23/08/2021
Il prof. Bruno Cacopardo DIrettore Malattie Infettive Università’ Di Catania, Membro Del Consiglio Direttivo Nazionale della Società Di Malattie Infettive e Tropicali
scrive:
Poche ore fa è stato pubblicato questo lavoro assolutamente decisivo, concentrato a valutare il subset dei soggetti che si infettano con la variante Delta: lo studio confronta gli esiti clinici e virologici tra vaccinati e non vaccinati. Quello che emerge con drammatica evidenza è che, oltre alla ben nota protezione clinica (nessuno dei vaccinati muore e nessuno va in ospedale) , nei vaccinati il tempo di declino della carica virale (pur partendo dalla stessa concentrazione virale dei non vaccinati) risulta, alla fine, circa 5 volte più rapido. La fase di eliminazione virale nasofaringea nel gruppo dei vaccinati è tanto breve da apparire quasi impercettibile. Ergo…i vaccinati albergano il virus variante per molto meno tempo e a cariche virali molto più basse. Chiunque si intenda , anche da amatore, di virologia, comprenderà che i vaccinati hanno una probabilità esponenzialmente più bassa dei non vaccinati sia di contagiare che di elaborare una mutazione. Si chiude qui (almeno per me) definitivamente, la questione vaccinale: di fronte alle evidenze incontrovertibili il silenzio è d'oro. Da oggi in poi ogni discussione sulla contagiosità e sulla patogenicità dei vaccinati (percorribile finchè si vuole in un regime libertario e in un paese in cui davanti ad un boccale di birra si può sostenere qualsiasi tesi) avrà la stessa valenza anticopernicana della ipotesi che sia il Sole a girare attorno alla Terra.
“Virological and serological kinetics of SARS-CoV-2 Delta variant vaccine-breakthrough infections: a multi-center cohort study
Po Ying Chia, Sean Ong, Calvin J Chiew, Li Wei Ang, Jean-marc Gilbert Chavatte, Tze Minn Mak, Lin Cui, Shirin Kalimuddin, Wan Ni Chia, Chee Wah Tan, Louis Yi Ann Chai, Seow Yen Tan, Shuwei Zheng, Raymong Tzer Pin Lin, Linfa Wang, Yee-Sin Leo, Vernon J Lee, David .Chien Lye, Barnaby Edward Young
Abstract
Objectives Highly effective vaccines against severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2) have been developed but variants of concerns (VOCs) with mutations in the spike protein are worrisome, especially B.1.617.2 (Delta) which has rapidly spread across the world. We aim to study if vaccination alters virological and serological kinetics in breakthrough infections. Methods We conducted a multi-centre retrospective cohort study of patients in Singapore who had received a licensed mRNA vaccine and been admitted to hospital with B.1.617.2 SARS-CoV-2 infection. We compared the clinical features, virological and serological kinetics (anti-nucleocapsid, anti-spike and surrogate virus neutralization titres) between fully vaccinated and unvaccinated individuals. Results Of 218 individuals with B.1.617.2 infection, 84 had received a mRNA vaccine of which 71 were fully vaccinated, 130 were unvaccinated and 4 received a non-mRNA. Despite significantly older age in the vaccine breakthrough group, the odds of severe COVID-19 requiring oxygen supplementation was significantly lower following vaccination (adjusted odds ratio 0.07 95%CI: 0.015-0.335, p=0.001). PCR cycle threshold (Ct) values were similar between both vaccinated and unvaccinated groups at diagnosis, but viral loads decreased faster in vaccinated individuals. Early, robust boosting of anti-spike protein antibodies was observed in vaccinated patients, however, these titers were significantly lower against B.1.617.2 as compared with the wildtype vaccine strain. Conclusion The mRNA vaccines are highly effective at preventing symptomatic and severe COVID-19 associated with B.1.617.2 infection. Vaccination is associated with faster decline in viral RNA load and a robust serological response. Vaccination remains a key strategy for control of COVID-19 pandemic.”