Linda Iannetti- Psicologa Mindful

Linda Iannetti- Psicologa Mindful Benvenuti! La missione di questa pagina è promuovere il benessere e la felicità, attraverso pratic

C’è una bambina dentro di te che ha imparato a non chiedere. Non perché non ne avesse bisogno, ma perché ha capito prest...
01/04/2026

C’è una bambina dentro di te che ha imparato a non chiedere. Non perché non ne avesse bisogno, ma perché ha capito presto che i suoi bisogni erano troppo, che occupavano spazio, che rischiavano di diventare un problema.

Ha imparato ad ascoltare gli altri, a capire i grandi, a farsi piccola al momento giusto. Ha imparato a non disturbare e a tenersi tutto dentro, anche quando dentro c’era troppo.

E oggi ti ritrovi a reggere tutto. A non fermarti mai davvero. A continuare anche quando sei stanca, anche quando avresti bisogno di qualcuno che si accorga di te.

Ti viene difficile chiedere aiuto. A volte esplodi e subito dopo ti senti in colpa, anche quando provi a prenderti un momento per respirare.

E allora ti chiedi cosa c’è che non va.

La verità è che non sei sopraffatta perché sei debole. Sei sopraffatta perché stai portando un peso che non è solo tuo. È qualcosa di antico, che si è imparato molto presto e che è rimasto nel corpo, nella voce, nelle reazioni che non riesci a spiegare.

La maternità non ti ha rotta. Ha solo portato in superficie quello che aspettava di essere visto da tanto tempo.

E forse oggi puoi iniziare a fare qualcosa di diverso. Non diventare perfetta, non riuscire sempre, ma smettere piano piano di doverti meritare la cura.

Perché la cura non si guadagna. Si riceve.

Se questo ti ha toccata, salva il post.
E se ti va, scrivi nei commenti una parola che descrive come ti senti adesso. 💛

terapiaemdr

Ci sono frasi che sembrano innocue.Frasi dette con leggerezza, con abitudine, a volte persino con buone intenzioni.Eppur...
31/03/2026

Ci sono frasi che sembrano innocue.
Frasi dette con leggerezza, con abitudine, a volte persino con buone intenzioni.

Eppure… arrivano dritte dove sei più vulnerabile.

Arrivano quando sei stanca, quando sei piena, quando stai già facendo del tuo meglio per tenere insieme tutto.

E invece di sostenerti…
ti fanno dubitare.

Dubitare di come stai facendo la mamma.
Di quello che senti.
Di quello che sarebbe giusto per tuo figlio.

“Devi farcela da sola”
“Io ce l’ho fatta”
“È solo una fase”
“Vedrai che ti mancherà”

Non sono solo parole.

Sono micro-ferite che si accumulano.
E che, piano piano, ti fanno sentire inadeguata proprio mentre stai cercando di esserci davvero.

La verità è che una madre non ha bisogno di essere giudicata.
Non ha bisogno di essere corretta in continuazione.

Ha bisogno di essere vista.
Di essere sostenuta.
Di sentirsi abbastanza, anche nei momenti in cui non lo è perfettamente.

Se ti sei sentita così, non c’è niente di sbagliato in te.

C’è un sistema intorno che spesso non sa reggere la complessità della maternità.

E allora tocca a te fare qualcosa di diverso.
Non perfetto.
Ma più consapevole.

Più gentile.

Anche verso te stessa. 🤍

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Ci sono momenti in cui ti senti esattamente come non avresti mai voluto essere.Ti senti dura. Impaziente. Distante.Magar...
25/03/2026

Ci sono momenti in cui ti senti esattamente come non avresti mai voluto essere.

Ti senti dura. Impaziente. Distante.
Magari alzi la voce. Magari perdi il controllo.
E subito dopo arriva quel pensiero:

“Sto diventando come mia madre.”

E fa male.

Fa male perché avevi promesso a te stessa che sarebbe stato diverso.
Che tuo figlio non avrebbe provato quello che hai provato tu.

E invece succede.

Non perché non sei abbastanza brava.
Non perché non ami tuo figlio.

Succede perché il tuo sistema non inventa da zero.
Riprende ciò che ha imparato quando eri tu la bambina, dai modelli operativi interiorizzati.

Nei momenti di fatica, di stanchezza, di sopraffazione…
non reagisci con la parte più lucida di te.

Reagisci con quella più antica.

Quella che ha imparato a sopravvivere.

