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Per la giornata dedicata al cristianesimo, ecco alcune riflessioni su Gesù di padre Jean-Yves Leloup. Paolo Motta
19/01/2026

Per la giornata dedicata al cristianesimo, ecco alcune riflessioni su Gesù di padre Jean-Yves Leloup.

Paolo Motta

Jean-Yves Leloup è un ex frate cattolico, convertitosi alla Chiesa Ortodossa. In Italia è noto soprattutto per un suo saggio sull’esicasmo pubblicato da Gribaudi. In Francia ha pubblicato anc…

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18/01/2026

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♻️ECUMENISMO♻️

📣NEWS: Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani

Crotone - Lunedì 19 Gennaio

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18/01/2026

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♻️Dialogo Interreligioso♻️

📣NEWS:

La relazione tra cristiani ed ebrei, da incontro tra élite dovrebbe diventare un colloquio tra le comunità. È la convinzione del patriarca di Gerusalemme dei latini che, alla vigilia della Giornata per il dialogo tra le due religioni, il 17 gennaio, sollecita un rinnovamento nei rapporti ( https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-01/pizzaballa-giornata-dialogo-ebrei-cristiani-terra-santa-cei.html )

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15/01/2026

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☸BUDDISMO☸

🏞LA VOCE DEL FIUME

di Shūndo Aoyama

🔸Le Belle Parole

Siamo abituati a pensare che per essere eleganti siano importanti gli abiti, gli accessori e il trucco. Non prestiamo altrettanta attenzione, invece, al modo di parlare.

Ma se una giovane donna vestita in modo molto raffinato usasse brutte parole, anche il suo vestito perderebbe in un attimo il suo fascino. Il problema è che l'eleganza delle parole non si può padroneggiare in una notte.

Il critico contemporaneo Furuya Tsunatake ha detto:

«Voglio provare amore per le parole » e «Dobbiamo stare sempre attenti alla forma e alle sfumature delle nostre parole».

Il linguaggio ha una sua forma.

Una delle mie amiche ha da poco lasciato questo mondo. La notizia mi è stata data da altri due miei amici.

Uno di loro ha detto: «La tua amica è deceduta ».

L'altro: «È passata a miglior vita». C'è un abisso tra questi due modi di commentare la
stessa notizia.

Vi ho visto due forme completamente diverse.
Forme che rispecchiano, nello stesso tempo, la differenza di carattere tra le due persone che le hanno usate.

«E deceduta»: in questa espressione si sente solo la freddezza arida, asettica e indifferente di un referto,

«È passata a miglior vita»: qui, invece, si avverte una partecipazione profonda, e anche la formula ha uno stile affascinante.

È significativo il fatto che anticamente si usasse il termine kotodama, che letteralmente significa «lo spirito delle parole », per indicare che la gente credeva alla realizzazione di ciò che viene detto.

Le parole possono essere terribili perché, come l'espressione del viso, rivelano la personalità di chi le esprime. Un linguaggio altisonante, se suona insincero, può sembrare addirittura falso. Le belle parole sono quelle opportune, schiette e piene di premura. Sono le parole vive che nascono con naturalezza da un animo puro.

Il maestro Kino Kazuyoshi, monaco e studioso buddhista che è stato varie volte al nostro tempio Muryō a farci lezione, ha detto un giorno: «Non usate parole che non fanno altro che rumore».

Ha pienamente ragione!

Noi, invece, tendiamo generalmente a pronunciare solo questo tipo di parole senza senso. Anzi, magari fossero soltanto un semplice rumore. In realtà capita spesso che, per qualche parola detta con leggerezza, infliggiamo agli altri tanti piccoli ma inguaribili traumi psichici. Con i nostri discorsi quotidiani possiamo ferire, ed essere feriti. Parliamo e poi ci pentiamo di ciò che abbiamo detto, ma comunque, pur pentendoci, continuiamo a parlare.

Shakyamuni, prima di rivolgersi alla gente, prestava sempre attenzione a tre cose:

1.innanzitutto verificava se ciò che avrebbe detto corrispondeva a realtà,

2.poi rifletteva se avrebbe potuto arrecare beneficio all'interlocutore, e dopo essersi convinto di questi due punti

3.sceglieva il momento e il luogo più adatti.

