Psy.letiziasabatino

Psy.letiziasabatino Aiuto le persone a riscoprire le proprie risorse cognitive ed emotive 🧠❤️
Neuropsicologia clinica | Riabilitazione | Benessere mentale

🧠 APPRENDIMENTO E MEMORIA: COME IL CERVELLO CONSERVA E USA LE INFORMAZIONIApprendere significa acquisire conoscenze, abi...
29/04/2026

🧠 APPRENDIMENTO E MEMORIA: COME IL CERVELLO CONSERVA E USA LE INFORMAZIONI
Apprendere significa acquisire conoscenze, abilità o comportamenti, mentre la memoria è la capacità di immagazzinare, consolidare e richiamare queste informazioni quando servono. Sono processi complementari e fondamentali per adattarsi, risolvere problemi e navigare nel mondo. (Baddeley, 2012)
🔹 Tipi di memoria
La memoria non è un singolo contenitore, ma un sistema complesso:
• Memoria sensoriale – trattiene informazioni dai sensi per pochi secondi; permette di notare dettagli sottili nel mondo.
• Memoria a breve termine / di lavoro – mantiene attivamente informazioni per pochi minuti, fondamentale per ragionamento, calcolo e problem-solving.
• Memoria a lungo termine – immagazzina conoscenze, esperienze ed emozioni per giorni, anni o decenni: esplicita (dichiarativa): fatti, eventi, concetti ed implicita (non dichiarativa): abilità motorie, procedure, abitudini.
⚡ Gli studi mostrano che circa il 70‑80% delle informazioni nuove si perde rapidamente se non consolidate, sottolineando l’importanza di ripetizione, significato e contesto emotivo. (Ebbinghaus, 1885)
🔬 Come funziona nel cervello
L’apprendimento e la memoria coinvolgono reti complesse:
• Ippocampo: fondamentale per codificare nuove informazioni e trasferirle a lungo termine.
• Corteccia prefrontale: organizza e integra informazioni, supporta pianificazione e memoria di lavoro.
• Amigdala: amplifica ricordi emotivi, spiegando perché esperienze cariche di emozioni si ricordano meglio.
• Cervelletto e gangli della base: coinvolti nella memoria implicita e nell’apprendimento di abilità. (Squire & Dede, 2015)
💡 Curiosità: studi di neuroimaging mostrano che quando siamo sorpresi, l’ippocampo e i circuiti della dopamina diventano più attivi, aumentando la probabilità di consolidare la nuova informazione nella memoria a lungo termine. (Schultz, 1998)

SCOPERTE E CURIOSITÀ NEL PRIMO COMMENTO

😲 SORPRESA: L’EMOZIONE CHE CI APRE GLI OCCHIHai presente quel brivido improvviso quando qualcosa di inatteso cattura la ...
24/04/2026

😲 SORPRESA: L’EMOZIONE CHE CI APRE GLI OCCHI
Hai presente quel brivido improvviso quando qualcosa di inatteso cattura la tua attenzione? La sorpresa è proprio questo: un’emozione primaria, che interrompe la routine e ci spinge a osservare, capire e reagire. Non è solo “stupore”: è un segnale evolutivo e cognitivo, fondamentale per apprendere, scoprire e adattarsi. (Ekman, 1992)
🔹 Come si manifesta
• Gli occhi si spalancano, le sopracciglia si sollevano, la bocca si apre leggermente.
• Il corpo trattiene il respiro per un attimo, pronto a reagire.
• La mente interrompe schemi automatici e focalizza tutta l’attenzione sul nuovo evento.
• È come se il cervello dicesse: “Attenzione, qualcosa non è come previsto: osserva, impara e adattati!”
🔬 Cosa succede nel cervello
Studi neuroscientifici mostrano che la sorpresa attiva:
• Amigdala – valuta l’importanza emotiva dell’evento.
• Corteccia prefrontale dorsolaterale – aggiorna le aspettative e guida le decisioni.
• Corteccia cingolata anteriore – rileva discrepanze tra ciò che ci aspettavamo e ciò che accade.
• Sistema attentivo reticolare – aumenta vigilanza e focus. (Matsumoto & Ekman, 2004)
In pratica, il cervello diventa una lente iper-attenta, pronta a cogliere dettagli nuovi e informazioni utili.

