Naam Yoga e Kabbalah Universale

Naam Yoga e Kabbalah Universale Il Naam YOGA è una fusione senza precedenti delle tradizioni esoteriche più potenti dell'Universo di cui è parte la Kabbalah Cristica Judeo- Cristiana.

Il proposito di questa pagina è di condividere questa Conoscenza in modo semplice ed immediato.

Dalla terra del Toro(21 aprile – 20 maggio)Il Toro arriva sulla terra quando l’Ariete ha già acceso il fuoco.È il second...
22/04/2026

Dalla terra del Toro
(21 aprile – 20 maggio)

Il Toro arriva sulla terra quando l’Ariete ha già acceso il fuoco.
È il secondo respiro dello Zodiaco.
Non ha più tutta questa urgenza di andare, di nascere
ma ha bisogno di restare,
di radicarsi, di sentire.

È la prima terra.
Eccola lei, Solida e fertile, piena.
È la carne che si accorge di essere corpo, struttura.
È la pelle che cerca il piacere.

Il Toro è il tempo che rallenta, quello che se lo prende
la stagione che fiorisce. Sì, ma piano piano.

È Venere che ama attraverso i sensi
attraverso il gusto, il tatto, la musica, la danza calma, e sensuale per questo.
il profumo delle cose vere.

Il Toro non ha fretta come abbiamo già detto
lui non investe le sue risorse nel correre a testa bassa.
Lui Cammina, un passo alla volta
Una andatura sacra, fatta con presenza.
Perché ogni passo è un atto d’amore. Una promessa

Ama tutto ciò che costruisce, cura le cose e i piccoli gesti.
Vuole toccare, gustare, vivere. Assaporare

Qui sembra che stiamo solo sulla sua dolcezza.
Ma Il Toro è tanta altra roba
Una forza potente che percepisci al primo sguardo .
Testardo, se vuoi.
Ma perché dentro di lui c’è un patto profondo con la vita:
“Se scelgo di restare, resto e proteggo”

Il suo mito è quello del Minotauro, la bestia chiusa nel labirinto,
ma anche del toro bianco su cui Zeus si traveste.

È l’animale sacro del sacrificio e del desiderio.
È la potenza che, se non ascoltata, diventa la sua stessa prigione.

Il Toro ama con tutto il corpo. Le gambe sono il suo sostegno.
Ama così come nutre
Ci mette tanta costanza,
La presenza, la dedizione.

Rischia di attaccarsi troppo. Si aggrappa
E può trattenere a lui anche ciò che fa male,

Magari per paura di lasciar andare, di perdere la sicurezza,
Di restare vuoto. Solo

Se non evolve, può diventare possesso, pigrizia, attaccamento a ciò che ormai non ha più vita.
Ma se cresce,
diventa il tempio vivente del piacere consapevole.

Il Toro sta all’inizio dei segni di Terra.
È la terra che accoglie il seme, quella che gli dà nutrimento e casa.
È il corpo che sa sentire. Vibra sotto il tocco sapiente, totalmente fino all’estasi che sa concedersi

E quando è pronto,
quando smette di resistere al cambiamento
e si fida della trasformazione,
Allora li fiorisce. Una volta che si affida si dà

Con tutta la forza della sua dolcezza.

(Condividi pure se vuoi, ma lascia il nome dell’autore🙏)

®️Alessandro Catanzaro

IL RITORNO DELLE SACERDOTESSE⚜️🌹Fu profetizzato — nei sussurri tramandati tra pietre antiche, nei canti dimenticati del ...
21/04/2026

IL RITORNO DELLE SACERDOTESSE

⚜️🌹Fu profetizzato — nei sussurri tramandati tra pietre antiche, nei canti dimenticati del vento e nelle memorie custodite dal sangue — che moltitudini di antiche sacerdotesse, custodi dei templi sacri del Femminile, sarebbero tornate.

Non come prima.
Ma incarnate in corpi nuovi, in vite ordinarie solo in apparenza, sparse sulla Terra proprio in questi tempi di accelerazione, caos e risveglio.

Guaritrici. Visionarie. Portatrici di verità scomode.
Anime antiche con occhi che ricordano.

Si disse che sarebbero tornate per riportare alla luce ciò che è stato nascosto, censurato, ridicolizzato e temuto:
i saperi intuitivi, il potere ciclico, la saggezza del corpo, la voce della Terra, il mistero della Dea.

Per reclamare ciò che è stato:
negato,
bandito,
profanato,
e dimenticato.

E ora… non è più solo una leggenda.

