Aiuta Il Tuo Corpo a Guarire Se Stesso

Aiuta Il Tuo Corpo a Guarire Se Stesso Olos in greco significa ’intero’, il tutto.

TRATTAMENTO DEL DOLORE,( Cervicalgie, sciatalgie, mal di testa, depressione, ansia, attacchi di panico ) TRATTAMENTO DELLO STRESS ( Fisiologico, posturale, energetico, psicofisico, post traumatico) Trattamenti olistici anti-age Il corpo dell'essere umano è legato alla mente, ogni organo interagisce con gli altri e la coscienza e lo spirito sono intimamente partecipi della realtà materiale, emozionale e mentale. L'0peratore 0listico quindi prende in considerazione il corpo come un tutt'uno e lo cura con metodi e tecniche naturali che stimolino il corpo a guarire se stesso. Con tecniche olistiche si possono trattare le seguenti patologie:
REUMATOLOGIA
TRATTAMENTO DEL DOLORE
EMICRANIA
CERVICALGIE CERVICOBRACHIALGIE
DORSALGIE
LOMBALGIE
SCIATALGIE
STRAPPI MUSCOLARI
RECUPERO PSICO-FISICO POST-TRAUMATICO DELL'ATTLETA
LESIONI A LEGAMENTI E TENDINI
CONTRAZIONI MIOFASCIALI (da stress e post traumatiche)
TRATTAMENTO DELLE ULCERE DA DIABETE
TRATTAMENTO DELLE ULCERE VENOSE
TRATTAMENTO DELLE FERITE: POST-TRAUMATICHE, POST-OPERATORIE, POST CHIRURGIA ESTETICA
EMATOMI
VERSAMENTI
SINDROME DEL TUNNEL CARPALE, ALLUCE VALGO
TRATTAMENTO DELLO STRESS , DEPRESSIONI
TRAUMI EMOTIVI
RECUPERO PSICOFISICO POST TRAUMATICO DA TRAUMA
TRATTAMENTO DELLE INFIAMMAZIONI:
TENDINITE ,BORSITE ,TENSOSINOVITE,EPICONDILITE,ARTRITE,PERIARTRTRITE
DISTURBI AFFETTIVI STAGIONALI
- SINDROME DA AFFATICAMENTO CRONICO, IPERSONNIA, ESURIMENTO,
- ANSIA ATTACCHI DI PANICO, CALO MOTIVAZIONALE, STATI ASTIENICI
Le tecniche utilizzate sono:
Digitopressione
Massaggio tradizionale thailandese e terapeutico
Thai Yoga
Kinesio Taping Neuromuscolare
Fototerapia policromatica polarizzata
Reconnective healing
Riallineamento vitale della colonna vertebrale
Meditazione informazionale

ANTIOSSIDANTI E PSORIASI QUALI RELAZIONI ?Sai cosa è un antiossidante e come funziona effettivamente?che non conoscevamo...
27/01/2021

ANTIOSSIDANTI E PSORIASI QUALI RELAZIONI ?

Sai cosa è un antiossidante e come funziona effettivamente?
che non conoscevamo solo qualche decennio fa, atti a rinforzare il nostro arsenale anti-invecchiamento.

Negli ultimi anni molti nuovi nutrienti antiossidanti quali: i bioflavonoidi, le catechine e gli ubiquinoni sono stati identificati negli alimenti ed in bevande comuni.
Tra gli antiossidanti vi sono sostanze nutritive tra cui evidenziamo: il beta carotene, le vitamine C e E e il selenio, che possono prevenire danni alle cellule del corpo e/o aiutare a riparare i danni che sono stati fatti.
Sai se gli antiossidanti possono aiutare a rallentare non solo il processo di invecchiamento e magari possono contrastare la psoriasi ?
Uno dei campi più avvincenti della ricerca attuale riguarda gli antiossidanti appunto ed il ruolo importante svolto nella lotta contro gli effetti dei cosiddetti “radicali liberi” che sono tra i principali artefici del nostro invecchiamento cellulare. Non solo la ricerca ha dimostrato che ben note sostanze nutritive come le vitamine A, C, E e B, possono contrastare e rallentare l’invecchiamento.
Grazie ai continui studi vengono costantemente aggiunti tra i composti presenti negli alimenti nuovi elementi considerati utili,
ANTIOSSIDANTI E PSORIASI: EFFETTI BENEFICI

Gli antiossidanti funzionano per rallentare o prevenire notevolmente il processo ossidativo o dannoso causato da sostanze chiamate radicali liberi che possono portare a disfunzioni delle nostre cellule e favorire l’insorgenza di problematiche malattie cardiache e anche il diabete, ma anche possono contrastare pesantemente l’infiammazione che supporta la psoriasi.
Gli antiossidanti possono anche migliorare la funzione immunitaria; sono anche allo studio le loro potenzialità nel ridurre e contrastare il rischio di infezioni e cancro.
Gli antiossidanti sono quindi in grado di contrastare lo stress ossidativo delle nostre cellule.
Per controllare e contrastare lo stress ossidativo il corpo produce una sorta di “scudo difensivo ” di antiossidanti.
Tuttavia la produzione interna di antiossidanti del nostro corpo non è sufficiente a neutralizzare tutti i radicali liberi.
Uno dei compiti primari degli antiossidanti è quindi di neutralizzare o di “liberarci” dai radicali liberi che possono danneggiare le nostre cellule.
Gli antiossidanti sono importanti per quelle persone affette dalla psoriasi perché riducono la capacità del corpo di creare infiammazioni deleterie e dannose.
La capacità del corpo di produrre antiossidanti (il suo processo metabolico) è controllata dal codice genetico del singolo ed è anche influenzata da fattori ambientali come: la dieta, lo stress e vari altri fattori.
I cambiamenti nei nostri stili di vita che includono sempre maggiori gradi di esposizione all’ inquinamento ambientale e una minor qualità nelle nostre diete causano una sempre maggiore esposizione alla formazione di radicali liberi.

