01/01/2026
AFFINCHE’ IL NUOVO ANNO SIA L’INIZIO DI UNA SVOLTA
Le conoscenze vanno avanti, le procedure si arricchiscono, i livelli di assistenza al paziente aumentano ma... Cosa abbiamo dimenticato? Cosa abbiamo rimasto alle nostre spalle?
Cosa possiamo augurarci e quali potrebbero essere gli obiettivi per l’anno 2026?
Ecco, l'augurio per l’anno appena iniziato, osservate le tante dinamiche che nascono tra operatori, famiglie e specialisti, potrebbe essere quello di non dimenticare il motivo per cui siamo qui: IL BAMBINO, IL PAZIENTE.
Potremmo fare ancora tanto e tanto meritano i nostri bimbi.
Ad esempio...
Ricordiamoci che il paziente non è un contenitore vuoto in cui inserire competenze (uguali per tutti) con procedure standard.
Ricordiamoci che ogni bambino ha il diritto, a prescindere dalla condizione, di avere regole, educazione, doveri e che nessuna diagnosi di qualsiasi manuale riporta l'incapacità ad apprendere quella che comunemente chiamiamo, per l'appunto, EDUCAZIONE.
Ricordiamoci che la diagnosi non appiattisce le esigenze del paziente bensì impone agli operatori di pensare, insieme alle famiglie, trattamenti e programmi d'intervento realmente individualizzati.
Ricordiamoci che ogni bambino, oltre il singolo profilo funzionale, ha anche un contesto di vita proprio e unico: abitudini, background culturale, potenzialità, punti di forza, ecc.
Ricordiamoci che l'obiettivo è quello di rendere il bambino funzionale e autonomo nell'ambiente e socialmente, pronto per una vita lavorativa, ove realmente possibile, nella maggiore età.
Ricordiamoci che i trattamenti devono essere precoci, devono coinvolgere la famiglia e che devono essere progettati per intervenire su tutte le 168 ore settimanali di vita del bambino.
Ricordiamoci che ogni bambino, soprattutto quando ha un età tra i 2 e i 5 anni, ha come strumento di apprendimento IL GIOCO, non la cattedra, il tavolino, la sedia.
Ricordiamoci che la formazione per noi operatori non vuol dire solo NUOVE PROCEDURE.
Ricordiamoci che noi operatori che lavoriamo con i bambini dobbiamo, PRIMA DI TUTTO, essere formati su cosa sia, cosa faccia e come dovrà essere il nostro paziente. Conoscere prima di tutto le tappe dello sviluppo neuropsichico per poter poi scegliere strategie e target adeguati.
Un bambino ci dice tutto del suo stato guardandolo GIOCARE.
Al bambino va insegnato tutto GIOCANDO, dedicandogli TEMPO.
È questo quello che mi auguro ricominci a diffondersi nella mentalità del nostro settore ormai ricco e saturo di troppe dinamiche e convinzioni distanti anni luce dal normale vivere con dignità.
Quella dignità che molti pazienti ormai hanno perduto.
Buon inizio d’anno
Dott. Francesco Ruzzo