🤯 Perché la sorpresa è importante
Stimola apprendimento e memoria: eventi inaspettati aumentano attenzione e consolidamento delle informazioni.
Attiva il sistema dopaminergico, collegato a curiosità, motivazione e scoperta. (Schultz, 1998)
Amplifica altre emozioni: la sorpresa può rendere un momento di gioia più intenso, una paura più acuta o una scoperta più eccitante.
Funzione sociale: condividere sorprese rafforza legami, stimola empatia e curiosità reciproca.
✨ Sorpresa e scoperta
La sorpresa è alla base della creatività e dell’innovazione. Ogni volta che qualcosa ci stupisce, il cervello è costretto a riorganizzare le informazioni e a considerare nuove possibilità. È ciò che permette scoperte scientifiche, invenzioni e apprendimento quotidiano: dal vedere un panorama inatteso al capire un concetto nuovo, la sorpresa ci tiene vivi e curiosi.

CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO

🌙 NES – NIGHT EATING SYNDROME: QUANDO LA FAME NON DORMEIl Night Eating Syndrome (NES) è un disturbo del comportamento al...
15/04/2026

🌙 NES – NIGHT EATING SYNDROME: QUANDO LA FAME NON DORME

Il Night Eating Syndrome (NES) è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da alimentazione notturna ricorrente, spesso associata a disturbi del sonno, fame dopo cena e sveglie notturne per mangiare. Non si tratta di semplice “voglia di spuntino”: è un fenomeno clinico reale, riconosciuto dalla psicologia clinica e dalla psichiatria, con impatto su salute fisica, benessere emotivo e qualità del sonno. (Stunkard et al., 1996)
🔹 Come si manifesta
Chi soffre di NES presenta spesso:
• Fame serale o notturna intensa, con abbondante consumo calorico dopo cena.
• Svegli notturni per mangiare, spesso senza reale fame.
• Disturbi del sonno, come difficoltà ad addormentarsi o mantenere il sonno.
• Sensazioni di colpa o disagio per l’alimentazione notturna.
• Spesso ansia, irritabilità o depressione sono presenti in concomitanza.
• Non è raro che i soggetti abbiano giornate normali, ma accumulino la maggior parte delle calorie nelle ore serali e notturne.
🧠 Cosa dice la ricerca
La prevalenza stimata è tra 1,5 e 2,5 % nella popolazione adulta, più comune tra individui con sovrappeso o obesità. (Colles et al., 2007). NES è associata a alterazioni nei ritmi circadiani di fame, sonno e secrezione di ormoni come melatonina e leptina. Gli studi mostrano che chi soffre di NES ha maggiore rischio di depressione, ansia e stress cronico, suggerendo un’interazione tra regolazione emotiva e comportamento alimentare. (Allison et al., 2010)
⚡ Meccanismi neurobiologici
Alcuni dati indicano alterazioni della serotonina, neurotrasmettitore chiave nella regolazione appetito, sonno e umore. Cortisolo e melatonina sembrano avere ritmi alterati nei soggetti con NES, contribuendo alla fame notturna e alla difficoltà a dormire. Lo squilibrio tra segnali di fame e sazietà durante la notte rende difficile interrompere il ciclo alimentare notturno.
🧩 Perché è importante riconoscerla
NES non è solo un disturbo alimentare: impatta su:
• Peso corporeo e metabolismo
• Qualità del sonno
• Salute mentale: ansia, depressione, sensazione di perdita di controllo
• Benessere generale
CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO

🧠 LA CAPACITÀ DI ADATTARE LA MENTELa flessibilità cognitiva è la capacità di modificare rapidamente pensieri, strategie ...
09/04/2026

