Emanuela Cammi - Dietista Nutrizionista - Nutraceutica

Emanuela Cammi - Dietista Nutrizionista - Nutraceutica Diplomata In Dietologia e Dietetica Applicata presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Univer

Tra finta positività e supporto vero.❌ “Dai, passerà… è solo un periodo no.”✅ “Hai già affrontato momenti difficili e li...
02/02/2026

Tra finta positività e supporto vero.

❌ “Dai, passerà… è solo un periodo no.”
✅ “Hai già affrontato momenti difficili e li hai superati. Vediamo insieme cosa ti sta pesando adesso.”

❌ “Su, pensa positivo e vedrai che dimagrisci.”
✅ “Lo so che è faticoso e a volte scoraggiante. Proviamo a capire cosa può andare meglio, un passo alla volta.”

❌ “Solo vibrazioni positive, niente lamentele.”
✅ “Tutte le emozioni sono legittime: frustrazione, rabbia, tristezza. Possiamo usarle per capire di cosa hai bisogno davvero, non per giudicarti.”

❌ “Smettila di essere così negativa, altrimenti non ce la farai mai.”
✅ “È ok se oggi ti senti giù o sfiduciatə. Questa sensazione non definisce il tuo valore, né annulla tutto il lavoro fatto.”

❌ “Pensa a cose felici e vedrai che non mangerai più così.”
✅ “Quello che provi ha un senso. Possiamo lavorare sia sul cibo che su ciò che senti, senza far finta di niente.”

❌ “Mai mollare! Se ti fermi hai fallito.”
✅ “A volte fermarsi, modificare il piano o cambiare obiettivo è sano. Non è resa: è prenderti cura di te in modo realistico.”

❌ “Smettila di essere triste, devi essere contentə del percorso.”
✅ “Capisco che adesso ti senti stanco/a e delusə. Ti va se cerchiamo insieme qualcosa che possa alleggerirti un po’ e rendere il percorso più sostenibile?”

La differenza tra “positività tossica” e vero supporto sta qui:
non dirti “devi essere forte”, ma “posso starti accanto mentre fai fatica”.
E da lì, costruire il cambiamento.
Non sono quella che giudica, sono quella che accompagna.








Farmaco dimagrante: strumento o soluzione?Negli ultimi mesi sento spesso questa frase:“Prendo il farmaco dimagrante e ri...
09/01/2026

Farmaco dimagrante: strumento o soluzione?

Negli ultimi mesi sento spesso questa frase:
“Prendo il farmaco dimagrante e risolvo”.

Peccato che non funzioni così.
Questi farmaci nascono come antidiabetici: in alcuni casi aiutano anche a perdere peso, ma non sono una bacchetta magica che sistema anni di abitudini, emozioni e automatismi legati al cibo.

Il farmaco da solo cosa può fare?
Ridurre la fame, soprattutto all’inizio
Far scendere il peso sulla bilancia
Ma non insegna a:
gestire la fame nervosa
organizzare i pasti
cucinare meglio
capire chi siamo senza il “pezzo di dolce” a fine giornata
Se tolgo il farmaco e non ho lavorato su tutto questo, il corpo (e il cervello) tornano sulle vecchie strade.

Il percorso nutrizionale cosa fa, invece?

Aiuta a costruire pasti più equilibrati e sazianti
Lavora sulle abitudini quotidiane (spesa, cucina, orari)
Corregge le abitudini che creano il problema.
Apre lo spazio per parlare di fame emotiva, senso di colpa, “tanto ormai ho rovinato tutto…”
Educa ad una sana alimentazione che si traduce in un corpo nutrito correttamente.

A volte, in casi selezionati, i due percorsi si incontrano: farmaco prescritto dal medico e una dieta, un lavoro serio sullo stile di vita; allora il farmaco diventa un supporto, non il protagonista.

E qui arrivo al punto che mi sta a cuore:

Il percorso nutrizionale resta la base.
Il farmaco, quando davvero serve e quando uno specialista lo ritiene opportuno, è uno strumento in più, non la soluzione per cambiare veramente.

Le bacchette magiche, nel dimagrimento, non esistono.
Esistono invece strade diverse, da scegliere insieme, con realismo e rispetto per il corpo.

31/12/2025
Le cinquecento di Natale.Cinquecento le calorie di una fetta di pandoro farcito.Cinquecento le calorie di antipasti “tan...
20/12/2025

Le cinquecento di Natale.
Cinquecento le calorie di una fetta di pandoro farcito.
Cinquecento le calorie di antipasti “tanto sono solo assaggini”.
Cinquecento le scuse per non salire sulla bilancia…😁
Ma alla fine… chi se ne importa, basta fare posto sulla cinquecento e partire per le feste; ai sensi di colpa ci penseremo dopo.
Buon Natale e un Felice Anno Nuovo a tutti, per ora accantoniamo la calcolatrice e…
contiamo solo brindisi, risate e buona compagnia.

𝗨𝗻𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮“ Buongiorno dottoressa, sono stato un suo paziente fino a questa estate, ero venuto da Lei per curare ...
08/11/2025

𝗨𝗻𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮

“ Buongiorno dottoressa, sono stato un suo paziente fino a questa estate, ero venuto da Lei per curare la mia steatosi epatica di grado moderato/severo. Ieri dopo un anno ho fatto l’eco di controllo e la steatosi è andata via e la pressione è tornata a valori normali. La volevo ringraziare perché è anche grazie a Lei se ci sono riuscito, grazie alla sua dieta. Le mando un saluto ed ancora un grazie. Buona giornata.”

Ricevere un messaggio così non è solo gratificante… è proprio la conferma che le cose cambiano davvero, se si decide di cambiare.
La steatosi epatica è una condizione molto diffusa, troppo spesso sottovalutata. “Solo grasso nel fegato”, si sente dire. Peccato che quel “solo” rischi di diventare l’inizio di guai seri, se non si interviene per tempo.
S. ha deciso di affrontarla. Ha scelto la via più semplice da dire, ma più difficile da fare: prendersi cura di sé.
Ha seguito la dieta, ha fatto le scelte giuste, ha avuto costanza e fiducia.
E oggi il suo fegato ringrazia. E io con lui.
Questo messaggio lo condivido in forma anonima perché è utile: racconta di una strada possibile, reale, efficace. Non miracoli, non magie, ma risultati, quando paziente e professionista camminano nella stessa direzione.
Bravo S.! La dieta funziona, ma funziona solo se la fai.
E se la fai con la testa, con il cuore… e magari anche con un pizzico di autoironia.
Perché, diciamolo: se mangi bene e stai meglio, un po’ ti viene anche da sorridere. 😊

“Maccarone, m’hai provocato… e mo’ te magno!”Quante volte me lo sento dire:“Non sono dimagrita, eppure non ho mai mangia...
17/09/2025

“Maccarone, m’hai provocato… e mo’ te magno!”

Quante volte me lo sento dire:
“Non sono dimagrita, eppure non ho mai mangiato la pasta!”

La pasta e il pane sono stati trattati come il male assoluto, il diavolo in formato fusillo o filoncino.
Nel frattempo, grissini, cracker, taralli e gallette hanno avuto il passaporto di “cibi leggeri” — salvo poi nascondere, in pochi grammi secchi secchi, più calorie e meno sazietà.

Com’è nata questa storia?
• Negli anni ’70-’80 arrivano dagli USA le prime diete “low carb”: eliminare i carboidrati era la scorciatoia per dimagrire.
• Negli anni ’90-2000 riviste patinate e mode hanno rilanciato lo slogan: “Niente pasta, gonfia e fa ingrassare”. Facile, semplice… e sbagliato.
• Così, piano piano, la pasta è diventata “cibo proibito”, mentre il croccante da pacchetto è stato promosso come “innocente”.

La realtà?
Un piatto di pasta integrale sazia, nutre, mantiene stabile la glicemia ed è perfettamente compatibile con un’alimentazione sana.
Un pacchetto di grissini, taralli o cracker dà quella sensazione croccante che piace tanto… ma dietro quella croccantezza si nascondono grassi aggiunti. Il pane secco non è croccante: si secca e si sbriciola. Allora facciamoci una domanda: perché i grissini scricchiolano e i taralli si sgranocchiano così bene? La risposta è semplice: perché dentro c’è olio, strutto o altri grassi che li rendono “golosi”… e molto più calorici.

La verità è che non è la pasta a essere il problema, ma le quantità, gli abbinamenti e i falsi miti.
Il vero “male” non è un piatto di spaghetti al pomodoro, ma l’idea che uno snack confezionato e unto valga meno calorie solo perché è piccolo e fa “crunch”.

La pasta non è il diavolo: è cultura, tradizione, sazietà e salute se mangiata con criterio.
Il diavolo, semmai, è la disinformazione che ci ha fatto temere la forchetta e abbracciare il pacchetto di cracker, taralli e grissini.

Frutta, yogurt e un frullatore: sembra un gelato, ma è solo leggerezza che fa sorridere anche la bilancia.Avete presente...
31/07/2025

Frutta, yogurt e un frullatore: sembra un gelato, ma è solo leggerezza che fa sorridere anche la bilancia.

Avete presente quando siete lì, rassegnati al caldo torrido e al vostro piano alimentare ipocalorico, e qualcuno vi sventola sotto il naso una coppa di gelato con panna, biscotti, topping e senso di colpa?
Ecco, quella scena può finire in un modo completamente diverso.

