Laura Miranda Psicologa Psicoterapeuta

Laura Miranda Psicologa Psicoterapeuta Psicologa a Pescara - Montesilvano - Roma

17/11/2023
02/10/2023

Nel racconto dello spot la bambina rivela di amare profondamente i propri genitori nonostante la separazione. Per questa ragione non sceglie un frutto della discordia (una mela) ma un frutto simbolo, come ritiene, per esempio, la mitologia cinese, di immortalità (la pesca). Dunque un frutto che rappresenta un legame che non si interrompe, che non finisce, che si mantiene nel tempo. Non è forse questo un modo con il quale i bambini fantasmizzano il legame affettivo coi loro genitori? Un legame che non può essere spezzato, un riferimento solido, una “base sicura”, come direbbe Bowlby. Di fronte a questa macchia di Rorschach personalmente non vedo alcuna celebrazione della famiglia tradizionale anti-divorzista. Vedo piuttosto lo sguardo di una bambina che vuole assicurarsi che tra i suoi genitori sussista ancora un legame e vedo due genitori in grado di sopportare il lutto del loro fallimento di coppia senza coinvolgere come un ostaggio la propria figlia. [...] È lo sforzo che ogni genitore separato sa di dover provare a compiere: differenziare la sua posizione soggettiva e il suo diritto alla libertà, dalla responsabilità illimitata che comporta l’essere padre o madre di un figlio. Non è quello che il gesto di questa bambina traduce nel carattere "magico" del suo dono? Preservare un legame tra i genitori anche nella distanza?

https://www.massimorecalcati.it/images/Esselunga_lo_spot_della_discordia_-_LR_-_29_Settembre_2023.pdf

Al link l'articolo di Massimo Recalcati "Esselunga, lo spot della discordia e come ci guardano i figli" su La Repubblica di oggi.

Buona lettura!
SC

21/11/2020

La recentissima legge sul revenge p**n (2019) è una delle cose migliori fatte per la tutela delle donne. Con gli episodi che succedono di continuo, e soprattutto il sostegno dato da un pubblico di spettatori giudicanti, è evidente il persistere di una mentalità chiusa e maschilista. Dove non arriva l'intelligenza servono regole severe.

21/11/2020

Questa è Marina Abramovic, in una delle sue opere è rimasta immobile per 6 ore e ha chiarito che non si sarebbe mossa a prescindere da ciò che le sarebbe stato fatto. Su un tavolo ha messo 72 oggetti, alcuni erano di piacere, altri di distruzione, fiori, piume, profumi, un coltello, un'arma da fuoco carica. Ha invitato le persone a usare gli oggetti che volevano nel modo che preferivano.
Abramovic disse: "Inizialmente erano pacifici e timidi, ma rapidamente si è iniziata un'escalation di violenza. Quello che ho imparato è che se lasci la decisione al pubblico, possono ucciderti. Mi sono sentita davvero violentata, mi hanno tagliato i vestiti, mi hanno piantato spine di rosa nello stomaco, uno mi ha messo la pi***la alla testa, un altro l'ha portata via. Hanno creato un'atmosfera di aggressività. Dopo 6 ore mi sono alzata e ho iniziato a camminare tra il pubblico. La gente se ne andava, non riuscivano a guardarmi in faccia. Scappavano al confronto".

Questa opera rivela qualcosa di terribile dell'umanità, simile a quello che già dimostrò l'esperimento di obbedienza all'autorità di Stanley Milgram. Dimostrano quanto velocemente una persona possa farti del male in circostanze favorevoli.

Dimostra quanto sia facile disumanizzare una persona che non combatte, che non si difende.

Dimostra che se viene fornito lo scenario adatto, la maggior parte delle persone, apparentemente normali, non avrà coscienza della crudeltà perpetrata dagli altri, che a loro volta sembrano normali.

21/11/2020

C’era una volta un tale che non sapendo ben che fare decise di vendere un articolo molto particolare: non vendeva scarpe, scatole o scartoffie, non si occupava di biciclette o di motorette, non vendeva macchine case e non procurava affitti, lui per mestiere vendeva diritti. Aveva una bottega di quelle un po’ antiche, misteriose dove c’erano scaffali e scaffali pieni di cose: c’erano diritti a forma di chiave, a forma di ombrello; c’erano diritti per tutto, per questo e per quello.
Una signora volle comprare per il suo nipotino il diritto a restare per sempre bambino; un mese fa un tizio ha voluto comprare il diritto a tenersi un vizio: non voleva smettere di fumare e così ora non solo non ha rimediato, si è addirittura autorizzato. La coppia di giovani sposi ha acquistato il diritto a essere sempre felici, mia nonna il diritto a invecchiare da sola e il signore del quarto piano ha comprato il diritto ad amare un amore lontano. La signora che abita in città ha comprato il diritto a indossare vestiti color lillà, mentre suo marito ha preso per sé il diritto a dire di no solo col dito. Mio cugino è andato in bottega e ha acquistato il diritto a dire ogni tanto: chissenefrega. Mia mamma è passata in negozio a curiosare e ha chiesto lì per lì il diritto di stirare solo il giovedì. Il mio amico Giuseppone ha acquistato senza affanni il diritto di giocare ancora a pallone, anche se ha 50 anni. La mia amica Roberta si è fatta un regalo piuttosto azzardato: ha ordinato il diritto a cambiare ogni mese fidanzato. E ancora: qualcuno ha trovato il diritto a mangiare ogni giorno il gelato, qualcun altro di più esperto ha cercato per sé il diritto di dire: non se sono poi così certo. Due fratelli, un martedì, hanno comprato in coppia il diritto di dire no e di dire sì. Un tale della Val di Susa ha pescato il diritto a chiedere scusa, una bella ragazza che veniva dal mare ha comprato il diritto di dire: non mi toccare. E’ passata persino Cappuccetto Rosso, ha chiesto il diritto di attraversare ancora il bosco. Il principe azzurro è venuto di corsa, ha comprato il diritto a essere marrone e lo ha messo nella borsa. Il re del Madasgcar ha comprato il diritto di sbagliar, la regina di Inghilterra ha preso un dirittino a forma di pochette: è il diritto di andare alla toilette. E ci sono diritti speciali per tutti, il diritto a essere belli e il diritto a essere brutti.
E il venditore cosa fa? Sceglie una cosa che fa al caso di quel diritto, poi prende un foglio di pergamena e compila una specie di editto:

