14/12/2025
🚨 Attenzione al digiuno intermittente 🚨
🍽 Nella disperata ricerca di soluzioni contro l’obesità, un problema che riguarda oltre un miliardo di persone nel mondo (una su otto), ha trovato posto un’idea apparentemente semplice ed economica: il digiuno. Amato e celebrato da tanti personaggi famosi, si può declinare in varie modalità, ma la più nota è quella intermittente («16:8»), in cui l’assunzione di cibo è limitata a 8 ore al giorno, per esempio dalle 8 alle 16, mentre nelle restanti 16 ore non si tocca cibo, saltando quindi la cena o, in alternativa, la prima colazione. Proprio questa formula è stata oggetto di uno studio presentato durante un meeting dell’American Heart Association, che si è tenuto dal 18 al 21 marzo a Chicago.
📚 La conclusione del lavoro è sorprendente: chi mangia nell’arco di 8 ore e digiuna per 16 ha un rischio di morte per eventi cardiovascolari molto più elevato rispetto a chi si nutre per 12-16 ore al giorno. Un risultato distante anni luce dalle teorie che associano le varie forme di digiuno alla longevità e al benessere. «C’è l’idea che si debba cambiare il nostro modo di alimentarci, concentrando l’assunzione di cibo in otto ore per poi assumere soltanto acqua o poco altro per le restanti 16 (commenta Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e ordinario per chiara fama di Nefrologia all’Università degli Studi di Milano). Sappiamo che, oltre a far dimagrire, il digiuno intermittente migliora la sensibilità all’insulina e il metabolismo, riduce l’infiammazione, abbassa il colesterolo e la pressione del sangue in chi ce l’ha alta. Questi però sono gli effetti a breve termine: possono durare qualche mese, forse un anno. E poi?».
Fonte articolo: Corriere della Salute