La profezia non sta arrivando.
Sta accadendo.

Sta respirando.
Sta camminando.
Sta scegliendo.

Ma la domanda resta:

Chi sono queste guardiane del cuore sacro?
Chi porta nel petto il fuoco antico, sotto strati di dubbi e distrazioni moderne?

Tu.

Sì, proprio tu.

Non per caso sei qui.
Non per caso senti questo richiamo sottile, a volte scomodo, a volte irresistibile.

È memoria. Non immaginazione.

Ora è il momento di smettere di rimandare.
Di uscire dal torpore, dalle scuse, dalle versioni ridotte di te stessa.

Perché, anche se una parte di te finge di non saperlo…
nel profondo lo riconosci.

Sei già pronta.
Lo sei sempre stata.

Non devi diventare qualcosa.
Devi ricordare.

La profezia non è qualcosa da aspettare.
È qualcosa che si attiva quando tu dici sì.

Quindi alzati.
Respira dentro questo ruolo.
Smetti di giocare in piccolo.

Perché tu non stai cercando la tua strada.

Tu sei la strada che ritorna.🌹⚜️

Scritto nell’ANNO 2023
Attraversata da una energia irriducibile…

Paola Grasso Irisipha ⚕️🧜🏻‍♀️⚕️
Sacerdotessa dell’Ordine della Rosa e dell’Oriunda Sapienza dell’Ankh.

⚠️La KABBALAH UNIVERSALE DIVINA(o Mistica) è stata ed è rivelatriceper me!La lettura del tema natale con la *Stella Vitr...
20/04/2026

⚠️La KABBALAH UNIVERSALE DIVINA
(o Mistica) è stata ed è rivelatrice
per me!

La lettura del tema natale con la *Stella Vitruviana*,che ormai determino da circa 15 anni, è essenziale per la presa di coscienza e la comprensione dei propri contratti, della propria vera natura animica e karmica in termini pratici e concreti, della cercata personalità, per conoscere
le naturali ragioni della propria incarnazione .

Paola Grasso Iris ⚜️🌹⚜️
Sacerdotessa dei 4 Ordini dell’Oriunda Sapienza dell’Ankh, Sorellanza della Rosa.

⚠️(Per consulenze o per avere una Lettura del tuo -Piano Natale Kabbalistico-, o per weekend personalizzati al “Giardino di Sipha”puoi contattami in privato qui su messenger o su whatsapp, ti darò info ℹ️ più dettagliate).

Parliamo diCENTRO HARA e SEPHIROT YESOD“Hara è una parola giapponese di origine sanscrita (ahara = cibo) che significa ‘...
17/04/2026

Parliamo di
CENTRO HARA e SEPHIROT YESOD

“Hara è una parola giapponese di origine sanscrita (ahara = cibo) che significa ‘mare di energia’.

Il suo nome è appropriato, poiché il Chakra Hara agisce come una porta d’accesso al Piano Astrale. Attraverso questo Piano, si può accedere a tutti i Piani Cosmici interiori. In quanto tale, il Chakra Hara è il nostro accesso all’oceano infinito di energia nell’Universo.

Non è necessariamente un chakra, ma appartiene a una categoria a sé per dimensione e portata.
Tuttavia, l’Hara fa parte del modello dei “Chakra Transpersonali” in molti sistemi chakrici rivelatisi negli ultimi tempi da vari studi Spirituali.

La sua posizione è tra Swadhisthana e Manipura, all’altezza dell’ombelico, circa cinque centimetri verso l’interno.

Attorno all’Hara si trova una sfera eterica di energia, grande circa come un pallone da calcio, chiamata ‘Dantian’ o ‘Tan Tien’.
L’energia del Dantian è *chi, *qi, *mana, *prana, ovvero energia vitale. Questa sfera di energia interagisce con gli organi vicini coinvolti nella digestione, poiché il cibo ingerito si trasforma in energia vitale, la cui essenza è energia luminosa. Ecco perché -siamo ciò che mangiamo-oltre a tanto resto…
Questa energia viene alimentata dall’Hara, che ne è il centro.
Una volta che l’energia luminosa viene generata nel Dantian attraverso il Chakra Hara, viene poi distribuita in tutto il corpo.

Il Chakra Hara ha una relazione diretta con Swadhisthana, poiché agisce come portale verso il Piano Astrale e come generatore di energia vitale.
La distinzione tra i due è che la funzione di Swadhisthana è generare energia sessuale (insieme a Muladhara), mentre l’Hara genera energia vitale che nutre. In realtà, però, i due lavorano insieme come una batteria, proprio così come Muladhara lavora con il Chakra Stella della Terra.

