Studio di Psicoterapia Cognitivo-comportamentale - Dott.ssa Anna Di Felice

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Studio di Psicoterapia Cognitivo-comportamentale - Dott.ssa Anna Di Felice "Ogni giorno,
quello che scegli,
quello che pensi
e quello che fai
è ciò che diventi"

Eraclito

Durante le feste o periodi intensi, la mente accelera: prende decisioni rapide per reggere, evita conflitti, tollera ciò...
05/01/2026

Durante le feste o periodi intensi, la mente accelera: prende decisioni rapide per reggere, evita conflitti, tollera ciò che normalmente sarebbe fastidioso.

Quando la pressione cala, cambiano le risorse cognitive disponibili: iniziamo a rivalutare situazioni e comportamenti.
Quello che prima sopportavamo, ora non è più tollerabile.

In ottica CBT e neuroscienze, questo è naturale: la lucidità è una competenza che emerge quando l'urgenza non guida più le scelte.

Piccolo consiglio:
osserva cosa ti sembra “inaccettabile” ora.
Non è rabbia, è chiarezza

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Non tutte le interazioni hanno lo stesso peso.Rispondere, anche in modo educato, richiede energia mentale: attenzione, a...
02/01/2026

Non tutte le interazioni hanno lo stesso peso.
Rispondere, anche in modo educato, richiede energia mentale: attenzione, autocontrollo, regolazione emotiva.
Quando le risorse sono ridotte, continuare a esporsi non è sempre una scelta funzionale. Le neuroscienze mostrano che, in condizioni di stress, il cervello fatica a gestire nuovi carichi relazionali.
In molti contesti sociali, inoltre, le aspettative di disponibilità non tengono conto del costo reale che comportano. Imparare a ridurre il coinvolgimento non è freddezza, ma una forma di protezione dalle dinamiche ipocrite o dannose.
Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, la competenza non è rispondere sempre, ma scegliere quando il beneficio di una risposta giustifica il suo costo.
Non tutto ciò che è educato è sostenibile.

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Nei giorni prima di Natale non è solo una questione di impegni.È il continuo tenere tutto in testa: persone, tempi, aspe...
21/12/2025

Nei giorni prima di Natale non è solo una questione di impegni.
È il continuo tenere tutto in testa: persone, tempi, aspettative, dettagli.

Quando il carico è mentale, il risposo non basta.

Serve alleggerire ciò che controlliamo.

👉🏻 Se vuoi puoi portare nei commenti anche solo una parola

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A Natale vediamo tavole perfette e sorrisi curati, ma a volte ciò che conta non sono i piatti o le luci: sono le parole ...
06/12/2025

A Natale vediamo tavole perfette e sorrisi curati, ma a volte ciò che conta non sono i piatti o le luci: sono le parole che non abbiamo detto e i legami che abbiamo lasciato sfaldare.

Le neuroscienze dell’attaccamento e del dolore sociale mostrano una cosa semplice e dura: il cervello percepisce l’assenza di connessione come una perdita. Per questo la solitudine sotto le luci sembra più pesante.

Minimizzare — “ma dai, è solo Natale” — non è gentile né utile: è culturale. La pratica terapeutica invece suggerisce altro: riconoscere la ferita, darle un gesto vero (una parola, un limite, una telefonata), e permettersi di attraversare la festa con i propri tempi.

Se il tuo Natale è così, accoglilo come esperienza vera, non come un errore da correggere.

(Se può aiutare: scrivimi qui sotto un gesto piccolo che ti farebbe stare meglio oggi.)

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Il dolore per un animale non è un’esagerazione.È neurobiologia pura.Gli studi sull’attaccamento mostrano che il nostro c...
01/12/2025

Il dolore per un animale non è un’esagerazione.
È neurobiologia pura.

Gli studi sull’attaccamento mostrano che il nostro cervello registra gli animali come figure affettive primarie: attivano gli stessi circuiti che usiamo per le persone che amiamo.

La ricerca neuroscientifica è chiara:
quando li perdi, si attiva la stessa area cerebrale che produce il dolore sociale (corteccia cingolata anteriore dorsale).
Per questo lo senti nel petto.
Per questo non riesci a “farti forza”.

Un animale non è “solo un animale”.
È una fonte di regolazione emotiva, sicurezza, routine, identità.
Una relazione senza ambivalenza.
E quando perdi un legame così puro, il crollo è reale.

Se qualcuno ti dice che stai “esagerando”, non sta parlando di scienza.
Sta parlando di cultura.

La scienza dice un’altra cosa:
il tuo dolore è valido.
Punto.



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25 novembre.Oggi tutti parlano di violenza sulle donne.Io voglio parlare del meccanismo psicologico che la rende possibi...
25/11/2025

25 novembre.
Oggi tutti parlano di violenza sulle donne.