In certi casi, anche se si ha da dire la verità, è infatti preferibile tacere. E se si deve comunque parlare, talvolta si provocano conseguenze negative se solo si sbaglia l'ora e il posto.

Shakyamuni era così attento da applicare questi principi anche per pronunciare un solo vocabolo.

Le belle parole sgorgano con naturalezza da una vita pura e premurosa, come quella di Shakyamuni. Credo che l'eleganza delle parole debba fondarsi su questo stile esistenziale.







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🍁•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°🍁                   🕉Induismo🕉📣Evento: Meditiamo Insieme Vi aspettiamo martedì 13 Gennaio a...
12/01/2026

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🕉Induismo🕉

📣Evento: Meditiamo Insieme

Vi aspettiamo martedì 13 Gennaio alle ore 21:00 per un incontro dedicato alla profondità, all'ascolto di sé stessi. Di seguito il link per collegarsi tramite zoom. L'incontro è gratuito e aperto a tutti.
Namastè

https://us06web.zoom.us/j/86725781513?pwd=DR7yq5bY3WzXz7hZkvxLyAWKh86QaC.1
ID riunione:
867 2578 1513
Passcode:
143233

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12/01/2026

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☯️INDUISMO☯️

​ 🧘‍♀️𝗠𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲🧘🏼‍♂️

🔸Metanoia ed equanimità

Qᵘᵉˢᵗᵃ ᵐᵉᵈᶦᵗᵃᶻᶦᵒⁿᵉ ˢᶦ ᶦˢᵖᶦʳᵃ ᵃˡˡᵃ ᵖʳᵃᵗᶦᶜᵃ ᑫᵘᵒᵗᶦᵈᶦᵃⁿᵃ ᶜʰᵉ ᴾᵃᵈʳᵉ ᴮᵉᵈᵉ ᴳʳᶦᶠᶠᶦᵗʰˢ ᵗᵉⁿᵉᵛᵃ ᵃ ˢʰᵃⁿᵗᶦᵛᵃⁿᵃᵐ, ᵈᵒᵛᵉ ˡᵃ ˡᶦᵗᵘʳᵍᶦᵃ ᶜʳᶦˢᵗᶦᵃⁿᵃ ˢᶦ ᶠᵒⁿᵈᵉᵛᵃ ᶜᵒⁿ ᶦˡ ˢᶦˡᵉⁿᶻᶦᵒ ᵈᵉˡˡᵃ ᵗʳᵃᵈᶦᶻᶦᵒⁿᵉ ᶦⁿᵈᶦᵃⁿᵃ. ᴾᵉʳ ᴳʳᶦᶠᶠᶦᵗʰˢ, ˡᵃ ᵐᵉᵈᶦᵗᵃᶻᶦᵒⁿᵉ ⁿᵒⁿ ᵉ̀ ᵘⁿᵃ ᵗᵉᶜⁿᶦᶜᵃ ᵖᵉʳ ᵒᵗᵗᵉⁿᵉʳᵉ ᑫᵘᵃˡᶜᵒˢᵃ, ᵐᵃ ᵘⁿ "ˡᵃˢᶜᶦᵃʳˢᶦ ᵃⁿᵈᵃʳᵉ" ⁿᵉˡˡ'ᵒᶜᵉᵃⁿᵒ ᵈᵉˡˡ'ᴬᵐᵒʳᵉ ᵈᶦᵛᶦⁿᵒ ᶜʰᵉ ᵉ̀ ᵍᶦᵃ̀ ᵖʳᵉˢᵉⁿᵗᵉ ᶦⁿ ⁿᵒᶦ.

🍁✨🍁

Trova una posizione comoda, con la schiena dritta ma non rigida, e segui questi passaggi.

𝟏. 𝐋𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐈𝐥 𝐑𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐫𝐩𝐨

Chiudi gli occhi.
Prendi coscienza del tuo corpo come di un tempio.

"𝐼𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 𝑒̀ 𝑙'𝑢𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑎𝑟𝑛𝑒".(B. Griffiths)

​Senti il contatto dei piedi sul suolo o del corpo sulla sedia.

​Rilassa le spalle, il collo, il viso.

​Non cercare di controllare nulla; limitati a essere presente.

​𝟐. 𝐈𝐥 𝐑𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐨: 𝐈𝐥 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐌𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐒𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐨

Porta l'attenzione al respiro. Non forzarlo. Osserva l'aria che entra e che esce.

