15/11/2025
𝐌𝐚𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐯𝐢𝐜𝐚𝐥𝐢: 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐛𝐚𝐭𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚
In questi giorni, il Dott. Saverio Colonna, Ortopedico, Osteopata e Direttore della Scuola di Osteopatia OSCE di Bologna, ha condiviso una riflessione necessaria, 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐨 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞: quando si parla di manipolazioni cervicali servono competenza, proporzione e responsabilità.
Non allarmismo. Non semplificazioni. Non narrazioni emotive.
Il servizio de Le Iene del 5 novembre 2025 ha riacceso un tema che ciclicamente ritorna, citando il “caso Vianello” come simbolo di rischio. Un episodio drammatico, che merita rispetto umano e riflessione professionale, ma non può diventare la statistica di un’intera disciplina.
Come ricorda il Dott. Colonna, le evidenze scientifiche raccontano una realtà diversa: le revisioni più recenti (Brown & Lehman 2025; Pankrath 2024; Leung 2025) confermano che gli eventi avversi gravi legati alla manipolazione cervicale sono rarissimi, e spesso associati a condizioni già in atto, non provocate dall’atto manuale.
Anche la letteratura giuridica è chiara: il rischio è classificato come improbabile ma teoricamente possibile. Significa che va comunicato con trasparenza, senza amplificarlo né negarlo.
Il punto chiave è uno:
👉 la sicurezza dipende dalla formazione dell’operatore, dalla corretta selezione del paziente e dalla tecnica utilizzata, non dalla professione di appartenenza.
È lo stesso principio che vale per qualsiasi atto sanitario: un farmaco antinfiammatorio può dare effetti collaterali, un antibiotico può generare reazioni avverse, una procedura diagnostica o chirurgica ha sempre un margine di rischio.
Non per questo ne viene messa in dubbio la validità: si valuta il rapporto rischio/beneficio, si affida la cura a professionisti competenti e si informa correttamente il paziente.
L’osteopatia non fa eccezione.
La manipolazione cervicale è solo una delle tecniche manuali disponibili per affrontare disfunzioni muscoloscheletriche; l’orientamento attuale della clinica moderna privilegia approcci funzionali, graduali e personalizzati, lasciando l’HVLA come opzione tra molte, non come automatismo.
I grandi studi epidemiologici (Cassidy 2008; Whedon 2015) confermano che non c’è alcun aumento significativo del rischio di stroke nei pazienti trattati con manipolazioni rispetto a chi si rivolge al medico per un dolore cervicale legato a condizioni vascolari già in corso.
𝐋𝐚 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐋𝐚 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐋𝐚 𝐝𝐞𝐨𝐧𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀.
Il “caso Vianello” non va dimenticato: va compreso nel suo contesto.
È un evento rarissimo, non il paradigma di una disciplina.
Rendere il dibattito maturo, fondato su evidenze e non su impressioni, è l’unico modo per tutelare i pazienti e rispettare il lavoro delle professioni sanitarie che ogni giorno operano con le mani, con la testa e con serietà.
𝐸 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑒 𝑎𝑙 𝑑𝑜𝑡𝑡. 𝑆𝑎𝑣𝑒𝑟𝑖𝑜 𝐶𝑜𝑙𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑟𝑖𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑟𝑛𝑖𝑐𝑒 𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎, 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑔𝑜𝑟𝑒, 𝑒𝑞𝑢𝑖𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖𝑜 𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀.