04/03/2026
Quando si vive una paura intensa e radicata, non è l’evento temuto in sé a generare la sofferenza maggiore.
È il significato che gli viene attribuito.
La mente attiva un processo di catastrofizzazione e ciò che potrebbe accadere viene rappresentato come totale, permanente, irreversibile. Un singolo episodio viene esteso all’intera esistenza. Un momento diventa “per sempre”.
Si crea così una fusione tra evento, identità e futuro.
Il pensiero non resta un’ipotesi: viene vissuto come una sentenza.
Il cambiamento avviene quando si introduce una distinzione cruciale: un’esperienza, per quanto dolorosa, è temporalmente circoscritta.
Non coincide con la totalità della vita e non la definisce in modo assoluto.
La paura può restare.
Ma smette di trasformare un momento in un destino.
Ed è lì che inizia a cambiare tutto.