​𝑖𝑙 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑜 (𝑃𝑟𝑎𝑛𝑎) 𝑒̀ 𝑙𝑜 𝑆𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎 𝑙𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒(B. Griffiths).

​Ad ogni respiro, immagina di ricevere la vita come un dono.

​Ad ogni espirazione, immagina di allontanarti dalle tue preoccupazioni, giudizi, etichette (amico, nemico, successo, fallimento).

​𝟑. 𝐈𝐥 𝐌𝐚𝐧𝐭𝐫𝐚: 𝐂𝐚𝐥𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐃𝐢𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢𝐯𝐚

Per passare dalla mente che ragiona alla mente che contempla, usa una parola sacra. Scegline una che risuoni con il tuo cuore. Padre Bede suggeriva spesso:

​"Abba" (Padre)
​"Yeshua" (Gesù)
​"Om Namah Shivaya" (Mi inchino al Signore)
​O semplicemente "Maranatha" (Vieni, Signore).

Recita il mantra interiormente, facendolo scivolare nel ritmo del respiro. Il mantra è come un'ancora: quando la mente discorsiva inizia a vagare tra i ricordi o i progetti, riportala dolcemente alla vibrazione della parola.

​𝟒. 𝐋𝐚 𝐃𝐢𝐬𝐜𝐞𝐬𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐂𝐮𝐨𝐫𝐞 (𝐆𝐮𝐡𝐚𝐲𝐚𝐦)

​Ora, sposta l'attenzione dalla testa verso il centro del petto, il "cuore mistico".

Visualizza un piccolo spazio di luce pura al centro del tuo essere.

​In questo spazio, non ci sono distinzioni. Qui sei uno con Cristo, uno con l'Atman, uno con l'umanità intera.

Qui il "santo" e il "peccatore" di cui parla la Gita sono avvolti dalla stessa luce.

​𝟓. 𝐈𝐥 𝐒𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐥𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨

Dopo alcuni minuti, lascia che anche il mantra sfumi.

Rimani semplicemente in questo silenzio.

​È un silenzio vigile.

​Se arrivano pensieri, non combatterli; lasciali passare come nuvole in un cielo infinito.

​Tu sei il cielo, non le nuvole. In questo stato, stai praticando l'equanimità di cui parla il versetto 6,9.

𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Quando ti senti pronta/o, fai un respiro profondo.

Prima di riaprire gli occhi, formula questa intenzione:

"𝐶ℎ𝑒 𝑖𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑒𝑞𝑢𝑎𝑛𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑖𝑛 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑡𝑎."

🍁🍁🍁

🔸️VIVERE DALL'INTERNO

ˢᵘᵍᵍᵉʳᶦᵐᵉⁿᵗᶦ ᵖᵉʳ ᵛᶦᵛᵉʳᵉ ˡᵃ ᶜᵒⁿᵗᵉᵐᵖˡᵃᶻᶦᵒⁿᵉ ⁿᵉˡˡᵃ ᵛᶦᵗᵃ ᑫᵘᵒᵗᶦᵈᶦᵃⁿᵃ

"𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙'𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑎 𝑢𝑛 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑐𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎".

Bede Griffiths

​Ecco i suggerimenti pratici che Griffiths offriva per integrare l'equanimità della Gita e la presenza di Cristo nella routine:

𝟭. 𝗜𝗹 "𝗠𝗮𝗻𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗼𝘁𝘁𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼"

​Come un ronzio leggero o una musica in lontananza, Griffiths consigliava di
>tenere il mantra scelto sempre "attivo" nella mente, specialmente durante le attività meccaniche (camminare, lavare i piatti, guidare).

>​Perché funziona: Impedisce alla mente discorsiva di scivolare nel giudizio o nell'ansia.

Se la tua mente è occupata da una parola sacra, non ha spazio per rimuginare su un'offesa ricevuta o su una preoccupazione futura.

​𝟮. 𝗟𝗮 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗦𝗮𝗰𝗿𝗼

​Griffiths suggeriva di non passare bruscamente da un impegno all'altro.

>​𝙇'𝙚𝙨𝙚𝙧𝙘𝙞𝙯𝙞𝙤: Prima di iniziare una riunione, di rispondere a una mail difficile o di entrare in casa dopo il lavoro, fermati per 𝑡𝑟𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑎𝑝𝑒𝑣𝑜𝑙𝑖.
​In quegli istanti, ricorda a te stesso:

"𝐼𝑙 𝑆𝑒́ (𝑙'𝐴𝑡𝑚𝑎𝑛) 𝑖𝑛 𝑚𝑒 𝑠𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎 𝑖𝑙 𝑆𝑒́ 𝑛𝑒𝑙𝑙'𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜".