ANTIOSSIDANTI E PSORIASI: UN UTILE E POTENTE ALLEATO

Parlare della psoriasi è importante in quanto questa è una malattia infiammatoria cutanea cronica con una eziologia sconosciuta che è stata associata ad un anomalo metabolismo lipidico plasmatico ed allo stress ossidativo.
Facciamo qui riferimento ad uno studio pibblicato sulla “rivista online” NCBI ( National Center for Biotecnology Information) secondo cui :
“La psoriasi è una malattia cutanea cronica, infiammatoria e proliferativa che generalmente presenta cronici danneggiamenti della cute che si manifestano con colorazione rosso scuro, placche scalzette, in particolare sulle prominenze estensorie e sul cuoio capelluto”.
Le cellule della pelle maturano e si versano dopo circa un mese. Tuttavia, nella psoriasi, il normale ciclo di sostituzione delle vecchie cellule cutanee con una nuova diventa sbilanciato.
La pelle è un potenziale bersaglio per lesioni ossidative, in quanto viene continuamente esposta a radiazioni UV e ad altre sollecitazioni ambientali che generano una specie di ossigeno reattivo (ROS)

Il danno ossidativo mediato da ROS coinvolge un vasto numero di molecole biologiche in quanto provoca la perossidazione lipidica, la modifica del DNA e la secrezione di citochine infiammatorie.

ANTIOSSIDANTI E PSORIASI CONCLUSIONI

In conclusione, lo studio citato fornisce una prova di una maggiore produzione di ROS e diminuzione delle difese antiossidanti nella psoriasi, riflesse dall’aumento della perossidazione lipidica e dal diminuito TAS, nonché dalla diminuzione dell’attività SOD e delle attività CAT.
L’ aumento dei prodotti NO (Ossido di Azoto) in questi pazienti può essere il risultato di un meccanismo immunologico e infiammatorio che è importante per l’eziopatogenesi della psoriasi.
Inoltre è stato trovato un peggioramento dello stato di ossidazione e antiossidante secondo la progressione delle lesioni psoriasiche, che possono essere il punto cruciale nella patogenesi della psoriasi e hanno bisogno di ulteriori chiarimenti.
Infine, di notevole interesse è la possibilità di utilizzare queste informazioni per sviluppare nuove strategie per la diagnosi, la prognosi e il trattamento dei pazienti psoriasici.

COSA NON SAPEVAMO:
CHE LE FOGLIE DELL’OLIVO SONO RICCHISSIME DI ANTIOSSIDANTI

Gli antiossidanti sono stati ampiamente studiati per la loro capacità di prevenire o combattere le malattie degenerative, come le malattie cardiovascolari e il cancro, ma anche le condizioni che interessano la pelle, come la psoriasi. Hanno un potente effetto contro lo stress ossidativo per cui è normale associare antiossidanti e psoriasi poiché questa patologia sembra essere strettamente legata allo stress ossidativo.
Le foglie di olivo ed i loro derivati, siano essi infusi o estratti secchi, sono di norma ricchi di sostanze antiossidanti attive e biodisponibili.
E’ per questo motivo che in anni recenti la fama delle foglie di ulivo, già peraltro nota nell’antichità, sta facendosi largo sempre di più.
L’abbondanza di composti antiossidanti naturali presenti nelle foglie di ulivo fa si che vi siano sempre più interesse e studi in corso relativi alle potenzialità salutistiche di questi prodotti naturali.
Oggi ci interessa sottolineare come l’assunzione dell’infuso di foglie di olivo possa dare interessantissimi risultati nel contrasto di un malattia diffusa come la psoriasi.
Sempre maggiori sono le testimonianze dirette di pazienti che hanno tratto giovamenti insperati e notevoli dall’uso costante dell’infuso delle foglie di olivo. Inoltre gli studi scientifici in merito sono in continua evoluzione poiché molto si sa ma molto si deve ancora scoprire circa i positivi effetti degli antiossidanti naturali sulla salute umana.

EFFETTI DELL’OLEUROPEINA

l’oleuropeina (di cui sono ricchissime le foglie di olivo, una delle oltre 260 molecole presenti nell’infuso) aumenta la produzione di ossido di azoto (NO) in macrofagi sfidati con lipopolisaccaride attraverso l’induzione della forma inducibile dell’enzima ossido nitrico dell’enzima, aumentando così l’attività funzionale di queste cellule immunocompetenti.
È noto che oleuropeina induce effetti antinfiammatorie inibendo l’attività di lyssiossigenasi e la produzione di leucotriene .
E’ stato dimostrato che le componenti fenoliche dell’olio d’oliva hanno un’azione antiossidante diretta sulla pelle, in particolare l’oleuropeina, che funge da scavenger di radicali liberi a livello della pelle.
Recentemente, Kimura e Sumiyoshi hanno suggerito che gli effetti preventivi degli estratti di foglie di oliva e oleuropeina sul danno cutaneo cronico causato da UVB e la carcinogenesi e la crescita del tumore possono essere dovuti all’inibizione dell’espressione di VEGF, MMP-2, MMP-9, E MMP-13 attraverso una riduzione dei livelli COX-2.