Il segreto? È tutto nel frullatore

Non servono gelatiere, zuccheri, latte condensato o magie. Solo frutta vera, yogurt bianco anche greco, una spruzzata di limone, e se volete, un po’ di eritritolo (che, per chi ancora non lo conosce, è un dolcificante naturale con indice glicemico pari a zero e sapore molto vicino allo zucchero, ma senza gli effetti collaterali dei dolcificanti “tristi”.
La soluzione esiste e non prevede sensi di colpa né zuccheri inutili:
uno yogurt montato con frutta congelata.

Ingredienti (per 1 porzione abbondante):
• 150 g di frutta fresca di un solo tipo (fragole, albicocche, pesca, melone… quello che ispira). Non è vietato mettere frutta diversa ma il colore finale è un po’ inquietante….
• Succo di mezzo limone
• 125 g di yogurt bianco (magro o greco, a piacere)
• Eritritolo q.b. (dolce senza impatto glicemico)

Procedimento:
1. Tagliare la frutta a pezzetti e spruzzarla con un po’ di limone per non farla ossidare.
Poi via, in freezer finché diventa ben ghiacciata.
2. Mettere la frutta nel frullatore, aggiungere lo yogurt e l’eritritolo.
Si frulla tutto molto velocemente… e magia: lo yogurt diventa una crema montata, fresca, colorata, che sembra un gelato.
3. Decorare con una fogliolina di menta o un pezzetto di frutta.
Servire subito, perché se lo si lascia lì… sparisce (di solito perché qualcuno lo mangia).

INCONTRI CON I DIETISTI: ALIMENTAZIONE E BENESSEREMangiare in modo sano non significa solo seguire una dieta, ma fare sc...
24/02/2025

INCONTRI CON I DIETISTI: ALIMENTAZIONE E BENESSERE
Mangiare in modo sano non significa solo seguire una dieta, ma fare scelte consapevoli che migliorano la qualità della vita. Per questo, abbiamo organizzato una serie di incontri informativi con i dietisti, pensati per rispondere ai dubbi più comuni e fornire consigli pratici sulla corretta alimentazione.
Quando e di cosa parleremo?
Tutti i dettagli sono nella locandina qui sotto! 👇
Un’occasione per approfondire, confrontarsi e sfatare falsi miti sul cibo e la salute. Vi aspettiamo!

Lo sgarro.A volte, capita di fare uno “sgarro” alla dieta, magari per una cena fuori o un dolce irresistibile. La domand...
06/02/2025

Lo sgarro.
A volte, capita di fare uno “sgarro” alla dieta, magari per una cena fuori o un dolce irresistibile. La domanda che mi fanno spesso è: “Cosa succede se faccio uno sgarro?” La verità è che un singolo pasto se corposo e completo di “ antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, caffè e ammazzacaffè” può annullare diversi giorni di dieta equilibrata, perché una porzione troppo ricca in calorie può compromettere il bilancio calorico complessivo. Ma non è la fine del mondo! Non bisogna fare drammi: la cosa migliore è riprendere immediatamente la dieta come programmato. Non serve fare il digiuno o ridurre drasticamente le calorie il giorno dopo, perché questo rallenta il metabolismo e rende più difficile riprendere.

Se sai che avrai una cena speciale, puoi prepararti scegliendo cibi più leggeri durante il giorno, e fare scelte più consapevoli durante il pasto. Scegli porzioni più piccole, evita gli eccessi e goditi la serata senza rimorsi. L’importante è mantenere una costanza nel tempo e non ossessionarsi troppo.

Nella mia dieta, infatti, non c’è mai stato spazio per il “giorno libero”. Ho provato a introdurlo, ma l’ho considerato un fallimento. Nel giorno libero ognuno tende a dosare le calorie a proprio piacimento e questo spesso compromette il percorso della dieta. Interruzioni frequenti e continue creano una discontinuità che può vanificare i progressi fatti, quindi è meglio mantenere una continuità.

La dieta è un percorso, e anche un piccolo sgarro ogni tanto non compromette il successo finale. Tutti hanno occasioni speciali da festeggiare, non è mia intenzione rendere tutti degli eremiti! Però con buon senso. Si può assaggiare senza esagerare.
Non dimenticare: un singolo sgarro non definisce il tuo percorso, vai avanti con serenità!

