
25/08/2025
Le persone belle non ci lasciano mai❤️
La signora Giulia, classe 1928, è una donna affettuosa dal sorriso aperto, quello posseduto dalle persone che amano e sono amate.
Infatti è circondata da figli, nipoti e pronipoti che le vogliono molto bene e di cui è orgogliosa.
Nonostante i suoi novant’anni conserva una mente vivace e buona memoria.
Le allena leggendo e scrivendo e vive le sue giornate in piena autonomia.
Suo padre faceva il calzolaio e quando rimase vedovo, lei aveva solo sette anni. I suoi fratelli, otto e tre.
Senza una madre che si occupasse di loro, vissero con la nonna materna che faceva la panettiera e che appena i nipoti ne furono in grado, li mise al tavolo ad impastare il pane, perché, disse, era il solo modo per crescere.
Da quel momento Giulia non ha mai smesso di lavorare.
Prima come panettiera e poi nel negozio del marito Amedeo.
“Sono stata dietro un banco per quasi settant’anni. Quando mio figlio ha venduto la tabaccheria, mi sono sentita molto male”.
Lo dice con un’onda di emozione nella voce.
Come se si fosse chiuso un libro, una porta, una storia importante.
“Abbiamo vissuto una vita semplice di lavoro, famiglia e buon vicinato. Un tempo ci si aiutava e soccorreva a vicenda.
Si era più disponibili, era un mondo più bello”, mi racconta con un filo di nostalgia.
Ho conosciuto i signori Troiano trent’anni fa, quando sono arrivata a Petacciato.
Andavo al negozio a fare spesa e scambiavo qualche battuta col signor Amedeo, sempre cordiale.
Lo ricordo fino all’ultima volta che mi portò i soldi spicci, puntuale, come ogni settimana.
Quando si ammalò gli mandai un biglietto: “Carissimo Signor Amedeo, la sua vacanza si sta protraendo troppo a lungo. Si rimetta presto perché ho bisogno delle monete per il cambio”.
Invece se n’è andato lasciando il suo simpatico ricordo.
La signora Giulia ne porta ancora oggi un lutto stretto.
Però è serena, grata di ciò che ha ricevuto dalla vita e di ciò che ha dato.
“Passati due anni dalla morte di mia madre, mio padre si è risposato e ha avuto altri quattro figli. Questa nuova mamma è stata una fortuna per noi. Ci ha amati come fossimo i suoi e ci ha insegnato a volerci bene come un’autentica madre.
Ci ha cresciuti e curati senza nessuna distinzione. La sua presenza è stata fondamentale per me.”
Gli occhi le brillano.
Capisco chi l’ha educata all’amore.
Maria Antonietta Labrozzi