ANTIOSSIDANTI E PSORIASI LA MIA TESTIMONIANZA
E RIUSULTANZE NEL WEB

Scandagliando il web si possono trovare ad oggi cercando col motore di ricerca di GOOGLE la seguente chiave: ” ANTIOXIDANTS AND PSORIASIS” circa 27.600 pagine di risultati in lingua inglese.
Date tutte le premesse fatte può anche essere interessante veficare come sul web vi siano moltissime testimonianze di persone che grazie all’utilizzo degli infusi a base di foglie di ulivo sono riuscite a debellare varie patologie tra cui la fastidiosa psoriasi.

LA MIA TESTIMONIANZA
Lascio a Voi l’incombenza di andare sul web a cercare e leggere le testimonianze poiché sarebbe lungo ed apparentemente tendenzioso citare qui anche solo alcune di esse.
Di due cose sono relativamente certo :
• Le foglie di ulivo ed i loro infusi hanno una molteplicità di effetti benefici sulla salute umana il cui peso ed importanza sono ancora ben lungi dall’essere completamente conosciuti e sviscerati;
• Della mia esperienza personale:
• Personalmente uso un infuso di figlie di olivo da 6 mesi per trattare la Polimialgia Reumatica di cui sono affetto. Questa malattia è incurabile, la medicina ufficiale non sa nemmeno quale possa essere l’origine, se virale, genetica o altro, fatto sta che se voglio stare in piedi ed usare le articolazioni senza dolore , l’unica possibilità terapeutica e quella di assumere cortisone ogni giorno per sempre. Prospettiva inquietante sotto l’aspetto degli effetti collaterali. Da qui inizia la mia ricerca di una soluzione alternativa attraverso il cambiamento del mio stile di vita. Sono un operatore olistico ed ho quindi iniziato il percorso partendo dalla mente,( pubblicherò degli articoli in merito ) ovvero sia dal mio sistema emotivo. Poi ho iniziato una approfondita ricerca nel mondo della naturopatia, per individuare prodotti naturali che potessero aiutarmi. Cambio alimentazione, seguo una dieta simile a quella chetogenica però con la variante del digiuno intermittente ed assumo ogni mattina a digiuno 70ml di un infuso di foglie di olivo.
• Risultato, sono riuscito a passare da 16mg di Medrol al giorno a 2 mg al giorno in 3 mesi, Dormo 5 ore consecutive al giorno, prima neanche 2, mi sento più energico e riesco a concentrarmi di nuovo a lungo. Simultaneamente però con mia sorpresa è scomparsa anche un inizio di psoriasi che mi si era manifestata nei gomiti, ed erano scomparse le ragadi che avevo ai piedi. Insomma un bel miglioramento nella mia vita. Ecco perché ho voluto darvi la mia testimonianza e tutte queste info sull’efficacia degli antiossidanti ed in modo particolare dell’oleuropeina.
• Se volete ulteriori info. Chiedetemi che creo un altro post.
• La ricerca avrà modo nei prossimi anni di evidenziare ancora di più come la pianta dell’ulivo sia uno dei maggiori doni che l’uomo abbia ricevuto.

( FONTE: by Dr Aldo Mazzini )


BIBLIOGRAFIA : ANTIOSSIDANTI E PSORIASI
• [1]. Wozniak A, Drewa G, Krzyzynka-Malinowska E, Czajkowski R, Protas-Drozd F, Mila-Kierzenkowska C, et al. Equilibrio antiossidante ossidante nei pazienti con psoriasi. Med Sci Monit. 2007; 13 (1): R 30-R 33.
• [2]. Vanizor KB, Orem A, Cimsit G, Yandi YE, Calapoglu M. Valutazione della tendenza aterogena dei lipidi e del contenuto lipoproteico e la loro relazione con l’antiossidante ossidante nei pazienti con psoriasi. Clin Chim Acta. 2003; 328 (1-2): 71-82. Doi: 10.1016 / S0009-8981 (02) 00373-X. [PubMed] [Cross Ref]
• [3]. Luty-Frackiwicz A, Gorka IM, Januszewska L. Influenza del consumo di alcol e fumo sullo stato totale antiossidante nei pazienti con psoriasi. Adv Clin Exp Med. 2006; 15 (3): 463-469.
• [4]. Relans V, Gupta SK, Dayal S, Pandey R, Lal H. I tioli di sangue e i livelli di malondialdehide nella psoriasi. J Dermatol. 2002; 29: 399-403. [PubMed]
• [5]. Briganti S, Picardo M. Attività antiossidante, perossidazione lipidica e malattie della pelle – cosa c’è di nuovo? JEADV. 2003; 17: 663-669. [PubMed]
• [6] Ancora C, Roma C, Vettor M. Valutazione dell’efficacia cosmetica dell’oleouropeina. Simposio sui nuovi fronti della dermocermologia: efficacia, stabilità e sicurezza; Roma, Italia. 4-6 novembre; Del 2004.
• [7] Visioli F, Bellosta S, Galli C. Oleuropeina, i principi amari delle olive, migliora la produzione di ossidi di azoto dai macrofagi del mouse. Life Sci. 1998; 62: 541-546. doi: 10.1016 / S0024-3205 (97) 01.150-8. [PubMed]
• [8] Ancora C, Roma C, Vettor M. Valutazione dell’efficacia cosmetica dell’oleouropeina. Simposio sui nuovi fronti della dermocermologia: efficacia, stabilità e sicurezza; Roma, Italia. 4-6 novembre; Del 2004.
• [9] Kimura Y, estratto di foglie di Sumiyoshi M. Olive e la sua oleuropeina principale componente prevenire danni cutanei e carcinogenesi indotta dalle radiazioni UV ultraviolette nei topi senza peli. J Nutr. 2009; 139: 2079-2086. doi: 10,3945 / jn.109.104992. [PubMed]

