24/12/2025
Separarsi fa male perché ci costringe a guardare il vuoto lasciato da ciò che credevamo casa. Lasciare andare non è un gesto elegante né immediato: è un tremito del cuore, un passo incerto fatto mentre una parte di noi vorrebbe restare indietro. È accettare che l’amore, a volte, non finisce perché manca, ma perché non può più restare nella stessa forma.
C’è un dolore silenzioso nel separarsi: quello di dover sciogliere le mani quando l’anima vorrebbe stringere ancora. Eppure, proprio lì, nasce l’insegnamento più profondo. Lasciare andare significa scegliere di non tradire se stessi pur continuando ad amare. Significa riconoscere che trattenere può diventare una ferita, mentre il distacco, per quanto crudele, può essere una cura lenta.
Quando lasciamo andare, non perdiamo tutto: perdiamo l’illusione che qualcosa potesse salvarci per sempre. Ma guadagniamo verità. Ogni addio scava dentro di noi uno spazio nuovo, che all’inizio brucia, ma poi respira. In quello spazio impariamo a stare soli senza sentirci abbandonati, a sentire nostalgia senza annullarci, a ricordare senza implorare.
Separarsi è un atto d’amore verso la propria fragilità. È dire: “Mi fa male, ma mi rispetto”. E nel tempo, quando il dolore si posa, resta una gratitudine sottile: per ciò che è stato, per ciò che ci ha cambiati, e per il coraggio di aver lasciato andare anche con il cuore in lacrime.