30/12/2023
Non si ferma la battaglia a difesa dell’ospedale delle Madonie. Il 27 dicembre scorso, in pubblica assemblea, i sindaci, i cittadini e i comitati si sono riuniti per fare il punto sulla questione sanitaria nella Madonie a seguito della manifestazione dell’11 novembre scorso, della riunione con l’assessore e i vertici della sanità regionale del 30 novembre e l’incontro dei primi cittadini con il prefetto di giorno 14 dicembre.
Nella gremita aula consiliare di Petralia Sottana, è stata esposta la situazione attuale, sono state illustrate le criticità e individuate le possibili direttrici per soluzioni immediate e di prospettiva.
Il primo e persistente allarme è stato lanciato sul personale ancora insufficiente in molti reparti, e a rischio in altri, a causa di alcune scelte programmatiche che potrebbero rivelarsi non fruttuose. Infatti, nonostante il bando per medici comunitari ed extracomunitari (esitato sia dall’assessorato regionale, sia dall’Asp 6), nonché il personale impegno del prefetto a mettere in campo le più veloci procedure burocratiche per permettere ai medici di accedere alle graduatorie, le candidature latitano e i tempi di reclutamento si allungano. In questo contesto non possono non destare preoccupazione le difficoltà della ditta che dovrebbe assicurare il turno h24 in pronto soccorso a garantire la copertura dei turni. Molto spesso, infatti, per garantire la continuità del servizio si ricorre al sacrificio dell’unico dirigente o a prestazioni aggiuntive. Inoltre è stato lanciato l’allarme per gli anestesisti, dal momento che, da gennaio, a seguito del pensionamento del dott. La Tona, rimarrà un solo professionista nell’organico del nosocomio. Una situazione complessa che potrebbe compromettere le sedute chirurgiche e tutte le prestazioni che ne necessitano la presenza.
Altro punto dolente, lungamente dibattuto, è stato quello della convenzione tra Asp e Giglio circa le prestazioni urologiche e la riabilitazione. Al di là di ogni altra considerazione più generale, la durata di soli tre mesi e l’incertezza sul personale da utilizzare (se quello della fondazione o quello dell’azienda sanitaria) ha generato uno stato di incertezza nel personale che oggi teme non solo per la sua permanenza al Madonna dell’Alto, ma per la sopravvivenza dello stesso reparto.
Più di un intervento ha ribadito la necessità di dare seguito alla pianta organica scaturita dall'ultimo atto aziendale che prevede, tra l’altro, l’ortopedia dipartimentale mai attivata o la cardiologia. Oltre a ciò, un focus è stato fatto sulla questione relativa alla pediatria, non presente nella rete ospedaliera, ma che, visto il bando fatto contestualmente con quello del PS per la copertura di un turno h12 tramite somministrazione di lavoro interinale e le disponibilità di altre Asp a collaborazioni interaziendali, potrebbe trovare facilmente una soluzione.
Particolare attenzione è stata data alla
questione dell’elisoccorso, spesso indicato come una delle soluzioni più efficaci, ma che spesso, a causa delle condizioni meteo avverse si rivela inefficace. In tal senso, è necessario rafforzare tutti quei presidi immediati che permettano la stabilizzazione e il trasporto in sicurezza dei pazienti che necessitano successivi spostamenti in centri specializzati.
In conclusione si è ribadito il tema di trovare una mission di rilievo regionale che possa trainare le attività dell’ospedale e dare servizi importanti al comprensorio.
«Sono necessarie soluzioni di ampio respiro - ribadiscono i primi cittadini, i comitati, i forum, le associazioni e i cittadini – è necessario tenere alta la guardia e dare stabilità e sicurezza a pazienti e lavoratori, ripartendo dai servizi necessari e senza scelte calate dall’alto. È necessario, poi, confermare ciò che è stato affermato durante l’incontro con i vertici della sanità regionale: il tavolo di confronto sul Madonna dell’Alto è e deve rimanere aperto. Chiediamo, quindi, un altro incontro urgente con il Presidente della Regione e tutti gli attori in gioco per definire le soluzioni necessarie. Siamo pronti a seguire ogni strada se non dovessero arrivare risposte concrete».
Comitato cittadino Petralia Sottana
Consulte Madonie
Movimento Civico "Pediatria a Petralia"
Unione Madonie