Specializzata in Psicoterapia Analitica Esistenziale, iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo dal 12/02/2000 con il n° 567. La Dott.ssa Lucina Cicioni è una Psicologa e Psicoterapeuta Specializzata in Psicoterapia Analitica Esistenziale iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo dal 12/02/2000 con il n° 567. Si occupa da anni e con successo di problematiche legate a disagi individuali e di coppia, intervenendo principalmente su:
•depressione,
•attacchi di panico,
•fobie,
•dipendenze,
•disturbi psicosomatici,
•difficoltà relazionali,
•disagi di coppia,
•disturbi sessuali,
•disturbi motivazionali,
•disturbi da stress,
•concentrazione e apprendimento,
•difficoltà nei processi creativi,
•problemi dell'età evolutiva ed infantile. Riceve nel suo studio a Pescara in Via Vespucci 71 e presta consulenza online via Skype ad italiani residenti in Italia e all'estero - previo appuntamento al 3286831617.
29/12/2025
Per l'augurio per il 2026 mi ispiro all'argomento dell'ultima seduta che ho effettuato quest'anno.
C'è una fase della vita in cui viviamo il risentimento e l'odio per i genitori che abbiamo avuto (o uno dei due).
C'è un'altra fase in cui viviamo nell'illusione che possa arrivare ciò che non abbiamo avuto. Possono anche essere posizioni che si alternano, non per forza una fase della vita.
Il mio augurio per il futuro prossimo è di continuare a lavorare per essere genitori di noi stessi, essere il padre che avremmo voluto, essere la madre che avremmo voluto, e così sanare le nostre ferite.
Buon 2026 pieno di cuore 💖
29/12/2025
Per l'augurio per il 2026 mi ispiro all'argomento dell'ultima seduta che ho effettuato quest'anno.
C'è una fase della vita in cui viviamo il risentimento e l'odio per i genitori che abbiamo avuto (o uno dei due).
C'è un'altra fase in cui viviamo nell'illusione che possa arrivare ciò che non abbiamo avuto. Possono anche essere posizioni che si alternano, non per forza una fase della vita.
Il mio augurio per il futuro prossimo è di continuare a lavorare per essere genitori di noi stessi, essere il padre che avremmo voluto, essere la madre che avremmo voluto, e così sanare le nostre ferite.
Buon 2026 pieno di cuore 💖
Negli ultimi giorni altre giovani donne sono state uccise barbaramente dai loro compagni.
E ancora una volta sentiamo dire: “Perché non se ne vanno?”
La risposta è dentro il cervello. Non nel cuore.
Quando una donna entra in una relazione tossica, soprattutto con un manipolatore o un soggetto narcisista patologico, il suo sistema nervoso viene progressivamente condizionato.
Il ciclo “idealizzazione – svalutazione – riaggancio” attiva le stesse aree cerebrali coinvolte nella dipendenza da sostanze, in particolare nella dipendenza da eroina o cocaina.
Ecco gli ingredienti della chimica dell’inganno:
Dopamina: ogni messaggio affettuoso, ogni “ti amo” dopo giorni di gelo o umiliazioni, produce una scarica di dopamina. È il premio intermittente che rinforza la ricerca spasmodica di quell’approvazione.
Ossitocina: l’ormone del legame, che normalmente serve a costruire fiducia e intimità, viene “dirottato” e usato dal manipolatore per cementare un attaccamento disfunzionale.
Cortisolo e adrenalina: lo stress cronico tiene il corpo in costante allerta, creando una condizione di iper-vigilanza e sottomissione.
Riduzione funzioni della corteccia prefrontale: con il tempo, la capacità di analisi, di giudizio e di decisione si riduce. La donna non è più libera di scegliere: è prigioniera del proprio sistema neurobiologico, riscritto dal trauma.
Questo si chiama legame traumatico.
E finché continueremo a leggerlo come “debolezza”, “dipendenza affettiva” o “mancanza di autostima”, continueremo a perdere vite.