🧠 LA CAPACITÀ DI ADATTARE LA MENTE
La flessibilità cognitiva è la capacità di modificare rapidamente pensieri, strategie e comportamenti in risposta a situazioni nuove o cambiamenti di contesto. È una delle funzioni esecutive più importanti, essenziale per problem-solving, creatività, apprendimento e resilienza emotiva. (Diamond, 2013)
🔹 Perché è importante
La ricerca mostra che la flessibilità cognitiva:
Migliora risoluzione dei problemi e capacità decisionali.
Facilita la regolazione emotiva, riducendo stress e frustrazione.
Supporta apprendimento e adattamento sociale, aiutando a comprendere nuove prospettive.
È correlata a successo accademico, professionale e benessere psicologico. (Scott, 2015)
Studi evidenziano che chi è più flessibile cognitivamente gestisce meglio ansia, pressione e cambiamenti imprevisti.
🧪 Come si misura la flessibilità cognitiva
Si valuta attraverso strumenti scientifici specifici. Questi test permettono di valutare quanto rapidamente e efficacemente una persona passa da una strategia mentale all’altra e si adatta a nuove regole o contesti, fornendo un indice concreto della flessibilità mentale. (Miyake, 2000)
📈 Curiosità scientifiche
La flessibilità cognitiva può calare temporaneamente sotto stress intenso, perché il cervello favorisce risposte automatiche. Può essere allenata e potenziata tramite attività creative, giochi di strategia, mindfulness e apprendimento continuo. È una delle chiavi della creatività, dell’innovazione e della resilienza nella vita quotidiana.
💡 In parole semplici
La flessibilità cognitiva è come un “GPS mentale”: quando il percorso è bloccato, il cervello cambia strada, aggiorna la mappa e trova soluzioni alternative. È ciò che ci permette di affrontare l’imprevisto, crescere e rispondere in modo adattivo agli stimoli della vita.
📌 Takeaway
Allenare la flessibilità cognitiva significa:
✨ affrontare problemi complessi con creatività;
✨ gestire meglio stress e frustrazione;
✨ adattarsi ai cambiamenti senza restare bloccati;
✨ coltivare curiosità e apprendimento continuo.

😡 La rabbia, in psicologia generale, è considerata una risposta intensa a frustrazioni, ostacoli o ingiustizie. Non è so...
01/04/2026

😡 La rabbia, in psicologia generale, è considerata una risposta intensa a frustrazioni, ostacoli o ingiustizie. Non è solo “cattivo umore”: è un messaggero interno, che ci avvisa quando qualcosa interferisce con i nostri bisogni, valori o confini, e può motivarci all’azione. (Lazarus, 1991)
🔹 Cosa caratterizza la rabbia
• Soggettivamente: tensione interna, irritazione, desiderio di reagire o correggere l’ingiustizia.
• Fisicamente: aumento della frequenza cardiaca, respirazione accelerata, tensione muscolare; il corpo si prepara all’azione.
• Comportamentalmente: può manifestarsi come esplosioni verbali, gesti aggressivi, oppure come repressione dell’impulso.
• Psicologicamente: coinvolge percezione di controllo, aspettative violate e senso di ingiustizia, rendendola un indicatore chiave di ciò che ci sta a cuore. (Spielberger, 1999)
🔬 Funzioni psicologiche della rabbia
Segnale di confine: ci avvisa che qualcosa interferisce con i nostri diritti, valori o obiettivi.
Motivazione all’azione: spinge a difendere se stessi, correggere ingiustizie o risolvere problemi.
Rielaborazione emotiva: permette di esplorare le frustrazioni e comprendere le proprie aspettative.
Regolazione sociale: comunicare rabbia in modo assertivo stabilisce limiti chiari, migliora le relazioni e riduce risentimenti.
🤯 E tu come la vivi?
Rabbia non regolata: può sfociare in aggressività, conflitti interpersonali, stress e ansia.
Rabbia repressa: accumulo di tensione interna, stress cronico, senso di impotenza o risentimento, contribuendo a depressione o malessere psicosomatico.
Rabbia funzionale: se riconosciuta e incanalata, diventa strumento di assertività, resilienza e problem-solving.

CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO...

🫂Quando parliamo di empatia, pensiamo spesso a quella rivolta agli altri. Ma c’è un tipo di empatia fondamentale per il ...
25/03/2026

🫂Quando parliamo di empatia, pensiamo spesso a quella rivolta agli altri. Ma c’è un tipo di empatia fondamentale per il benessere psicologico: la self empathy, ovvero la capacità di riconoscere e accogliere le proprie emozioni senza giudizio, di trattarsi con gentilezza e di capire che sofferenza e imperfezioni fanno parte dell’esperienza umana.
🧠 Perché è così importante?
La ricerca scientifica mostra che una riduzione della self empathy è strettamente collegata all’insorgere e al mantenimento dei disturbi del comportamento alimentare. Quando manca questa capacità di comprensione verso sé stessi, la persona tende a:
• Autocriticarsi severamente, giudicando duramente il proprio corpo, le proprie scelte e persino i propri pensieri;
• Sperimentare vergogna, senso di inadeguatezza e ansia, emozioni centrali nei DCA;
• Utilizzare il cibo come meccanismo di coping, ricorrendo a restrizione, abbuffate o comportamenti compensatori per gestire emozioni difficili.
📊 Cosa dice la scienza
Studi clinici e meta-analisi evidenziano che chi soffre di DCA presenta bassi livelli di self compassion e un’elevata autocritica interna. Questo crea un circolo vizioso: la mancanza di empatia verso sé stessi alimenta vergogna e autocritica, che a loro volta peggiorano i comportamenti alimentari disfunzionali.

CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO...

🧠 Neuroni specchio: il cervello che “rispecchia” gli altriI neuroni specchio sono uno dei concetti più affascinanti dell...
04/03/2026

🧠 Neuroni specchio: il cervello che “rispecchia” gli altri

I neuroni specchio sono uno dei concetti più affascinanti dells neuroscienza moderna. Scoperti negli anni ’90 dal neurofisiologo italiano Giacomo Rizzolatti e dal suo team all’Università di Parma, questi neuroni hanno rivoluzionato il modo in cui comprendiamo apprendimento, empatia e comportamento sociale. (Rizzolatti & Craighero, 2004)
🔹 Come sono stati scoperti?
La scoperta ha un aneddoto ormai leggendario: durante esperimenti sul cervello di scimmie, Rizzolatti e il suo team stavano registrando l’attività neuronale mentre le scimmie afferravano oggetti.
Un giorno, Rizzolatti entrò nello studio con un cono gelato, e i ricercatori notarono qualcosa di sorprendente:
• Alcuni neuroni si attivarono non perché la scimmia stesse muovendo la mano, ma perché stava osservando Rizzolatti mangiare il gelato.
• Era come se il cervello della scimmia stesse imitando internamente l’azione osservata, senza compierla realmente.
• Questo fu il primo indizio dei neuroni specchio, neuroni che “rispecchiano” le azioni altrui.
🔹 Cosa fanno i neuroni specchio?
I neuroni specchio ci permettono di:
1. Apprendere osservando – i bambini imparano gesti e comportamenti guardando gli altri.
2. Comprendere intenzioni ed emozioni – osservare qualcuno che sorride o compie un gesto ci fa percepire indirettamente le sue emozioni.
3. Favorire empatia e interazioni sociali – condividere esperienze emotive e comportamentali è alla base della socialità umana. (Rizzolatti et al., 2001)
CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO...

Empatia: il ponte tra te e gli altriL’empatia non è solo “mettersi nei panni di qualcun altro”. In psicologia clinica è ...
26/02/2026