Nell’Albero della Vita, la funzione dei Chakra Hara e Swadhisthana corrisponde alla -Sephira Yesod-.

La Sephira Yesod è una delle dieci emanazioni (Sephirot) dell’Albero della Vita nella Kabbalah, e rappresenta il fondamento.

È il ponte tra il mondo spirituale e quello materiale: tutto ciò che proviene dalle sfere superiori passa attraverso Yesod prima di manifestarsi nella realtà concreta.

È spesso associata alla Luna, in quanto è retto da quel Pianeta, simbolo di riflesso e mediazione, di intuizione ed immaginazione,
perché non genera energia propria ma riceve, organizza e trasmette le influenze delle Sephirot superiori.

Yesod è la Sephirot 9, è collegata al subconscio, all’immaginazione e alle forze invisibili che strutturano la realtà prima che diventi tangibile.
Per questo motivo viene anche associata ai sogni, alle immagini interiori e alla dimensione psichica profonda. La frequenza del 9 ha un legame con l’Arcano dell’Eremita o Lux Occulta.

Sul piano energetico e simbolico, è legata anche alla sessualità e alla forza vitale, intese come potere creativo e generativo. Non solo in senso fisico, ma come capacità di dare forma e vita a ciò che esiste in potenza.

Nel sistema dell’Albero della Vita, Yesod raccoglie e canalizza le energie delle Sephirot superiori e le trasmette a Malkuth, il mondo materiale, rendendo possibile la manifestazione concreta.

Nel parallelo con i chakra. Yesod viene associata ai centri legati all’energia vitale e sessuale, perché rappresenta la base energetica da cui la realtà prende forma”.

Paola Grasso Iris ✨⚜️✨

“Dio non è Padre, non è Madre, Dio è quell’Unità che Èin ciascuno di Noi Fusione ed Espressione! È quella potente energi...
16/04/2026

“Dio non è Padre, non è Madre,
Dio è quell’Unità che È
in ciascuno di Noi Fusione ed Espressione!

È quella potente energia che ci ha dato la vita! “

Sipha ✨❤️‍🔥✨

Parliamo di ISA di Nazareth , Yeshua ❤️
03/04/2026

Parliamo di ISA di Nazareth , Yeshua ❤️

Dal Vangelo Randagio di Yeoshua/ʿĪsā di Nazareth

E lo condussero fuori dalle mura.
Non lo accusavano di violenza.
Lo accusavano di non piegarsi.
Non portava il loro segno.
Non cercava protezione.
Non leccava i piedi a nessuno.
E dissero: “Non è come noi.”
E questo bastò.

Quelli che custodivano la Legge lo consegnarono.
Quelli che custodivano l’ordine lo giudicarono.
E la folla guardò — perché la paura insegna a stare al proprio posto.

Quando gli misero addosso il legno, non chiese nulla.
Cadde, e la terra lo raccolse.
Cadde ancora, e il cielo si oscurò
come quando qualcosa di vero viene portato al silenzio.
Lo inchiodarono.
E dissero: “Così finisce chi non obbedisce.”

Uno di quelli appesi accanto a lui disse:
“Se sei libero, scendi.”
E lui rispose:
“Sono libero proprio perché non scendo.”
Allora alzò il volto
e parlò a quelli che non c’erano ancora:
“Useranno il mio nome.
Costruiranno altari.
E rimetteranno le catene
in nome mio.
Diranno di adorarmi.
Ma adoreranno l’immagine
che avranno creato.
E chiameranno fede
ciò che è solo obbedienza.”

Fece silenzio.
“E quella
sarà la vera crocifissione.”
E spirò.

Manuele Dalcesti

Questa Luna Piena in Bilancia del 1° aprile non parla di una pace dolce e armoniosa, ma di una verità che non può più es...
01/04/2026

Questa Luna Piena in Bilancia del
1° aprile non parla di una pace dolce e armoniosa, ma di una verità che non può più essere evitata.
Porta luce proprio nei punti in cui hai cercato equilibrio a tutti i costi, magari mettendo da parte te stesso pur di mantenere relazioni, situazioni o dinamiche apparentemente serene.

E qui arriva il nodo: non tutta la pace è autentica.
A volte è solo silenzio trattenuto.

La Bilancia richiama l’equilibrio, ma anche la Giustizia: non solo bilancia, anche spada.
E con il richiamo simbolico al Tre di Spade, questa lunazione non parla semplicemente di dolore, ma di liberazione.
Non è il cuore che viene ferito: è ciò che finalmente viene estratto.
Emozioni represse, verità non dette, compromessi accumulati, tutto ciò chiede di emergere. E potrebbe non essere comodo.

