18/03/2026
Per anni ho usato gli apparecchi acustici solo quando era strettamente necessario.
Fuori casa cercavo di non farli notare.
Non era una scelta ragionata.
Era più una sensazione: meno domande, meno spiegazioni, meno sguardi.
Poi, un sabato mattina, li ho lasciati su mentre facevo colazione con mio figlio.
Il caffè nella moka, i piatti sul tavolo, le sue chiacchiere veloci di scuola e di amici.
Non ho dovuto chiedere di ripetere.
Non ho dovuto concentrarmi su ogni parola.
Ero semplicemente dentro la conversazione.
In quel momento ho capito che non c'era nulla da nascondere.
Un apparecchio acustico è uno strumento.
Come gli occhiali.
Non ti rende diverso.
Ti permette di vivere la quotidianità con meno fatica.
Perché la normalità non ha bisogno di spiegazioni.