Empatia: il ponte tra te e gli altri
L’empatia non è solo “mettersi nei panni di qualcun altro”. In psicologia clinica è considerata una competenza fondamentale, che integra comprensione cognitiva, condivisione emotiva e capacità di risposta adeguata. È ciò che ci permette di entrare in contatto con le esperienze altrui senza perdere il nostro equilibrio, e allo stesso tempo di comprendere meglio noi stessi.
🔹 I due volti dell’empatia
1. Empatia cognitiva – la capacità di comprendere ciò che l’altro sta pensando o provando.
• Ci permette di anticipare reazioni, decifrare intenzioni e adattare il nostro comportamento alle circostanze sociali.
• È alla base di una comunicazione efficace e di relazioni sane, perché ci aiuta a comprendere senza giudicare.
2. Empatia emotiva – la capacità di sentire ciò che l’altro prova, condividendo la sua esperienza emotiva.
• Non significa essere travolti dalle emozioni altrui, ma riconoscerle e rispondere in maniera adeguata.
• È essenziale per offrire supporto, conforto e risposte compassionevoli.
🤯 Funzioni psicologiche dell’empatia
• Regolazione emotiva: comprendere e condividere le emozioni degli altri ci aiuta a gestire meglio le nostre.
• Comprensione sociale: permette di leggere segnali, interpretare intenzioni e costruire legami cooperativi.
• Comportamenti prosociali: empatia significa anche trasformare la comprensione in azione concreta, offrendo aiuto, sostegno o protezione quando necessario.
• Riflessione su sé stessi: sviluppare empatia ci aiuta a diventare più consapevoli dei nostri schemi emotivi e dei nostri limiti, migliorando autocompassione e gestione dello stress.

CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO

🥗 ARFID: quando il cibo diventa una sfida (per bambini e non solo)L’ARFID (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder) è ...
18/02/2026

🥗 ARFID: quando il cibo diventa una sfida (per bambini e non solo)
L’ARFID (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder) è un disturbo dell’alimentazione riconosciuto nel DSM-5, caratterizzato da restrizione o evitamento del cibo per motivi diversi dall’immagine corporea o dalla paura di ingrassare. È spesso sottovalutato perché può sembrare “schizzinosità”, ma ha conseguenze fisiche, psicologiche e sociali reali.
🔹 Caratteristiche principali:
• Evitamento o restrizione alimentare: ridotta varietà di cibi, quantità limitate o rifiuto di provare nuovi alimenti.
• Conseguenze fisiche: perdita di peso significativa, deficit nutrizionali, affaticamento o rallentamento della crescita nei bambini.
• Impatto psicologico: ansia, stress o disagio sociale legati ai pasti, evitamento di situazioni in cui si mangia con altri.
• Motivazioni specifiche:
-Paura di soffocamento o vomito.
-Sensibilità estrema a consistenze, colori, odori o sapori.
-Mancanza di interesse per il cibo o l’alimentazione.

⚠️ Attenzione!
ALTA manifestazione nei bambini con:
• Selettività estrema: molti bambini con ARFID mangiano pochi tipi di cibo, spesso con consistenze o colori specifici, rifiutando tutto il resto.
• Ansia e paura: possono temere di soffocare, vomitare o avere reazioni avverse a nuovi alimenti.
• Routine alimentari rigide: pasti ripetitivi e ritualizzati diventano fonti di comfort, mentre i cambiamenti generano forte stress.
• Impatto sociale: i bambini possono evitare cene con amici o scuola, generando isolamento o frustrazione familiare.

CONTINUA NEI COMMENTI...

LEZIONI DI NEUROANATOMIAL'INSULA: Il cuore della nostra percezione internaSe il cervello fosse una città, l’insula sareb...
11/02/2026