ALTRO CHE COVID..PRIMA DI LEGGERE QUESTO POST DEVI SAPERE CHE:8 PERSONE OGNI ORA MUOIONO DI DIABETE1 MILIONE di persone ...
18/12/2020

ALTRO CHE COVID..
PRIMA DI LEGGERE QUESTO POST DEVI SAPERE CHE:
8 PERSONE OGNI ORA MUOIONO DI DIABETE
1 MILIONE di persone in Italia non sa di avere il diabete
74.496 persone muoiono ogni anno a vausa del diabete
3 milioni sono le persone a rischio di sviluppare il diabete
3,3 milioni di persone dichiarano di avere il diabete,

L’OLEUROPEINA NELLA PREVENZIONE E CURA DEL DIABETE TIPO 2
Sempre più studi clinici confermano l’efficacia dell’oleuropeina nella prevenzione e cura del diabete mellito
La diffusione del diabete, soprattutto di tipo 2, nelle popolazioni ad economia avanzata ha ormai raggiunto i livelli tipici delle epidemie; solo in Italia si stimano circa 3,5 milioni di diabetici, e circa 1 milione di soggetti con diabete non ancora diagnosticato. La spesa sociosanitaria relativa si aggira intorno ai 12 miliardi di euro l’anno.
Questo quadro giustifica le numerosissime ricerche in corso per delucidare le cause e la natura della malattia e, non ultimo, per individuare strumenti sempre più efficaci per la sua prevenzione e cura.
Un filone di indagine coltivato da numerosi scienziati a livello internazionale ha focalizzato le ricerche sulle proprietà di alcuni polifenoli naturali, e in particolare sulla oleuropeina. Da qualche tempo i polifenoli naturali hanno attratto crescente interesse per le loro proprietà benefiche nei confronti di numerose malattie, che vanno dal cancro alle patologie cardiovascolari, al diabete, alle malattie neurodegenerative e, più in generale, per la loro capacità di contrastare l’invecchiamento di cellule, tessuti e dell’intero organismo. Tali proprietà vanno ben oltre il noto potere antiossidante di queste sostanze; gli studi più recenti hanno iniziato a dimostrare l’effettiva efficacia clinica sull’uomo della somministrazione di polifenoli e a svelare i meccanismi molecolari e cellulari con cui queste sostanze esplicano i loro effetti benefici che contribuiscono alle virtù nutrizionistiche comunemente associate alla così detta “Dieta Mediterranea”.
L’oleuropeina è il polifenolo più abbondante e più studiato contenuto in Olea europea, il comune olivo di cui, oltre ai frutti, sono particolarmente ricche le foglie, che possono contenerne fino al 10 % in peso..
E’ molto recente (20 luglio 2015) la pubblicazione su Nutrition & diabetes di F. Violi et al. che riporta i risultati di una ricerca condotta su 25 soggetti sani: quando la loro dieta giornaliera era integrata con 10 g di olio extravergine di oliva, i livelli post-prandiali di glucosio nel sangue risultavano significativamente ridotti rispetto al gruppo di controllo. Questo studio conferma i risultati di altri trial clinici e i dati epidemiologici e sperimentali disponibili, che supportano in modo consistente l’effetto di protezione che si associa all’assunzione giornaliera di oleuropeina attraverso l’uso di preparati nutraceutici consistenti in estratti di foglie di olivo arricchiti della sostanza.
Il Prof. Massimo Stefani, coordinatore del gruppo di ricercatori fiorentini chiarisce: “l’azione antidiabetica dell’oleuropeina è confermata da numerose ricerche, sia cliniche che sperimentali. Una di queste, effettuata nel 2013, ha mostrato che la somministrazione giornaliera di circa 50 mg del polifenolo per 12 settimane a un gruppo di soggetti di mezza età a rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2 ha ridotto la glicemia e migliorato sia la secrezione sia la sensibilità all’insulina. Un altro studio condotto nel 2012 su soggetti umani con diabete di tipo 2 cui erano somministrati 500 mg al giorno di oleuropeina per 14 settimane ha mostrato un significativo miglioramento dell’omeostasi del glucosio, con riduzione dell’emoglobina glicosilata e dei livelli di insulina a digiuno, mentre in ratti trattati con oleuropeina è stata notata una riduzione della digestione e dell’assorbimento dell’amido. In precedenza, uno studio del 2010 aveva dimostrato che in vitro l’oleuropeina impedisce l’aggregazione amiloide dell’amilina, un peptide secreto insieme all’insulina dalle cellule beta del pancreas, i cui aggregati sono ritenuti co-responsabili della sofferenza cellulare che si accompagna all’insorgenza del diabete di tipo 2.
L’efficacia dell’oleuropeina nel contrastare sia l’insorgenza del diabete di tipo 2 che alcune delle sue conseguenze può essere inquadrato in un effetto più vasto di protezione nei confronti della sindrome metabolica. Infatti, altri studi effettuati su topi hanno dimostrato che l’oleuropeina attenua la steatosi epatica e riduce l’obesità indotte da una dieta ricca di grassi. L’effetto anti-obesità e di modulazione dell’omeostasi del glucosio era stato precedentemente riportato anche per altri polifenoli vegetali “.
Ancora più recentemente dallo stesso gruppo di ricerca di Firenze è stato chiarito (Oncotarget. 2015, Oct 14) il meccanismo biochimico alla base degli effetti salutari esercitati dalla oleuropeina nei confronti dell’invecchiamento, del diabete, delle neoplasie e della neurodegenerazione.
I dati scientifici disponibili supportano quindi, in modo convincente, l’efficacia dell’assunzione giornaliera di dosi adeguate di oleuropeina ai fini della prevenzione di dismetabolismi quali il diabete di tipo 2 e la sindrome metabolica. Aggiunge Stefani, concludendo: “La costanza dell’assunzione quotidiana, attraverso la supplementazione, con prodotti nutraceutici, di dosi consistenti di oleuropeina non raggiungibili con una normale alimentazione appare utile e raccomandabile al fine di prevenire e curare la sindrome metabolica e il diabete mellito di tipo 2, anche in considerazione dell’assenza di effetti collaterali documentati legati all’assunzione della sostanza”.
L’unico prodotto nutraceutico brevettato presente in commercio è ‘’Olife’’ infuso delle foglie di olivo prodotto in Italia da una azienda tutta italiana che ha supportato le ricerche fatte all’università di Firenze. Questo prodotto si presenta in confezione da litro, dove mediamente ogni litro contiene il seguente dosaggio delle principali molecole presenti nelle foglie d’olivo:

OLEUROPEINA 2.656 mg/litro
IDROSSITIROSOLO 428 mg/litro
ACIDO ELENOLICO 1393 mg/litro
RUTINA 237 mg/litro
TIROSOLO 174 mg/litro
La dose giornaliera di OLIFE (70 ml.) corrisponde ai principi attivi presenti in 2,5 litri di olio extravergine di oliva senza le calorie derivate dai grassi.
Olife è prodotto dalla Evergreen life e lo puoi acquistare qui www.evergreenlife.it/marcovetri
Si consiglia l’uso sotto il controllo del proprio medico curante.

Fonti:
Merola N, Castillo J, Benavente-García O, Ros G, Nieto G. The Effect of Consumption of Citrus Fruit and Olive Leaf Extract on Lipid Metabolism. Nutrients. 2017 Sep 26;9(10). pii: E1062. doi: 10.3390/nu9101062. Abunab H, Dator WL, Hawamdeh S.
Effect of olive leaf extract on glucose levels in diabetes-induced rats: A systematic review and meta-analysis. J Diabetes. 2017 Oct;9(10):947-957. doi: 10.1111/1753-0407.12508. Epub 2016 Dec 26. Alkhatib A, Tsang C, Tuomilehto J.
Olive Oil Nutraceuticals in the Prevention and Management of Diabetes: From Molecules to Lifestyle. Int J Mol Sci. 2018 Jul 12;19(7). pii: E2024. doi: 10.3390/ijms19072024.
Wainstein J, Ganz T, Boaz M, Bar Dayan Y, Dolev E, Kerem Z, Madar Z. Olive leaf extract as a hypoglycemic agent in both human diabetic subjects and in rats. J Med Food. 2012 Jul;15(7):605-10. doi: 10.1089/jmf.2011.0243.
de Bock M, Derraik JG, Brennan CM, Biggs JB, Morgan PE, Hodgkinson SC, Hofman PL, Cutfield WS. Olive (Olea europaea L.) leaf polyphenols improve insulin sensitivity in middle-aged overweight men: a randomized, placebo-controlled, crossover trial. PLoS One. 2013;8(3):e57622. doi: 10.1371/journal.pone.0057622. Eidi A, Eidi M, Darzi R.
Antidiabetic effect of Olea europaea L. in normal and diabetic rats. Phytother Res. 2009 Mar;23(3):347-50. doi: 10.1002/ptr.2629.

https://eumetab.myblog.it/2015/11/07/loleuropeina-nella-prevenzione-cura-del-diabete-mellito/

NB:  🧐DATISTAT 👀: Solo in Italia ci sono **57.000 MORTI ALL'ANNO per malattie legate all’OBESITA'** 😲, che vogliono dire...
17/12/2020

NB: 🧐DATISTAT 👀: Solo in Italia ci sono **57.000 MORTI ALL'ANNO per malattie legate all’OBESITA'** 😲, che vogliono dire più di **1.000 MORTI OGNI SETTIMANA** 🥶 **E UNA PERSONA OGNI 10 MINUTI** Altro che covid..................
Non abbiamo solo il COVID A CUI DOVER PENSARE , ma dobbiamo anche pensare alle conseguenze dell'IMMOBILITA' FISICA obbligatoria, alle cattive abitudini alimentari che stanno aumentando, all' insufficiente integrazione alimentare che oltre alla obesità ha come conseguenza L'INDEBOLIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO, RESPIRATORIO E VASCOLARE e ciò significa diventare più vulnerabili e predisposti ad ammalarci.... E SPESSO, visti i dati, alla morte.
COSA POSSIAMO FARE per mantenere il nostro corpo sano, attivo e reattivo ogni giorno?
DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE CAMBIARE ''ABITUDINI'
Non ci vuole molto bastano piccole cose come:
- mangiare meno e più sano
- eliminare gli zuccheri ed i cibi e le bevande che li contengono
- integra l'alimentazione
- ogni tanto dedicare un giorno al digiuno
- bere mai meno di 1,5/2 litri di acqua al giorno
- fare attività fisica tutti i giorni ( anche solo una bella camminata )
- dormire 7/8 ore al giorno nella posizione corretta
- dedicare almeno 2 ore al giorno alla lettura ( libri )
- non usare il telefono per più di 4 ore al giorno ( compresi i social )
- non usare il telefono ed il pc per un giorno intero alla settimana
- se hai figli gioca con loro almeno un'ora tutti i giorni
- se hai animali portali in giro spesso e non lasciarli soli
- accendere PC e telefono solo dopo un'ora che ci siamo alzati
- pratica discipline anti-stress ( Yoga - meditazione ) tutti i giorni
Chiedi una consulenda ad un biologo nutrizionista di tua fiducia
Aggiorna il tuo medico di famiglia su tutto ciò che fai.
Rivolgiti ad un biologo nutrizionista ed ad un operatore olistico