E allora puoi ritrovarti a ripetere.
Oppure a fare l’opposto con tutta te stessa.
Oppure a cercare fuori risposte che dentro non senti di avere.

Ma in tutti questi casi c’è una cosa in comune:
non stai scegliendo davvero.

Stai andando in automatico.

E no, non è un fallimento.

È un punto di partenza.

Perché nel momento in cui inizi a vedere questo meccanismo…
puoi finalmente fermarti.

Puoi iniziare a distinguere ciò che è tuo
da ciò che ti è stato trasmesso.

E da lì, piano piano, costruire un modo di essere madre che non sia né copia né reazione.

Ma scelta.

Se ti sei riconosciuta in queste parole, non sei sola.
E soprattutto, non sei bloccata così per sempre.

Questo è esattamente il lavoro che faccio ogni giorno con le mamme che accompagno.

Un lavoro profondo, ma possibile.

Un passo alla volta. 🤍

Non hai bisogno che qualcuno ti spieghi cosa fare.È che sei troppo stanca per riuscire a farlo.E questa cosa non la dice...
24/03/2026

Non hai bisogno che qualcuno ti spieghi cosa fare.
È che sei troppo stanca per riuscire a farlo.

E questa cosa non la dice quasi nessuno.

Ti spiegano come parlare, come regolare, come essere presente.
Ti insegnano le parole giuste, il tono giusto, la risposta giusta.

Ma saltano sempre la parte più importante.

Le condizioni in cui tu dovresti riuscirci.

Perché se non dormi, se sei satura, se sei sola,
se il tuo sistema nervoso è fuori dalla finestra di tolleranza da giorni o settimane…

non è una questione di volontà.

È una questione di risorse.

E quando le risorse finiscono,
non diventi una cattiva madre.

Diventi una madre in disregolazione.

E da lì, è impossibile chiederti di eteroregolare un bambino piccolo che dipende totalmente da te.

I bambini non ascoltano solo quello che dici.
Sentono il tuo stato interno.
Si agganciano al tuo sistema nervoso.

E se tu sei oltre,
anche loro lo sentiranno.

Non per colpa tua.
Ma perché siete in relazione.

Per questo il punto non è diventare una madre migliore.

Il punto è avere abbastanza sostegno
per restare dentro te stessa.

Perché è da lì che nasce la sicurezza.
È da lì che nasce la regolazione.
È da lì che nasce la relazione.

Se ti riconosci in queste parole,
io ti vedo davvero.

E qui non devi farcela da sola.

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A un certo punto, da quando diventi madre, alcune parole smettono di bastare.“Ti voglio bene.” “Ci sono.” “Lo farei per ...
23/03/2026

A un certo punto, da quando diventi madre, alcune parole smettono di bastare.
“Ti voglio bene.”
“Ci sono.”
“Lo farei per lui.”
Non perché siano false. Ma perché l’amore, quello che fa bene davvero a un bambino (e anche a te), non vive nelle dichiarazioni. Vive nella presenza. In uno sguardo che non scivola via. In un corpo che resta. In un gesto che si ripete, anche quando non conviene, anche quando è scomodo.
E allora inizi a vedere con una chiarezza nuova. Non in modo cattivo. In modo… inevitabile. Vedi chi c’è davvero. E vedi anche dove, per anni, ti sei raccontata storie per reggere l’assenza, la distanza, la superficialità. A volte fa male, sì. Perché ti costringe a chiamare le cose con il loro nome. E perché ti accorgi che “intenzione” e “affidabilità” non sono la stessa cosa.
Questa lucidità non è cinismo. Spesso è il sistema nervoso che, dopo una nascita, diventa più sensibile alla verità: ciò che nutre e ciò che pesa. Ciò che ti sostiene e ciò che ti consuma.
Se ti va, dimmelo nei commenti: che cosa hai visto con più chiarezza da quando sei diventata madre?

Il tuo sistema nervoso non è rotto.Quando diventi madre, il tuo corpo si riattiva.Non perché c'è qualcosa che non va in ...
07/02/2026

Il tuo sistema nervoso non è rotto.

Quando diventi madre, il tuo corpo si riattiva.
Non perché c'è qualcosa che non va in te, ma perché il sistema nervoso sta facendo esattamente ciò per cui è progettato: proteggerti.