Perché chi è intrappolata in questa dinamica non può semplicemente “andarsene”, ha bisogno di un intervento mirato, che tenga conto dei processi neurobiologici e psicologici sottesi alla relazione violenta.
Capire questo significa costruire strumenti di prevenzione reali, efficaci, capaci di spezzare la catena della violenza prima che arrivi all’epilogo finale.
Solo così potremo davvero proteggere le donne e impedire che i loro figli imparino — e ripetano — lo stesso copione.
17/10/2025
🔴 Comunicato stampa congiunto sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole
Le Presidenti e i Presidenti degli Ordini degli Psicologi di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia e Veneto prendono una posizione chiara e netta in merito al DDL del 23 maggio 2025 del Ministro Valditara.
🎓 L’educazione sessuo-affettiva è una risorsa, non un rischio. Limitare o escludere la possibilità di promuovere da parte dei professionisti della salute attività educative su questi temi significa privare bambini e adolescenti di strumenti fondamentali per comprendere e gestire i cambiamenti fisici ed emotivi legati alla crescita.
🧠 L’educazione sessuo-affettiva, quando è adeguata all’età e scientificamente fondata, contribuisce a relazioni sane, alla prevenzione di bullismo e violenza di genere, e al benessere psicologico delle giovani generazioni.
👥 Gli Ordini regionali sopra menzionati esprimono profonda preoccupazione per le implicazioni culturali e sociali derivanti dalle limitazioni previste nel DDL “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”.
Chiediamo che la voce degli psicologi e delle psicologhe venga ascoltata nelle sedi parlamentari competenti, per ribadire l’importanza di un’educazione affettiva e sessuale tempestiva, continuativa e basata sulle evidenze scientifiche.
📢 La tutela dei minori passa anche — e soprattutto — attraverso la conoscenza, l’ascolto e la costruzione di contesti educativi sicuri e consapevoli.
19/09/2025
Molti mi chiedono: “Ma chi è la vittima perfetta per un manipolatore affettivo narcisista?”
La risposta non è semplice, perché — e lo dico chiaramente — chiunque può cadere nella trappola del love bombing.
Quella fase iniziale in cui il manipolatore ti inonda di attenzioni, messaggi, promesse grandiose e dichiarazioni d’amore che sembrano uscite da un film.
È un meccanismo tanto seducente quanto subdolo: serve a catturarti, a farti abbassare le difese, a farti credere di aver trovato finalmente “la persona giusta”.
Detto questo, ci sono alcune caratteristiche che i manipolatori cercano con più insistenza nella fase di “selezione” delle potenziali vittime:
• persone che hanno bisogno di sentirsi approvate e che fanno di tutto per compiacere chi hanno accanto;
• chi non tollera la solitudine e si butta a capofitto in legami intensi;
• chi ha ferite di abbandono o traumi non elaborati, e quindi è più sensibile a chi promette cura e protezione;
• chi fatica a mettere confini, a dire “no”, e tende a giustificare anche comportamenti inaccettabili;
• chi attraversa momenti di fragilità (un lutto, una separazione, un cambiamento importante) e quindi è più esposto al “salvatore” che si presenta con soluzioni facili e immediate.
Attenzione però perché questo non significa che le vittime siano “ingenue” o “deboli”.
Anzi, molto spesso si tratta di persone empatiche, brillanti, di grande valore.
Il problema è che il manipolatore sfrutta proprio quei bisogni umani universali — amore, appartenenza, sicurezza — per piegarli a suo favore.
Il ciclo è sempre lo stesso: ti riempie di attenzioni, ti conquista, ti fa dipendere da lui… e poi comincia la svalutazione, i ricatti emotivi, il controllo, il gaslighting. Fino a lasciarti confuso, svuotato, prigioniero.
Ecco perché è fondamentale riconoscere i segnali subito…se qualcuno accelera troppo, se promette il mondo senza basi concrete, se ti fa sentire in colpa quando poni dei limiti… fermati. Subito.