03/12/2020

Ecco quello che dobbiamo sapere sulla dieta a digiuno intermittente, che sto attuando personalmente per le sue potenzialità disintossicanti, antinfiammatorie ed immunorinforzanti. Grazie al Dr. Massimo Spattini per la sua chiarissima esposizione in merito.

25/11/2020

ATTENZIONE AL CORTISONE......

PERCHE' IL DIGIUNO FA BENE?
20/11/2020

PERCHE' IL DIGIUNO FA BENE?

DIGIUNO LA PIU' POTENTE TECNICA DI GUARIGIONE

La pratica del digiuno era conosciuta sin dai popoli primitivi, che la attuavano sia in senso fisiologico, per guarire dalle malattie, sia in senso religioso, per purificarsi ed entrare in contatto con il divino. Si può ragionevolmente affermare che il corpo umano sia progettato apposta per far fronte a periodi anche notevolmente lunghi di astensione dal cibo: non si potrebbe, infatti, spiegare la sopravvivenza dell’uomo primitivo in un contesto ambientale in cui la disponibilità del cibo era assolutamente casuale e saltuaria.
Il digiuno è una pausa, un riposo, dall’attività nutritiva, ed è forse la più importante tecnica di guarigione che l’essere umano è progettato per usare. I principali effetti del digiuno sono:

- riposo dell’intero tubo digerente
- aumento di almeno il 200% dell’energia del sistema
- immunitario per ripulire il corpo dalle cellule malate, dai virus ed infezioni presenti
- eliminazione dei residui metabolici e tossine accumulate
- purificazione dell’intero essere

Persa nel tempo la valenza fisiologica e spirituale del digiuno, la società contemporanea ha instillato in noi l’idea che digiunare sia qualcosa di terribile, di punitivo, di improponibile e ogni giorno ci bombarda con messaggi che hanno fatto diventare quell’atto semplice e spontaneo della nostra esistenza, l’alimentarsi, un qualcosa di artificioso, complicato e spesso dannoso. Eppure sono numerose le testimonianze di persone che hanno digiunato anche per 40 giorni per guarire da malattie o per motivi spirituali.
L’astinenza dal cibo, anche se terapeutica, è poco popolare nell’era dei consumi e del boom farmaceutico: se oggi digiuni non dai denaro alle industrie alimentari e non li darai domani a quelle del farmaco; volente o nolente queste corporations fatturano più di intere nazioni ed hanno un potere politico incontestabile. E mentre per millenni il cibo ha garantito all’essere umano vita, sviluppo, forza, oggi il nostro modo di alimentarci spesso porta con sé intossicazione e malattia. Obesità, malattie cardiovascolari, diabete, cancro, malattie neurodegenerative: è sotto gli occhi di tutti l’aumento esponenziale di queste e altre infermità nel “mondo evoluto” in cui viviamo. La sovrabbondanza è all’origine dei nostri mali peggiori, quelli che le società ricche definiscono elegantemente “le malattie della civiltà”, siamo arrivati al punto di considerare tali malattie pressoché ‘inevitabili e normali’. Per contrastare tutto questo si pensa, sotto l’ala protettrice delle grandi e potenti case farmaceutiche, che questo o quel medicinale, possano farci ritrovare la salute così compromessa e fragile.
Non si considera attentamente il fatto che, nonostante i progressi della tecnologia, stiamo ancora usando droghe per curare, o meglio lenire, le sofferenze delle persone malate senza risolvere il problema alla radice, ma soltanto cercando di sopprimere i sintomi. Quando usiamo una medicina per ‘bloccare la diarrea’, ad esempio, non pensiamo che essa impedisce anche l’espulsione di materie indesiderate dell’apparato digestivo; allo stesso modo, quando assumiamo un antipiretico, dovremmo ricordare che stiamo interrompendo il processo curativo avviato dalla febbre, che altro non è se non un mezzo di eliminazione naturale per bruciare gli scarti, poiché con il rialzo della temperatura il corpo sconfigge più facilmente i microorganismi. La temperatura infatti sale di un mezzo grado al di sopra del limite di replicazione del virus stesso, bloccandola, e dando tempo così al sistema immunitario di essere pronto ad intervenire efficacemente. E ancora non ci sfiora minimamente il pensiero che ogni semplice scelta che facciamo ogni giorno, quello che mangiamo, come reagiamo allo stress, se fumiamo o meno, quanto esercizio facciamo, in che modo le nostre relazioni sociali ci sostengono, possa fare una grande differenza per la nostra salute e il nostro benessere, persino per la nostra sopravvivenza. Ma spesso le nostre scelte la fanno.
Così anche la pratica del digiuno può rappresentare nell’attuale ‘società del benessere’ una scelta importante per riappropriarci del nostro corpo, per riscoprire quelle potenzialità di autoguarigione che le grandi lobby farmaceutiche hanno fatto in modo di rimuovere dalla nostra memoria antica, per ristabilire ritmi e connessioni con la natura, che lentamente, molto lentamente, stanno tornando a essere sentiti dall’individuo come vitali. La persone che digiuna si cura e allo stesso tempo prende in mano la propria salute, sceglie di non considerare il corpo come una macchina che solo il meccanico può riparare, ma fa affidamento sul potere di autoguarigione di cui l’organismo è dotato.