Pensa a un termostato.
Da una parte c'è ALLARME: ipervigilanza, battito accelerato, pensieri che girano in loop, impossibilità di rilassarti anche quando il bambino dorme.
Dall'altra c'è CALMA: respiro profondo, presenza, capacità di sentire il tuo corpo senza paura.

La maternità sposta continuamente quella levetta.
E se hai una storia di attaccamento difficile, di genitori emotivamente assenti o imprevedibili, quella levetta è stata "tarata" sull'allarme per anni.

Non sei tu che sei sbagliata. 🌱
È il tuo sistema nervoso che ha imparato a stare in allerta per sopravvivere.

La buona notizia?
Possiamo imparare a regolarlo. Con pazienza, con strumenti concreti, con uno spazio sicuro dove finalmente abbassare la guardia.

Se senti che il tuo corpo è sempre in tensione, che non riesci a "spegnere" anche quando vorresti, scrivimi. Lavoriamo insieme per riportare il tuo sistema nervoso in equilibrio.

💬 Ti riconosci in questa descrizione? Raccontamelo nei commenti.

Ci sono bambine che hanno imparato presto a non piangere.A capire prima degli altri.Ad adattarsi.A non occupare troppo s...
06/02/2026

Ci sono bambine che hanno imparato presto a non piangere.

A capire prima degli altri.
Ad adattarsi.
A non occupare troppo spazio.

E poi diventano madri.

E improvvisamente il pianto di un bambino non è solo un suono.
È una porta che si apre dentro.

Una memoria del corpo.
Una sensazione che sale senza chiedere permesso.
Un allarme antico che dice: “Attenta. Non è sicuro sentire.”

E allora arriva il senso di colpa.
La vergogna.
La paura di non essere abbastanza.

Ma forse non c’è nulla di sbagliato in te.

Forse il tuo sistema nervoso sta solo cercando di proteggerti con gli strumenti che ha imparato quando eri piccola.

La maternità non crea le ferite.
Le rende visibili.

E proprio per questo può diventare il luogo della riparazione.

Non devi diventare la madre perfetta.
Non devi controllare ogni emozione.

Puoi iniziare da qualcosa di più semplice (e radicale):

sentire senza giudicarti.

Se ti sei riconosciuta in queste parole, scrivimi nei commenti “MI VEDO”.
Ti leggo 🤍

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Se sei arrabbiata: non sei sbagliata.È quello che ti hanno insegnato a credere.Che una brava madre sorride sempre. Che d...
05/02/2026

Se sei arrabbiata: non sei sbagliata.

È quello che ti hanno insegnato a credere.

Che una brava madre sorride sempre. Che dovrebbe bastare l'amore. Che la rabbia è un difetto, non una risposta intelligente a un carico reale.

Ma il tuo corpo sa la verità.

Sa che sei stanca. Che nessuno ti ha preparata a questo. Che l'ambivalenza non è un tradimento, è onestà.

Quando una madre arriva da me e dice "mi sento in colpa perché sono arrabbiata", la prima cosa che faccio è restituirle dignità: la rabbia non è il problema. Il problema è un sistema che ti ha insegnato a vergognartene.

Non sei tu che sei troppo. È il carico che è insostenibile. E la solitudine che è reale.

Se senti che qualcosa dentro di te sta chiedendo di essere ascoltato, senza giudizio e senza fretta, scrivimi in privato. Lavoro con madri che vogliono smettere di sentirsi sbagliate.

Ci sono fasi della maternità che non sono solo stancanti.Sono emotivamente impegnative.Perché mentre accompagni tuo figl...
27/01/2026

Ci sono fasi della maternità che non sono solo stancanti.
Sono emotivamente impegnative.
Perché mentre accompagni tuo figlio, qualcosa dentro di te si muove, si riattiva, chiede spazio.

La fatica che senti non parla di incapacità.
Parla di sistema nervoso.
Parla di attaccamento.
Parla di una mamma che sta facendo un lavoro enorme, anche quando nessuno lo vede.

Se in questo periodo ti senti spesso sopraffatta, non è un fallimento.
È un carico grande.
E meriti uno spazio dove poterti appoggiare un po’ anche tu.

Qui puoi appoggiarti. 💜

Non sono qui per insegnarti a fare la madre.Sono qui per aiutarti a non dimenticarti di te.Questa sono io.Una mamma, una...
09/07/2025

Non sono qui per insegnarti a fare la madre.

Sono qui per aiutarti a non dimenticarti di te.