Questo trasforma ogni interazione in un atto di culto.

​𝟯. 𝗩𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗲 "𝗠𝗮𝘀𝗰𝗵𝗲𝗿𝗲" (Il metodo del versetto 6,9)

​Quando incontri una persona difficile (il "nemico" o il "peccatore" del versetto), Griffiths invitava a fare un

>𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚:

​Guarda la persona e dì a te stesso:

"𝑆𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑐𝑎𝑟𝑎𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒, 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑒𝑟𝑟𝑜𝑟𝑖, 𝑎𝑏𝑖𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑎 𝐿𝑢𝑐𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑏𝑖𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑚𝑒".

​Questo non significa approvare ciò che l'altro fa, ma s̲m̲e̲t̲t̲e̲r̲e̲ ̲d̲i̲ ̲r̲e̲a̲g̲i̲r̲e̲ ̲a̲l̲l̲'̲e̲g̲o̲ ̲d̲e̲l̲l̲'̲a̲l̲t̲r̲o̲ ̲c̲o̲n̲ ̲i̲l̲ ̲p̲r̲o̲p̲r̲i̲o̲ ̲e̲g̲o̲.
È la vera equanimità.

​𝟰. 𝗜𝗹 "𝗦𝗮𝗰𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲"

​Padre Bede, citando spesso la tradizione mistica occidentale e orientale, insegnava che Dio non è nel passato o nel futuro, ma solo nell'Ora.

>​Se stai mangiando, mangia.

>Se stai ascoltando qualcuno, ascoltalo totalmente.

​𝘓𝘢 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘤𝘰𝘳𝘴𝘪𝘷𝘢 𝘷𝘶𝘰𝘭𝘦 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰𝘷𝘦.

𝗟𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗰𝗼𝗺'𝗲̀

ℚ𝕦𝕖𝕤𝕥𝕒 𝕒𝕔𝕔𝕖𝕥𝕥𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖 𝕖̀ 𝕝𝕒 𝕗𝕠𝕣𝕞𝕒 𝕡𝕚𝕦̀ 𝕒𝕝𝕥𝕒 𝕕𝕚 𝕡𝕣𝕖𝕘𝕙𝕚𝕖𝕣𝕒.







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🍁•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°🍁                    ☀️SUN DAY🌞🔸 ️ di Madre Mirella MuiàAttraverso l’immersione nelle acque...
10/01/2026

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☀️SUN DAY🌞

🔸 ️
di Madre Mirella Muià

Attraverso l’immersione nelle acque del Giordano – ‘battesimo’ infatti significa ‘immersione’ – Gesù compie l’umiltà di Dio, che proprio nell’Incarnazione si è immerso nella carne della condizione umana.

E mentre tutti coloro che vanno da Giovanni per farsi battezzare sanno di compiere un rituale di purificazione secondo la Legge di Mosè, Gesù sa di compiere la volontà del Padre proprio attraverso questo atto di umiltà.

Ecco perché Giovanni esita a lasciarlo fare:

“Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”

Giovanni conosce Gesù e sa che è il Messia inviato da Dio a salvare il suo popolo, e anche se per ora non può sapere altro di lui, si sente inadeguato a compiere su di lui gli stessi gesti con cui battezza i penitenti.

Ma ecco la risposta di Gesù:

“Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia “

Per ora è giusto che accada tutto come lo prevede la Legge – ma in realtà Gesù non si riferisce alla giustizia umana, bensì a quella divina, che si compie senza annullare la Legge data a Mosè, ma aprendo attraverso di essa una porta che per ora nessuno può ancora vedere…

Al suo emergere dalle acque del Giordano, Gesù vede il cielo aprirsi e lo Spirito discendere su di lui: è la conferma della missione per cui è stato mandato, che lo condurrà a quella totale immersione ed emersione nella storia umana che sarà la sua Pasqua di morte e di resurrezione, la sua discesa e la sua risalita…

“Questi è il Figlio mio l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”.

