

La ritenzione idrica che il corpo avverte ORA
è il risultato di una tossicità energetica del passato.
A CHI mi chiede cosa fare,
ed è l'unico modo necessariamente valido,
SUGGERISCO di cercare di recuperare IN PRIMIS interiormente la situazione di disagio;
ripercorrendola, si aiuterà la sua metabolizzazione e quindi si darà all'energia bloccata la possibilità di essere trasformata e liberata.
Nel post è spiegato bene da cosa nasce a livello psicosomatico, ognuno di noi sarà poi in grado di riconoscere dentro di sè l'origine della dinamica.
A tutto questo, si possono naturalmente affiancare suggerimenti per uno stile di vita che aiuti la ritenzione idrica anche dal punto di vista organico-fisico,
ma se non si va parallelamente alla FONTE del problema, tutti gli aiuti esterni che apporteremo saranno forieri di un miglioramento solo temporaneo e non di una guarigione definitiva.
Il corpo ci comunica sempre un DISAGIO INTERIORE che è ben visibile e registrato sul campo aurico...

SUGGERIMENTI

No all’eccesso di stress
che porterebbe ad un aumento del cortisolo.
Regolare attività fisica (camminate e nuoto, preferibilmente)
Evitare gli indumenti eccessivamente attillati che bloccano la circolazione sanguigna impedendo ai liquidi di drenare.
No al fumo!
Attenzione alle allergie,
perchè durante una reazione allergica
il nostro corpo rilascia le istamine
che favoriscono la ritenzione idrica.
Limitare al minimo l’uso di farmaci:
Alcuni principi attivi in essi contenuti, possono contribuire a provocare ritenzione idrica.
Evitare il più possibile di indossare tacchi alti e scarpe a pianta stretta che favoriscono ristagni venosi nelle gambe.
No all’abitudine di stare seduti a lungo con le gambe incrociate

RIMEDI NATURALI

- Per via orale:

Linfa pura di Betulla per purificare il sistema linfatico ed eliminare l’eccesso di tossine;
Tintura madre di Tarassaco o di Ca****fo per aiutare la depurazione del fegato;
Tintura madre di Mirtillo nero o di Ippocastano per favorire la circolazione venosa e tonificare i vasi sanguigni;
Bere molta acqua per aiutare i reni a scaricare
Agopuntura
attenzione alla dieta, OVVIAMENTE,
che sia povera di sale e ricca di frutta e verdura.

La posologia va adeguata caso per caso.

- Per uso esterno:

creme, gel e oli essenziali abbinati ad un massaggio linfodrenante, a base di:
Caffeina;
Estratti di edera;
Centella asiatica;
Ippocastano;
Oli essenziali di limone e ginepro.

🔴Cellulite e ritenzione idrica NON sono la stessa cosa,
sebbene correlate.
Le specifiche in un prossimo post.



Un' analisi accurata del campo elettromagnetico personale, può diagnosticare in anticipo una potenziale tendenza verso un tipo di quadro sintomatologico e può confermare l'adattabilità del quadro clinico un tipo di diagnosi e cura piuttosto che ad altre.

Le informazioni riportate sono di carattere generale, per entrare nello specifico personale, va visto il quadro energetico complessivo che si evince dall'analisi del campo elettromagnetico.
Informazioni nel dettaglio, sul mio sito e privatamente.

Namastè

🙏

🔴Chiedo gentilmente di NON taggare sotto i post,
e di NON COPIARLI, omettendone parti e/o fonte,
utilizzate la condivisione, per favore, grazie

§

🕉 ϕ )ℒ℘( Lasumira Puraluce
Operatore Olistico Certificato in Naturopatia
e Radionica Applicata
Operatore Sanathana Sai Sanjeevini 🕉
https://naturapuraluce.it/
Canale Telegram : t.me/LasumiraPuraluce

Indirizzo

Via Sirolo, 8, Pesaro P. I 02480260419
Pesaro
61122

Telefono

+393388214682

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Riflessologia Plantare/Massaggi Federica Facondini-Pesaro pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Riflessologia Plantare/Massaggi Federica Facondini-Pesaro:

Condividi