Questa sono io.
Una mamma, una terapeuta, una donna che ha attraversato in prima persona la rivoluzione silenziosa del diventare madre.
Con le braccia che accudiscono e la testa piena di domande.
Con un corpo che cambia e un’identità che a volte sembra sparire.

Ho creato Mammacheparto per questo:
💥 per aiutare altre donne a ritrovarsi dentro il caos,
💥 per accompagnarle nel passaggio da figlia a madre
💥 per dare voce a quella parte di noi che urla in silenzio:
“e io? Io dove sono finita?”

Ogni giorno lavoro con mamme che si sentono sbagliate perché non sono felici tutto il tempo.
Mamme stanche, colpevoli, affamate di senso, di tregua, di riconoscimento.
Mamme che hanno paura di ripetere gli errori che hanno subito.
Che vogliono crescere figli liberi, senza perdersi per sempre.

Se sei anche tu in quella terra di mezzo, tra chi eri e chi sei diventata,
sappi che non sei sola.
E non sei rotta.
Sei solo in trasformazione.
E hai diritto a essere accompagnata con rispetto, profondità e verità.

🎯 Qui troverai contenuti su:
– maternità consapevole e psicologia perinatale
– attaccamento, trauma e storia personale
– mindful eating, corpo che cambia e cura emotiva per sentirti serena nel rapporto con il cibo e la nuova versione di te dopo i figli
– allattamento, sonno e gestione reale della quotidianità

È un posto sicuro e senza giudizio pensato per accogliere e fare spazio alle mamme, dove i papà sono i benvenuti. Voglio che mamme e papà stiano bene perché ho a cuore la crescita dei bambini e so quanto sia determinante la salute dei genitori.

📌 La mia missione?
Aiutarti a tornare al centro della tua vita,
perché solo una mamma centrata e connessa con la propria storia può crescere bambini liberi, sereni e radicati.

Non sei tu che devi adattarti a un ideale irrealistico.
È la narrazione della maternità che va riscritta.
Io sono qui per farlo insieme a te.

💬 Scrivimi nei commenti: che mamma vuoi diventare per te stessa?

TI PRENDI CURA DI TUTTI. MA CHI SI PRENDE CURA DI TE? Nessuno ti aveva preparata a questa parte.Quella in cui sei stanca...
30/05/2025

TI PRENDI CURA DI TUTTI. MA CHI SI PRENDE CURA DI TE?

Nessuno ti aveva preparata a questa parte.
Quella in cui sei stanca fino al midollo ma ti senti in dovere di sorridere.
Quella in cui ti svegli ogni due ore e poi ti alzi dicendo:
“Va tutto bene. È normale.”

Ma dentro, qualcosa scricchiola.
Ti prendi cura di tutti, ma chi si prende cura di te?

E intanto, fuori, ovunque, la stessa storia:
maternità = amore, latte, magia.

Ma sai una cosa?
Anche l’amore può sfinire.
E non tutto è magico.
E non è colpa tua.

Come psicologa perinatale , credo che non si dia abbastanza valore alla cura dei genitori e si sottovaluti quanto la massima dimostrazione d’amore rivolta ai bambini sia prendersi cura delle mamme e dei papà , che spesso sono giudicati più che aiutati.

anche tu hai bisogno di contenimento.
Di sguardi che ti vedano.
Di parole che ti scaldino.

Non sei sbagliata se ti senti in bilico.
Non sei ingrata se sogni un po’ di silenzio.
Non sei sola se hai bisogno di tregua.

Salva questo post per i giorni in cui ti sembra tutto troppo .
Condividilo con una mamma che ha bisogno di sentirsi vista e di tornare, a volte, a essere lei oggetto di cura e tenerezza.

Maternità consapevole
Diventare mamma
Neomamma
psicologa perinatale
Consulente del sonno infantile

A volte il desiderio più grande è semplicemente… non essere toccata da nessuno.Non è egoismo.Non è disamore.È il corpo c...
29/05/2025

A volte il desiderio più grande è semplicemente… non essere toccata da nessuno.

Non è egoismo.
Non è disamore.
È il corpo che chiede tregua.
È la mente che cerca spazio.
Per dare presenza piena ai nostri figli.

Se anche tu hai sentito questo bisogno,
sappi che non sei sola.
E non sei sbagliata.

Se vuoi raccontarmi di come ti sei sentita, questo è uno spazio senza giudizio in cui ti ascolto.

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