Ricevendo questa conferma dal Padre, egli sa che essere l’amato significa portare l’umiltà e insieme la potenza dell’Amore che ha creato la vita perché sia sempre più simile all’immagine del creatore…

Eremo Unità di Gerace

🍁•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°•°🍁                    ☪️ISLAM☪️
09/01/2026

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☪️ISLAM☪️

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08/01/2026

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☸𝐁𝐔𝐃𝐃𝐈𝐒𝐌𝐎☸

🎙Audio letture

🏞LA VOCE DEL FIUME
di Shūndo Aoyama

🔸𝐌𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢

Un'anziana donna veniva sempre a cantare i sutra buddisti nel coro del nostro tempio; per lei ve**re al tempio a cantare era il massimo piacere, ma un giorno non si presentò. All'incontro successivo durante le prove le chiesi come mai non fosse venuta la volta precedente, allora rispose:
"Ecco ero pronta per uscire di casa ma proprio in quel momento è venuta una mia amica, mi ha chiesto se stessi uscendo: se avessi detto di sì, lei poverina che era venuta apposta a trovarmi sarebbe andata via.
Allora ho risposto no, sono appena tornata, sei venuta proprio al momento giusto, accomodati prego"; e così non sono riuscita a ve**re. Rimasi commossa e l'ammirai di cuore; se fosse capitato a me, che cosa avrei detto? "Mi dispiace ma sto per uscire...", oppure, "stavo per uscire ma non ti preoccupare, accomodati, anche se faccio un po' tardi non ha molta importanza..."; forse qualcosa del genere ma comunque non sarei riuscita a dire nulla di più.
Credo che la premura e la presenza di spirito di quella donna siano davvero degne di rispetto.




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02/01/2026

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☪️𝐒𝐔𝐅𝐈𝐒𝐌𝐎 ☪️

🔸️𝗖𝗢𝗦'𝗘̀ 𝗟'𝗔𝗠𝗢𝗥𝗘

1. 𝗜𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝘁𝘁𝗼: 𝗹’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘃𝗶𝗮 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗗𝗶𝗼

“𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙’𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑎, 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑙𝑜, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑐𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑜 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒: 𝑒̀ 𝑙’𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑐𝑖𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒 𝑖 𝑛𝑜𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑒𝑔𝑜.”

Nel sufismo, l’amore (‘ishq) non è un sentimento romantico, ma la forza centrale che muove il cammino spirituale. I sufi vedono l’amore come il mezzo più diretto per raggiungere l’unione con Dio (fanā’, annientamento dell’ego). Senza amore, la religione diventa sterile; con l’amore, ogni pratica prende vita. Secondo la tradizione, Dio ha creato il mondo “per essere conosciuto e amato”, quindi l’intera creazione è un linguaggio che invita l’uomo alla ricerca del Divino.

2. 𝗗𝗶𝗺𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗲𝘁𝗮𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗶𝗰𝗮

“𝐼𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑖𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑙’𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒, 𝑚𝑎 𝑎𝑏𝑏𝑎𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑏𝑎𝑟𝑟𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑜.”

Ahmad al-Ghazālī sviluppa una vera “metafisica dell’amore”: tutto ciò che esiste è manifestazione dell’Amore divino. L’amante e l’amato derivano entrambi dall’Amore stesso, e la loro dualità si dissolve nella realtà dell’Amore assoluto.

Rūmī descrive il cuore come “coppa dell’Amato”: deve essere svuotato da ego e desideri per riempirsi del vino divino. L’amore è ebbrezza spirituale, non semplice emozione.

Nella poesia sufi, immagini come vino, taverna, bellezza sono simboli dell’estasi mistica e della conoscenza spirituale. L’amore umano diventa metafora dell’amore per Dio.

3. 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗹𝘁𝗶𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗼

𝑫𝒉𝒊𝒌𝒓 (ricordo di Dio): ripetizione dei Nomi divini per purificare il cuore.

𝑴𝒖𝒓𝒂̄𝒒𝒂𝒃𝒂 (vigilanza interiore): attenzione costante ai pensieri.

𝑻𝒂𝒘𝒃𝒂 (pentimento): ritorno continuo a Dio.

𝑨𝒅𝒂𝒃 (disciplina spirituale): comportamenti conformi alla Presenza divina.

