26/01/2026
Facciamo nostra questa lettera scritta da un collega più grande non solo di età, quanto di esperienza vissuta! 🫶
"DOPO 40 ANNI DI BANCO, QUESTE SONO LE 10 REGOLE CHE AVREI VOLUTO QUALCUNO MI INSEGNASSE
Dopo quarant’anni trascorsi dietro un banco di farmacia, ho capito che il mestiere non si impara solo sui libri, né nei corsi ECM. Si impara osservando le persone, ascoltando il silenzio tra una domanda e l’altra, sbagliando e pagando di persona.
La prima regola è ricordare ogni giorno che davanti a te non hai mai un cliente, ma una persona. Anche quando chiede “solo un prodotto”, dietro quella richiesta c’è sempre una storia, un dubbio, una paura o una speranza. Se dimentichi questo, diventi un distributore. Se lo ricordi, resti un farmacista.
La seconda regola è ascoltare più di quanto parli. All’inizio avevo fretta di dimostrare quanto sapessi. Col tempo ho capito che le risposte migliori arrivano solo dopo le domande giuste. L’ascolto non è tempo perso, è tempo investito.
La terza regola è non avere paura di dire “non lo so”. La credibilità non nasce dall’onniscienza, ma dall’onestà. Un farmacista che ammette un limite e promette di informarsi è molto più autorevole di uno che improvvisa.
La quarta regola è non vendere mai qualcosa che non consiglieresti a una persona che ami. Il banco è un luogo di fiducia. Ogni volta che tradisci quella fiducia per uno scontrino in più, perdi qualcosa che non tornerà.
La quinta regola è studiare continuamente, ma soprattutto osservare. Le persone ti insegnano più dei manuali. I loro comportamenti, le loro reazioni, i loro ritorni in farmacia valgono più di qualsiasi statistica.
La sesta regola è capire che la farmacia non è solo ciò che fai, ma come lo fai. Il tono della voce, uno sguardo, un gesto di attenzione restano impressi molto più del nome del prodotto consigliato.
La settima regola è non abituarti mai alla routine. Quando tutto diventa automatico, smetti di essere presente. E quando smetti di essere presente, il cliente-paziente lo percepisce subito.
L’ottava regola è rispettare il tuo ruolo. Non sei un commesso, non sei un influencer, non sei un medico mancato. Sei un professionista della salute di prossimità. Se non dai tu valore al tuo ruolo, nessun altro lo farà al posto tuo.
La nona regola è ricordare che la fiducia si costruisce nel tempo, ma si perde in un attimo. Una parola fuori posto, una risposta sbrigativa, una promessa non mantenuta possono cancellare anni di relazione.
La decima regola, la più importante, è non dimenticare mai perché hai scelto questo mestiere. Nei giorni difficili, quando sei stanco, sotto pressione o deluso, torna a quella motivazione. Se perdi il senso, perdi tutto. Se lo custodisci, anche dopo quarant’anni, questo resta uno dei mestieri più belli che esistano.
Queste non sono regole scritte su una lavagna. Sono cicatrici, errori, lezioni pagate sul campo. Se anche solo una di queste ti accompagnerà nella tua carriera, allora il mio tempo al banco non sarà stato vano."
Regole preziose per chi, come noi, fa della sua professione non un semplice mestiere, ma la propria funzione nel mondo! ❤️