02/02/2026
Nel 1985 ero presente al X Congresso della Società Italiana di Medicina Psicosomatica che si svolgeva in Abruzzo, dal titolo " Il corpo e la comunicazione non verbale", Presidente Romano Di Donato.
Erano presenti relatori del calibro di Umberto Galimberti, Pierrette Lavanchy, Michel Sapir, Camillo Loriedo, Piero Enrico Ricci Bitti, Boris Luan Plozza, Antonino Ferro, Eugenio Gaddini, Piero Parietti, Giampaolo Lai e tante altre figure di prestigio nel campo della cura psicologica.
A parlare del potere terapeutico delle favole, c'era anche lei, Maria Rita Parsi, Psicologa e Psicoterapeuta, che si farà poi conoscere a livello internazionale, soprattutto per la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza.
Ha fatto mille cose.
Ha messo a punto una "metodologia, applicabile in ambito psicologico, socio-pedagogico e psicoterapeutico, denominata psicoanimazione" e ha fondato e diretto la Scuola Italiana di Psicoanimazione, per lo sviluppo del potenziale umano.
Si è battuta contro gli abusi e i maltrattamenti dei bambini e dei ragazzi e per la loro tutela giuridica e sociale nell' Associazione Onlus "Movimento per, con e dei bambini", poi diventata Fondazione Movimento Bambino Onlus che opera per la diffusione della cultura dell'infanzia e dell'adolescenza.
L'ultima volta che ho avuto modo di ascoltare Maria Parsi è stato ad aprile dello scorso anno al workshop organizzato dall'Istituto Comprensivo Valle Fino, dove lavoravo come psicologa, dal titolo "Adolescenza, maneggiare con cura", in cui affermava dinanzi a una platea di genitori, con la sua solita grinta, che i ragazzi hanno bisogno di presenza, non di perfezione.
Della morte ha detto : "Io me la sento come liberazione" "la paura della morte... non si deve aver paura ... è il successo più importante dell'essere umano e soprattutto è importante considerare il fatto che, alla fine di una vita, se hai fatto un percorso che ti corrisponde, ce la fai a lasciare andare, a salutare tutti e a dire è andata bene".
Oggi se n'è andata.
Grazie e buon viaggio!