04/03/2026
ACCOGLIENZA.
L’altra sera durante la meditazione abbiamo dato spazio al tema dell’accoglienza.
Una parola molto vaga e allo stesso tempo piacevole da sentire. Gentile.
Richiama all’apertura, alla curiosità di conoscere, al calore umano di sentirsi appunto accolti, ricevuti come ospiti graditi.
Nell’ambiente di pratica a volte si usa in modo invariaro con la parola accettazione, una delle attitudini fondamentali della mindfulness.
Chandra Livia Candiani in un’intervista spiega che non si può accettare veramente, e che ha più senso autentico parlare di accoglienza.
Se qualcosa ferisce, nel corpo o nel cuore, é irrealistico dire che lo possiamo accettare.
A dirla tutta, se qualcosa mi ferisce preferirei non lo facesse, che se andasse. Accettare ha un tono aspro.
L’accoglienza apre ad una prospettiva concreta:
Non posso fare finta che non ci sia, nella forma e nelle percezioni. Eppure posso conoscerla, e per conoscere bisogna aprire la porta all’esperienza che emerge. Accogliere.
“Vieni, entra.”
La poesia di Rumi rende vivida la riflessione che abbiamo fatto insieme lunedì, ci accompagna nel mare gentile di quello che chiamiamo accoglienza e che è una delle parole associate all’esperienza della gentilezza durante la pratica di meditazione.�✨
La Locanda
Questo essere umano è come una locanda.
Ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.
Una gioia, una tristezza, una cattiveria,
qualche fuggevole consapevolezza si presenta
come un visitatore inatteso.
Accoglili e dai il benvenuto a tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che irrompe impetuosa nella tua casa
spazzando via ogni arredo,
onora comunque ogni ospite.
Forse ti sta liberando per preparati ad un piacere nuovo.
Il pensiero cupo, la vergogna, il risentimento.
Apri loro la tua porta ridendo e invitali ad entrare.
Sii grato per chiunque si presenti,
perché è una guida
che ti è stata mandata da lontano.
Jellaludin Rumi
✨