24/04/2026
Un Pessoa visionario agli inizi del 900, circa 80 anni prima di tutta la terapia sensomotoria, parla dei traumi psicologici che vivono nel corpo.
Adoro.💗
Li possiamo riconoscere e sentire su di noi, nella tensione delle spalle che non si abbassano mai, nel respiro che si accorcia quando i toni di un discorso si inaspriscono, nel nodo allo stomaco che sentiamo quando qualcuno ci dice no.
Pat Ogden, guru della Terapia Sensomotoria, ci spiega che il trauma non è solo ciò che è accaduto, ma anche ciò che NON è potuto accadere perché le risposte di difesa che non abbiamo potuto completare — come attaccare, fuggire, opporci — non spariscono, ma rimangono incompiute nel nostro sistema nervoso.
Non ricordiamo quei momenti incompiuti sempre e solo con la mente, ma il corpo porta una traccia indelebile, e questo è il motivo per cui a volte reagiamo in modo “eccessivo” a situazioni apparentemente piccole e insignificanti. 🤯
Perché di fatto non stiamo rispondendo solo al presente, ma stiamo riattivando qualcosa che anche in passato non ha mai trovato una vera conclusione.
Con i nostri figli questa cosa accade di continuo perché il loro comportamento va spessissimo a risollecitare dei vissuti che sono stati per noi dolorosi e che ci portano ad attivarci in automatico invece di orientare consapevolmente la nostra azione.
Per questo è fondamentale lavorare sull’esperienza del corpo.🥹
Per riconoscere ciò che si attiva, saper stare con quella attivazione senza esserne travolti e completare, in sicurezza, quelle risposte rimaste sospese. ❤️🩹
La guarigione, in questa prospettiva, non è quindi solo capire, ma è integrare, è permettere al corpo di aggiornare la propria memoria.
Perché quelle battaglie evitate non ci definiscono, ma finché restano nel corpo, effettivamente continuano a parlare al posto nostro, quantomeno nei momenti critici.
E magari da oggi puoi iniziare a notare….dove il corpo si irrigidisce, dove si ritrae, dove trattiene...perché è lì che la storia continua ed è sempre da lì che può iniziare a cambiare.