L’opposizione a Chirone in Ariete rende tutto profondamente personale.
Tocca ferite legate all’identità, al diritto di esistere pienamente, alla paura che essere davvero te stesso possa costarti connessione o amore. È qui che si gioca la tensione: tra il bisogno di relazione e la necessità di non tradirti più.

Con così tanta energia in Ariete—Sole, Chirone, Saturno e Nettuno—il focus si sposta con forza sul Sé. Saturno ti chiede maturità: smettere di delegare agli altri il tuo valore. Nettuno dissolve le illusioni su ciò che credevi “equilibrio”. Chirone apre lo spazio per guarire, ma solo passando dalla verità. Non puoi più nasconderti dietro il “va tutto bene”.

La quadratura con Giove in Cancro amplifica tutto sul piano emotivo.
Cresce il bisogno di sicurezza, appartenenza, protezione.
Ma allo stesso tempo emerge una domanda scomoda:

quello che stai sostenendo ti sostiene davvero?
O sei sempre tu a reggere tutto?

E poi c’è l’apertura: il trigono con Plutone in Acquario.
Qui avviene il cambiamento reale. Le dinamiche si trasformano, le relazioni si ristrutturano, gli schemi iniziano a cedere. Le conversazioni diventano più profonde, più vere, meno diplomatiche e più necessarie.

Venere in Toro, nel suo domicilio, offre un punto fermo: radicamento. Non si tratta di distruggere tutto, ma di ritrovare te stesso nei tuoi valori, nel corpo, nell’autostima.
La chiarezza che arriva ora non è impulsiva, è stabile. È quella che ti permette di dire la verità senza perderti.

Questa Luna Piena, in fondo, è uno specchio netto: ti mostra dove sei stato troppo accomodante, dove hai taciuto, dove hai chiamato “equilibrio” qualcosa che in realtà era rinuncia. E ti mette davanti a una scelta, ma la libertà non sta mai nel scegliere, sta nel non aver alcuna scelta perché procedi col tuo profondo sentire!
Continuare a tenere la bilancia… o avere finalmente il coraggio di usare la spada?
Anche la spada è tua!

Paola Grasso Iris

Parliamo delL’OCCHIO che fu perduto — e reso di nuovo intero 👁️ L’Occhio di Horus (wedjat) non è solo un simbolo: è cost...
26/03/2026

Parliamo delL’OCCHIO che fu perduto —
e reso di nuovo intero 👁️

L’Occhio di Horus (wedjat) non è solo un simbolo: è costruito come un sistema di frazioni, dove ogni parte dell’occhio rappresenta una porzione precisa, è un incontro perfetto tra corpo, numero e sacro.

Secondo il mito, venne distrutto da Seth
e ricomposto da Thoth.
Ma non tornò mai del tutto completo.

L’Occhio di Horus è molto più di un simbolo:
La sua forma, infatti, è fatta di frazioni:
🔢 Ogni elemento corrisponde a una frazione dell’unità (1):
1/2 → la parte principale dell’occhio (spesso associata alla pupilla;
1/4 → il sopracciglio
1/8 → il lato destro dell’occhio
1/16 → il lato sinistro
1/32 → la curva sotto l’occhio
1/64 → la “lacrima” o linea finale

Sommandole:
1/2 + 1/4 + 1/8 + 1/16 + 1/32 + 1/64 = 63/64 E questo è ✨ Il dettaglio più misterioso:
Manca 1/64 per arrivare a 1 (cioè alla completezza perfetta).

Ed è qui entra il mito:
l’occhio viene distrutto da Set e ricostruito da Thoth…Ma non torna mai perfettamente completo.
Gli Egizi vedevano in quel 1/64 mancante:
il limite umano , una parte invisibile, spirituale oppure l’intervento continuo degli dei per mantenere l’equilibrio.

👁️ Per noi è solo un simbolo.
Per loro era quasi un “codice” che diceva:
-La realtà si può misurare…ma non si può mai possedere del tutto.-

Qui, inciso nella pietra, l’immagine riacquista la sua autorità originaria.
Non decorativa, ma operativa ;
un segno destinato a proteggere,
a restaurare, a perdurare.

Non rappresenta semplicemente la visione.
-Incarna l’idea che nulla, una volta visto, apparso alla coscienza, può davvero svanire!-

Paola Grasso

Indirizzo

Via G. Abate 40(w)
Peveragno
12016

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