LEZIONI DI NEUROANATOMIA
L'INSULA: Il cuore della nostra percezione interna
Se il cervello fosse una città, l’insula sarebbe il suo osservatorio segreto: nascosta tra i lobi frontale, temporale e parietale, questa piccola regione cerebrale svolge ruoli fondamentali nella percezione corporea, nelle emozioni e nelle interazioni sociali.
Non è grande, ma è incredibilmente potente.
🧠 Cosa fa l’insula?
L’insula integra informazioni provenienti da tutto il corpo e dal mondo esterno. Tra le sue funzioni principali troviamo:
1. Percezione interocettiva – ci permette di sentire il battito del cuore, la fame, la sete e altre sensazioni corporee sottili. È la ragione per cui possiamo percepire uno stomaco pieno o la tensione muscolare senza guardare.
2. Emozioni e sentimenti – l’insula contribuisce a esperienze complesse come disgusto, ansia, empatia e amore, collegando segnali corporei a stati emotivi coscienti. (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)
3. Consapevolezza del sé e degli altri – ci aiuta a capire i segnali emotivi degli altri e a regolare le nostre risposte sociali.
4. Processi cognitivi complessi – partecipa a decisioni rischiose, percezione del dolore e regolazione della motivazione.
🔬 Neuroanatomia in pillole
• L’insula si trova profonda nel solco laterale, nascosta tra i lobi frontale e temporale.
• Si divide in insula anteriore e insula posteriore:
o Anteriore → emozioni, percezione interocettiva e integrazione sociale.
o Posteriore → sensazioni corporee, gusto, dolore e percezione viscerale.
• È collegata a corteccia prefrontale, amigdala, corteccia cingolata e talamo, formando reti complesse per integrare corpo, mente e comportamento.
🤯 Perché è importante?
L’insula è coinvolta in numerose condizioni cliniche e comportamentali:
• Disturbi d’ansia e depressione → alterazioni nella percezione delle emozioni e del corpo.
• Disturbi del comportamento alimentare → iperattivazione dell’insula durante la percezione del corpo o del cibo.
• Disturbi ossessivo-compulsivi → maggiore sensibilità a stimoli disgustosi o ansiosi.
• Dolore cronico e dipendenze → modulazione della percezione corporea e della motivazione.
CONTINUA NEI COMMENTI...

🤢 IL DISGUSTO: PIÙ DI UN SEMPLICE “BRIVIDO”Il disgusto non è solo quella sensazione che proviamo di fronte a cibo avaria...
04/02/2026

🤢 IL DISGUSTO: PIÙ DI UN SEMPLICE “BRIVIDO”
Il disgusto non è solo quella sensazione che proviamo di fronte a cibo avariato o a odori sgradevoli. In psicologia e neuroscienze è riconosciuta come una emozione fondamentale. Paul Ekman, celebre psicologo ed esperto di emozioni, ha evidenziato come le espressioni facciali associate al disgusto sono consistenti a livello globale: naso arricciato, labbra strette, sopracciglia abbassate e occhi leggermente socchiusi e che avesse un ruolo protettivo evolutivo: ci aiuta a proteggerci dai pericoli evitando le sostanze nocive come cibo avariato ma va anche oltre al fisico, infatti ci aiuta a regolare il comportamento sociale. Quest’ultimo è il disgusto morale che si attiva di fronte a violazioni etiche o comportamenti sociale riprovevoli come ingiustizia, crudeltà o inganno.
🧠 Cosa succede nel cervello quando proviamo disgusto?
• Il circuito del disgusto coinvolge principalmente insula anteriore e corteccia cingolata anteriore, aree cerebrali che elaborano percezioni corporee e segnali emotivi interni.
• L’insula integra informazioni sul corpo, come gusto, odori e sensazioni viscerali, trasformandole in un’esperienza emotiva cosciente di disgusto.
• La corteccia cingolata anteriore aiuta a valutare il significato emotivo della stimolazione, modulando l’intensità della reazione di disgusto.
In sostanza, il nostro cervello traduce stimoli fisici e sociali in una sensazione interna chiara e potente, che ci avverte di un possibile pericolo o comportamento da evitare.
🔹 Il ruolo evolutivo del disgusto
Il disgusto ha una funzione protettiva:
• Protezione da sostanze nocive: evitare cibo avariato, sostanze chimiche o agenti patogeni.
• Regolazione sociale: il disgusto morale ci aiuta a riconoscere e evitare comportamenti sociali considerati “sbagliati” o dannosi, come ingiustizie o trasgressioni igieniche. (plosone.org)
È quindi un’emozione multidimensionale, che collega corpo, mente e società.
CONTINUA NEI COMMENTI...

Indirizzo

Via Primo Maggio, 43
Petralia Soprana
90026

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Psy.letiziasabatino pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare