25/11/2025
SUI BAMBINI DELLA FAMIGLIA NEL BOSCO
La mia competenza è la salute mentale. È ciò che mi riguarda, ciò che conosco, ciò su cui posso dire qualcosa con responsabilità. Ci tengo a precisarlo con chiarezza: non sto qui a commentare la bontà o meno delle decisioni già prese, né voglio alimentare il becero tifo da stadio che si è creato tra fazioni opposte.
Parlo da professionista della salute mentale, con a cuore il benessere psicologico delle persone coinvolte — soprattutto dei minori.
In una situazione come questa, il primo elemento da valutare dovrebbe essere la qualità dell’attaccamento tra i bambini e le loro figure genitoriali. È la bussola fondamentale per comprendere quale intervento può davvero proteggerli e quale, invece, rischia di danneggiarli ulteriormente.
Se l’attaccamento è sicuro, la separazione del nucleo familiare rappresenta un errore grave: interrompere un legame che funziona, che contiene, che dà protezione, significa esporre i bambini a uno shock emotivo e relazionale potenzialmente molto più dannoso delle criticità che si volevano e che si dovevano risolvere.
Se invece l’attaccamento si presenta disorganizzato — caratterizzato da paura, imprevedibilità, incoerenza o comportamenti genitoriali spaventati/spaventanti — allora la questione cambia. In quel caso si può e si deve discutere di interventi protettivi più incisivi, perché il legame stesso può essere fonte di rischio.
Ed è solo dopo aver chiarito questo — solo dopo aver guardato al legame, alla dimensione psicologica, alla sicurezza emotiva dei minori — che ha senso parlare del resto: dei certificati di agibilità, dell’homeschooling, delle questioni mediche, delle situazioni fiscali o amministrative che riguardano i genitori e su cui non mi esprimo, perché non ne ho le competenze.
Il punto centrale però resta questo: non si può decidere sul futuro di un bambino senza considerare il suo mondo interno, il modo in cui vive i suoi genitori, la sicurezza che sente nel rapporto con loro.
È proprio da qui che si distingue un intervento che cura da uno che, anche con le migliori intenzioni, ferisce.