Io voglio parlare del meccanismo psicologico che la rende possibile.

La violenza non inizia con un atto.
Inizia con una percezione: la progressiva riduzione di una donna da soggetto a "funzione".
La ricerca psicologica lo chiama processo di disumanizzazione (Haslam, 2006).
È sottile, graduale, socialmente accettato.
E accade molto prima del primo controllo, del primo insulto, del primo gesto.

La disumanizzazione non è mostruosa.
È quotidiana.
Inizia quando una donna diventa “dovrebbe”, “potresti”, “ma tu sei fatta così”.
Quando non le si chiede come sta, ma cosa può dare.

Gli studi mostrano tre indicatori clinici che anticipano la spirale della violenza:

1. Oggettivazione funzionale
(Kelman, 1973) —
La persona viene vista in base al ruolo: compagna, madre, stabilizzatrice emotiva.
Qual è il problema?
Un ruolo si usa.
Una persona si incontra.

2. Riduzione dell’agency
(Bandura, 1999) —
La sua volontà viene ridimensionata: “sei troppo sensibile”, “non fare problemi”, “stai esagerando”.
Quando perdi voce,
perdi potere.

3. Saturazione emotiva unidirezionale
(Estratégie—Abuso psicologico, Walker, 1979) —
La donna diventa contenitore emotivo dell’altro, senza reciprocità.
Chi non è autorizzata a sentirsi,
smette di esistere.

È qui che nasce la violenza.
Non nel gesto finale,
ma nella lenta sottrazione della soggettività.

Oggi non ti chiedo di condividere un numero o uno slogan.
Ti chiedo qualcosa di più difficile, più vero, più utile:

"In quali relazioni,anche le tue, una donna viene trattata come una funzione?"

Perché la prevenzione non inizia quando una donna denuncia.
Inizia quando la riconosci come persona intera.

Il resto sono post.
Questa è psicologia.

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Ti senti stanco senza motivo? 😓Non sei debole.La scienza spiega perché succede: *Decision Fatigue* , sovraccarico cognit...
22/11/2025

Ti senti stanco senza motivo? 😓
Non sei debole.
La scienza spiega perché succede: *Decision Fatigue* , sovraccarico cognitivo e interruzioni continue riducono le tue risorse mentali.

Questo carosello ti mostra come funziona il tuo cervello e come puoi proteggerlo ogni giorno, con strategie semplici e reali.

⚡ Salvalo per ritornare a queste tecniche
⚡ Condividilo con chi sta vivendo la stessa fatica

La tua mente non ha bisogno di fare di più.
Ha bisogno di meno rumore.

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Ci sono giorni in cui le notizie parlano di pace.Oggi qualcuno dice che forse a Gaza si intravede una possibilità: un pi...
05/10/2025

Ci sono giorni in cui le notizie parlano di pace.
Oggi qualcuno dice che forse a Gaza si intravede una possibilità: un piano, dei negoziatori, un filo di tregua.
Eppure, nei volti di chi ha perso tutto, la pace non è ancora una parola, ma una ferita che cerca forma.

Davanti a tanto dolore, non servono schieramenti, né ideologie.
Non si tratta di destra o sinistra, di chi ha ragione o torto.
Perché quando la vita viene spezzata, la sola parte possibile è quella dell’essere umano.

Abbiamo imparato a dividerci su tutto, perfino sulla sofferenza.
Ma l’essere umano non nasce per scegliere contro chi stare.
Nasce per riconoscersi nell’altro.

La vera rivoluzione, oggi, è non smettere di sentire.
È credere nella pace anche quando il mondo ci insegna la diffidenza.
È tenere accesa la speranza senza lasciarla diventare illusione.
Perché ogni tregua, ogni gesto di umanità, ogni mano tesa — anche solo possibile — è un seme da proteggere.

La pace non è un accordo scritto.
È una scelta interiore, quotidiana, collettiva.
E forse comincia proprio da qui:
dal coraggio di non indurirsi,
di non smettere di credere che l’essere umano può ancora scegliere la vita.

🕊️

Ti sei mai accorto di quante energie perdiamo a GIUSTIFICARCI?A volte non è neanche l’altro a chiedercelo: siamo noi che...
18/09/2025

Ti sei mai accorto di quante energie perdiamo a GIUSTIFICARCI?
A volte non è neanche l’altro a chiedercelo: siamo noi che ci affrettiamo a dare spiegazioni, come se servisse un permesso per vivere come vogliamo.

La verità è semplice: smettere di spiegare tutto non è arroganza.
È un atto di igiene mentale.

👉 E tu? Ti capita più spesso di giustificarti con gli altri… o con te stesso?





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Pescara
65127

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
21:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 00:00

Telefono

+393485552415

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