“Dal giorno tal tale
il signor tal dei tali
è autorizzato a …”

Ecco fatto, oplà. Consegna permessi, vieta divieti e così tutte le persone escono dalla bottega con in tasca una bella autorizzazione. I prezzi sono convenienti, i clienti si portano a casa tre diritti speciali al costo, che so, di un paio di stivali? Meno. Di un paio di occhiali.? Meno ancora. Di un paio di carnevali? Di un paio di ali? Diciamo così, la spesa del cliente fa sempre rima con: niente. Anzi no: il nuovo diritto non deve calpestare il diritto altrui, se no poi son tempi bui.
L’altro giorno sono passato e ahimè ho trovato chiuso; sono rimasto un po’ deluso. Volevo comprare solo per me il diritto di scrivere di chissache. La bottega è serrata, la serranda è abbassata. Sarà andato in vacanza? A fare una passeggiata? Un giretto al mare, al lago, ad Alberobello. Si sarà comprato un castello? Ma poi ho guardato bene e ho visto che c’era un cartello: chiuso definitivamente. E sotto c’era un’altra frase: ricordiamo a ogni cliente che il diritto a vivere come si vuole non costa niente. E che ogni altro diritto fondamentale, come il diritto di respirare, di vivere, di giocare, di essere diverso, di esprimersi, di parlare, di avere una casa e qualcuno da amare. Ecco, quelli sono diritti naturali come avere un nome, avere una mano. Sono diritti di ogni essere umano. Non si devono pagare, sono gratuiti come il cielo e il mare. E per questo non c’è bisogno di una bottega, di un negozio, di un venditore, per quello basta sentire che qui, qui, qui, sta battendo un cuore. E dunque, coraggio, dice ancora il cartello: il tuo venditore di diritti speciali sei tu, questo è il bello. Apri la voce, pronuncia l’editto: da oggi hai diritto ad avere diritto! E tu? Conta fino a tre: che diritto desideri tutto per te?

(Luca Chieregato - “Il venditore di diritti“)

* scritta per il trentesimo anniversario della Convenzione Internazionale ONU per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza.

Immagine di Elliott Erwitt

14/08/2020

🛑 Lo sparire senza dire nulla “perché tanto il bambino è impegnato” o “ma se no poi piange” o “è troppo piccolo per capire” è assolutamente deleterio! ⠀

In questo caso i bambini sperimentano davvero l’abbandono e la confusione del girarsi e non trovare più l’adulto di riferimento, senza che nessuno gli abbia spiegato cosa sta succedendo!⠀
Modalità di questo tipo incrinano la fiducia del bambino nei confronti degli adulti e minano la sua sicurezza nell’esplorare e nell’allontanarsi anche fisicamente dalla figura di riferimento.⠀

⚠️ Al contrario la certezza e la fiducia che il bambino ha nel girarsi e trovare il genitore che lo aspetta e supporta (sia verbalmente sia fisicamente), gli consentono di esplorare il mondo utilizzando l’adulto come “base sicura” a cui appoggiarsi nei momenti di frustrazione o difficoltà.⠀

Se il bambino è abituato che l’adulto preannuncia l’allontanamento, dopo un po’ interiorizzerà che quando l’adulto non dice nulla, lui non si deve preoccupare perché non c’è il rischio che l’adulto se ne vada mentre lui non guarda.⠀


Questa accortezza non significa che il bambino non sarà triste, non esprimerà frustrazione o non si metterà a piangere. ⠀
Semplicemente lo aiuta a capire il funzionamento di questo processo (magari nuovo) su cui sente di non avere alcun controllo.

18/04/2020

"Chi lavora con i bambini sa benissimo che i piccoli percepiscono i problemi del collettivo molto prima che il collettivo se ne renda conto. Mi trovo da sempre a fare delle considerazioni perché me le portano i bambini, e dopo un po' mi capita di sentire che socialmente ci si occupa di quel problema. I bambini stanno sempre un passo avanti, perché percepiscono gli elementi di fondo".

L'intervento di Magda Di Renzo, psicoanalista e responsabile del servizio Terapie dell'IdO.
Leggi di più su 👉https://bit.ly/sogni_bambini

Indirizzo

Pescara
65124

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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