04/03/2026
Per chi ha una decina di minuti di tempo questo è il mio Intervento alla Camera dei Deputati a Roma.
🙂
Prof. Angelo G.I. Maremmani
Psichiatra, Professore Associato di Psichiatria presso UniCamillus (International Medical University in Rome) di Roma; Presidente WADD-Italia (Sezione Italiana della World Association on Dual Disorders); Comitato Scientifico Coordinamento Nazionale di Organizzazioni ADHD ITALIA
📢 E se la dipendenza fosse solo la punta dell'iceberg?
Troppo spesso, quando guardiamo a un paziente con problemi di abuso di sostanze, vediamo solo l’effetto finale. Ma per aiutare davvero qualcuno, dobbiamo fare un "percorso a ritroso" e cercare la radice invisibile: spesso, quella radice si chiama ADHD.
Molti pazienti non usano sostanze per sballarsi, ma per sopravvivere. È quella che chiamiamo "automedicazione":
👉 C'è chi usa la cocaina non per fare festa, ma perché paradossalmente è l'unico modo per placare l'irrequietezza interna, riuscire a concentrarsi o addirittura dormire meglio.
L'ADHD agisce come un acceleratore: chi ne soffre ha una probabilità tre volte superiore di scivolare nel poliabuso. Eppure, esiste ancora molta paura nel prescrivere farmaci stimolanti (come il metilfenidato) a chi ha già una dipendenza.
Cosa ci dicono le evidenze scientifiche?
1️⃣ Sicurezza: Il trattamento corretto NON peggiora la dipendenza.
2️⃣ Efficacia: Stabilizzando l’ADHD, togliamo "ossigeno al fuoco" della dipendenza. Il paziente finalmente riesce a restare in cura.
3️⃣ Diagnosi precoce: Non dobbiamo aspettare che il paziente sia "pulito" per trattare l'ADHD. I due disturbi vanno curati insieme, subito.
Intervenire tempestivamente su un giovane adulto significa cambiargli drasticamente la traiettoria di vita. Non è solo medicina, è dare una reale possibilità di ripartenza.
https://youtu.be/V2J92fVoySc