Cosa accade quando digiuniamo?

Nelle ore successive all’inizio del digiuno si sfruttano le riserve di lipidi contenuti negli adiposità (tessuto grasso) e i carboidrati ricavati dalle riserve di glicogeno conservate nel fegato e nei muscoli. Prima che siano trascorse 24 ore, tuttavia, il glicogeno giunge ad esaurimento. Ciò comporta la necessità di un cambiamento funzionale dal momento che il glucosio è, come abbiamo visto, indispensabile a qualunque modalità di produzione energetica. Per produrre glucosio possono essere usate le molecole di glicerolo contenute nei trigliceridi. Questa possibilità tuttavia non è sufficiente a garantire il regolare svolgimento del ciclo dell’acido citrico e deve, quindi, essere integrata dall’impiego di aminoacidi. L’abbondare di acetil-coenzima A rispetto alla presenza di glucosio porta alla produzione di corpi chetonici, ossia molecole acide che si riversano nel sangue abbassandone il pH e sostituendo gli zuccheri come fonte energetica utilizzata dal sistema nervoso centrale. Tale cambiamento di ‘combustibile’ da parte del cervello, massimo consumatore di glucosio, riduce la necessità di produrre glucosio dagli aminoacidi con l’avanzare dei giorni di digiuno. Lo sviluppo dei corpi chetonici è alla base di ogni guarigione come ho spiegato nell’articolo La dieta chetogenica è l’alimentazione perfetta per trattare ogni tipo di malattia.

Il digiuno è più potente di qualsiasi altra pratica di disintossicazione

Difatti una volta immesse nel sangue, le molecole tossiche tendono a essere inattivate principalmente nel fegato per poi essere espulse dai reni e dall’intestino, in piccola parte dalla pelle e in minima parte dei polmoni (quelle volatili). Normalmente, tuttavia, una percentuale variabile di molecole non può essere metabolizzata e viene immagazzinata dei tessuti connettivi, in particolare nel tessuto adiposo, in attesa di essere elaborata ed espulsa. Inutile dire che la persistenza di tali sostanze nel grasso corporeo comporta un notevole rischio per la salute. Durante il digiuno la mobilizzazione massiccia del grasso di deposito promuove la liberazione in circolo delle tossine. Tale mobilizzazione avviene in una fase in cui il fegato e gli organi emuntori non sono impegnati a detossificare il sangue dalle molecole che costantemente ingeriamo con l’alimentazione ed è quindi possibile smaltire il ‘lavoro arretrato’, vecchio, talune volte, anche di anni.
Una prova tangibile che questo meccanismo avviene realmente e non solo in teoria è rappresentato dall’esperienza raccontata in molte occasioni dagli ex-fumatori in digiunoterapia. Essi raccontano che dopo alcuni giorni dall’inizio del digiuno hanno sperimentato la sensazione di sentire sulla lingua il sapore delle si*****te abbandonate ormai da anni. Simili esperienze hanno riguardato pazienti che erano stati sottoposti a terapie farmacologiche pesanti e che sono tornati a percepire il gusto sgradevole delle medicine assunte anni prima. Ricordiamo, a tal riguardo, la presenza di nausea durante i primi giorni di digiuno; la nausea è data dal fatto che il corpo legge la presenza di tossine come una intossicazione, mentre il significato reale è che la presenza di queste nel sangue precede la loro eliminazione.
Uno studio diretto dal ricercatore americano Jeremy Reiter ha evidenziato ulteriormente come la pratica del digiuno nelle persone affette da diabete è sicura e non è gravata dal rischio di ipoglicemia nel primo giorno di digiuno legata certamente alla sospensione della terapia; tuttavia nei giorni successivi tale condizione si riassorbe completamente e la glicemia si stabilizza su valori normali. Anzi ci sono numerose testimonianze di persone guarite dal diabete con il digiuno.