Condividi i tuoi dubbi con persone di fiducia, crea distanza, osserva se le sue azioni corrispondono davvero alle parole.
Ricorda: nessuno è immune. Ma conoscere il meccanismo è il primo passo per neutralizzarlo.
24/08/2025
Questa è una domanda stimolante che ho ricevuto e a cui rispondo qui con grande chiarezza e partendo da un punto fondamentale: non è la biologia a stabilire che le donne siano “più devote” e gli uomini “più autonomi”, ma piuttosto un intreccio di stereotipi di genere, educazione affettiva e modelli culturali che ancora oggi condizionano profondamente i nostri comportamenti.
Fin da piccole, molte bambine crescono immerse in messaggi impliciti e espliciti, estremamente invasivi:
• l’idea che “una donna realizzata” sia tale soprattutto se in coppia,
• che la cura dell’altro sia un dovere naturale,
• che la propria identità passi attraverso la relazione affettiva.
Parallelamente, i maschi vengono più spesso educati a:
• coltivare l’autonomia e il successo personale,
• controllare le emozioni per non apparire “deboli”,
• vivere il legame affettivo senza che questo diventi la misura della propria identità.
Il risultato è che le donne sviluppano un modello relazionale più orientato alla fusione e alla dedizione, mentre gli uomini interiorizzano l’idea che la forza coincida con il distacco emotivo.
Non è un destino biologico, ma il frutto di secoli di cultura patriarcale che continua a trasmettere copioni rigidi ossia che “la donna deve amare a ogni costo”, e che “l’uomo deve controllare, dominare, non dipendere”.
Questi schemi diventano pericolosi quando entrano in gioco soggetti manipolatori e violenti perché la devozione femminile viene sfruttata come strumento di controllo, mentre l’idea maschile di “possesso” trasforma la separazione in una minaccia insopportabile.
La vera sfida, oggi, è decostruire questi stereotipi e insegnare alle donne che la loro identità non dipende dal sacrificio in amore, e agli uomini che la vera forza non è il controllo, ma la capacità di vivere l’intimità senza paura di perdere se stessi.
In sintesi, quindi, non siamo “programmate” in modo diverso, ma veniamo educati e socializzati in ruoli differenti.
Solo cambiando questi copioni potremo davvero ridurre la vulnerabilità delle donne e disinnescare i meccanismi che alimentano la violenza di genere.
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Sono la Dott.ssa Lucina Cicioni, Psicologa e Psicoterapeuta Specializzata in Psicoterapia Analitica Esistenziale iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo dal 12/02/2000 con il n° 567.
Formazione
Ho conseguito la laurea in Psicologia Clinica presso l’Università degli studi di Bolognanel 1997 e, dopo un anno di tirocinio presso il Ser.T. e presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale Civile di Teramo, ho superato l’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione, iscrivendomi all’Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo nel 2000.
Nel 2011 ho conseguito la specializzazione quadriennale in Psicoterapia Analitica Esistenziale.
Esperienza
Dopo 2 anni di lavoro come Responsabile ricerca e selezione del personale, occupandomi anche della formazione del personale in stage, ho lavorato per 5 anni come Esperta di orientamento presso la Provincia di Chieti, alternando a mansioni di Consuenza orientativa e Supporto alla ricerca attiva del lavoro, giornate di Formazione orientativa presso le Scuole Superiori sulle tematiche del mercato del lavoro nonché progetti di inserimento e reinserimento del personale escluso dal processo produttivo, con un particolare focus sulla figura femminile. Non è mancata la mia presenza in numerose fiere nazionali di settore, svoltesi in diverse città dell’intera pen*sola.
Dopo aver maturato una lunga esperienza presso i Centri per l’impiego di Sulmona e Teramo come Orientatrice, sono diventata Tutor DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) per seguire bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento nel raggiungimento del successo formativo.
Grazie ad una lunga carriera nel settore ho deciso di convogliare tutta la mia preparazione ed esperienza nel mio studio a Pescara (PE), sito in via Vespucci 71.