4. 𝗦𝗰𝗼𝗽𝗼 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼

“𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑔𝑜𝑐𝑐𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑜𝑐𝑒𝑎𝑛𝑜: 𝑠𝑒𝑖 𝑙’𝑜𝑐𝑒𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑔𝑜𝑐𝑐𝑖𝑎. 𝐿’𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑡𝑖 𝑟𝑖𝑣𝑒𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀.”

L’amore conduce alla fusione con il Divino: il sufi perde la propria individualità per vivere solo in Dio. Questo stato è chiamato fanā’
(estinzione dell’ego) e apre alla baqā’
(sussistenza in Dio).

📌 𝗜𝗻 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝗶: Nel sufismo, l’amore è la 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘷𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘦𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘮𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢, una forza che trasforma il cuore in specchio della luce divina. Non è un’emozione passeggera, ma un principio cosmico e una pratica spirituale che porta all’unione con Dio.

🍁🍁

INFOGRAFICA*
Simboli e loro significati

"𝐿’𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑝𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑔𝑎 𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝐼𝑛𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑜. 𝑁𝑜𝑛 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑟𝑒 𝐷𝑖𝑜 𝑓𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑒: 𝑖𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑡𝑎𝑣𝑒𝑟𝑛𝑎 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑙’𝐴𝑚𝑎𝑡𝑜 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎 𝑖𝑙 𝑣𝑖𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎.”

𝐂𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐨𝐬𝐨 con “Ishq”: rappresenta l’amore divino, il centro del cammino sufi.

𝐂𝐞𝐫𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢: indicano i livelli di purificazione e avvicinamento a Dio.

𝐕𝐢𝐧𝐨 𝐞 𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚: simboli poetici dell’estasi spirituale e dell’abbandono dell’ego.

𝐋𝐮𝐧𝐚: la luce riflessa, metafora della bellezza divina che illumina il cuore.

𝐅𝐢𝐠𝐮𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: pratiche come Dhikr e Murāqaba per ricordare Dio.

𝐅𝐫𝐞𝐜𝐜𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐭𝐚𝐩𝐩𝐞 (Dhikr, Murāqaba, Tawba, Adab, Fanā’, Baqā’):

DHIKR: ricordo costante di Dio.

MURĀQABA: vigilanza interiore.

TAWBA: ritorno e pentimento.

ADAB: disciplina spirituale.

FANĀ ’: annientamento dell’ego.

BAQĀ’: sussistenza in Dio.

Questa struttura mostra come l’amore nel sufismo non sia solo emozione, ma un percorso di trasformazione interiore che culmina nell’unione con il Divino.

*Immagine nel primo commento

🍂🍂🍂
🧘‍♀️𝐌𝐄𝐃𝐈𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄🧘🏼‍♂️
“𝐃𝐢𝐬𝐬𝐨𝐥𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐦𝐚𝐭𝐨”

𝐈𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 (30 secondi)

Trova un luogo tranquillo. Siediti comodamente, chiudi gli occhi.
Respira profondamente tre volte.
Con ogni espirazione, lascia andare tensioni e pensieri.
Senti il corpo che si rilassa, la mente che si apre.



𝐈𝐧𝐯𝐨𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 (1 minuto)

Porta la consapevolezza al cuore.
Immagina una luce dorata che pulsa al centro del petto.
Ripeti mentalmente:
“Io non sono che un riflesso dell’Amore divino.”
Lascia che queste parole riempiano il tuo spazio interiore.

𝐃𝐡𝐢𝐤𝐫 interiore (2 minuti)
Inspira pronunciando mentalmente: “Allāh”.
Espira sentendo la parola dissolversi nel silenzio.
Il respiro diventa il ritmo dell’Universo.
Ogni inspirazione ti avvicina all’Amato,
ogni espirazione scioglie le barriere dell’ego.



𝐅𝐚𝐧𝐚̄’ – Dissoluzione (2 minuti)
Immagina il tuo ego come una goccia che cade nell’oceano infinito.
Non c’è separazione: solo luce, solo amore.
Ripeti:
“Non io, ma Tu.”
Senti la tua identità dissolversi nella Presenza divina.

𝐁𝐚𝐪𝐚̄’ – Sussistenza in Dio (1 minuto)
Ora percepisci che la luce non è fuori di te:
sei luce, sei amore, sei presenza.
Rimani in questo stato, respirando pace e unità.



Chiusura (30 secondi)

Ringrazia interiormente per questo momento.
Apri gli occhi lentamente, portando con te la sensazione di unità e amore.






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Indirizzo

Petronà
88050

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