Da Cicciottello a Snello: La Storia di Un Percorso VirtuosoImmaginate di essere un ragazzo con qualche chilo di troppo, ...
05/10/2024

Da Cicciottello a Snello: La Storia di Un Percorso Virtuoso

Immaginate di essere un ragazzo con qualche chilo di troppo, mentre intorno a voi tutti sembrano più veloci, più attivi, più brillanti. Non è facile, vero? Eppure c'è chi, con impegno, dedizione e una buona dose di coraggio, riesce a trasformare la propria vita in meglio. È la storia di Francesco, che inizia con qualche rotondità di troppo ma che, dopo un lungo e graduale percorso di dieta e attività fisica, è arrivato a essere il ragazzo snello e sicuro di sé che vedete nelle foto qui sotto (volto oscurato per ovvi motivi, è ancora minorenne 😉).

Il percorso non è stato sempre una passeggiata. Tra tentazioni culinarie e momenti di sconforto, Francesco ha dovuto combattere, ma lo ha fatto con un'arma speciale: la costanza. Nessuna soluzione magica, nessuna dieta estrema, solo una serie di piccole scelte quotidiane che hanno fatto la differenza.

Oggi, non solo ha raggiunto il suo obiettivo, ma ha acquisito una mentalità vincente che gli servirà in tante altre sfide della vita. Perché il dimagrimento non è solo una questione di bilancia, ma di testa. E lui, da adolescente che ci crede, ha dimostrato che con il giusto atteggiamento si può ottenere tutto.
A undici anni era alto 160 cm e pesava 68 Kg, a quattordici anni è alto 182 cm e pesa 73,500 Kg. Qui sotto vedete la trasformazione con tanti sorrisi: i suoi e i miei.

Riso e pollo. La dieta dello sportivo. Ma non siete stanchi di mangiare così? Molto spesso vedo pazienti che, reduci da ...
24/08/2024

Riso e pollo.
La dieta dello sportivo. Ma non siete stanchi di mangiare così?
Molto spesso vedo pazienti che, reduci da molteplici diete e da molteplici informazioni prese dal web, hanno eliminato da tempo determinate categorie di alimenti perché pensano siano correlati a determinate sintomatologie. Il processo è sempre –più o meno- uguale: l’eliminazione di un certo alimento o di una categoria alimentare, comporta inizialmente un alleviamento del sintomo. Quindi si instaura la convinzione che quell’alimento sia poco tollerato. Passa un po’ di tempo e ricominciano i sintomi, eppure l’alimento che si pensava fosse la causa scatenante non è più presente nella propria dieta. Cosa è successo?
Una persona abitudinaria insegnerà al suo apparato digerente ad elaborare sempre le stesse categorie di alimenti, questa monotonia comporta che l’assunzione ripetitiva di un determinato cibo determini un aumento dell’infiammazione e di conseguenza effetti negativi sull’organismo (gonfiore, problemi digestivi, dermatiti, problemi intestinali e molto altro).
Il paziente, quindi, imputerà questi sintomi a un determinato alimento normalmente consumato e lo toglierà dalla dieta cambiandolo con qualcosa di diverso. “Mi dà fastidio il frumento? Usiamo il riso.”
Vi sarà un periodo di benessere iniziale fino a quando l’organismo non comprenderà che il problema si è semplicemente spostato dal frumento al riso, dal latte alla bevanda vegetale di riso. E quando inizierà ad esserci un abuso di riso e bevanda di riso, i sintomi riappariranno (più o meno simili a prima).
Si comprende quindi che non è il cibo il nemico, ma la ripetuta e costante assunzione di alimenti che finiscono per dare origine a processi infiammatori.
Quello che faccio in questi casi è la graduale e progressiva reintroduzione di qualsiasi alimento ( a meno che non vi siano indicazioni certe di allergie o intolleranze serie e scientificamente comprovate, ovviamente).
E’ un processo lento e progressivo che porterà a quella che ritengo l’alimentazione ideale: la rotazione frequente di ogni categoria alimentare, sempre rispettando i gusti del paziente.
La reintroduzione deve essere personalizzata, con l’obiettivo di recuperare la completa amicizia nei confronti degli alimenti e far comprendere al paziente che il cibo non è nostro nemico, ma dipende dall’uso che se ne fa.
La varietà alimentare è quella che preserva da stati infiammatori che peggiorano la qualità di vita del paziente.
Scegliere di variare la propria alimentazione, inserendo nel quotidiano colazioni, variando la scelta del cereale del pranzo (non utilizzando sempre pasta e pane, ma anche riso, cereali, gnocchi di patate ecc..), modificando la frequenza delle proteine, spaziando dal pesce alla carne, ma anche dalle uova ai formaggi, legumi, è la strategia vincente per migliorare il proprio benessere e ridurre l’aspetto infiammatorio, evitando di generare sintomi spiacevoli legati alla ripetuta assunzione di determinati cibi.

Indirizzo

Via Prevostura 62, ScalaC
Piacenza
29121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 13:00

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