Il digiuno previene le malattie autoimmuni

Secondo la teoria molecolare proposta dal medico americano Eric Yarnell, alimentarsi durante l’infezione da microrganismi produttori di neuraminidasi, una proteina utilizzata da virus e batteri per infettare le cellule, esporrebbe al rischio di sviluppare una patologia autoimmune. In particolare, il modello proposto da Yarnell prende in considerazione l’insorgenza del diabete melato di tipo 1. Lo stato infettivo induce le cellule del pancreas a esporre sulla loro superficie delle particolari molecole proteiche (lectine), molecole che sono molto simili a proteine assunte con la dieta. Una potenziale risposta immunitaria rivolta contro le molecole simili alle lecite assunte con il cibo può portare alla produzione di auto-anticorpi che distruggeranno le cellule beta del pancreas. Astenersi dal cibo durante stati febbrili di origine infettiva è quindi un fattore di prevenzione importante verso il diabete giovanile e verso tutte quelle condizioni di autoimmunità in cui avvengono fenomeni di mimetismo molecolare simile a quello sopra descritto.
Proprio nelle patologie di natura autoimmunitaria ritroviamo l’ennesima forte indicazione della digiunoterapia: infatti, l’artrite reumatoide risponde benissimo alla deprivazione calorica, tanto che è nostra esperienza la riduzione ai minimi termini della sintomatologia infiammatoria, tale da giustificare la fine del trattamento con cortisonici. Nel campo degli stati infiammatori dolorosi a carico delle articolazioni, il digiuno è in ogni caso di rapida e potente efficacia. Difatti la scomparsa o la forte riduzione di gonfiori e dolori sia di recente che di vecchia insorgenza è uno dei più chiari effetti che otteniamo già dai primi giorni di digiuno. Le spiegazioni di questo fenomeno le individuiamo sia nell’effetto antiossidante sia in quello depurativo; infatti, molti casi di infiammazione cronica articolare sono supportati anche da una forte componente tossica locale di cui, ad esempio, le calcificazioni e le crisi gottose sono le conseguenza estreme.

L’autofagia cellulare: la chiave della salute e della longevità

La scienza ha scoperto, ormai da tempo, un meccanismo biologico fondamentale; l’autofagia cellulare, inducibile attraverso la riduzione delle calorie alimentari ottenuta tramite la pratica costante di un digiuno controllato di breve durata. Tale meccanismo permette infatti, in modo naturale, l’auto riparazione e la rigenerazione delle componenti cellulari danneggiate dall’azione dei radicali liberi (lo stress ossidativo), stress chimico alla base della grande maggioranza delle malattie che ci affliggono e causa precoce di invecchiamento delle cellule e dell’intero organismo.
Che cosa lega la riduzione delle calorie alimentari al mantenimento della salute e alla maggior longevità? E, se esiste, qual’è il meccanismo biologico che è direttamente responsabile della riparazione dei danni alle cellule e che ne ritarda il decadimento, favorendo benessere e longevità all’intero organismo? E’ l’autofagia cellulare il fenomeno alla base delle relazioni precedenti, l’evento fisiologico che collega tra loro gli effetti benefici ed anti-invecchiamento della riduzione delle calorie alimentari, la riparazione dei danni da “stress ossidativo”, il rallentamento del ritmo di divisione delle cellule e quindi la longevità degli organismi stessi, uomo compreso.

Caratteristiche dell’autofagia: riciclo e “ringiovanimento” delle cellule
L’autofagia (dal greco “mangiare se stessi”) o “autolisi”, è un fenomeno a livello cellulare, conosciuto da più di quarant’anni, che gioca un ruolo importante nella fisiologia e nella patologia di tutte le cellule eucariote (cioè quelle dotate di un vero nucleo e di vari organelli), è un fenomeno onnipresente nelle forme viventi superiori (dai lieviti, alle piante e agli animali, compresi i mammiferi). Essa è il principale meccanismo cellulare per la degradazione delle proteine, di parti della membrana cellulare o degli organuli del citoplasma; si attiva in presenza di organuli cellulari danneggiati dallo “stress ossidativo” (come ad esempio i mitocondri o i perossisomi logorati), di “aggregati intracellulari” ingombranti di proteine, e si mette in moto anche nel caso che risultino carenti le indispensabili sostanze energetiche, cioè il carburante cellulare. Essa costituisce quindi un processo essenziale per la sopravvivenza cellulare in periodi di limitata disponibilità di sostanze nutritive, provvedendo in tal caso a procurare le sostanze energetiche necessarie attraverso la degradazione e il riciclo di costituenti cellulari già esistenti.

Il suo scopritore, il premio Nobel belga Christian de Duve, descrive bene questo fenomeno: “Col passare degli anni, le cellule hanno distrutto e ricostituito centinaia, se non migliaia di volte, la maggior parte delle proprie molecole costitutive. Le cellule distruggono e ricostituiscono continuamente i propri componenti, ad una velocità elevatissima.
Assomigliano a quelle case antiche che conservano esattamente lo stesso aspetto di quando furono costruite, ma che, a causa di numerosi restauri non hanno più alcun vetro, tegola, mattone o solaio originale. tuttavia, se per una casa questo processo richiede secoli, per una cellula vivente è solo questione di giorni. Per auto-ripararsi, la cellula smantella e si nutre delle proprie parti danneggiate, digerendole. Dopo aver disfatto le proprie strutture “pericolanti”, essa si ricostruisce con materiali nuovi e sani… grazie al rinnovamento, le cellule sostituiscono continuamente i loro componenti con altri appena sintetizzati, realizzando così qualcosa di molto vicino alla “giovinezza eterna”.” Quindi questo processo di distruzione di strutture usurate, danneggiate o in eccesso, chiamato appunto autofagia, prevede la sostituzione delle parti malate e logore delle cellule da parte di componenti nuove create dall’organismo stesso, in un sorprendente processo (un buon esempio di riciclo ecologico!) durante il quale il corpo “si mangia da solo” per rigenerarsi e ringiovanire.
Il digiuno è molto più di un metodo terapeutico per trattare problemi di salute: è un metodo eccezionale per migliorare l’umore complessivo e per vivere in salute. Il digiuno ha fatto parte integrante della dieta dell’uomo per milioni di anni e quindi il nostro corpo deve interrompere l’assunzione del cibo periodicamente. Spesso arriva a mettere chi lo pratica in grado di riprendere il controllo della propria vita in situazioni di rischio e di imprimerle una nuova direzione.

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